Diario di una consumatrice non responsabile: Non sei una beauty b(v)logger se non hai una yankee candle.

Riflessioni random su come tutto cambia ma in fondo non cambia niente. (Nulla di personale)

Innanzitutto, vorrei che tutte le ragazze che comprano con amorevole passione candele non si sentano accusate dalle mie parole. Anche io ho diverse yankee candle e altre candele in giro per casa, quindi queste riflessioni partono, come sempre, innanzitutto da me.

Io amo il mio essere beauty addict. Credo che dopo anni in cui una donna doveva nascondere la cura per se stessa, lasciando che il mondo maschile (ista) apprezzasse tutti i suoi sforzi per essere bella ma “acqua e sapone”; finalmente siamo riuscite a prenderci una rivincita. Il fatto che amiamo prenderci cura di noi e truccarci, non è un crimine (ma su questo avevo già ampiamente esposto il mio punto di vista qualche tempo fa ), ma la cosa più bella è che finalmente lo facciamo per noi stesse, senza  passare per forza per quelle che  “no, sono uscita così come sono scesa dal letto” dopo ore spese dall’estetista.

L’apertura totale di moltissime donne al mondo dei cosmetici, la loro curiosità e la loro voglia di provare ha radicalmente modificato questa industria. In primo luogo facendola diventare uno dei più importanti settori anticiclici: in tempi di crisi nera, infatti, il comparto cosmetica registra delle crescite inaspettate (il fatturato cosnova del 2012 è stato di 200 milioni di euro).  In generale il mercato cosmesi è sempre stato caratterizzato da un’andatura anticiclica (il famoso lipstick index insomma), ma nel complesso la cosa che personalmente mi colpisce molto è come si sono spostate le scelte di spesa: il fatto che la migliore tenitura sia quella della cosmesi, a sfavore di skincare, profumi e prodotti per capelli, secondo me è un segnale di come siamo divenute consumatrici che amano le spese improvvisate, che si “consolano” con i prodotti che costano – in senso assoluto – meno e che ci permettono di spaziare (per quante creme possiate acquistare  se ne potrà usare sempre una alla volta).

Un altro fondamentale cambiamento è avvenuto nelle modalità di comunicazione e persuasione dei prodotti e dei brand. Sì perchè tutte, per quanto razionali e attente possiamo vederci, siamo irrimediabilmente influenzate dagli sforzi in termini pubblicitari messi in atto dalle case cosmetiche, che sono state molto brave nel cambiare in tempi rapidi i loro processi interni.
Quello di cui voglio parlare è il loro modo di persuaderci, anche se grandi cambiamenti sono avvenuti anche nell’offerta, con un boom di prodotti sempre più innovativi necessari per spingerci a comprare sempre di più (effetto di sostituzione = se ho già un fondotinta l’unica cosa che mi spingerà ad acquistarne altre 4 è la promessa che siano molto diversi tra loro e che offrano qualcosa di innovativo). Avete fatto caso all’uso esasperante delle parole “nuovo” “innovativo” nelle ultime campagne pubblicitarie (CC? BB? glossy/ultraglossy?). Insomma, io sono la prima  a folleggiare per i prodotti innovativi, ma a volte non so più quando innovativo è sinonimo di “abile mossa di marketing”.

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 I modelli di consumo sono radicalmente cambiati e con essi il modo in cui le aziende cercano di venderci i loro prodotti (perchè sì, il fine ultime di qualsiasi meravigliosa campagna istituzionale è sempre quello vendere)

Il bisogno da soddisfare non è più quello di essere come le meravigliose, quanto photoshoppate modelle delle campagne delle grandi case cosmetiche high-end europee (Lancòme, Dior, Chanel), che per decenni sono state l’obiettivo massimo che ogni donna curata si prefiggeva. La nuova voglia parla di esotico, di sogni americani e di libertà (oltre a quello di essere meglio che appena saltate dal letto, of course). Fino a qualche anno fa era praticamente impensabili imbarcars in assurde avventure cibernetico-postali, tra costi di spedizione spropositato e l’ansia-da-dogana.
Questo perchè siamo diventate consumatrici molto più informate, certo, ma anche consumatrici molto più compulsive e alla fremente ricerca di novità e nuovi modelli di omologazione (sì, ho usato l’odiosa parola che da trenta righe mi stava tenendo dentro).

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Le influencer -le prime e forse le uniche che meritano di essere chiamate tali – sono ragazze normali, ma mica tanto. Perchè diciamocelo: col piffero che io potevo andarmene a new york, dopo il costoso ied, a fare un corso d’inglese e poi un corso di trucco. No davvero. Così come non credo potrò mai avere una stanza adibita a zona trucco, perchè siamo in tre (due essere umani più un essere felino) a dover campare in casa e mai e poi mai toglierei uno spazio che potrebbe essere condiviso solo per poter rimirare i miei trucchi (a volte lo faccio, mentre carico la lavatrice, visto che quello è il posto dei miei trucchi). Sono cosmopilite, dall’allure anglosassone, carine-ma-non-troppo. Dannatamente studiate. Non che questo mi crei grossi problemi, ma sono quelle cose che si dovrebbe far presente a una ragazzina di 12 anni (che mi chiedo cosa diavolo se ne fa di un vanity table con sopra migliaia di euri in trucchi, ma le digressioni morali forse non spettano a una che a quell’età stava ancora giocando ai power rangers)

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io le voglio eh! la mia è solo onestà intellettuale

Con questo non voglio dare una connotazione negativa ai nuovi meccanismi che ci spingono a comprare molti prodotti. Allo stesso tempo si è creata una ricchissima rete di ragazze che hanno deciso di dire la loro, il proprio punto di vista sull’abnorme quantità di trucchi che gravitano nel proprio bagno. Senza intermediazioni, nè accordi con le case cosmetiche. Il passaparola è diventato cibernetico e ragazze di ogni parte d’Italia si scambiano idee, suggerimenti, esperienze. Portando le case cosmetiche a far fronte a colossali bocciature che hanno portato alla dismisisoni di prodotti o alla veloce produzione di prodotti di grande successo, cavalcando l’onda di chi, pioniere, ha introdotto nel democratico (ancora?) canale cibernetico prodotti fino a ieri poco conosciuti. Noi stesse siamo divenute decisori fondamentali nelle scelte strategiche delle case cosmetiche, perché più preparate e più attente. Perchè alla fine siamo noi che le sosteniamo, che gli permettiamo di vivere. Non dimenticatelo mai.

Tutto questo inutile papiro solo per dire che il mondo del beauty si sta ampliando e sta radicalmente modificandosi, nel bene e nel male. Come in ogni processo di trasformazione, ci sono due facce per la stessa medaglia. Pr questo è sempre assolutamente fondamentale usare la testa ed essere personae bilanciate, in grado di ragionare con acume anche su un argomento di primo impatto frivolo come la cosmesi.

p.s. non so se questi argomenti un po’ da bacchettona possano interessare qualcuno veramente. Io ho lasciato tutto nel vago (articolo scritto in treno, come la maggioranza dei suoi predecessori), MA in caso affermativo fatemelo sapere, nel mio tempo libero (leggi= nei miei momenti di scazzo al lavoro) sappiate che mi dedico ad assidue letture accademiche sull’argomento (sì sono una persona triste). E di teorie cospirazioniste e pseudo-economiche sul mondo beauty ne ho a bizzeffe per fracassarvi i marùn 😛

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40 thoughts on “Diario di una consumatrice non responsabile: Non sei una beauty b(v)logger se non hai una yankee candle.

  1. Pamela ha detto:

    Ciao
    molto interessante questo ragionamento, non fa una piega e mi trovi d’accordo su tutto.
    Ho sempre sostenuto di non essere una beauty blogger, ma quando il mese scorso ho scoperto una innata passione per i macarons la mia convinzione ha iniziato a cedere… Ma adesso, grazie a te, ho la conferma: non sono una beauty blogger perchè non so neanche cosa siano queste yankee candle e perchè abbiano tutto ‘sto successo!! 😉

  2. Robiwan ha detto:

    un’analisi dannatamente intelligente della situazione attuale.. effettivamente mi chiedo se sia meglio ora che mi sento una consumatrice -un pò- più consapevole ma con una marea di cose inutili oppure prima, totalmente ignara di quel poco che stavo comprando ma immune alle mode cosmetiche…

    comunque sia, penso che beauty blogger non mi ci sentirò mai! 🙂

    • cocoshangai ha detto:

      Diciamo che è bello pentirsi degli acquisti apportando motivazioni assolutamente sensate e fondate XD (è no ma dovevo capirlo che un satin sarebbe stato poco confortevole sulle mie labbra, oh non potevo immagine che il fondo di sarebbe ossidato così tanto sul mio viso…blablablabla)

      Ecco blogger sì (anche perchè sono anni e anni e anni che ho un blog) ma beauty mai 🙂

  3. dramanmakeup ha detto:

    Ma perché io mi ero persa questo post?!
    Interessantissimo e condivisibile in ogni punto, complimenti.

    • cocoshangai ha detto:

      perché probabilmente io e wordpress litighiamo come due sposi ottantenni e non so perchè me lo da pubblicato come “precedente” rispetto alla data effettiva T_T (splinder perchè mi hai lasciato…perchè?ç__ç)
      Grazie davvero, ero un pò titubante a pubblicarlo ma poi alla fine ho pensato che dai, forse ne valeva la pena, almeno per sentire i vostri commenti 🙂

  4. jesslan ha detto:

    Mi trovi perfettamente d’accordo su tutta la linea!

  5. lidalgirl ha detto:

    Ma che bacchettona, grazie al cielo le analisi di statistiche e marketing non sono utili sono alle aziende per fatturare (e/o per farsi fighe coi clienti, in merito ne so qualcosa…) ma anche a noi consumatori per farci un attimo più furbi.

    Io su queste robe ci rifletto e le capisco più tramite l’intuito (e, ultimamente, grazie al lavoro che sto facendo) che altro, anche se studiare e ragionare sulle strategie di comunicazione mi porta automaticamente a comprendere anche da quali scelte di marketing dipendono.
    Avevo fatto un post che trattava anche questo aspetto anche se non così bene e avrei voluto proseguire, ma non sono capace di mantenere le mie promesse, ecco 😀
    Tutto il mio supporto per questi post, insomma.

    • cocoshangai ha detto:

      Grazie *__*, alla fine – detto da una che l’ha studiato – credo che il marketing sia molto spesso una questione di buon senso e di soffermarsi su certi concetti, andando oltre la semplice facciata di ciò che si vede, poi vabbeh io perdo un sacco di tempo dietro ai numeri per predisposizione naturale e mi dedico a simpatiche letture accademiche grazie alla mia meravigliosa tessera universitaria che rimane ancora nel mio portafoglio XP
      Sono davvero contenta che questo tipo di articolo ti piaccia, avevo paura risultasse troppo “pesante” (continuavo a rimirarlo nelle bozze e lasciarlo lì). Dai dai voglio sentire il tuo punto di vista, voglio leggere il tuo articolo 😛

  6. amaranthinemess ha detto:

    Marx li chiamava bisogni indotti, figli di una sovrastruttura che decide tutto di noi. Come semplice concetto mi fa incazzare parecchio ma mettendo in relazione questi bisogni indotti con la nostra attualità ritengo che siano una sorta di valvola di sfogo. Negli anni Novanta i ragazzi si facevano di Ecstasy, noi ci facciamo di blush e rossetti (eh eh, prendiamola con le pinze questa similitudine ^-^).

    • cocoshangai ha detto:

      Tu hai iniziato un commento citando Marx, e idealmente siamo le tizie cretine che parlano di trucchi…Anche se non mi vedi sappi che sto facendo una standing ovattino 😛
      Ecco credo che i trucchi siano uno sfogo assolutamente socialmente accettabile, condivido in pieno, siamo figlie più o meno degli anni’80/’90, in fondo non è colpa nostra 😛

  7. makeuppleasure ha detto:

    E’ quello che dico sempre anch’io: non serve molto per informarsi riguardo quello che viene introdotto sul mercato, inoltre basta un minimo di senso critico per capire quanto la novità del momento sia davvero un’evoluzione della cosmesi, o non piuttosto un vecchio riciclato sotto un nome più trendy.
    L’esempio delle BB è proprio calzante, non sono altro che creme colorate, un prodotto che fino a qualche tempo fa nessuno si filava: tutte le snobbavano per la poca coprenza, la scarsa tenuta, la poca disponibilità di colori…ora tutte a lodarle! addirittura passano anche per salutari, quanto alla fine (tranne quelle bio) hanno un inci non meno disastroso di un fondotinta.
    Io sto cercando di spiegare queste cose alle ragazzine della sezione make up di Yahoo Answers, ma non lo capiscono -.-

    • cocoshangai ha detto:

      Infatti la cosa che mi preoccupa tanto sono le ragazzine, sempre più piccole che entrano in questo mondo, che io amo tanto eh, ma ho anche un minimo di esperienza e cultura (passami il termine, intendo semplicemente che mi documento e ragiono e dò un senso alle mie uscite economiche) alle spalle. Ormai leggere un inci è diventato semplice per tutti…

  8. Hikaru ha detto:

    per me non sei bacchettona, almeno, non abbastanza! mi spiego: molte di noi fanno i loro bravi ragionamenti per essere consumatrici più consapevoli (= trattarsi bene senza spendere miliardi, IMHO), ma alla fine.. chi riesce a non cedere MAI alle tentazioni che il marketing ci spiattella davanti? io personalmente… ci cedo come na pera cotta, e pure spesso (per fortuna non TROPPO spesso, anche perchè sennò andrei a dormire sotto un ponte e mi nutrirei delle erbacce che ci crescono vicino -.-), quindi non posso che dirti “grazie per ricordarmi delle cose che mi ripete spesso il mio io angelico, che purtroppo è troppo debole e viene sconfitto dal diavoletto fissato col make up!” XD
    concludo dicendo: per fortuna/purtroppo non ho MAI visto dal vivo le yankee candle, mi limito allo stock preso da ikea millenni fa per il b&b di mio zio che però non ha gradito perchè “troppo dolci” 😛 (e non ho mai assaggiato un macaroon, grazie allergie! XD)

    • lidalgirl ha detto:

      parentesi: per colpa delle varie blogger che americanizzano tutto si è imbastardita la grafia e la pronuncia di macaron (si pronuncia come si scrive)… così come palette (“pallet” è il bancale).
      il potere di influenza delle opinion maker si misura anche qui…

      • Hikaru ha detto:

        :O mi hai insegnato una cosa nuova: io non le chiamo palètt (te lo scrivo come lo pronuncio, in pratica lo leggo alla francese) ma trousse (sono vecchia scuola, non ci posso fare nulla, sono nata sentendo dire “fard” e “trousse” [letto truss, ovviamente XD]), ma il fatto dei macaron non lo sapevo proprio, forse proprio perchè non potendo mangiarli non mi hanno mai interessato! XD

        • lidalgirl ha detto:

          pensa che a me non piacciono per niente i macarons (e ho la ricetta per farli in casa!) XD

          palette no, lo uso senza problemi perché è il corrispettivo di tavolozza, quindi ha senso. la trousse in francese è l’astuccio quindi come termine è improprio, vallo a spiegare a chi era adolescente negli anni 80… ma anch’io preferisco fard e uso blush o più preferibilmente blusher (alla britannica) solo nella versione inglese dei post. 😉

      • cocoshangai ha detto:

        Esatto O_O Io i pallett li ho scoperti quando lavoravo in un magazzino nell’estate del diploma, per non parlare delle storpiature francesi (amata lingua) che mi danno i nervi, non è che se le americane hanno una cultura delle lingue straniere pari a zero (no sò terribili davvero, e lo spagnolo non vale perchè tra poco diventerà la loro prima lingua XP) noi dobbiamo andar dietro come delle pecore. Ma io sono una maestrina dalla penna rossa su certe cose…

    • cocoshangai ha detto:

      ahahahaha, infatti il mio punto di partenza è proprio quello: io sono la prima a capitolare di fronte ai mille input belli impacchettati che mi propinano XD
      Io purtroppo sono capitolata sulle yankee candle sperando che con quelle la mia bat-caverna assumesse un’allure tutto particolare (no è rimasto il seminterrato di sempre :P). Che poi ok, è vero che bisogna stare molto attenti a quello che si brucia e blablabla, ma vi giuro che quando ero piccola e compravo l’incenso sulle bancarelle sotto scuola non ho mai avuto brutti effetti collaterali 😛

  9. La Bisbetica ha detto:

    Mi piacciono molto questo genere di post. Informarmi sulle tecniche “sporche” del marketing è tra i miei passatempi preferiti, ma ammetto di non essere per nulla una consumatrice consapevole: mi faccio fregare consapevolmente, semmai.

    Sulla passione delle beauty blogger per le candele profumate (o per qualsiasi altro coso trendy), sono sicura che la ricerca di visualizzazioni e like abbia il suo peso. Attira più un post che parla superficialmente della moda del momento – per quanto superflua e slegata dagli argomenti solitamente trattati – che non una recensione argomentata di un prodotto ottimo ma sul mercato da anni. Spero che le lettrici (che però ormai sono tutte blogger) se ne rendano conto.

    • cruezadema ha detto:

      ecco,concordo al 110%

      • cocoshangai ha detto:

        Mi accodo anche io, ce poi sui contenuti dei beauty blog potrei scrivere un’altra pergamena, non sono nessuno per potermi arroccare su una posizione di superiorità, ma sono qualcuno e in quanto tale libera di esprimere la mia personale opinione 😛
        Io c’ho momenti d’ansia quando sul reader mi escono fuori tipo 30 post tutti-identici sullo stesso prodotto (che poi sono copia e incolla della cartella stampa), ma poi tirano eh, perchè sennò non lo farebbero, ma perché dovrebbe interessarmi l’ennesima pubblicità se non mi dici niente di personale su quel prodotto?
        Anche io sono una grande fan degli evergreen pure un pò sfigatelli se possibile 😛

        • cruezadema ha detto:

          Esatto.

          Parliamo poi delle review scritte dopo due giorni e piene di “è meraviglioso”,”è fantastico”,”ve lo consiglio”. Ma cosa consigli se hai il prodotto da 48H,cosa? -.-

          Non è questione di porsi un gradino sopra agli altri ma di far capire che le menti pensanti esistono e funzionano anche!
          W gli evergreen,decisamente! 😀

        • cruezadema ha detto:

          ho appena scritto “agli,vado a darmi fuoco in un angolo.

          • cocoshangai ha detto:

            ahahahahahahaha, giuro che sto ridendo come una cretina e le mie colleghe mi stanno guardando con fare interrogativo (non sono ancora da rinchiudere), dai dai che gli errori quando si scrive di fretta se ne fanno a bizzeffe (troppe a senza h sono capitate in queste righe, io ho il brutto vizio di non rileggere mai quello che scrivo :P), secondo me ci sta tutto

            • cruezadema ha detto:

              nemmeno io e non oso immaginare le cavolate che ho scritto,ho paura di controllare..

              se le tue colleghe iniziano a preoccuparsi leggi ad alta voce il mio commento,capiranno :°D

        • La Bisbetica ha detto:

          Spero di non aver dato l’impressione di “credermi superiore”, in realtà era una semplice constatazione e ammetto che, potendo, cercherei anch’io di cavalcare le mode. Ma non ho ancora pronta la recensione di un rossetto Kate che possiedo da mesi, dove voglio andare? 😛

          Sugli odiosi comunicati stampa: ho sempre pensato che fossero un modo di farsi dare prodotti da testare dalle case, ma qui andiamo off-topic.

          • cocoshangai ha detto:

            L’idea di superiorità non mi ha nemmeno sfiorato a me :P, anzi se così è, lo siamo in due XD

            Io potrei idealmente scrivere almeno una decina di recensioni, ma all’atto dei fatti inizio a pensare, ma forse dovrei testarlo ancora un pò, in qualche altra condizione, non sono sicura di avere un giudizio sicuro….ma va bene così!! 🙂

  10. Bellissimo articolo! Mi ritrovo in ogni singola parola che hai scritto. Mi unisco anche ai commenti precedenti per affermare che ormai il mondo delle beauty blogger è diventato troppo vasto e poco sincero, influenzato dalle case cosmetiche.
    Secondo me, chi apre un blog adesso non è spinto tanto dall’amore e dalla passione per questo mondo, ma è solo “avido” di prodotti gratis da ricevere e recensire…. con molta superficialità! 😦

    • Midori ha detto:

      Verissimo O_O Io prima di decidermi ad aprirlo, ho titubato un sacco per questo motivo, hanno iniziato a spuntare come funghi questi beauty blog senza apportare quello che secondo me è il senso vero di un blog: la propria esperienza con un prodotto.

  11. Elisha87 ha detto:

    io adoro le tecniche di marketing e ogni tanto mi tiro pugni mentali per non aver capito in tempo che era la mia strada ma va beh, ci penserò nella prossima vita ._.
    quindi interessantissimo quanto vero questo post! io voto per altri del genere u_u

    • Midori ha detto:

      Pensa che io invece, pur avendola scelta come strada maestra, mi trovo a usarla più nel “tempo libero” che nel lavoro che faccio XD
      Comunque grazie grazie *___*, sto lavorando al continuo della serie 🙂

  12. tizy1289 ha detto:

    Anche volendo, non potrei mai diventare una beauty blogger “in”: detesto i profumi e detesto le candele e, quando queste due cose sono combinate, non ce n’è per nessuno e la nausea e il mal di testa sono assicurati. Dio, come sono out! 😉
    Purtroppo il mondo del blogging è assurdamente cambiato da quando bloggavo su Splinder. Io sono old school: i miei vecchi blog, e questo, ovviamente, sono stati aperti perchè avevo voglia di scrivere. Punto. Di recente ho scritto un “manifesto” del mio bloggare, affermando che il bello del blogging è scrivere qualcosa che rimanga nel cuore dei lettori, ed è assolutamente gratificante trovare nuove amicizie tramite questo strumento.
    Purtroppo, da quando è scoppiata la moda del beauty blogging, si trovano migliaia di blog palesemente aperti per guadangare like e sperare che una qualsiasi ditta noti quanto sono famosi e spedisca campioni omaggio. Molto spesso questo tipo di blogger sono ragazze giovanissime, educate alla cultura facebokkiana dei mi piace. Quindi comprano a iosa prodotti che poi recensiscono male dopo 24h.
    Forse sono un po’ bacchettona io, ma preferisco di gran lunga blogger pasticcione e simpatiche che ammettono di recensire prodotti per il gusto di condividere esperienze, ma senza improvvisarsi le esperte che non sono.
    Comunque, questo nuovo modo di bloggare va a discapito di chi è davvero bravo: le aziende, purtroppo, preferisco le visualizzazioni. Con tutte le blogger di qualità che ci sono in giro e che scopro ogni giorno..

    • cocoshangai ha detto:

      Splinder ç___ç quanto mi manca!
      Io ho praticamente avuto sempre un blog, essenzialmente di chiacchiere, proprio perchè scrivere mi viene spontaneo, non dico bene, ma mi vien più facile di parlare. Per me è sempre stato un modo per condividere esperienze con persone che hanno la mia stessa passione, perchè sono timida ed è più facile così che di persona. L’idea di base di un blog è avere qualcosa da dire, non deve essere originale, ma deve essere personale. Ed per questo che non tollero le cartelle stampa e tutti quei blog che urlano a gran voce “seguimi a tutti i costi!”. Condivido l’ultimo punto in particolare, le aziende come sempre sfruttano l’onda fulminea della grande massa, senza crearsi invece una nicchia solida grazie a blogger di qualità. Perchè prima o poi le ragazzine feisbucchiane troveranno un nuovo passatempo e come finiranno i loro investimenti?

  13. Ery ha detto:

    Io non ho candele profumate, male molto male… In realtà mi consideravo una beauty blogger giusto perché il mio blog tratta quasi unicamente questo argomento, adesso sono in crisi d’identità. 😀
    Scherzi a parte bellissimo post, è utile riflettere ogni tanto sulla nostra “mania” e su come può essere strumentalizzata.
    P.s. aggiungo due cose: 1) mi devi spiegare come fai a tenere i trucchi sulla lavatrice. 2) grazie per i premi che mi hai assegnato. l’ho scoperto casualmente leggendo le statistiche google e sono contenta di aver scovato il tuo blog! 🙂

    • Ery ha detto:

      Ah dimenticavo, tanto per capire quanto non sono influenzabile, adesso voglio una di quelle CC cream!

      • cocoshangai ha detto:

        ahahahah, diciamo che siamo beauty blogger hipster, un pò di nicchia XD
        credo che la complicata e funambolica posizione dei miei trucchi potrebbe meritare un post sull’anti vanity table XP, il problema vero è la centrifuga, visto che tutto è in equilibrio precario 😛
        Io ti seguo da un pò tramite bloglovin, ma sono sempre stata un pò silenziosa (timidezza docet), e forse potevo anche scrivertelo un commentino, ma va beh mi andava di premiarti e basta, devo un pò migliorare il mio galateo cibernetico 😛

        Ti capisco, io alla fine BB cream ne ho, e pure asiatiche vere che sennò che sfizio c’era XD

        • Ery ha detto:

          Più che preoccuparmi per il galateo cibernetico mi spiace non aver conosciuto prima il tuo blog. Vabbé tutto è bene quel che finisce bene. 😀

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