Cosmoprof memories.#2

**Ed eccoci alla seconda parte “introduttiva” sulle mie sensazioni a pelle (considerate che le ho scritte nella sala d’aspetto della stazione Centrale – se vedevate una pazza con un Ipad e una tastiera a scrivere frenetica, ero io :P) su questa prima assoluta al Cosmoprof.***

Per quanto riguarda la scelta dei giorni io ho la mia personale opinione, che però da quello che ho letto in giro va un pò contro l’opinione generale. Io sinceramente avrei fatto volentieri a cambio tra la domenica e il venerdì. Ok, il lunedì moltissimi stand tendono a vendere, altri che vendono durante gli altri giorni applicano ulteriori sconti sulla merce. Sì tutto vero. Ma sappiate che dovrete essere pronte ad affrontare il delirio cosmico. Il sabato la fiera è stata molto più tranquilla, meno gente, meno gente folle. Ci si poteva avvicinare alla maggior parte degli stand, si camminava liberamente. Non posso dire invece la stessa cosa della domenica, suppongo la giornata più caotica. Chiedendo però anche al personale degli stand mi hanno confermato la mia paura: anche il lunedì si presenta più o meno allo stesso modo, complice il fatto che molti saloni hanno il turno di chiusura settimanale e il fatto che molti acquirenti privati scelgono il lunedì per via del discorso di cui sopra.

cosnovaplaza

 Si anche io sono sempre alla ricerca dell’affare, ma ripeto il cosmoprof non è un mercato rionale; si finisce per comprare di tutto e di più, finendo per doversi limitare per molti mesi a venire (no, la tecnica one-off non fa per me). É poi vero che molti stand che non vendono in fiera, si trovano facilmente anche online e che il risparmio dell’acquisto in fiera è – soprattutto se si prendono pochi pordotti – molti limitato. Considerate sempre che il cosmoprof è nato in prima istanza per professionisti del settore, sia che siano aziende produttrici, distributori regionali e nazionali, grandi catene di franchising e singoli saloni di bellezza. Siamo noi le intruse.

Ho cercato di prendere parecchi campioncini, soprattutto il primo giorno (ancora la frenesia faceva da padrone). La maggior parte sono per capelli, settore che principalmente utilizza questo tipo di strategia. Non so bene quanti arriveranno a casa integri e quanti riuscirò a usarne davvero. Di oli per capelli ne avrete fin sopra le orecchie. #sapevatelo.

Ok, ora dopo tutte le mie seghe iniziali vi svelo un segreto: ho comprato tantissimo anche io. Ma, veramente pochi prodotti trucco. síloso.

In realtà me ne sono resa conto solo ora in treno. Nessun ombretto, un solo rossetto, nessun blush, ma soprattutto nessun pennello (anche se sono andata molto vicina all’acquisto di un intero set).

La verità è che ho decisamente più ombretti di quanti me ne possano servire per tutta la vita, di blush ne ho altrettanti, sui rossetti sono una che indaga poco e poi ho la mia grande predilizione per un marchio nello specifico (indovinate qual è?). Molte delle cose che mi piacevano erano facilmente acquistabili anche altrove, altri marchi che vendevano non hanno mai attirato la mia attenzione. Sono in una fase credo di stasi cosmetica, stanca di acquistare l’ennesimo prodotti similissimo a uno che già ho e magari di qualità scadente solo per l’effetto compulsivo.

Ho in realtà colto soprattutto l’occasione di acquistare prodotti che conosco e che mi piacciono, avendo la possibilità di trovarli a buon prezzo. L’unico acquisto che non ho fatto e di cui mi pento sono stati i pennelli (la pennofilia è una malattia davvero molto radicata, si sa), ma la coscienza e la mia wishlist in proposito hanno avuto la meglio.

pinktease

Ho poi ceduto a delle cose assurde, me ne rendo conto da sola. Spazzole e rulli che promettono onde magiche, ma io a volte mi faccio incantare con davvero poche paroloni dolci.

Ho avuto l’occasione di parlare con dei referenti di alcuni marchi conosciuti da noi, tra tutti: Nyx, Cosnova, Young Blood (che tra poche settimana troveremo anche a Roma), Pink Tease (azienda inglese sconosciuta in Italia), Orly, Erbolario, Helan. Ma anche con alcuni rivenditori italiani: Clarissa Nails, Orly Italia (che è diverso da Orly presente con il suo stand statunitense), BB Cream Italia…

 

pinkcastle

 

Ma soprattutto, mi sono divertita da morire. Come Alice nel Paese delle meraviglie. E credo che questo sia quello che davvero conta.

E voi che ne pensate del Cosmoprof? Qual è stato o quale sarebbe il vostro intento all’interno della fiera? Siete del tipo “voglio curiosare” o talebane dell’acquisto?

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6 thoughts on “Cosmoprof memories.#2

  1. dramanmakeup ha detto:

    Io ci sono stata sabato e domenica mattina e si, sabato non c’era troppa gente!
    Non ho comprato quasi nulla, mi sono divertita troppo a girare e guardare tutto *__*

    • cocoshangai ha detto:

      Domenica, dopo un sabato relativamente tranquilla, mi é preso un mezzo colpo O.O, mi sono rifugiata negli stand meno frequentati (perché non vendevano) ma secondo me davvero interessanti….poi continuò a non capire perché la gente perdeva tempo per accaparrarsi millemila borsette vuote e non si interessava agli stand di prodotti che non abbiamo…ma forse sono strana io:)
      Ahahhaa mi fa troppo ridere il pensiero che magari ci siamo incrociate, stessi giorni e stessa attesa alla stazione centrale:P

      • dramanmakeup ha detto:

        e stessa faccia stravolta al ritorno hahahahaha no ma le borse vuoteeeee! Parliamone! Capisco prenderne una per mettere le altre cose -se proprio- ma c’era gente che ne aveva tipo sei xD

        • cocoshangai ha detto:

          Anche io alla fine un paio me le sono portate a casa, ma , in primis, perchè dentro c’era qualcosa (“stranamente” prodotti per capelli…) e poi perchè erano riutilizzabili (vedi quella Amika o anika non ricordo bene, che è oggettivamente carinissima…mentre ho il sospetto che quella moroccan oil diventerà tipo una busta per i surgelati, davvero terribile). Ma queste signore che se ne andavano in giro con 4 sportine di carta di essence vuote…perchè?? non produciamo già abbastanza immondizia, abbiamo bisogno di tutta questa inutile carta?? *attivista ambientale antispreco mode on:P*

  2. Misato-san ha detto:

    io avrei voluto fare entrambe le cose. curiosare, perché io amo curiosare ovunque, se ho cominciato a fare i post degli swatches e le overview è perché amo pasticciarmi le mani e fare foto.
    Comprare perché sicuramente qualcosa la volevo.
    E poi avrei voluto incontrare gente.

    • cocoshangai ha detto:

      Diciamo che almeno per me era impossibile non comprare (soprattutto comprare poco, qualche rimpiantino ce l’ho pure da quel punto di vista). Però, ecco, la meraviglia, per chi appassionata di questo mondo, di vedere così tanti espositori, con prodotti diversi, alcuni che anche io faticavo a comprendere, e poi le dimostrazioni, le prove…beh quello è senza dubbio la cosa che ho preferito in assoluto. Sembravo una bambina a disneyland.
      Io avrei tanto voluto partecipare a qualche piccolo meeting di cui avevo letto qua e la nei blog che seguo, poi alla fine per questioni di tempistiche e accompagnatrici ho dovuto rinunciare; in compenso – visto che quando voglio la parlantina non mi manca – è stato davvero bello incontrare ragazze e signore per caso, magari di fronte ad uno stand e confrontarsi liberamente, inziare a chiacchierare di csmesi e di vita, si crea una strana sorellanza in quei giorni alla fiera secondo me 🙂

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