Archivio mensile:aprile 2013

Liebster Blog Award

Innanzitutto ringrazio Misato per il premio, ne sono davvero onorata visto che il suo blog è per me una piccola guida spirituale ❤ Se non lo conoscete (ma ne dubito), vi ordino di seguirlo immediatamente, per la precisione delle sue review, per il suo ottimo stile di scrittura e per la varietà di argomenti trattati in modo esaustivo.

liebsteraward

Ora…..passiamo alle regole:

Le regole sono:
– dire 11 cose a random su di me
– rispondere a 11 domande fatte da chi mi premia
– premiare altri 11 blog

 I miei 11 fatti random

1 – Sono una lettrice appassionata, in particolare di letteratura russa ma il mio autore preferito è giapponese.

2 – Faccio art journaling

3 – Lavoro in un ambito che a dirlo sembra una figata, ma no, sappiate che non è così. E poi mi occupo di aspetti noiosi. (il cinema)

4 – Ho fatto danza classica per moltissimi anni e nuoto a livello agonistico, ma ora sono diventata una potato couch (= sono una pigrona)

5 – Amo seguire sport alla tv, e sono una grande appassionata di calcio (ho avuto anche l’abbonamento allo stadio per seguire una squadra della capitale)

6 – Da bambina volevo fare la giornalista

7 – I miei genitori amano viaggiare e grazie a loro ho potuto visitare tantissimi Paesi.

8 – Parigi è la città che mi rende più felice al mondo

9 – Per moltissimi anni sul web il mio nickname è stato Yukino,

10 – Tuttora ho difficoltà a dire blusa e preferisco il volgare “fard”.

11 – Il più bel complimento che abbia mai ricevuto in vita mia è stato “sei un’anima azzurra” (chi me lo ha detto è diventato la persona con cui divido la vita <3)

Ora le domane che ho scelto tra quelle cui ha risposto Misato, ho cercato di essere il più varia possibile in termini di argomenti, ma non nego che avrei potuto rispondere tranquillamente a tutte XP

1. Dove vorresti vivere?  San Francisco (Dreaming Califronia), Shangai ❤ (tralasciando i piccoli problemi di mancanza di libertà di espressione cinesi), Londra, Berlino. Diciamo che le scelte sono tante.  

2. Dove non vorresti mai vivere? In realtà non ci ho mai pensato, diciamo che non sono una grande amante della provincia italiana (da cui sono scappata).

3. Se potessi scegliere una lingua (che non sia l’inglese perchè è troppo ovvio U_U), da saper parlare come un madrelingua oltre all’italiano, quale sceglieresti? Assolutamente il russo e il turco, ma anche il giapponese (sì per leggere i libri in lingua originale)

4. La professione che non vorresti mai esercitare?  Il responsabile risorse umane.

Catbert

5. Gonna, pantaloni o abiti? Decisamenti vestiti, meglio se in stile anni ’60. Io d’inverno muoio di freddo con i pantaloni e d’estate ci muoio di caldo. Non siamo proprio biologicamente compatibili 😛

6. Cappotto o piumino? No, il piumino MAI. Solo cappotti.

7. La cover di una canzone che ti piace più dell’originale?

8. la canzone che ti ricorda un bel momento della tua vita?

9.  il tuo primo rossetto serio? Lui. Collistar n°14 rosso passione. E il destino era già segnato…

14 rossopassione

10. Il colore di ombretto con il quale hai più confidenza? Il verde e il rame, ma anche il teal mi mette in sicurezza.

11. Quante scarpe hai? Decisamente troppe, considerando che non porto scarpe con il tacco. Le mie scarpe si dividono in tre o quattro modelli declinate in mille varianti: ballerine, converse, simil-mocassini e scarpa inglese. Si in inverno anche non pochi stivali.

Ora, i blog che premio. Anche in questo caso mi piacerebbe premiare i blog che ritengo i più interessanti e che seguo con maggiore assiduità (dovrei taggare anche Misato, ma mi sembrerebbe una roba cacofonica). Ho cercato anche di rimanere fedele all’award e ho cercato di inserire blog con meno di 200 followers, anche perchè anche io sono un blog piccino e appena nato quindi… (ok, però sappiate che per me è stato veramente difficile capire quanti follower ha un blog, quindi sì, mollo prima dell’undicesimo)

1- a bad girl love silence 

2- Laura Palmer’s Diary

3- Alquanto inutile

4- Frivolousness and surroundings

5- Chacun cherche son chat

6- Shopping and reviews

7- In principio erano i truccosetti

8- A colourful mess

9- alopecia con filosofia

10- Msilvy

11- The taste of ink

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Super Sweet Blogging award

La fantastica c. di CookieBeauty mi ha assegnato, ormai diverso tempo fa, un superdolcissimo premio. Si tratta anche del primo in assoluto da quando ho iniziato questa travagliata esperienza blogghifera (e chi se lo aspettava che ci volesse così tanto tempo nel sistemare un post ed editare le foto, trovare il momento giusto per farle…?). Quindi sono doppiamente onorata.

Passo subito alle regole del premio:

1 Visita e ringrazia il blogger che ti ha nominato
2  Ringrazialo nel tuo blog e linka il suo
3 Rispondi alle domande “Super dolci”
4  Nomina una “Dozzina di panini” (cioè 13, con l’opzione: ti regalo un panino se ne compri 12… usanza medievale inglese!) a cui dare il premio, crea un link nel post e avvisali postando un commento nel loro blog
5  Copia e posta il premio nel tuo blog

Passiamo alle domande:

1. Biscotti o torta?

Torta e una in particolare: crostata di marmellata (una qualsiasi: visciole, albicocche, arance, mirtilli, lamponi…fate un pò voi) tutta la vita

2. Cioccolato o Vaniglia?

Vaniglia. Amo il cioccolato, ma non tanto quanto la vaniglia.

3. Qual’è il tuo spuntino dolce preferito?

Nutella. Anche da sola. E i gelati, in qualsiasi stagione dell’anno.

4. Quando hai maggior voglia di cose dolci?

Quando sono triste. La sera dopo cena, impigiamata e pronta a mangiarmi un bel gelatone.

5. Se tu avessi un soprannome “dolce”, quale sarebbe?

Biancorì. Perchè la mia vena anni ottanta non finisce mai. E poi perchè non ho mai capito che fine hanno fatto ç_ç, cioè cioccolato bianco e riso soffiato insieme sono tipo l’accoppiata del secolo (scorso).

biancorì

Ora la parte più difficile, nominare altri blog. In queste cose sono sempre stata una grande schiappa, quindi ringrazio tutte le ragazze che seguo da molto tempo (da mooolto prima della mia iscrizione a wordpress) e che con i loro stupendi blog mi hanno fatto scattare la voglia di buttarmi in questo strano molto dei beauty blog.

Di seguito:

1. Jesslan

2. Annatì

3. Bluebushing

4. Dottedaround

5. Mymakeupbox

6. Francimakeup

7. Fedemakeup

8. Trucchi Svelati

9. In principio erano i truccosetti

10. BeautyBats

11. Mix&match

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Diario di una consumatrice non responsabile: Non sei una beauty b(v)logger se non hai una yankee candle.

Riflessioni random su come tutto cambia ma in fondo non cambia niente. (Nulla di personale)

Innanzitutto, vorrei che tutte le ragazze che comprano con amorevole passione candele non si sentano accusate dalle mie parole. Anche io ho diverse yankee candle e altre candele in giro per casa, quindi queste riflessioni partono, come sempre, innanzitutto da me.

Io amo il mio essere beauty addict. Credo che dopo anni in cui una donna doveva nascondere la cura per se stessa, lasciando che il mondo maschile (ista) apprezzasse tutti i suoi sforzi per essere bella ma “acqua e sapone”; finalmente siamo riuscite a prenderci una rivincita. Il fatto che amiamo prenderci cura di noi e truccarci, non è un crimine (ma su questo avevo già ampiamente esposto il mio punto di vista qualche tempo fa ), ma la cosa più bella è che finalmente lo facciamo per noi stesse, senza  passare per forza per quelle che  “no, sono uscita così come sono scesa dal letto” dopo ore spese dall’estetista.

L’apertura totale di moltissime donne al mondo dei cosmetici, la loro curiosità e la loro voglia di provare ha radicalmente modificato questa industria. In primo luogo facendola diventare uno dei più importanti settori anticiclici: in tempi di crisi nera, infatti, il comparto cosmetica registra delle crescite inaspettate (il fatturato cosnova del 2012 è stato di 200 milioni di euro).  In generale il mercato cosmesi è sempre stato caratterizzato da un’andatura anticiclica (il famoso lipstick index insomma), ma nel complesso la cosa che personalmente mi colpisce molto è come si sono spostate le scelte di spesa: il fatto che la migliore tenitura sia quella della cosmesi, a sfavore di skincare, profumi e prodotti per capelli, secondo me è un segnale di come siamo divenute consumatrici che amano le spese improvvisate, che si “consolano” con i prodotti che costano – in senso assoluto – meno e che ci permettono di spaziare (per quante creme possiate acquistare  se ne potrà usare sempre una alla volta).

Un altro fondamentale cambiamento è avvenuto nelle modalità di comunicazione e persuasione dei prodotti e dei brand. Sì perchè tutte, per quanto razionali e attente possiamo vederci, siamo irrimediabilmente influenzate dagli sforzi in termini pubblicitari messi in atto dalle case cosmetiche, che sono state molto brave nel cambiare in tempi rapidi i loro processi interni.
Quello di cui voglio parlare è il loro modo di persuaderci, anche se grandi cambiamenti sono avvenuti anche nell’offerta, con un boom di prodotti sempre più innovativi necessari per spingerci a comprare sempre di più (effetto di sostituzione = se ho già un fondotinta l’unica cosa che mi spingerà ad acquistarne altre 4 è la promessa che siano molto diversi tra loro e che offrano qualcosa di innovativo). Avete fatto caso all’uso esasperante delle parole “nuovo” “innovativo” nelle ultime campagne pubblicitarie (CC? BB? glossy/ultraglossy?). Insomma, io sono la prima  a folleggiare per i prodotti innovativi, ma a volte non so più quando innovativo è sinonimo di “abile mossa di marketing”.

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 I modelli di consumo sono radicalmente cambiati e con essi il modo in cui le aziende cercano di venderci i loro prodotti (perchè sì, il fine ultime di qualsiasi meravigliosa campagna istituzionale è sempre quello vendere)

Il bisogno da soddisfare non è più quello di essere come le meravigliose, quanto photoshoppate modelle delle campagne delle grandi case cosmetiche high-end europee (Lancòme, Dior, Chanel), che per decenni sono state l’obiettivo massimo che ogni donna curata si prefiggeva. La nuova voglia parla di esotico, di sogni americani e di libertà (oltre a quello di essere meglio che appena saltate dal letto, of course). Fino a qualche anno fa era praticamente impensabili imbarcars in assurde avventure cibernetico-postali, tra costi di spedizione spropositato e l’ansia-da-dogana.
Questo perchè siamo diventate consumatrici molto più informate, certo, ma anche consumatrici molto più compulsive e alla fremente ricerca di novità e nuovi modelli di omologazione (sì, ho usato l’odiosa parola che da trenta righe mi stava tenendo dentro).

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Le influencer -le prime e forse le uniche che meritano di essere chiamate tali – sono ragazze normali, ma mica tanto. Perchè diciamocelo: col piffero che io potevo andarmene a new york, dopo il costoso ied, a fare un corso d’inglese e poi un corso di trucco. No davvero. Così come non credo potrò mai avere una stanza adibita a zona trucco, perchè siamo in tre (due essere umani più un essere felino) a dover campare in casa e mai e poi mai toglierei uno spazio che potrebbe essere condiviso solo per poter rimirare i miei trucchi (a volte lo faccio, mentre carico la lavatrice, visto che quello è il posto dei miei trucchi). Sono cosmopilite, dall’allure anglosassone, carine-ma-non-troppo. Dannatamente studiate. Non che questo mi crei grossi problemi, ma sono quelle cose che si dovrebbe far presente a una ragazzina di 12 anni (che mi chiedo cosa diavolo se ne fa di un vanity table con sopra migliaia di euri in trucchi, ma le digressioni morali forse non spettano a una che a quell’età stava ancora giocando ai power rangers)

clio
io le voglio eh! la mia è solo onestà intellettuale

Con questo non voglio dare una connotazione negativa ai nuovi meccanismi che ci spingono a comprare molti prodotti. Allo stesso tempo si è creata una ricchissima rete di ragazze che hanno deciso di dire la loro, il proprio punto di vista sull’abnorme quantità di trucchi che gravitano nel proprio bagno. Senza intermediazioni, nè accordi con le case cosmetiche. Il passaparola è diventato cibernetico e ragazze di ogni parte d’Italia si scambiano idee, suggerimenti, esperienze. Portando le case cosmetiche a far fronte a colossali bocciature che hanno portato alla dismisisoni di prodotti o alla veloce produzione di prodotti di grande successo, cavalcando l’onda di chi, pioniere, ha introdotto nel democratico (ancora?) canale cibernetico prodotti fino a ieri poco conosciuti. Noi stesse siamo divenute decisori fondamentali nelle scelte strategiche delle case cosmetiche, perché più preparate e più attente. Perchè alla fine siamo noi che le sosteniamo, che gli permettiamo di vivere. Non dimenticatelo mai.

Tutto questo inutile papiro solo per dire che il mondo del beauty si sta ampliando e sta radicalmente modificandosi, nel bene e nel male. Come in ogni processo di trasformazione, ci sono due facce per la stessa medaglia. Pr questo è sempre assolutamente fondamentale usare la testa ed essere personae bilanciate, in grado di ragionare con acume anche su un argomento di primo impatto frivolo come la cosmesi.

p.s. non so se questi argomenti un po’ da bacchettona possano interessare qualcuno veramente. Io ho lasciato tutto nel vago (articolo scritto in treno, come la maggioranza dei suoi predecessori), MA in caso affermativo fatemelo sapere, nel mio tempo libero (leggi= nei miei momenti di scazzo al lavoro) sappiate che mi dedico ad assidue letture accademiche sull’argomento (sì sono una persona triste). E di teorie cospirazioniste e pseudo-economiche sul mondo beauty ne ho a bizzeffe per fracassarvi i marùn 😛

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I mille volti di una donna

Ero un pò reticente a pubblicare questo post, in particolare a pubblicare il mio faccione in tutta la sua poca beltà, con i suoi mille difetti. Ma poi ho capito che se ti piacciono i trucchi non puoi esimerti dal passare sotto il giudizio universale di chi come te impazzisce per l’impiastricciamento facciale. E così ho preso il coraggio a due mani e ho fotograto gli ultime due trucchi che ho fatto.

In realtà l’obiettivo ne è che sono una donna che non ha pregiudizi nei confronti di alcunché. Mi piacciono i trucchi marroni come quelli molto colorati, amo i brillantini, i colori matt, le labbra calcate. Non penso troppo alle “regole auree” che i make up artist hanno deciso per noi, e seguo solo l’estro del momento.

Non dovremmo fermarci di fronte a nulla, men che meno dinnanzi alle barriere mentali che ci dicono di non indossare un certo colore o un certo prodotto perchè secondo qualche teoria astrusa o secondo il nostro giudizio (sempre troppo parziale e cattivo) dovrebbe starci male. Quello che ci fa stare davvero male è non sentirci a nostro agio con noi stesse, è sentirci in imbarazzo perchè in fondo ci sono cose di noi che non riusciamo proprio ad accettare. E la via migliore per non metterci a confronto con noi stesse è essere sobrie. Ecco credo che non c’è parola che tollero meno di sobrietà. Perché si porta dietro tutto il substrato di imposizioni sociali, di dettami imposti dal senso comune che nessuno dovrebbe mai accettare.

Io sono una di quelle ragazze che non trova alcun punto di forza nel suo aspetto, soprattutto nella sua faccia. Ho il naso rotto (due volte!), sono miope e ho lo strabismo di venere, ho le labbra poco armoniche e con una bella cicatrice a lato, ho cicatrici da acne e una pelle molto capricciosa e quanto mai disomogenea, piena di brufoli e imperzioni che sono impossibili da celare. Ma non importa. Io sono questo, i miei difetti raccontano la mia storia. E anche se non mi piace quasi nulla di me, non cambierei una virgola del mio aspetto.

Ora, tornando a quello che era l’idealo scopo di questo posto, torno al trucco e abbandono un pò la moralizzatrice che è in me. Il senso è che no, non mi interessa niente se il mio trucco “sembra troppo vistoso” e “non è un trucco da giorno”, o se per la sera in discoteca ho deciso di ritirare fuori la mia naked abbandonata. Ma soprattutto, come vedrete, mi interessa ancora meno arrivare a fine serata con il trucco andato per la tangente:
– Per diamine, sto correndo da un lato all’altro della città per pensare che il blush è ormai scomparso
– per diamine, sono troppo presa a bere e a scatenarmi sotto i colpi dei Cure o gruppi indie di dubbio gusto per pensare che il rossetto ha deciso di lasciare le labbra alla scoperta del resto del viso.

Face #1  la mattina, in tutto il mio rincoglionimento, sono incredibilmente attratta dai colori freddi a quanto pare. E si, nel dubbio, mi lascio guidare non poco da quello che indosso 🙂

purplecollage

Scusate le foto sfuocate, ma ho provato in tutti i modi ad aggiustarle senza esiti positivi, diciamo che spero si colga il senso dei colori.

Base
– Skin 79 Super BB
– Stay all day correttore (occhiaie) in 10 natural beige
– H&M Concealer in 12 white sand
– Nyx Twin Cake powder in CP05 beige
– Mac Pro longwear blush in Rosy outlook
– Mac Mineralize skinfinish in Sof&gentle (usato anche come punto luce sotto le sopracciglia)

Occhi

– Shiseido hydro powder eyeshadow in H6 violet visions (ombretto in crema nella vecchia versione)
– Sleek palette lagoon: night sky (su tutta la palpebra), deep water (sulla piegaI, reflection (come punto luce all’interno dell’occhio)
– Sleek palette ultra matte v2: Dune (per sfumare sopra la piega)
– Sleek palette showstoppers: au natural (ad intesificare l’angolo esterno dell’occhio)
– Kiko Metal light eyeliner in 07
– Essence multiaction mascara (rosa)

Labbra
– Kiko Smart lip pencil in 709
– Mac satin lipstick ed. Viva glam Nicky

Face #2 – a differenza della maggior parte della popolazione (credo), mi accorgo che la maggior parte dei trucchi caldi, in cui il colore predominante è il marrone (no, non chiamamoli neutri – perchè il marrone non è il nulla) li faccio di sera.

naked_collage

Si le foto sono state fatte mille ore dopo il trucco, in particolare si vede il rossetto sbavato ovunque, le sopracciglia nella loro terribile versione natural, la base andata un pò a puttane e la mia meravigliosa vestaglia da casa. 🙂

Base
– Make up forever HD foundation in n118
– Clinique all about eyes in 03 light petal (correttore per le occhiaie)
– H&M concealer in 12 white sand per le imperfezioni
– Nyx HD studio photogenic grinding powder in 01 nude
– Benefit hoola (countoring)
– Mac sheertone blush in coygirl
–  Mac Mineralize skinfinish in Sof&gentle

Occhi
– Essence I love stage eyeshadow base
– Urban Decay Naked palette: sin (su tutta la palpebra), toasted e hustle (per la piega), naked e buch (per sfumare), virgin (come punto luce)
– Essence gel eyeliner in 01 midnight in paris
– Essence i love rock eye pencil
– Rimmel Scandaleyes flex mascara

Labbra:
– Sephora nano lip liner in 20n real red
– Mac matte lipstich ed. viva glam I

Sì, era partito come un post su alcune facce del giorno, ma come sempre ho finito di parlare di tutt’altro. Accettiamoci, indossiamo ciò che ci piace. Sovvertiamo le regole che ci vorrebbero sempre carine, educate, poco chiassose (nel nostro aspetto)…tiriamo fuori tutto quello che abbiamo dentro. E facciamolo anche con il trucco. Se ci piacciono le 50 sfumature di marrone, non facciamoci pare mentale nel pensare che usiamo sempre lo stesso colore (anche se sì, lo stiamo facendo); se ci piacciono trucchi dai colori più squillanti non è mai un problema, in nessuna ora del giorno; l’eye-liner va bene anche la mattina alle 8, così come il burrocacao si può mettere per una serata. E non fidatevi di chi vi dice il contrario.

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PuntidiVista: Nyx Twin Cake review.

Ho deciso di dirvi la mia su un prodotto che sto usando tuttiisantigiorni negli ultimi due mesi. Nyx tanto tempo fa aveva indetto un concorso sulla sua pagina facebook per il lancio della nuova linea hd: si trattava di scrivere un commento cercando di spiegare in modo originale perchè essere delle buone tester per i loro prodotti. Io sono stata una delle 10 vincitrici. Ho ricevuto un bel sacchetto pieno di prodotti, spero grazie alla mia inventiva. Tutto questo è successo molto prima che aprissi il blog. Spero di aver chiarito la questione.
Tornando a noi, ho saputo al Cosmoprof che Nyx dovrebbe entrare fisicamente nel mercato italiano tra un mesetto (incrociamo le dita), quindi ho pensato che potesse essere interessante parlarvi di alcuni prodotti che mi sono piaciuti moltissimi (come lei) e, soprattutto, di altri che non mi sono piaciuti per niente.

Cipria Compatta Twin Cake in CP05 Nude.
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La cipria è probabilmente il prodotto che maggiormente mi ha conquistata. E che sicuramente ricomprerò una volta terminato.

La prima cosa che ho apprezzato è la confezione. Classica, abbastanza compatta, con il repartino per la spugnetta e lo specchietto. Ora, in fondo io non chiedo niente di strano: la spugnetta a parte in uno scomparto che non si apra ogni 3×2, uno specchietto che mi permetta di vedere almeno una porzione del mio faccione, una confezione pratica, resistente e poco ingombrante. Ecco lei risponde già alle mie piccole richieste.

Passiamo al prodotto vero e proprio. Mi piace! In primi la sua consistenza, non sfarina e si fonde perfettamente con la pelle (cosa per me non così banale).

Io ho da sempre un terribile rapporto con le cipirie, mi sono necessarie perchè la mia pelle è oscena e ha bisogno di uniformità, ma allo stesso tempo ci mette un secondo a sembrare polverosa. E sono democratica, ho provato le compatte, quelle in polvere libera, le trasparenti, i fondi compatti. Niente, c’era sempre qualcosa che andva storto nel nostro rapporto.

è abbastanza coprente ma non troppo, quel tanto che basta a uniformare l’incarnato senza farti diventare una maschera veneziana. Un’altra cosa fondamentale è che l’applicazione con la sua spugnetta è perfetta, non crea macchie sul viso, ne una patina di cemento armato. Per questo motivo (e per il suo specchietto, forse un pò piccolo se proprio vogliamo trovargli un difetto) la trovo ideale da portare in borsetta.

Infine, una delle caratteristiche che me la fa adorare è la sua durata. Ok per molte persone immagino sia banale che una cipria aumenti la durata del trucco. Ecco, per me no. Quasi tutte le ciprie che ho provato, anche quelle mattificanti, mi lucidavano il viso in pochissimo tempo, molto di meno di quello che avrebbe fatto il fondo lascito in solitudine.

twincake2_nyx
la spugnetta rigorosamente zozza indica l’alto tasso di gradimento e utilizzo, però, sì, vanno lavate anche le spugnette dentro ai prodotti, losoloso.

Questa cipria invece, pur uniformando e dando quel tocco di copertura in più di cui ha bisogno una pelle poco uniforme come la mia, non dà segni di cedimento appena messo il naso fuori casa. Arrivo tranquillamente alle 6/7 di sera ancora perfettamente in ordine (si parla di almeno 8 ore, per rimanere sul basso).

è pur sempre vero però che, come nella gran parte dei prodotti, la cipria è un prodotto assolutamente personale, che dipende in primis dal tipo di pelle e dal fondotinta che si usa sotto. Io l’ho testate per ora con due fondi, entrambi hd: quello di mufe e quello di Nyx, oltre che con la BB Skin79; si è comportata egregiamente con tutti i prodotti, anche se il suo meglio lo ha dato con il cugino della stesa casa cosmetica (ho il sospetto che però derivi dalla maggiore coprenza di quest’ultimo rispetto al Mufe, e che quindi nell’insieme dona alla mia pelle simile alle montagne russe un aspetto più compatto e armonioso).

In sintesi, questo prodotto risponde esattamente a quello che cerco in una cipria:

– Deve far respirare la mia pelle (e me ne accorgo dal fatto che con molte ciprie mi sono usciti sfoghi terribili)

– Avere una colorazione abbastanza neutra e chiara, adatta alla mia carnagione (Mister Clinique, hai capito?)

– Buon potere uniformante e levigante

– Fondersi con la pelle senza dare l’effetto “Sierra Nevada”

– Buona durata.

twincake_retro
E voi avete provato qualche prodotto per la base di Nyx? Come vi ci siete trovati? E soprattutto, cosa ne pensate della loro campagna di lancio in Italia? A me, rispetto a quello che fanno tante altre aziende, non dispiace per nulla, con la possibilità di dare prodotti in omaggio anche alle consumatrici “normali” iscritte alla loro pagina fb e a un blogger kit ogni volta diverso e variegato.
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