Archivio mensile:maggio 2013

Cura delle unghie e altre meraviglie

Lo ammetto, forse sono un po’ maniacale per quanto riguarda la cura delle unghie. A prescindere dai miei trascorsi di mangiatrice di unghie, non riesco a vedermi senza smalto, mi stanco facilmente e lo cambio almeno due volte a settimana, con un conseguente stress per le mie povere unghiette.

In primo luogo, a prescindere da tutti i prodotti che uso, devo che dire che adoro le unghie lunghe, sulle mani degli altri. Le mie unghie, così come le mie mani, sono davvero grandi, sono ben lontane dal mio ideale di mani affusolate, diciamo che si avvicinano a un incrocio tra le mani di una mondina e quelle di un muratore. Diciamo che, a dispetto di un’apparenza non proprio delle migliori, risultano davvero utili per scacciare via soggetti indesiderati e per uccidere insetti (ma questa di uccidere gli insetti a mani nude è davvero una lunga e, per i più, splatterissima storia).  Dicevo, data la forma poco femminile delle mie unghie preferisco tenerle non troppo lunghe perchè risultano più godibili nell’insieme. Ma non solo, trovo che le unghie di decente lunghezza (e per decente intendo massimo 1 cm -massimo 2 – oltre la fine del polpastrello) siano molto molto più comode e pulite: sono l’unica che, quando le unghie crescono, comincia ad avere serie difficoltà a fare qualsiasi cosa (dal mettermi le lenti a contatto allo scrivere) e che finisce con l’avere irrimediabilmente le unghie sempre zozze?

Le mie unghie tendono poi a sfaldarsi nemmeno fossero fatte di pasta sfoglia. Tendono a seccarsi cone strema facilità e quindi a scheggiarsi e rompersi al primo scontro con una superficie dura. Questa è probabilmente la caratteristica che odio di più, perchè se c’è una cosa che odio sono le unghie irregolare, che mostrano problemi anche con lo smalto, e che si distruggono con un alito di vento, costringendomi a opere di limatura nei posti più impensabili (se lascio un’unghia scheggiata in libertà comincia a distruggermi i maglioni e i collant, in più mi scatta l’impulso irrefrenabile di metterla in bocca per sistemarla. E allora via di lima in metro, durante il lavoro, in bagno durante una cena…)

Oggi vorrei fare una carrellata dei prodotti che utilizzo, con una costanza che non è sicuramente delle migliori, per cercare di tenere in forma le unghie ed evitare che si sfaldino non appena superano il bordo delle dita. Il reparto nails è uno di quelli in cui mi trovo a sperimentare con maggiore frequenza, sono leggermente ossessionata da ogni nuova uscita che riesco a captare in giro per le profumerie. Molte di queste innovazioni, però, non si rivelano esattamente all’altezza delle aspettative.

essie_mask

i cotoncini dopo il secondo utilizzo

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Stop dry here di Essie (13,50€ da Sephora) – maschera ultra idratante per unghie. Dicevamo che mi faccio conquistare da ogni nuova cosa che vedo e questi patch per unghie ne sono la dimostrazione. In realtà fino a che non ho deciso di prire la confezione non avevo nemmeno capito bene di cosa si trattasse, nella mia mente era una maschera vera e propria da mettere sulle unghie e lasciare in posa. Si tratta in realtà, di piccoli quadratini di ovatta imbevuti di prodotto e che vanno applicati sulle unghie. L’operazione in sé, poi, è abbastanza agevole perchè presentano una parte adesiva. I risultati? Mah. Io continuo ad usarli (anche se dopo l’apertura il prodotto di cui sono imbevuti comincia a seccarsi un pò, meglio chiuderlo con una fashionissima molletta per stendere) ma sinceramente non noto grandi miglioramenti nelle mie unghie grazie a loro. Oltretutto permane in me qualche dubbio: in primo luogo, può davvero penetrare qualche sostanza idratante attraverso una barriera fatta di “colla”? In secondo luogo, ha senso utilizzare un idratante blando su una parte del corpo che non vi dico è morta ma poco ci manca (diciamo che la sostanza cornea è lo zombie del corpo umano secondo me XD)?

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Fortifiyng Oil Sally Hansen (credo di averlo pagato sui 6 € al Cosmoprof). Un’alternativa molto più efficace alla maschera di cui sopra. Un ero e proprio olio da mettere sulle unghie e massaggiare bene. Sappiate che vi ritroverete tutti i polpastrelli unti, soprattutto se come me invece che massaggiare unghie contro unghie (che dovrebbe stimalare la circolazione ma mi fa venire la pelle d’oca, un pò come le unghie sulla lavagna), massaggiate und ito alla volta con l’altra mano. In questo caso però i risultati, a mio avviso, sono più visibili: le mie unghie mi sembrano decisamente più sane e idratate, mentre quando non ho voglia/tempo di usarlo, vedo un sensibile peggioramento.
Questo prodotto, comunque, può essere secondo me sostituito da un qualsiasi olio (mandorle dolci, ricino), non credo che ci sia un differenza sostanziale. Naturalmente, la parte su cui è meglio insistere è quella iniziale, che è anche quella da cui dipende la crescita e la “forza delle unghie”. No, mi dispiace ma secondo me se avete la tendenza ad avere le unghie che si sfaldano nella parte finale quando crescono, le cose che si possono fare sono limitate e palliative (ma di questo parlerò prossimamente).

Un altro elemento che può inficiare, nella mia esperienza, la crescita delle unghie, oltre che il loro aspetto esteriore, sono sicuramente la cuticole, che è un vero e proprio tessuto morto che aderisce all’unghia. Io non sono assolutamente del partito della rimozione, perché le cuticole non saranno belle ma sono davvero molto utili; in più a meno che non abbiate l’effetto “doppia unghia” – cuticole che arrivano a ricoprire visibilmente una parte dell’unghia – non credo siano nemmeno la cosa più antiestetica del mondo.

Cuticle eraser+ balm Sally Hansen (9,00 € da Sephora) è il prodotto che uso settimanalmente per ammorbidire e spingere le cuticole. Sinceramente? è un ottimo prodotto ma allo stesso tempo credo si trovino alternative più economiche in grado di dare lo stesso risultato. Si tratta di una pasta molto corposa che applico sulla parte bassa dell’unghia e massaggio un po’, dopo un minuto circa, con un bastoncino spingo le cuticole verso il basso. Le cuticole, dopo il massaggio, sono decisamente più morbide e spingerle dentro risulta un’operazione molto più facile, una cosa che non amo di questo prodotto è che non “si assorbe”: anche dopo averlo massaggiato rimane lì, non se ne va fino a che non lo risciacquate via. E questa cosa, se avete intenzione di farvi una manicure, pu essere davvero snervante.
Le alternative, appunto. Anche in questo caso un buon olio di mandorle dolci o un suo surrogato  perfettamente allo scopo, con un prezzo decisamente più basso: io possiedo una piccola boccettina di olio di mandorle dolci CND che mi ha regalato l’estetista e un prodotto oleoso non meglio identificato che mi ha riportato il mio ragazzo dall’America. Quest’ultimo in particolare lo apprezzo molto perché è un olio secco, che si assorbe con facilità e non lascia le mai come se fossero state fritte insieme alle patatine).

2 in 1 cuticle remover gel Essence studio nails: ci tengo particolarmente a citare questo prodotto perchè ho avuto modo di provarlo sia nella versione vecchia che in quella nuova e vi consiglio vivamente di non buttarci nemmeno le due lire che costa. É un prodotto davvero inutile con odore chimico terribile, che non coadiuva per nulla all'”eliminazione” delle cuticole (per non parlare del fatto che fa uscire una quantità spropositata di prodotto) , non le ammorbisce nè tantomeno il beccuccio  adatto a spingere le cuticole dentro. Diciamo che è più uno spingitore di cavalieri

Super oil remover Sally Hansen (credo sui 6/7 € al Cosmoprof): si tratta di un prodotto sgrassante, che elimina qualsiasi tipo di residuo possa rimanere sulle unghie dopo le varie “cure” a cui le abbiamo sottoposte. In questo senso si tratta di un prodotto davvero fenomenale, perchè “pulendo” le unghie da qualsiasi sostanza grassa abbiamo precedentemente applicato fa aderire lo smalto benissimo e permette una stesura agevole, nonchè una durata eccellente. Ma, e per me è un grossissimo ma, secca tantissimo le unghie, rendendo vani tutti gli innumerevoli sforzi precedenti. Per questo motivo lo uso davvero di rado, sinceramente preferisco che lo smalto mi duri meno piuttosto che avere unghie che si sfaldano a palla, tanto più che mi cambio lo smalto con molta frequenza. Per la mia routine, e per il tipo di unghia che ho, è un prodotto che probabilmente non ricomprerei più; se invece avete delle unghie in salute e preferite fare una manicure a secco (senza usare acqua) questo è davvero un prodotto utilissimo da avere.

 

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Zen Moment | 2. Viso

Premessa: i prodotti di cui parlerò non sono di certo miracolosi e non sono prodotti che mi hanno risolto i grandi problemi che affliggono la mia pelle. Ho l’acne, ho cicatrici da acne, soffro di dermatite e altre simpatiche cose. Per questo sono in cura da un dermatologo senza grandi risultati perché queste problematiche sono in larga parte psicosomatiche e si continuano a manifestare durante periodi di forte stress per poi decidere di rimanere là per più tempo del previsto. Quindi no, non vi darò mai consigli su come curare la pelle del vostro viso; ciò non toglie che ami comunque dedicare tempo e rilassarmi cercando di trovare dei prodotti che non nuocciono alle mie problematiche e che allo stesso tempo migliorano la condizione complessiva del mio aspetto. Questi sono i prodotti che mi rilassano, mi fanno sentire bene. Si tratta, semplicemente, di momenti zen.

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1. Take the make up off and cleans it all.

Generalmente amo dedicarmi alle abluzioni facciali il giovedì (poco prima del weekend) o il martedì (è la serata calcetto del mio fidanzato e mi piace prendermi questo tempo per me, quando c’è lui preferisco passare la serata insieme in condizioni accettabili). Tutto il processo avviene di sera, quindi dopo una giornata di lavoro, trucco e smog. Ciò implica che la prima cosa da fare è struccarsi (con il detergente del momento, di cui voglio parlarvi più avanti), e poi lavarsi il viso con un sapone o un detergente (io sono fedele da mesi al sapone nero africano di Khadì, anche in questo caso mi piacerebbe approfondire la conoscenza, perché è uno dei pochi prodotti di cui non mi sono ancora stancata). Ah, toglietevi i vestiti e indossate l’abbigliamento da casa più comodo e simpatico che avete, quello di cui vi vergognate e di cui non volete far sapere al resto del mondo che, no,proprio non riuscite a separarvi.

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2. Pores it out.

Il fantasmagorico fidanzato di cui sopra mi ha regalato la saunetta facciale, che trovo estremamente comoda e veloce, soprattutto per una donna ghiro come. Basta versare l’acqua nel recipiente, attaccare la presa e aspettare che esca fuori il vapore. Poi passate allegramente tra i 5 e i 10 minuti sopra tale macchina infernale. Io di solito insieme all’acqua metto anche una (e intendo UNA) goccia di olio essenziale di tea tree oil (preso in una parafarmicia a caso), che oltre a purificare (e puzzare maledettamente) ho l’idea che mi aiuti anche per raffreddori e simili. L’alternativa, altrettanto valida, è il vecchio e caro pentolone bollente, un asciugamano e, perchè no, una fumantina lush, che a me stanno un sacco simpatiche (ne basta un pezzetto, una intera vi durerà anche per tre applicazioni se riuscite ad essere tirchie come me).

3. Scratch your face (sometimes).

Io non sono un amante degli scrub. Sono del partito che non abbiamo così tanta pelle da scorticare. La crescita naturale della pelle (almeno nel mio caso) non è quella delle unghie, cioè non ci mette una settimana (nel mio caso, ribadisco). Oltretutto la mia pelle è ultradelicata e la tecnica dello scartavetramento non è, a mio avviso, delle più indicate per chi ha brufoli non tanto carini e vecchi segni rossi che non sembrano volersene andare nemmeno dopo mesi. Pulizia profonda, non vuol sempre dire asportarsi i primi strati del viso. In generale, quindi, preferisco utilizzare peeling e trattamenti ossigenanti, in grado di purificare la pelle senza asportare alcunchè (se si hanno brufoli brutti, con il pus – si sono riuscita ad usare tale immonda parola – portarne continuamente via la punta non aiuta a farli andare via più velocemente). Unico neo di questi meravigliosi prodotti è il prezzo (diamine mi sono resa conto di quanti soldi sono riuscita a investire per questa categoria: ho ancora i brividi). I due prodotti che preferisco sono il Peeling equilibre moussant Sampar, che ha il magico potere di lasciare la pelle distesa e luminosissima; si tratta di un prodotto liquido e semitrasparente da mettere sul viso e massaggiare molto delicatamente, con movimenti circolatori, io lo lascio agire per qualche minuto e lo rimuovo con acqua fredda.
L’altro prodotto è il trattamento ossigenante de Gli Elementi, una marca italiana basata sull’utilizzo di principi attivi termali che ho scoperto quest’anno in montagna e che per ora mi sembra molto valida (nonchè molto costosa, fortunatamente è stato un regale di mia madre). Si tratta di una crema che sempre plastica fusa che va stesa sul viso e lasciata asciugare. Dopo qualche minuto va rimossa “spelando” il viso e rifinisco il tutto passandomi un pò di acqua fredda. Ammetto che all’inizio ho avuto qualche problema nel capire come sfruttarla al meglio.
Una volta ogni due settimane, invece, utilizzo uno scrub, orientandomi sempre su prodotti non aggressivi. Dopo un periodo a miele e zucchero, ho acquistato da poco il Volcanic ash exfoliaor di Mac, e i primi test sono stati davvero positivi. La pelle, dopo l’uso, è morbida, luminosa e non tira affatto; in più non mi lascia segni rossi sul vios (cosa che mi accadeva invece con altri prodotti simili).

terra madre

Io e Obama ci concediamo dieci minuti di terra madre.

4. Call me The Mask

Dopo aver passato il mio amico tonico o un pò di acqua termale (dipende da quello che ho a disposizione), è il momento della maschera. Di maschere ce ne sono un’infinità in commercio e io non mi tiro mai indietro per provare l’ennessimo ritrovato sul mercato. Ultimamente mi sono stabilizzata su due in particolare: da un lato il trattamento d’uro della Mint Julep Mask Queen Helene, dall’altro la dolce coccola di Chocolat (ah no, giusto Terra Madre, visto che secondo i Nas la gente è così furba da mangiarsi qualcosa acquistato in una profumeria, ma questa è un’altra storia) Lush. Se di una amo l’azione che ha sui brufoli e l’illusoria sensazione di avere dei pori dilatati meno dilatati, dell’altra trovo sublime la totale confortevolezza, il profumo paradisiaco e il fatto che lasci la mia pelle morbida e compatta. La Mint Julep, infatti, per quanto utilissima nella guerra contro i brufolazzi da ciclo (che nel mio caso tendono a durare per tutto il mese), non posso definirla certo una maschera coccola: ha un odore decisamente pungente e artificiale, in più se la metto su tutto il viso tende a tirarmi un po’ quando si secca (e io odio le maschere che si seccano così tanto da non farmi parlare, visto quanto sono chiacchierona). Pur contenendo una parte oleosa è indicata per chi soffre di acne ed ha cicatrici o piccoli segni, sulla reale efficacia da questo punto di vista, forse a causa della mia incostanza, non posso però dare un giudizio concreto per ora.

crema

5. And don’t forget some cream

La sera non sono un’habituè della crema, sono pigra e ho la sensazione che la mia pelle ami respirare un po’. Però dopo questi “forti input” l’epidermide credo abbia diritto ad essere idratata, senza dimenticare che è importante ristabilire l’equilibrio e il ph di una pelle sicuramente messa sotto stress. In questo caso, anche se la mia pelle rientra senza dubbio nella categoria acneica, utilizzo una crema più oleasa di quella che uso la mattina. In particolare, questa appartiene sempre alla linea Gli Elementi, alle cellule staminali, è decisamente molto lontana dalle lozioni che utilizzo solitamente, ma lascia la pelle morbida e ogni eventuale sensazione di pelle che tira scompare.

6. Special guests

Ogni tanto uso anche i cerottini per i punti neri (Nivea o Essence indistintamente), ma non sono una grande fan. Ho sempre saputo che in realtà è inutile tentare di estirpare il male dai punti neri perchè questo, peggio della gramigna, risorgerà dalle tenebre. In più vi lascerà con dei pori ancora più in evidenza (certo questo discorso vale per chi non ha punti neri molto visibili, e non per chi ha un problema di questo tipo). Ma noi non ci facciamo mancare niente.

utensili

Non amo usare la mani per fare la maggior parte di queste operazioni. In particolare segnalo che: per mettermi maschere non troppo corpose (non è il caso delle due che ho appena citato) utilizzo un vecchio pennello da fondotinta che non utilizzerei per il suo scopo originario. Per rimuovere la maschera uso una spugnetta da fondotinta di Lily Lolo presa su eccoverde, senza alcun motivo apparente. A parte che stendo il fondo con le mani, non la trovo particolarmente indicata per il suo scopo. Mi chiedo ancora quale lume dell’irragionevolezza me l’abbia fatta acquistare.

L’atmosfera, nei momenti di self-TLC (tender loving care), è fondamentale. Armatevi quindi di ciò che più amate fare in solitudine. Nel mio caso gli elementi essenziali sono: una playlist con il pelo sullo stomaco, interessante ma che mi faccia cantare (no, non è bello passare dieci minuti nella caverna del vapore, ho bisogno di sostegno psicologico); una bevanda a vostro piacimento, io sarò politically correct e vi consiglio una bella tisana drenante al finocchio, anche se credo che un bel bicchiere di vino possa fare al vostro caso (meglio se accompagnato da uno stuzzichino che non sbriloci troppo, non è carino ritrovarsi la maschera piena di briciole di patatine; ve lo dico per esperienza). Mentre avete la maschera in posa, poi, dedicatevi al libro che avete sul comodino da troppo tempo e che ogni sera siete troppo stanche per prendere in mano, oppure, guardatevi la nuova puntata di una serie (magari non fate come me, non mettetevi a guardare proprio game of throne, perchè potreste dimenticarvi la maschera addosso per un’ora:P)

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Metti un pomeriggio con Mac Cosmetic.

Metti che. Un pomeriggio in cui puoi uscire prima dal lavoro e provare una miriade di prodotti che non sono in tuo possesso.
Come poter dire di no?

Giovedì pomeriggio ho partecipato alle sessioni di trucco che usualmente Mac fa per presentare le nuove collezioni. Si chiamano scuole di trucco, perchè effettivamente c’è un truccatore che spiega passo per passo, come realizzare un trucco completo. Partendo dall’applicazione del crema idratante, fino ad arrivare al contouring e al trucco labbra. Nella realtà, però, c’è da dire che si tratta di un modo molto carino e intelligente per promuovere le nuove collezioni e le tendenze trucco della stagione.

Dopo le presentazioni di rito delle partecipanti e dell’azienda, si passa al focus sui trend: secondo il simpaticissimo truccatore Mac la tendenza dell’anno sarà la pelle glowy, e il trucco labbra a farla da padrone (con mia somma felicità).

Tutti i prodotti che abbiamo utilizzato durante la session di trucco appartengono alla linea mineralize, che detto tra noi, non li vedo particolarmente adatti al mio tipo di pelle. L’effetto finale della base, infatti se da un lato mi è piaciuto molto perchè non sono abituata a vedere la mia pelle così luminosa, dall’altro l’ho trovato un tantino troppo “palla stroboscopica” per una pelle che ha problemi di acne e pori dilatati (eccola!).

Cercando di dare un minimo di ordine, vi lascio alle mie considerazioni su ciò che maggiormente mi è rimasto impresso:

– Abbiamo applicato sia contorno occhi che crema idratante con il pennello. La sensazione è stata wow *_*. L’effetto è delicatissimo e molto rilassante, anche se permangono dei dubbi sulla reale efficacacia dela tecnica (leggi = la crema, di cui forse ho un pò abbondato non si è assorbita a dovere, creandomi non pochi problemi nella fase successiva). Il contorno occhi (fast response eye cream, ovvero l’unico prodotto in casa mac adatto all’uopo) è stato steso con il 224, con movimenti a C intorno alla zona esterna dell’occhio (esattamente al contrario di come lo stendo io). La crema (la strobe cream), invece, con il pennello duo fibre, con movimenti circolari verso l’esterno.

– Siamo passati all’applicazione del primer (credo si trattasse del pep+prime radiance, ma ho una soglia di attenzione molto bassa), sempre con il pennello duofibre. Pur riconoscendo che il prodotto applicato è forse il miglior del suo genere che io abbia mai provato perchè non mi ha lasciato la pelle per niente plasticosa, rimane il mio odio per questo tipo di prodotto (no, il primer proprio non lo tollero).

– Sempre il pennello duofibre (credo cercassero di rifilarcelo in tutti i modi) siamo passati al fondo. Il prodotto in questione è il nuovo fondotinta liquido della linea mineralize: il mineralize satin finish foundation (per dovere di cronaca, nella colorazione NC15). Ora, partendo dal presupposto che un fondo liquido legato al nome minerale mi sembra una contraddizione in termini, manco ce lo dico che sulle zone della faccia in cui l’acne è ancora incipiente sembrava acqua fresca, mentre sul resto del viso l’ho trovato comunque un prodotto che fa quello che promette: dona all’incarnato un aspetto radioso e sano, per niente pesante. Forse un filino troppo idratante, a mio avviso, per essere proposto come fondotinta estivo, visto che d’estate l’effetto lanterna è sempre dietro l’agguato, soprattutto se siete abituate a stare sotto il sole nelle ore diurne. Nel mio caso, poi, la vera lotta è stata la stesura. Utilizzando la tecnica proposta dal truccatore mac (movimenti leggeri verso l’esterno, non esattamente circolari) non facevo altro che crearmi strisce e macchie sulla faccia. Aggiungiamo a questo il fatto che il “miracoloso” duo fibre non faceva altro che lasciarmi peli in faccia. Alla fine l’ho mollato e ho utilizzato la mia tecnica del cuore: le mie ditina magiche :), per uniformare e aggiustare l’aggiustabile.

– In seguito il correttore: io ho voluto provare il select cover-up. A parte che mi avevano rifilato un colore scurissimo per la mia pelle (la truccatrice per fortuna se n’è accorta e e lo ha fatto miscelare con quello più chiaro per non avere uno stacco da panda abbronzato). Il correttore mi è piaciuto molto (anche se i miei aloni neri avrebbero bisogno della calce a presa rapida), ma ancor di più mi è piaciuto applicarlo con il 224 (pennello da sfumatura), perché con pochi movimenti l’ha sfumato senza problemi (sì anche in questo caso sono abituata a usare le ditina per i correttori liquidi).

– A conclusione della base un po’ di mineralize skinfinish natural ( Questo era uno dei prodotti che desideravo maggiormente provare, perchè è nella mia iwshlist da eoni. L’applicazione, sempre con il duo fibre (chevvelodicoaffà), non è stata agevole (no mi fa proprio schifo questo pennello), però questo prodotto ha comunque superato la prova: l’ho trovato leggermente uniformante, con il giusto grade di mattificazione, ma la cosa che maggiormente ho adorato è il fatto che non lascia per niente l’aspetto polveroso e gessoso, ma si adatta permettamente alla pelle. Sembra davvero non avere niente sulla pelle. La coprenza è decisamente bassa, rispetto alle ciprie colorate che sono solita usare, ma credo che un fondo più adatto alla mia pelle, l’effetto sia migliorabile.

– Passiamo agli occhi: l’obiettivo era uno smokey luminoso. Dopo una base trasparente e luminosissima (il paint pot mooncake, che da un bellissimo effetto bagnato alla palpebra), abbiamo applicato una matita morbida su tutta la palpebra mobile per poi andarla a sfumare con il 224 sempre (a parte che il mio era zozzissimo e la matita da marrone scuro che era, è diventata beige). Ammetto che non sono per niente un asso nello sfumare la matita, ma no non mi piace usare un pennello così grosso per sfumare una matita scura come coffe (sì mi hanno rifilato un marronazzo T_T) è davvero pericoloso, soprattutto se siete donne un pò approssimative come me. Alla luce dei fatti, poi, avrei preferito utilizzare un khol piuttosto che una eye pencil, a mio avviso troppo dura.
Grazie però all’aiuto della truccatrice che era affianco a me, siamo riuscite a limitare i danni: come sempre, quando mi trucco l’occhio destro mi viene molto meglio sfumato e meno intenso del sinistro. Per ammorbidire il tutto abbiamo passato un ombretto luminoso con un pennello da applicazione: il mineralize eyeshadow in fireside. Pur non essendo un amante degli ombretti pieni di perlescenze e venature, mi sono dovuta ricredere: l’effetto di questo ombretto prugna, dalle venature grigie è pazzesco (ho seriamente pensato di portarlo a casa, vi dico solo questo), e credo si abbini benissimo a una base marrone come quella di coffe.
Dopo questo ambaradan siamo passati alla definizione della rima ciliare e con mia somma felicità mi sono ritrovata prunella tra le mani, senza fala modestia, credo che questa matita sia tipo il colore perfetto per i miei occhi. La trovo meravigliosa facilemnte sfumabile con un pennello, dal tratto intenso ma dal colore abbastanza scura da asservire al ruolo (non sono un’amante della matite chiare sulla rima ciliare che ci posso fare).

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Tutti questi passaggi (sfumatura di coffe, fireside con insistenza nell’angolo interno, sfumature di prunella)  sono stati fatti anche sulla rima inferiore.

Per completare questo look cosa serve ancora? Una matita all’interno dell’occhio. Quando ho visto girare il triste nero tra le mani delle altre ho iniziato a sudare freddo, io odio la matita nera all’interno a meno che non si abbiamo occhi da manga. Io personalmente se porto gli occhi non la metto mai, per evitare di renderli ancora  più microscopici di quando li rendano gli occhiali. Per fortuna Ciro, il truccatore, ci ha proposto delle ottime alternative: le matite occhi uscite con la art of eye e con il fashon set. Io ho scelto deep cyan ed è stato una specie di colpo di fulmine. A dimostrazione che basta a volte un pò di colore per rendere un trucco più leggero e allegro. Questa matita è pazzesca: scrive anche sulla mia rima interna (che probabilmente è fatta di qualche strana sostanza aliena impermeabile, visto che di solito nessuna matita è riuscita a resistere più di 10 minuti), ha un colore che sembra l’azzurro del cielo di agosto. Bella bella, insomma (e più avanti scoprirete che…)

A completamente del trucco occhi, il mascara: dopo una passata del prep+prima per le ciglia, ho scelto di provare il mascara blu, visto che il mio obiettivo era provare quante più cose diverse dal solito possibile. Infine le sopracciglia, riempite con la mia amata lingering (anche se la truccatrice ha detto che ci vado giù un pò troppo pesante :P).

– Labbra: probabilmente la cosa che più mi è piaciuta e più mi ha sorpreso. Abbiamo creato un trucco bicolor utilizzando una matita di un colore e un lipglass di un altro. Nel mio caso, dopo aver contornato e riempito i bordi con Magenta, ho applicato un lipglass Morange, al centro delle labbra, sfumato verso l’esterno.
Ora, non so se sapete che io aborro tutto ciò che è lucidalabbra, ma in questo caso, vuoi per l’effetto, vuoi per i colori azzeccati, ho dovuto ricredermi alla grande: i lipglass sono stupendi, lasciano una sensazione di appiccicosità accettabile e non se ne vanno proprio subitissimo. Certo non mi sono piaciuti così tanto da comprarne uno, ma abbastanza da doverne provare altri al più presto.

– Refining:  la parte più dolorosa per me. Generalmente non amo le polveri da countingdi Mac, sì chiamatemi pazza ma non mi ci trovo troppo a mio agio. Tant’è che mi hanno propinato una roba scura (bronzing powder in Golden) e per me, abituata a Hoola di Benefit, ogni gesto era pericoloso; é finita che il mio countiring era impercettibile (anche se il pennello in questo caso mi è piaciuto tanto tanto). Per aggiungere luminosità alla palla da discoteca che già ero abbiamo poi utilizzato un blush della linea mineralize: Dainty (rosa con un sacco di glitter dorati); tutto quell’oro mi ha traumatizzato, ma a distanza di ore, sotto le luci artificiali ho iniziato a pensare che usato come illuminante non sia affatto male. Come highlither vero e proprio, per fortuna, siamo andati sul leggero, scegliendo la pearlmatte face powder della l.e. baking beauty in In for a treat (anche in questo caso, continuo a non concepire questi mosaici elaborati che a mio avviso non hanno senso).

il trucco e finito!!

Il risultato finale, non è proprio spiacevole, anche se lontano dal mio modo abituale di truccarmi. Il mio obiettivo, come vi ho detto, era comunque quello di provare cose nuove e diverse, quindi non ne sono proprio delusa. resta il fatto che: la pelle glowy, non mi piace proprio perchè la mia pelle diventa radiosa da sola stando sotto il sole per 20 minuti :P, il duo fibre è un pennello lontano dalle mie corde.

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La mia emozione per essere riuscita a fare un contorno labbra pressochè perfetto è immensa 🙂 = Faccia da pesce lesso sotto luci artificiali della Coin

In sintesi lo trovo molto adatto a chi si trucca con passione, ma con poca cognizione di causa, poichè gran parte dei passaggi li conoscevo già, senza magari farli bene. Questa iniziativa, secondo me, è soprattutto una tecnica molto intelligente per avvicinare i non addetti al settore a Mac; in particolare trovo sia un modo intelligente per “vendere” le nuove collezioni, favorendo l’acquisto dei prodotti delle limited edition (come se ce ne fosse bisogno T_T, ma questa è un altra storia).
Il “corso” ha un costo di 50€, tramutabile in prodotti. In parole poracce: voi fate un buono da cinquantaeurI con cui, alla fine del corso, comprare i prodotti Mac che volete. Ecco in questo modo si ha la pia illusione che vi regalano un corso. Nel mio caso, ho aderito perchè avevo già l’idea di comprarmi diversi prodotti Mac e ho sfruttato l’occasione per fare anche qualcosa di diverso e piacevole.

Ora, cosa ho portato a casa con il mio buono?
Faccio qualche piccola, doverosa, premessa: ho speso molto più del valore del buono e i prodotti che avevo segnato non c’erano. In più, mi sono lasciata conquistare, da brava consumatrice non responsabile, dalle limited edition proposte. Sì, sono entrata anche io nella triste ruota delle l.e. Mac ( no in realtà ho pensato che data la vastità di cose che mi erano piaciuto, era bene iniziare da quelle che non avrei più trovato).

Hanno attraversato Roma con me…..*rullo di tamburi*

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Volcanic ash exfoliator: è stato l’acquisto che ha portato fuori il mio budget. No, non era affatto previsto ma prima di andare via sono passata di fronte allo stand dei prodotti viso e l’ho visto. L’ho sognato per tanto tempo e non ho più prodotti per l’esfoliazione, come potevo mollarlo lì, sapendo poi che era anche l’ultimo disponibile? L’ho già provato e la prima impressione è super positiva (dai, dai che forse non abbiamo buttato trenta euro al cesso).

 Pro longwear paint pot in mooncake: l’idea originale era prendere painterly, o al massimo soft ochre, ma il destino ha voluto che entrambi fossero finiti. Complice, però, il fatto di averlo provato direttamente e essermene innamorata, ho deciso di prendere lui come sostituto, anche se è l’esatto opposto della mia idea iniziale. Di lui mi ha conquistato quell’effetto translucido e bagnato, adattissimo ai miei trucchi veloci. Speriamo bene.

Creemesheen lipstick in feel my pulse: preso perchè bello bello, l’avevo visto nel post overview di Misato e mi era rimasto in testa come un martello pneumatico, da aggiungere che io non ho un cremesheen nel mio stash.

Prep+prime lash: era un pò di tempo che avevo in testa un mascara bianco, da mettere sotto ai mascara colorati che su di me che ho le ciglia parecchio folte non si vedono proprio. Non so se avete presente che fino a qualche tempo fa c’era un mascara L’Oreal con una parte bianca e una nera. Ecco è stata il mio mascara per tipo due anni (non lo stesso, lo ricompravo…qualche volta…), e la parte bianca la utilizzavo anche come base per i mascara colorati. Dopo di lui le mie ricerche per un primer bianco per le ciglia sono state vane. Fino a lui. Non so bene se è adatto allo scopo per cui l’ho acquistato, ma valeva la pena provare viste le mie tante ricerche.

Lip pencil in heroine: presa da abbinare al rossetto. Ma soprattutto perché una volta a casa ho capito che Heroine deve essere mio a tutti i costi, forse mi sono un pò pentita di avergli preferito feel my pulse ._. Credo che farò la pazzia di passare al negozio a vedere se è ancora disponibile.

Chromografic pencil in hi-def cyan: quando l’ho provato ho capito che eravamo fatte l’una per l’altra. Ha un colore davvero originale, una scrivenza fuori misura e anche una durata che mi ha sorpreso (dopo 5 ore era ancora lì, nella mia lacrimosissima rima interna), anche se questo l’ho scoperto dopo; a mio avviso, infine, è portabilissima e adatta a completare look più low-profile e veloci per una donna-talpa come me. Poi, era in edizione limitata e si abbina al colore interno dei miei occhiali. Davvero potevo non comprarla?

Ma soprattutto, qualcuna di voi ha il duo fibre di Mac? Ci si trova veramente bene? Premettendo che io un vero e proprio duo fibre non lo posseggo (visto che mi piace più l’applicazione “manuale”), questo pennello non mi ha fatto impazzire: perde peli, bisogna spargere il prodotto un sacco per farlo entrare nelle fibre piccole. L’applicazione è così leggera che non capisco perchè non dovrei usare le mani…

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Avete partecipato a iniziative Mac di questo tipo? cosa ne pensate? Vi sono piaciute? Io in fin dei conti, mi sono ivertita un sacco (anche se le mie compagne di corso non erano chiacchierone come me). E questo è quelllo che conta di più per me.

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Beauty in the garbage || Aprile

Se marzo era stato tanto prolifico, a rigor di logica, non poteva accadere lo stesso ad Aprile. No non ci metto mai un mese a finire un prodotto, per quanto brava io voglia essere. E considerando il fatto che per mia scelta civica (la mia veramente civica – ogni riferimento a fatti politici realmente accaduti non è puramente casuale) non inserisco cose che dal mio punto di vista non hanno rilevanza perchè acquistate totally random(vi interessa sapere che ho finito il bagnoschiuma bionsen zen che avevo comprato in offerta e che non ricomprerò visto che la nuova offerta è sui Dove? no temo di no. Ah, ho finito anche il dentifrici ma ne ho iniziato uno nuovo proprio uguale perché al supermercato c’era il 3×2) i prodotti son veramente esigui. Dalla mia ho che ho veramente tanta tanta roba che sta esalando gli ultimi respiri o che nonostante il mio assiduo utilizzo, continua a non volermi mollare (c’è ammmore nell’aria, che ci posso fare se sono così irresistibile XD)

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Gentle exfoliator cleansing cream Sephora: acquistato veramente tanto tempo fa perchè mi sembrava un’alternativa economica al celeberrimo balsamo struccante di Clinique. Gli struccanti sono probabilmente la tipologia di prodotto che più mi attira e in cui sperimento voracemente. Non so se è la tipologia in sé o proprio questo prodotto, ma l’effetto che mi lascia sulla pelle non mi piace proprio. La sensazione, una volta sciacquato via con acqua è plasticosa e quasi unta, ma al contempo fin troppo sgrassante. Morale della favola: ho bisogno di un sapone per sentirmi il viso veramente pulito e di una buona dose di crema lenitiva per non sentire la pelle che tira (e io di solito non uso mai la crema di notte). E non c’è utensile che tenga, io l’ho prvato con tutte le armi del mio arsenale con gli stessi risultati: mani, pannetto in microfibra, pannetto di bambù, spugnette, konjac. Ho fatto una gran fatica a terminarlo. Grazie al cielo non lo vedrò più vegetare nel mio bagno; adieu.

Nail repair Trind: il web è pieno di pareri anche molto contrastanti su questo smalto curativo. La mia personalissima esperienza è decisamente positiva. le unghie, durante il periodo di trattamento sono visibilmente rinforzate, e anche dopo lo “sfruttamento intensivo” – quando cioè, ho iniziato ad alternarlo ad altre basi – non ho visto ricadute. La nota dolente, dal mio punto di vista, è tutta nel fatto che quando ormai mancavano poche applicazione al definitivo collasso, ho notato che il prodotto si è completamente raddensato, rendendo impossibile, di fatto, l’applicazione sulle unghie. Non so se sia un fatto normale o se dipenda dalla mia cattiva manutenzione: potrei non averlo chiuso benissimo e tendo a sbavare prodotto fuori dalla boccetta  quando lo applico, c’è anche da dire che era aperto da diverso tempo (poco meno di un anno). Contiene formaldeide, fyi, ma io non ho ancora trovato un’alternativa altrettanto efficace. Lo ricomprerò a breve, anche perchè le mie unghie, come il resto del mio corpo, in primavera danno il peggio di loro.

Nail polish remover ultra Essence: Se volete un levasmalto che porti via qualsiasi cosa in un batter d’occhio, lui è perfetto. Purtroppo, aspettatevi delle unghie che si indeboliscono, irrimediabilmente. A mio avviso il levasmalto (ma da ora in avanti lo chiamerò acetone, anche se non contiene acetone, perchè la teoria la so, ma a casa poi io continuo a chiamarlo come nei gloriosi anni ’90) incide moltissimo sulla salubrità dell’unghia, almeno nel mio caso. Ed è per questo, che con molto dispiacere devo dirgli addio. Pur non contenendo acetone, mi secca tantissimo le unghie; considerando che mi cambio lo smalto ogni due -massimo  tre- giorni, l’uso continuo di questo acetone non mi ha fatto per niente bene. Quando ho iniziato a percepire che c’era qualcosa che non andava, ho iniziato ad alternarlo con altri prodotti un pochino più delicati, relegandolo solo alle occasioni in cui indossavano brillantini o smalti molto ostici (nero con top coat a scaglie dorate – lo so non la quint’ssenza del gusto :P), portando a compimento il suo destino. Addio con dispiacere.

Repair shampo e maschera System Professional: (la maschera era già finita nel cestino, ma la confezione era proprio identica) è una minisize che mi aveva dato il parrucchiere decantandomene grandi lodi per i miei capelli sfibrati. Io natiralmente ci avevo riposto grandi speranze. Tutte disilluse già dopo la prima applicazione. Dal mio punto di vista non fa assolutamente quello che promette: i capeli sotto la doccia avevano la sensazione di idratazione, è vero, ma questa svaniva una volta asciugati. In più la mia cute non ha affatto gradito: io ho una cute estremamente sensibile (soffro di psoriasi cutanea), questo è vero, ma sentire prurito mentre ti stai lavando i capelli non è carino, ed è raro anche per me. Anche in combinazione con la sua maschera non ho visto nessuno dei risultati sperati. Oltretutto, mi sono ritrovata con i capelli sporchi dopo due giorni (e ho gridato al delitto, io che me li lavo una volta a settimana, due se proprio devo). L’ho voluto inserire perchè è stata la spinta definitiva per il mio passaggio a una maggiore attenzione verso i miei poveri capelli e ad un’esplorazione del mondo ecobio (una volta terminato l’ennesimo Garnier). L’ho terminato solo perchè sono dovuta stare parecchio in giro questo mese. Mi faccio un applauso da sola per la forza di volontà. A mai più rivederci.

Cucumber peel off masque Montagne Jeunesse: uso un sacco di campioncini, vi eviterò tutta la via crucis (anche se lo smaltimento campioncini ha il suo perchè…fatemi sapere), ma questa maschera l’ho provata diverse volte (avevo 4 bustine direttamente dal Cosmoprof; ne ho usata una per ogni applicazione), tutte questo mese. Il mio giudizio su questo celeberrimo prodotto è…l’inutilità fatta maschera. No davvero, carina la cosa della maschera pell-off (ma se siete cialtrone come me, nemmeno tanto, visto che me la sono ritrovata sui capelli e sul collo….dopo qualche ora dalla sua rimozione T_T”), ma la mia pelle non si è minimamente accorta del suo passaggio. Sicuramente non mi ha fatto venire voglia di acquistarla.

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Concealer by H&M – 12 white sand: questo correttore è sinceramente uno dei migliori che ho provato per il suo rapporto qualità/prezzo. Mi piace molto la consistenza: liquida ma non troppo, la trovo ideale per la correzzione di rossori e brufoli; va bene anche per il contorno occhi perchè ha una buona coerenza e non troppo secco, io però preferisco di solito utilizzare correttori aranciati per evitare l’effetto grigiume che nel mio caso è sempre in agguato. Credo che ci ritroveremo presto.

Eyeshadow prime potion Urban Decay: la minisize presente nella Naked era ancora in giro per casa. So che in realtà distruggendo la confezione potrei prelevare prodotto per diverse applicazioni, ma sono pigra e pasticciona e combinerei solo guai. Aggiungiamo il fatto che non mi fa impazzire per niente, anche se so che la qualità della full size è di netto superiore: in primis preferisco i primer correttivi, in grado di coprirmi venute&friends, in secondo luogo non trovo che valga tutti i soldi che costa: il trucco occhi mi dura e nemmeno troppo, ma io non ho quasi mai problemi di pieghette e “creasature” (almeno la palpebra non è oleata…almeno quella!), non mi sembra esalti il colori delle polveri e in generale mi crea qualche difficoltà con le sfumature. Mi trovo molto meglio con quello essence insomma, e se proprio devo sceglierne uno high-end la shadow insurance (in lemon drop) la preferisco di gran lunga.Dalla sua ha un packaging che per quanto scomodo, trovo delizioso:). Adieu.

Lip Balm Spf 15 Kiko: avevo preso questo burrocacao quest’estate, interessata alla presenza di protezione solare, in vista delle vacanze al mare. Non credo sia stata una grande scelta, a posteriori. In primo luogo trovo il packaging terribile, con quest’effetto specchio che tende a sporcarsi e a scaldarsi, se lo volete porte in spieggia (come ho fatto io). Ma la cosa più importante è che non ho notato alcun potere idratante sulle labbra, e beh, se mi metto un burrocacao pretendo che almeno che mi idrati le labbra, non dico tanto, ma almeno per una buona oretta. Finito solo perchè lo tengo in ufficio, vicino al computer così da ricordarmi di metterlo. In questo periodo sono piena di balsami labbra che mi fanno abbastanza caghèr in realtà, fortunatamente sto smaltendoli tutti per tornare al mio amore di sempre: il badger balm <3. Adios amigos.

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Lasciamo perdere le mie vene artistiche durante la pausa pranzo, che è meglio ._.”

Esatto un prodotto di cui ho smarrito il flacone vuoto (inizio a pensare che il mio gatto stia facendo azioni di sabotaggio interne perchè sconvolto dalla quantità di scatole e boccette che sto iniziando a seminare per casa per futuri post).

Nail Polish Remover Essence – profumazione al cocco: Come vi dicevo sono una consumatrice accanita di acetone, mi cambio lo smalto con frequenza e lo rimuovo non appena inizia a sbeccarsi, anche solo impercettibilmente (ho una mania da anziana: trovo che lo smalto rovinato sia il principale sintomo di poca cura e non riesco proprio a tenerlo.).
Trovo che questo acetone sia, come posso dire, insulso. Toglie lo smalto non troppo male ma nemmeno in modo efficace come il cugino killer di cui sopra. In più, se non sbaglio (era per quello che mi serviva la confezione T_T) contiene comunque acetone, quindi non è esattamente “idratante”. La nota davvero positiva è la profumazione: sa davvero di cocco e per me è una vera goduria. Ma soprattutto non sa per niente di acetone, una manna dal cielo se odiate quell’odore pungente (come me) o se siete solite togliervi lo smalto in presenza di persone che non lo tollerano (come il mio ragazzo). Per ora ho altri flaconi da finire e altri levasmalto (l’ho usata di nuovo!) economici da provare (come quello Shaka).  Per ora è un addio.

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Sulla mia faccia || Aprile

Ovvero i prodotti che mi sono capitati più spesso in faccia in questo periodo. Sarà che la primavera non mi è mai andata a genio fino in fondo (chi ha problemi di pelle/allergie potrà capirmi, ma anche chi come me è sotto sotto una persona triste) e per me è solo quel periodo che mi divide dall’amata estate (dai maggio dai!), ma mentre tutti si sbizzarriscono finalmente con qualche colore più acceso in faccia, io divento un gambero e regredisco a stato di “larva” con i miei colorini nude rigorosamente opachi.
Come avrete capito sono una tipa decisamente democratica, tendo a preferire sempre qualcosa di colorato, che sia anche una semplice riga di matita sulla rima inferiore, ma anche io ho i miei periodi di trucchi “naturali”, complice forse il fatto che è stato un mese intenso anche dal punto di vista lavorativo e di spostamenti, con sveglie all’alba e valige fatte alla meno peggio.
In più, e forse scriverò l’ennesimo post polemico su questo argomento, se c’è una cosa che psicologicamente non tollero è questa strana divisione in cose che si possono mettere in inverno e cose che si possono mettere a primavera. Fatti salvi i discorsi che riguardano la maggiore luce (vi prego ditemi che non sono l’unica pazza che sceglie il “finish” dello smalto guardando le previsioni XD) e la temperatura (che ha grossi implicazioni su resa e durata a seconda del clima), per il resto continuerò a non capire perché non posso indossare trucchi molto colorati con un tempo da cani…illuminatemi, perché cmd spesso credo, è proprio la mia testolina che non ci arriva.
Tanto per rimanere fedele alla linea a me stessa, questo è stato il messo dei rossetti rossi matte, meglio se sanguinolenti, come avrete modo di vedere più giù.
Dopo i soliti brevissimi preamboli passo all’illustrazione della tristezza fatta trucco.
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  • HD foundation Make up forever in n118: probabilmente il fondotinta con cui mi sono trovata meglio da tempo immemore. Non ci scrivo una review – per ora- perché è uno di quei fondi di cui se ne sono lette di ogni e insomma avete tutte il vago sentore che sia un buon prodotto. Dalla mia voglio aggiungere che: va bene anche per chi ha una pelle brutta (come la mia) e che vorrebbe avere lo stucco in faccia se la paura di sembrare un clown non superassa la difficoltà di andare in giro con le imperfezioni. Oltreutto dopo mesi (anni?) in cui soffrivo la cosa, sono giunta alla conclusione che non siamo più brutte solo perché i segni di acne si intravedono. Lui ha una buona coerenza modulabile, è leggero e sembra adattarsi perfettamente alla mia pelle. Dura, con una cipria sopra mi sento davvero tranquilla per tutto il giorno praticamente (poi dipende da quale).
  • HD Studio photogenic grinding powder Nyx n 01 nude: l’ho testata ben benino perché vorrei scrivere una review di questi prodotti, se come mi hanno detto davvero si lanceranno sul mercato fisico italiano. Vi anticipo solo che no, non mi piace come la cugina (metti link all’articolo), non è malaccio ma non fa quello che chiedo ad una cipria, in primis evitare l’aberrante effetto transfer (avete presente l’effetto telefono incipriato alla fine di una telefonata?)
  • Prolongwer blush MAC  in outlook rose: è successo che un giorno mi sono guardata allo specchio e ho deciso di volere un blush “tranquillo”. Di solito sono avvezza a colori un pochinino accesi :P, ma se ti svegli all’alba e ti trucchi in un seminterrati molto poco luminoso (il mo bagno) hai bisogno anche di qualcosa che difficilmente ti renda la sorella di heidi una volta uscita dalla bar-caverna. All’inizio non mi convinceva tanto, proprio perché ero abituata a toni più accesi, ma ho finito per innamorarmene e usarlo quasi sempre. La cosa che gradisco maggiormente di lui è il tono neutro ma su base rosa (a differenza del fratello su base aranciata – ma secondo me che sono daltonica- che è il famigerato melba).
  • Mineralize skinfinish Mac in Soft&gentle: dopo il primo approccio con il carinissimo illuminante di essence, ho fatto la follia di buttarmi a occhi chiusi su di lui (in realtà avrei desiderato tanto stereo rose, ma non potevo mica aspettare che lo rimettessero in un’altra le). Ho fatto benissimo, perché è bello da far schifo e anche se parecchio brillantoso io lo indosso senza pudore anche per andare al lavoro.
  • Stay all day  Essence in coppy right: ve lo avevo annunciato che è stato un mese di nudismo :). In realtà nel mio primo approccio essente sono stata presa dall’euforia di avere tutto lo stand praticamente e sono piena di questi ombretti in crema che poi son praticamente tutti uguali. Che si stanno seccando, li sto vedendo questi maledetti, quindi ho deciso che almeno uno meritava una fine dignitosa. Lui è il più carino tra quelli in mio possesso e non dà, apparentemente, segni di cedimento. Lo uso tranquillamente come base e rimane dov’è, ma ripeto che la mia palpebra è tipo tufo, raramente mi finisce qualcosa nelle pieghe.
  • Eyeliner liquido marrone WjCon: io amo gli eye-liner, anche se sono un po’ inabile con le codine finali (non per niente ho gli occhi che solo sulla carta sono della stessa persona, hanno una forma proprio diversa), mi metto l’eye-liner quasi sempre. Questo di wjcon non è male per niente, è un bel punto di marrone che si opacizza una volta asciugato e si stende senza difficoltà.
  • Gloss eye pencil I love rock Essence: l’ho lungamente preferita alla 0L di Mufe, a mio avviso scrive molto meglio (soprattutto nella rima interna) e ha un’ottima durata senza crearmi grossi fastidi. Mi sto mangiando le mani per aver speso 16 euro.

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  • Matte lipstick Mac in Viva Glam I: ovvero uno dei rossi di cui sento parlare / vedo indossare meno. Io lo amo, ma proprio tanto. Non voglio arrischiarmi troppo ma forse il mio rosso preferito. Si stende bene, ha un bel tono scuro ma non troppo da farmi sembrare un cadavere. Ah, dura un’infinità di tempo, io sono rimasta sbalordita quando qualche giorno fa, dopo qualcosa come almeno 12 ore di vita intensa, ho trovato ancora residui sulle labbra struccandomi. E io fumo, bevo tantissimo (acqua, eh – mentre lavoro..), faccio pausa pranzo con il panino…
  • Retro matte lipstick Mac in Ruby Woo: (è timido e non si vuole far fotografare. No, l’ho lasciato a Perugia l’ultima volta che son salita, e sto attendendo che qualcuno me lo traghetti sano e salvo a casa. Nell’attesa, il mio cuore piange) lui è meraviglioso. è brioso, superduraturo sulle labbra, credo si accordi a tantissimi toni di pelle. Non lo trovo insomma un rossetto così difficilmente portabile, io infatti lo metto tranquillamente la mattina per andare al lavoro. L’unica accortezza è prendersi il tempo per stenderlo.
  • Nano lèvres Sephora in 20 real red: la mia storica matita rossa, comprata l’anno scorso (no, prima non me la mettevo mai). Abbastanza morbida, di un bel rosso freddo che si adtta alla gran parte dei miei rossetti, non mi ha fatto acora venire voglia di trovarle una sostituta adeguata (anche se stavo per comprare cherry, da mac, fortunatamente era finita). La prendo ogni due mesi circa, visto quando è piccina, ma puntualmente lei ritrova la strada di casa, merita la mia attenzione solo per la sua diligenza <3.
  • Water eyeshadow Kiko in 212 (Smeraldo): perché ok che sono stata una donna tristA, ma alla fine un pò di colore sugli occhi per me è fondamentale :P. Questi ombretti non sono per niente male, anche se a mio avviso danno il meglio di loro da bagnati. Lui fa quasi look da solo, anche se ammetto che per me è davvero difficile usare un singolo prodotti sugli occhi (un mino di colore sulla piega per dare profondità ce lo sbatto sempre).

 

Sono in tremendo ritardi visto che Maggio è inizato da qualche giorno ma dalla mia posso dire che il post era pronto da diverso tempo, come sempre a fregarmi sono le foto, visto che il mio luogo di d’ispirazione è il treno (sì, la maggior parte delle cialtronerie che leggete qua, sono state scritte grazie a Trenitalia :P). In arrivo, ça va sans dire, anche gli empties, un pò ingloriosi questo mese.

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