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Metti un pomeriggio con Mac Cosmetic.

Metti che. Un pomeriggio in cui puoi uscire prima dal lavoro e provare una miriade di prodotti che non sono in tuo possesso.
Come poter dire di no?

Giovedì pomeriggio ho partecipato alle sessioni di trucco che usualmente Mac fa per presentare le nuove collezioni. Si chiamano scuole di trucco, perchè effettivamente c’è un truccatore che spiega passo per passo, come realizzare un trucco completo. Partendo dall’applicazione del crema idratante, fino ad arrivare al contouring e al trucco labbra. Nella realtà, però, c’è da dire che si tratta di un modo molto carino e intelligente per promuovere le nuove collezioni e le tendenze trucco della stagione.

Dopo le presentazioni di rito delle partecipanti e dell’azienda, si passa al focus sui trend: secondo il simpaticissimo truccatore Mac la tendenza dell’anno sarà la pelle glowy, e il trucco labbra a farla da padrone (con mia somma felicità).

Tutti i prodotti che abbiamo utilizzato durante la session di trucco appartengono alla linea mineralize, che detto tra noi, non li vedo particolarmente adatti al mio tipo di pelle. L’effetto finale della base, infatti se da un lato mi è piaciuto molto perchè non sono abituata a vedere la mia pelle così luminosa, dall’altro l’ho trovato un tantino troppo “palla stroboscopica” per una pelle che ha problemi di acne e pori dilatati (eccola!).

Cercando di dare un minimo di ordine, vi lascio alle mie considerazioni su ciò che maggiormente mi è rimasto impresso:

– Abbiamo applicato sia contorno occhi che crema idratante con il pennello. La sensazione è stata wow *_*. L’effetto è delicatissimo e molto rilassante, anche se permangono dei dubbi sulla reale efficacacia dela tecnica (leggi = la crema, di cui forse ho un pò abbondato non si è assorbita a dovere, creandomi non pochi problemi nella fase successiva). Il contorno occhi (fast response eye cream, ovvero l’unico prodotto in casa mac adatto all’uopo) è stato steso con il 224, con movimenti a C intorno alla zona esterna dell’occhio (esattamente al contrario di come lo stendo io). La crema (la strobe cream), invece, con il pennello duo fibre, con movimenti circolari verso l’esterno.

– Siamo passati all’applicazione del primer (credo si trattasse del pep+prime radiance, ma ho una soglia di attenzione molto bassa), sempre con il pennello duofibre. Pur riconoscendo che il prodotto applicato è forse il miglior del suo genere che io abbia mai provato perchè non mi ha lasciato la pelle per niente plasticosa, rimane il mio odio per questo tipo di prodotto (no, il primer proprio non lo tollero).

– Sempre il pennello duofibre (credo cercassero di rifilarcelo in tutti i modi) siamo passati al fondo. Il prodotto in questione è il nuovo fondotinta liquido della linea mineralize: il mineralize satin finish foundation (per dovere di cronaca, nella colorazione NC15). Ora, partendo dal presupposto che un fondo liquido legato al nome minerale mi sembra una contraddizione in termini, manco ce lo dico che sulle zone della faccia in cui l’acne è ancora incipiente sembrava acqua fresca, mentre sul resto del viso l’ho trovato comunque un prodotto che fa quello che promette: dona all’incarnato un aspetto radioso e sano, per niente pesante. Forse un filino troppo idratante, a mio avviso, per essere proposto come fondotinta estivo, visto che d’estate l’effetto lanterna è sempre dietro l’agguato, soprattutto se siete abituate a stare sotto il sole nelle ore diurne. Nel mio caso, poi, la vera lotta è stata la stesura. Utilizzando la tecnica proposta dal truccatore mac (movimenti leggeri verso l’esterno, non esattamente circolari) non facevo altro che crearmi strisce e macchie sulla faccia. Aggiungiamo a questo il fatto che il “miracoloso” duo fibre non faceva altro che lasciarmi peli in faccia. Alla fine l’ho mollato e ho utilizzato la mia tecnica del cuore: le mie ditina magiche :), per uniformare e aggiustare l’aggiustabile.

– In seguito il correttore: io ho voluto provare il select cover-up. A parte che mi avevano rifilato un colore scurissimo per la mia pelle (la truccatrice per fortuna se n’è accorta e e lo ha fatto miscelare con quello più chiaro per non avere uno stacco da panda abbronzato). Il correttore mi è piaciuto molto (anche se i miei aloni neri avrebbero bisogno della calce a presa rapida), ma ancor di più mi è piaciuto applicarlo con il 224 (pennello da sfumatura), perché con pochi movimenti l’ha sfumato senza problemi (sì anche in questo caso sono abituata a usare le ditina per i correttori liquidi).

– A conclusione della base un po’ di mineralize skinfinish natural ( Questo era uno dei prodotti che desideravo maggiormente provare, perchè è nella mia iwshlist da eoni. L’applicazione, sempre con il duo fibre (chevvelodicoaffà), non è stata agevole (no mi fa proprio schifo questo pennello), però questo prodotto ha comunque superato la prova: l’ho trovato leggermente uniformante, con il giusto grade di mattificazione, ma la cosa che maggiormente ho adorato è il fatto che non lascia per niente l’aspetto polveroso e gessoso, ma si adatta permettamente alla pelle. Sembra davvero non avere niente sulla pelle. La coprenza è decisamente bassa, rispetto alle ciprie colorate che sono solita usare, ma credo che un fondo più adatto alla mia pelle, l’effetto sia migliorabile.

– Passiamo agli occhi: l’obiettivo era uno smokey luminoso. Dopo una base trasparente e luminosissima (il paint pot mooncake, che da un bellissimo effetto bagnato alla palpebra), abbiamo applicato una matita morbida su tutta la palpebra mobile per poi andarla a sfumare con il 224 sempre (a parte che il mio era zozzissimo e la matita da marrone scuro che era, è diventata beige). Ammetto che non sono per niente un asso nello sfumare la matita, ma no non mi piace usare un pennello così grosso per sfumare una matita scura come coffe (sì mi hanno rifilato un marronazzo T_T) è davvero pericoloso, soprattutto se siete donne un pò approssimative come me. Alla luce dei fatti, poi, avrei preferito utilizzare un khol piuttosto che una eye pencil, a mio avviso troppo dura.
Grazie però all’aiuto della truccatrice che era affianco a me, siamo riuscite a limitare i danni: come sempre, quando mi trucco l’occhio destro mi viene molto meglio sfumato e meno intenso del sinistro. Per ammorbidire il tutto abbiamo passato un ombretto luminoso con un pennello da applicazione: il mineralize eyeshadow in fireside. Pur non essendo un amante degli ombretti pieni di perlescenze e venature, mi sono dovuta ricredere: l’effetto di questo ombretto prugna, dalle venature grigie è pazzesco (ho seriamente pensato di portarlo a casa, vi dico solo questo), e credo si abbini benissimo a una base marrone come quella di coffe.
Dopo questo ambaradan siamo passati alla definizione della rima ciliare e con mia somma felicità mi sono ritrovata prunella tra le mani, senza fala modestia, credo che questa matita sia tipo il colore perfetto per i miei occhi. La trovo meravigliosa facilemnte sfumabile con un pennello, dal tratto intenso ma dal colore abbastanza scura da asservire al ruolo (non sono un’amante della matite chiare sulla rima ciliare che ci posso fare).

Occhi_corsomac

Tutti questi passaggi (sfumatura di coffe, fireside con insistenza nell’angolo interno, sfumature di prunella)  sono stati fatti anche sulla rima inferiore.

Per completare questo look cosa serve ancora? Una matita all’interno dell’occhio. Quando ho visto girare il triste nero tra le mani delle altre ho iniziato a sudare freddo, io odio la matita nera all’interno a meno che non si abbiamo occhi da manga. Io personalmente se porto gli occhi non la metto mai, per evitare di renderli ancora  più microscopici di quando li rendano gli occhiali. Per fortuna Ciro, il truccatore, ci ha proposto delle ottime alternative: le matite occhi uscite con la art of eye e con il fashon set. Io ho scelto deep cyan ed è stato una specie di colpo di fulmine. A dimostrazione che basta a volte un pò di colore per rendere un trucco più leggero e allegro. Questa matita è pazzesca: scrive anche sulla mia rima interna (che probabilmente è fatta di qualche strana sostanza aliena impermeabile, visto che di solito nessuna matita è riuscita a resistere più di 10 minuti), ha un colore che sembra l’azzurro del cielo di agosto. Bella bella, insomma (e più avanti scoprirete che…)

A completamente del trucco occhi, il mascara: dopo una passata del prep+prima per le ciglia, ho scelto di provare il mascara blu, visto che il mio obiettivo era provare quante più cose diverse dal solito possibile. Infine le sopracciglia, riempite con la mia amata lingering (anche se la truccatrice ha detto che ci vado giù un pò troppo pesante :P).

– Labbra: probabilmente la cosa che più mi è piaciuta e più mi ha sorpreso. Abbiamo creato un trucco bicolor utilizzando una matita di un colore e un lipglass di un altro. Nel mio caso, dopo aver contornato e riempito i bordi con Magenta, ho applicato un lipglass Morange, al centro delle labbra, sfumato verso l’esterno.
Ora, non so se sapete che io aborro tutto ciò che è lucidalabbra, ma in questo caso, vuoi per l’effetto, vuoi per i colori azzeccati, ho dovuto ricredermi alla grande: i lipglass sono stupendi, lasciano una sensazione di appiccicosità accettabile e non se ne vanno proprio subitissimo. Certo non mi sono piaciuti così tanto da comprarne uno, ma abbastanza da doverne provare altri al più presto.

– Refining:  la parte più dolorosa per me. Generalmente non amo le polveri da countingdi Mac, sì chiamatemi pazza ma non mi ci trovo troppo a mio agio. Tant’è che mi hanno propinato una roba scura (bronzing powder in Golden) e per me, abituata a Hoola di Benefit, ogni gesto era pericoloso; é finita che il mio countiring era impercettibile (anche se il pennello in questo caso mi è piaciuto tanto tanto). Per aggiungere luminosità alla palla da discoteca che già ero abbiamo poi utilizzato un blush della linea mineralize: Dainty (rosa con un sacco di glitter dorati); tutto quell’oro mi ha traumatizzato, ma a distanza di ore, sotto le luci artificiali ho iniziato a pensare che usato come illuminante non sia affatto male. Come highlither vero e proprio, per fortuna, siamo andati sul leggero, scegliendo la pearlmatte face powder della l.e. baking beauty in In for a treat (anche in questo caso, continuo a non concepire questi mosaici elaborati che a mio avviso non hanno senso).

il trucco e finito!!

Il risultato finale, non è proprio spiacevole, anche se lontano dal mio modo abituale di truccarmi. Il mio obiettivo, come vi ho detto, era comunque quello di provare cose nuove e diverse, quindi non ne sono proprio delusa. resta il fatto che: la pelle glowy, non mi piace proprio perchè la mia pelle diventa radiosa da sola stando sotto il sole per 20 minuti :P, il duo fibre è un pennello lontano dalle mie corde.

trucco_corsomac

La mia emozione per essere riuscita a fare un contorno labbra pressochè perfetto è immensa 🙂 = Faccia da pesce lesso sotto luci artificiali della Coin

In sintesi lo trovo molto adatto a chi si trucca con passione, ma con poca cognizione di causa, poichè gran parte dei passaggi li conoscevo già, senza magari farli bene. Questa iniziativa, secondo me, è soprattutto una tecnica molto intelligente per avvicinare i non addetti al settore a Mac; in particolare trovo sia un modo intelligente per “vendere” le nuove collezioni, favorendo l’acquisto dei prodotti delle limited edition (come se ce ne fosse bisogno T_T, ma questa è un altra storia).
Il “corso” ha un costo di 50€, tramutabile in prodotti. In parole poracce: voi fate un buono da cinquantaeurI con cui, alla fine del corso, comprare i prodotti Mac che volete. Ecco in questo modo si ha la pia illusione che vi regalano un corso. Nel mio caso, ho aderito perchè avevo già l’idea di comprarmi diversi prodotti Mac e ho sfruttato l’occasione per fare anche qualcosa di diverso e piacevole.

Ora, cosa ho portato a casa con il mio buono?
Faccio qualche piccola, doverosa, premessa: ho speso molto più del valore del buono e i prodotti che avevo segnato non c’erano. In più, mi sono lasciata conquistare, da brava consumatrice non responsabile, dalle limited edition proposte. Sì, sono entrata anche io nella triste ruota delle l.e. Mac ( no in realtà ho pensato che data la vastità di cose che mi erano piaciuto, era bene iniziare da quelle che non avrei più trovato).

Hanno attraversato Roma con me…..*rullo di tamburi*

acquisti_corsoMac

Volcanic ash exfoliator: è stato l’acquisto che ha portato fuori il mio budget. No, non era affatto previsto ma prima di andare via sono passata di fronte allo stand dei prodotti viso e l’ho visto. L’ho sognato per tanto tempo e non ho più prodotti per l’esfoliazione, come potevo mollarlo lì, sapendo poi che era anche l’ultimo disponibile? L’ho già provato e la prima impressione è super positiva (dai, dai che forse non abbiamo buttato trenta euro al cesso).

 Pro longwear paint pot in mooncake: l’idea originale era prendere painterly, o al massimo soft ochre, ma il destino ha voluto che entrambi fossero finiti. Complice, però, il fatto di averlo provato direttamente e essermene innamorata, ho deciso di prendere lui come sostituto, anche se è l’esatto opposto della mia idea iniziale. Di lui mi ha conquistato quell’effetto translucido e bagnato, adattissimo ai miei trucchi veloci. Speriamo bene.

Creemesheen lipstick in feel my pulse: preso perchè bello bello, l’avevo visto nel post overview di Misato e mi era rimasto in testa come un martello pneumatico, da aggiungere che io non ho un cremesheen nel mio stash.

Prep+prime lash: era un pò di tempo che avevo in testa un mascara bianco, da mettere sotto ai mascara colorati che su di me che ho le ciglia parecchio folte non si vedono proprio. Non so se avete presente che fino a qualche tempo fa c’era un mascara L’Oreal con una parte bianca e una nera. Ecco è stata il mio mascara per tipo due anni (non lo stesso, lo ricompravo…qualche volta…), e la parte bianca la utilizzavo anche come base per i mascara colorati. Dopo di lui le mie ricerche per un primer bianco per le ciglia sono state vane. Fino a lui. Non so bene se è adatto allo scopo per cui l’ho acquistato, ma valeva la pena provare viste le mie tante ricerche.

Lip pencil in heroine: presa da abbinare al rossetto. Ma soprattutto perché una volta a casa ho capito che Heroine deve essere mio a tutti i costi, forse mi sono un pò pentita di avergli preferito feel my pulse ._. Credo che farò la pazzia di passare al negozio a vedere se è ancora disponibile.

Chromografic pencil in hi-def cyan: quando l’ho provato ho capito che eravamo fatte l’una per l’altra. Ha un colore davvero originale, una scrivenza fuori misura e anche una durata che mi ha sorpreso (dopo 5 ore era ancora lì, nella mia lacrimosissima rima interna), anche se questo l’ho scoperto dopo; a mio avviso, infine, è portabilissima e adatta a completare look più low-profile e veloci per una donna-talpa come me. Poi, era in edizione limitata e si abbina al colore interno dei miei occhiali. Davvero potevo non comprarla?

Ma soprattutto, qualcuna di voi ha il duo fibre di Mac? Ci si trova veramente bene? Premettendo che io un vero e proprio duo fibre non lo posseggo (visto che mi piace più l’applicazione “manuale”), questo pennello non mi ha fatto impazzire: perde peli, bisogna spargere il prodotto un sacco per farlo entrare nelle fibre piccole. L’applicazione è così leggera che non capisco perchè non dovrei usare le mani…

truccomac_2

Avete partecipato a iniziative Mac di questo tipo? cosa ne pensate? Vi sono piaciute? Io in fin dei conti, mi sono ivertita un sacco (anche se le mie compagne di corso non erano chiacchierone come me). E questo è quelllo che conta di più per me.

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Diario di una consumatrice non responsabile: il marketing dei colori

 Ieri stavo sistemando nel mio ripiano al bagno tutti i prodotti di skincare che ultimamente sto utilizzando con frequenza e che mi hanno fatto accantonare il resto. Hanno tutti le confezioni bianco e rosa pallido.

Il verde, invece, era il colore che predominava in precedenza, quando la mia pelle gridava pietà. Mi piaceva usare prodotti verdi, nel packaging o proprio nella consistenza del prodotto.

Proprio oggi stavo passando in rassegna i prodotti che reperisco per il corpo. Sono tutti bianchi.

Le mie spazzole, scelte tra mille colori, sono tutte nere.

Sto parlando solo di banale packaging, di null’altro. Ma è una cosa che mi ha fatto un po’ riflettere. É come se inconsciamente associassi questi colori a determinati benefici e sensazioni. Probabilmente il rosa pallido mi fa pensare a una pelle sana e curata. Il bianco mi ricorda la morbidezza e la calma. Il nero mi fa pensare a qualcosa in grado di domare, tenere a bada.

Come vi dicevo sono una persona che acquista in modo compulsivo, ma che poi ci rimurgina molto su. Dopo.

Non sto dicendo che acquisto solo in base al packaging e al suo colore. Sono una che si mette a fare qualche ricerca prima, a capire che benefici può avere quel prodotto sulla mia pelle, se ha qualcosa di diverso dai prodotti usati in precedenza, per il quale valga la pena provare.

Però, ecco, forse il packaging e i colori hanno la loro influenza, magari minima, sicuramente inconscia. Non ho acquistato questi prodotti d’impulso, ma è come se fossi maggiormente soddisfatta del loro colore, della loro univocità cromatica.

Facendo qualche ricerca sui miei libri di marketing non ho trovato grandi riscontri: come consumatrice compulsiva dovrei essere attirata dai colori squillanti, in grado di indurmi alla call to action e alla felicità, mentre come consumatrice “responsabile” dovrei essere attratta dal prestigio che emana il blu (tipo Barilla e Dior, per fare un’esempio).

Insomma rispetto a quello che la teoria del marketing dice, io credo che la piacevolezza del colore, oggi, non sia un elemento da tenere in considerazione nella fase di pre-acquisto, quanto nella fase di soddisfazione post-acquisto.

In particolar modo questo mio punto di vista, frutto solo della mia piccola esperienza personale, vale in un campo come quello cosmetico, in cui l’acquisto è sempre più condizionato dall’immensa massa di informazioni bottom-to-bottom (anche se sul flusso informativo tra noi e le aziende potrei aprire una parentesi lunga una vita) che circonda noi consumatrici. Difficilmente compriamo un prodotto così, solo perché in quel momento ci piace, ma siamo sicuramente più condizionate da canali alternativi quali video youtube, blog e forum.

Siamo consumatrici molto preparate in fondo, che si mattono a leggere gli inci dei prodotti, che non si fidano più solo del consiglio dell’inesperta commessa di turno; facciamo prove, valutiamo i prezzi in base alla quantità e agli ingredienti.

Ma rimaniamo sempre consumatrici passionali, attente, credo, anche al bello.

Ok, questo è un semplice sproloquio della domenica mattina assolutamente fuori programma (vi volevo parlare di trucco primaverile, pensa un pò…), non so se abbia senso o se possa interessare a qualcuno. Purtroppo sono laureata in comportamenti di consumo, oltre ad essere una consumatrice inarrestabile, e non posso fare a meno di farmi mille pare mentali sui miei acquisti.

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Cosmoprof | 4. Gli acquisti

Come ho avuto modo di dire nei post precedenti, non sono una volpe dell’ultima offerta, mi faccio irretire da cose davvero inutili per poi abbandonare prodotti molto convenienti. Sì voglio chiarire subito il basso livello di genialità che contraddistingue i miei acquisti.
Veniamo quindi al mio folle bottino, che ve la dirà lunga sul mio modo leggero di intendere la cosmetica. E stranamente sento di aver poco da dire, anche perché non credo siano mai molto interessanti i post-haul, ma in questo caso credo possa essere fonte di pubblico imbarazzo a cui non posso sottrarmi.

 acquisti_cosmoprof

Visto che avevo pochi smalti ho pensato bene di farmi conquistare da 5  (cinque? ma come ci sono finiti dentro?) China Glaze. Il viola neon, Creative fantasy,  è della collezione Cirque du Soleil (purtroppo quello che volevo io, il It’s a Trap-eze, non c’era, ma VOLEVO qualcosa di questa collezione e un bel viola neo mi mancava proprio). Due sono della collezione Electropop: Techno, una miriade di bagliori argentati, e Aquadelic, un color acqua dal colore pieno e non troppo neon. Un altro è dall’Avant Garden, Dandy lying around, un sobrio bianco dalle caratterizzato da pagliuzze e perlescenze (mi piacciono tanto gli smalti bianchi soprattutto d’estate, anche se ho paura che sulle mie mani possa risultare “poco fine”, lo scopriremo solo bloggando – sì ho un pessimo umorismo). Infine, Concrete Catwalk, un bellissimo grigio scuro, della collezione Metro. Sì di tutto un po’, anche se credo sia abbastanza chiaro il mio amore per gli smalti “creamy”.

Da Peggy Sage, con tutto il bendidio che ci stava sono riuscita a prendere due prodotti di dubbia utilità, almeno al primo sguardo. l’olio fortificante e il super sgrassante. Tornata a casa e capendone l’utilizzo devo ricredermi, non sono una consumatrice così stupida, sono due prodottimi niente male.

Passando al reparto ciglia finte, direi che mi sono tolta parecchi sfizi : due Paperself (una per le ciglia superiori e una per quelle inferiori), un paio di Stargazer (il caos dello stand ha bloccato ogni mio ulteriore acquisto), un paio di Peggy Sage che mi ricordano vagamente quelle di Katy Perry. Naturalmente il tutto corredato dalla colla duo (spaventosa, resiste anche a una doccia bollente, con tanto di lavaggio capelli).

Da BB Cream Italia, ho preso la BB Cream per pelli più grasse della  Skin79 che tanto volevo provare e il BB Cleanser, della medesima marca. Non potevo poi non provare la famigerata Mint Julep Mask di Queen Helène, visto anche il competitivo prezzo fieristico (mi sembra 8€ la versione big). Poi non capivo come sono tornata a casa con la Tangle Angel, una versione soft, da capelli bagnati, della tangle teezer e con un design bellissimo (che è stata la motivazione principale all’acquisto probabilmente). In foto manca la spugna konjac per pelli miste, presa per provarne una diversa da quella Kiko, anche più piccola e quindi più comoda da portare in viaggio (è già a pieno regime e si sta asciugando in bagno).

Infine il reparto in cui mi sono dimostrata più folle: i capelli. Non sono una persona particolarmente attenta ai capelli, ma a quanto pare la quantità di cavolate hanno avuto la meglio. Nastri per le acconciature, fascette, bigodini, una spazzola che sembra una clava, un cerchietto con frangia fuxia incorporata e un minicappellino…

Ora siete libere di insultarmi.

Ad ogni modo sto utilizzando già parecchi di questi prodotti, ma conto di parlarvi di tutto con maggiore cura più avanti, quando avrò avuto modo di provarli a dovere; in genere le mie prime impressioni tendono sempre ad essere entusiaste per poi drasticamente ridimensionarsi con il passare del tempo.

Infine, la miriade di campioncini, per lo più prodotti per capelli, che ho riportato a casa.

campioncini_cosmoprof

Volevo scrivere un post breve, ma di nuovo mi sono dilungata in un’infinità di stupidaggini. So che è difficile seguire le mie peripezie linguistiche e le cavolate, colgo quindi l’occasione per ringraziare le prime (spero se ne aggiungeranno altre, of course) follower che si sono iscritte, non sapendo che l’aspettavano fiumi di parole senselessness. Grazie davvero 🙂
Vi lascio con la foto del mio aiutante nella fase di preparazione delle foto, Dorian, anche lui a quanto pare desideroso di testare tutti i campioncini che la sua mamma ha ricevuto (o forse scocciato dalla mia poca attenzione nei suoi confronti).

doriancampioncini

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