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Beauty in the garbage || June.

La tempestività non è mai stato il mio forte. Sono una donna fortemente radicata nel mediterraneo, la lentezza è un elemento da cui non posso prescindere 🙂
No in realtà avevo anche pensato di saltare l’appuntamento per questo mese, perché le cose sono poche e non particolarmente interessanti. Ma poi ho pensato che il mese prossimo non avrò proprio prodotti finiti, data la mia vacanza (mai abbastanza lunga). Quindi ho un po’ barato, lo dico subito, inserendo alcuni prodotti non proprio ripuliti, ma su cui non potrò fare qualche altra applicazione. Sono terribile, lo so.
 
Ecco che finisce e io a malapena mi sono accorta del suo inizio. Giugno è davvero un bellissimo mese secondo me anche con un tempo da cani e pochi giorni veramente estivi, e come tutte le cose belle tende ad essere breve ed effimero.
Rimangono i giorni della fine della scuola, dell’eccitazione della libertà, dell’acquolina in bocca per le vacanze, della programmazione febbrile delle ferie, dei progetti per l’estate, della pre-ricerca “a scopo valutativo”, l’attesa dei saldi…

Dal punto di visto della mia brama di divoratrice di prodotti però è stato un mese molto deludente, in cui ho acquistato molti prodotti (inutili) e ho consumato poco (e usato sempre le stesse cose).
Per “fortuna” ci pensa Dorian ad aiutarmi quando vede che il mio cestino contiene poche cose, ha così deciso che n prodotto preziosissimo e non facilmente reperibile meritasse la morte per defenestrazione. Ma lo scopriremo più avanti.

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1 – Dove Summer Glow Crema corpo che militava nel fondo del cassetto da qualcosa come due anni. La mia pulciosità mi ha portato a finirla invece che farle vedere com’è fatta una pattumiera. Grazie al cielo non mi ha fatto cadere la pelle a pezzi, resta il fatto che io certi colpi di testa non dovrei averli davanti allo scaffale del reparto bellezza del supermercato. Una cosa di una schifezza innaturale, così come il colorito color carota avariata che regalava.

2 – Contorno occhi Kiko. Questo è stato in assoluto il mio primo contorno occhi posseduto, comprato da mia madre quando mi stavo continuamente lamentando per il fastidio che avevo ogni mattina intorno agli occhi. Si tratta di uno di quei prodotti finir solo grazie alla buona volontà e perchè mi rifiuto di buttare le cose, praticamente è acqua fresca e un pò appiccosa da cui i miei occhi irritabili e supersecchi (soprattutto d’estate) non traggono alcun bene. Ho apprezzato lo sforzo di mia madre e le riconosco che grazie a questo primo, inutile, prodotto mi sono fatta delle domande sul mio contorno occhi (e mi sono data delle risposte a suon di prodotti presi). Sapere di non vederlo più in giro mi solleva il morale e ripaga i giorni in cui sbuffando aspettavo pazientemente che la colla scomparisse.

 
3 – Rispetta i piedoni Lush. Questo trattamento/maschera scrutante di Lush rientra nella gamma di prodotti fondamentalmente inutili da avere ma che adoro. Mi spiego meglio: si tratta di una specie di maschera al caolino da tenere sui piedi, massaggiare e poi risciacquare, insomma nulla che non possa essere sopperito da pietra pomice e crema idratante. Però trovo divertente – e anche abbastanza comodo – l’idea di un prodotto che si prenda cura dei miei piedi nell’insieme; lo trovo qualcosa, anche se non esattamente necessario, di nuovo e diverso. Il
 
 
4 – Olio ristrutturante Sally Hansen. Ringraziamo il mio gatto che oltre ad aver distrutto il mio adoratissimo olio, mi ha fatto macchiare il pavimento. Sono davvero dispiaciuta perché questo prodotto (di cui vi avevo parlato nell’ultimo posto sulla cura delle unghie) mi stava piacendo; in ogni caso non me ne farò troppo un cruccio perché ritengo possa essere sostituito egregiamente da altri prodotti che ho in giro per casa.

5 – Parole di burro Lush. Sono conscia di non essere una consumatrice per niente oculata. Questo burro corpo ha un prezzo altissimo per la sua durata. Nel giro di un mese – massimo due – se lo alterno con altri prodotti e se sto attenta e non lo uso su tutto il corpo, finisce. Però ogni volta che provo qualcosa di diverso lo rimpiango. Mi piace il fatto che si possa usare sotto la doccia, che mi lasci molto idratata senza rendermi appiccicosa, che lo possa sfregare direttamente sulle gambe senza impiastricciare tutto. Credo che la ricomprerò in vista della mia quasi imminente partenza per lidi lontani, perchè è comodissima e leggera da portare in giro.

 
6- Creme Mattifiant Payot. Come potete immaginare quella maretta non è la confezione originale, che in realtà sarebbe questa qui sotto. Purtroppo qualche settimana fa, nel coma mattutino da cui non riesco a liberarmi per ore, l’ho accidentalmente sbattuta sul lavandino facendola spaccare a metà.
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Fortunatamente non ci sono state schegge, quindi sono riuscita a salvare il prodotto rimasto e a deportarlo in una jar. La crema non è affatto male e i benefici, seppur non miracolosi, li ho visti. L’effetto mattificante è davvero buono, soprattutto se non fa troppo caldo. L’elemento determinante che mi spinge a non ricomprarla, né a valutarla in futuro è il prezzo medio che ho visto qui in Italia (non l’ho presa qua e come spesso accade, è un regalo di mia madre), nei siti oscilla tra i 40 e i 50€, sinceramente veramente troppo per una crema che non è male ma nemmeno miracolosa.
 
7 – Stay all day concealer Essence Il mio correttore del cuore, super economico e pratico. IN questo momento ho ancora qualche correttore da smaltire e in realtà vorrei tanto provare un nuovo correttore (il moisture cover di Mac, in particolare), ma credo che ne riprenderò una nuova confezione. Va benissimo per le mie occhiaie, è abbastanza secco da durare ma non così tanto da creare il Sahara sotto gli occhi; la coprenza non è elevatissima ma visto che porto gli occhiali non è un problema esagerato.
 
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Beauty in the garbage | May

Ammetto che mi sembra strano parlare dei prodotti finiti a Maggio con la voglia di accendere i termosifoni e stringermi dentro una copertina di pile. Ma tant’è…complice anche questo clima non proprio stimolante e giorni di lavoro particolarmente intensi, anche questo mese non è stato particolarmente denso di prodotti finiti, soprattutto per quello che riguarda il comparto trucco. Probabilmente sono stati anche i molti acquisti fatti nelle ultime settimane che mi hanno portato a sperimentare più prodotti nuovi e ad abbandonare un pò quei prodotti che utilizzavo con particolare solerzia nel tentativo di potermi beare di fronte alle confezioni vuote.

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–  Brightening facial towelettes Yes To Blueberries:  una liberazione! l’unico aspetto positivo di queste salviettine è che non fanno tirare la pelle una volta usate e non lasciano una sensazione appiccicosa addosso. Tutto il resto è da dimenticare: in primo luogo non struccano, passi il viso se non avete una base troppo “impegnativa” da portare via, ma il trucco occhi e il mascara sembrano rimanere lì un’eternità, anche se passate e ripassate con solerzia. E poi, elemento per me non trascurabile, hanno un odore terribile, assomiglia vagamente a quello del cif crema, il detersivo. Visto che le salviettine per me sono un prodotto essenziale da tenere nel comodino, per quelle serate in cui torno in condizioni poco “performanti”, vorrei trovare un alternativa con un inci che non faccia accapponare la pelle, ma che almeno portino via il trucco.

Acqua micellare Collistar: per ora la migliore acqua micellare che ho provato. Strucca bene sia gli occhi che il viso, senza dare fastidi e far seccare la pelle come mi era successo con quella di Sephora. Ne comprerò sicuramente una seconda confezione e credo proprio che meriti una review tutta sua, perchè credo che trovare un’acqua micellare che non sembri alcol denaturato utile per fare il limoncello più che per struccarsi in pochi gesti, non è poi così facile.

Thalasso Scrub Geomar: un ottimo scrub per il corpo (dall’ottimo inci), abbastanza forte – se avete la pelle delicata come me non sfregate troppo e mai sulla pelle asciutta – ma che lascia la pelle anche abbastanza idratata; in più ha un odore vagamente balsamico che mi lascia molto rilassata. Seppur si tratta di un buon prodotto non credo che lo ricomprerò perchè devo fare troppa attenzione quando lo massaggio perchè la mia pelle è davvero davvero sensibile e poi perchè la confezione è immensa e la trovo scomodissima da tenere nella mia doccia minuscola. Sì, per me la confezione è un elemento spesso determinante nella scelta di un prodotto 🙂 Ora sono senza scrub (avrei quello di Mac che va bene anche per il corpo ma visto il prezzo mi rifiuto di utilizzarlo per il corpo) e mi destreggio tra quelli per il viso che mi stanno facendo schifo e il amato intruglio miele e zucchero di canna home-made ❤ . Ho comunque intenzione di riprendere (quando il mio portafoglio non piangerà) quello di Lush che è, alla fine, è il mio grande amore, perchè sono pigra on the inside e mi scoccio a dovermelo preparare ogni volta che ho voglia di farmelo.

Multi action mascara Essence: un mascara meraviglioso, in modo inaspettato. Separa molto bene le ciglia e le allunga abbastanza, manca un pò di potere volumizzante a mio avviso. Ma la cosa che apprezzo maggiormente è la durata, unitamente al prezzo irrisorio. Quando so che dovrò tenere su il trucco per moltissime ore, mi affido sempre a lui perché tutti gli altri mascara, che magari hanno un effetto più completo, me li ritrovo a metà giornata stampati sotto l’occhio. Unica nota dolente è che mi si è seccato abbastanza in fretta (nei tre mesi canonici e forse un pò meno), ma non so se forse qualche geniA lo abbia aperto nello stand. Quando l’altro mascara che sto utilizzando sarà finito lo ricomprerò sicuramente in vista dell’estate, se mai arriverà.

Caffeine roll-on occhi Garnier: è stato uno dei miei primissimi approcci alle creme per il contorno occhi, comprato perchè era in offerta e perchè se ne faceva un gran parlare; in più è stato uno dei primissimi roll-on occhi acquistabile dappertutto a un prezzo basso. Il fatto che ci abbia messo secoli  finirlo la dice lunga. Partiamo dagli aspetti positivi: da un immediato effetto rinfrescante grazie alla pallina metallica e si assorbe davvero molto in fretta, cosa comodissima se la mattina si hanno i secondi contati. Il grande no, per me che ho un contorno occhi secchissimo e sensibile, è la totale assenza di un qualsiasi potere idratante. La situazione è un pò migliorata utilizzandolo solo di giorno e preferendogli un contorno occhi molto corposo la sera. Non lo ricomprerò, per ora sto utilizzando qualche campioncino che gira per casa in attesa di trovare un contorno occhi che si assorba abbastanza in fretta ma che riesca comunque a idratare la zona. Ah, e che non costi come una costola di Adamo.

Nina Ricci Eau de Toilette: presi questo profumo qualcosa come due estati fa, in aeroporto (come la quasi totalità dei miei profumi). La cosa che più mi aveva colpito era la minuscolezza (30 ml concentrati in una bottiglietta piccola e rotonda) della confezione, che mi sembrava comodissima per i miei andirivieni, prima dell’avvento del travalo mon amour (i campionicini mi sono sempre stati antipatici perché nella maggior parte dei casi li perdo nel beautyo mi fanno schifo). La profumazione – dolce e fruttato ma abbastanza frizzante – in sè è senza infamia e senza lode, dalla persistenza pressochè nulla, ma questo succede con quasi tutti i profumi. L’ho usato ogni singolo giorno per almeno due mesi, con l’obiettivo di smaltire tutti i profumi che vegetano nel mio bagno. Daje, non credo che le nostre strade si incontreranno di nuovo.

Burrocacao Paul Frank Lipsmacker : un altro residuo bellico del mio stash. In realtà erano due, uno rosa e uno bianco, ma il bianco è disperso negli anfratti di qualche borsa, credo (mi chiamavano la sterminatrice di burrocacao – sì, sto sviluppando una dipendenza cronica da game of thrones, perdonatemi). A conquistarmi è stata la confezione davvero carina, che io non ho esitato a distruggere nel giro di una settimana, l’ennesima sola dettata dalla mia compulsività. La profumazione, secondo la casa produttrice, sarebbe dovuta essere fragola&banana, ma secondo il mio naso assomiglia più alla big babol panna e fragola, un pò avariata. La consistenza non è delle peggiori, nel senso che non lascia le labbra appiccicosissime anche se regala un certo effetto lucido “naturale” non terribile (ma inutile se come me si portano sempre rossetti, spesso opachi :P); la cosa tragica è sicuramente la totale mancanza di potere idrante. Credo che la causa sia l’effetto pacebo dato da paraffina liquida&company, che lì per lì, lascia le labbra lucide e falsamente idratate, per poi sparire velocemente senza aiutarmi in alcun modo.
Peccato davvero perchè ho avuto modo di vedere lo stand Lipsmacker al Cosmoprof e mi ha conquistato l’immensa varietà di packaging e profanazioni. Nevermind, si torna all’infinito amore delle mie labbra, i badger balm (che vorrei testare con il caldo estivo, semmai abbia voglia di fare capolino), una volta terminati quelli in uso attualmente.

– Infine un prodotto che più che empties, dovrei chiamare broken. Sappiate che sono un donnino che non fa della cama e della leggiadria le sue virtù principali. Potrei direi che sono un pò scalmanata e tendo a far cadere davvero un sacco di roba. Purtroppo tra le millemila cosa che svaniscono magicamente dalle mie mani ci sono parecchi trucchi e affini, questa volta era una base comprata poche settimane prima, di cui mi limiterò a darvi giusto le prime impressioni (l’avrò usato quattro o cinque volte al massimo). Si tratta dello smalto unghie perfette di Collistar ho capito semplicemente che queste basi “filler” e leviganti rosate non fanno proprio per me, men che meno se voglio usarle come basi per la manicure. Ho capito solo ora, con qualche banale ricerchina, che in effetti si tratta di un normalissimo smalto color carne con dei principi rafforzanti dentro, che oltretutto si stendeva da cani. Fatto sta che sento di aver buttato quei 8/9 euro, un pò perchè non ne ero entusiasta (oltretutto si stendeva da cani) ma soprattutto perchè l’ho rotto a poche settimane dal suo ingresso in casa. In ogni caso non ho voluto dargli una seconda chance e ho preferito tornare dalla mia base del cuor, la Trind (questa volta nella versione mat).

Levasmalto senza acetone (di marca per ora sconosciuta, che mi aggiungerò non appena rientro a casa e controllo la boccetta): comprai questo levasmalto eoni fa, direttamente dall’onicotecnica da cui facevo la ricostruzione. Già allora, infatti, ero un pò insofferente e dovevo cambiarmi smalto con particolare frequenza, anche le nail art carinissime che mi faceva la ragazza dopo un pò mi stufavano. Questo acetone – senza acetone – mi disse adatto all’uso sulla copertura, perchè non andava a corroderla; anche sulle unghie normali, comunque, si è rivelato sicuramente delicato , non mi ha seccato per niente le unghie – anche se ha richiesto qualche accortezza in più rispetto a quello di essence, tanto per dirne una. Insomma, è finito e non me ne faccio un gran cruccio. In ogni caso, la cosa realmente importante, è che ho finalmente solo una boccetta di acetone aperta (appena iniziata) e sono riuscita a smaltire tutte queste bottigliette che circolavano inutilmente per casa *__*

Shampo SVR: ero convinta che sarebbe stato lo shampo definitivo, in grado di alleviare i fastidi della psoriasi. Ho girato diverse farmacie per trovarlo, ero felicissima. Fino a che non l’ho usato. Terribile, ho seramente pensato che invece di aiutarmi creasse maggiori problemi. Se soffrite di cute sensibile non compratelo, anche se a consigliarvelo è la farmacista. Non credo meriti più tempo di quello che ho già speso. Sto finalmente dando fondo alle mie scorte siliconiche, vorrei davero capire se con shampi più verdi, la situazione possa migliorare.

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Beauty in the garbage || Aprile

Se marzo era stato tanto prolifico, a rigor di logica, non poteva accadere lo stesso ad Aprile. No non ci metto mai un mese a finire un prodotto, per quanto brava io voglia essere. E considerando il fatto che per mia scelta civica (la mia veramente civica – ogni riferimento a fatti politici realmente accaduti non è puramente casuale) non inserisco cose che dal mio punto di vista non hanno rilevanza perchè acquistate totally random(vi interessa sapere che ho finito il bagnoschiuma bionsen zen che avevo comprato in offerta e che non ricomprerò visto che la nuova offerta è sui Dove? no temo di no. Ah, ho finito anche il dentifrici ma ne ho iniziato uno nuovo proprio uguale perché al supermercato c’era il 3×2) i prodotti son veramente esigui. Dalla mia ho che ho veramente tanta tanta roba che sta esalando gli ultimi respiri o che nonostante il mio assiduo utilizzo, continua a non volermi mollare (c’è ammmore nell’aria, che ci posso fare se sono così irresistibile XD)

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Gentle exfoliator cleansing cream Sephora: acquistato veramente tanto tempo fa perchè mi sembrava un’alternativa economica al celeberrimo balsamo struccante di Clinique. Gli struccanti sono probabilmente la tipologia di prodotto che più mi attira e in cui sperimento voracemente. Non so se è la tipologia in sé o proprio questo prodotto, ma l’effetto che mi lascia sulla pelle non mi piace proprio. La sensazione, una volta sciacquato via con acqua è plasticosa e quasi unta, ma al contempo fin troppo sgrassante. Morale della favola: ho bisogno di un sapone per sentirmi il viso veramente pulito e di una buona dose di crema lenitiva per non sentire la pelle che tira (e io di solito non uso mai la crema di notte). E non c’è utensile che tenga, io l’ho prvato con tutte le armi del mio arsenale con gli stessi risultati: mani, pannetto in microfibra, pannetto di bambù, spugnette, konjac. Ho fatto una gran fatica a terminarlo. Grazie al cielo non lo vedrò più vegetare nel mio bagno; adieu.

Nail repair Trind: il web è pieno di pareri anche molto contrastanti su questo smalto curativo. La mia personalissima esperienza è decisamente positiva. le unghie, durante il periodo di trattamento sono visibilmente rinforzate, e anche dopo lo “sfruttamento intensivo” – quando cioè, ho iniziato ad alternarlo ad altre basi – non ho visto ricadute. La nota dolente, dal mio punto di vista, è tutta nel fatto che quando ormai mancavano poche applicazione al definitivo collasso, ho notato che il prodotto si è completamente raddensato, rendendo impossibile, di fatto, l’applicazione sulle unghie. Non so se sia un fatto normale o se dipenda dalla mia cattiva manutenzione: potrei non averlo chiuso benissimo e tendo a sbavare prodotto fuori dalla boccetta  quando lo applico, c’è anche da dire che era aperto da diverso tempo (poco meno di un anno). Contiene formaldeide, fyi, ma io non ho ancora trovato un’alternativa altrettanto efficace. Lo ricomprerò a breve, anche perchè le mie unghie, come il resto del mio corpo, in primavera danno il peggio di loro.

Nail polish remover ultra Essence: Se volete un levasmalto che porti via qualsiasi cosa in un batter d’occhio, lui è perfetto. Purtroppo, aspettatevi delle unghie che si indeboliscono, irrimediabilmente. A mio avviso il levasmalto (ma da ora in avanti lo chiamerò acetone, anche se non contiene acetone, perchè la teoria la so, ma a casa poi io continuo a chiamarlo come nei gloriosi anni ’90) incide moltissimo sulla salubrità dell’unghia, almeno nel mio caso. Ed è per questo, che con molto dispiacere devo dirgli addio. Pur non contenendo acetone, mi secca tantissimo le unghie; considerando che mi cambio lo smalto ogni due -massimo  tre- giorni, l’uso continuo di questo acetone non mi ha fatto per niente bene. Quando ho iniziato a percepire che c’era qualcosa che non andava, ho iniziato ad alternarlo con altri prodotti un pochino più delicati, relegandolo solo alle occasioni in cui indossavano brillantini o smalti molto ostici (nero con top coat a scaglie dorate – lo so non la quint’ssenza del gusto :P), portando a compimento il suo destino. Addio con dispiacere.

Repair shampo e maschera System Professional: (la maschera era già finita nel cestino, ma la confezione era proprio identica) è una minisize che mi aveva dato il parrucchiere decantandomene grandi lodi per i miei capelli sfibrati. Io natiralmente ci avevo riposto grandi speranze. Tutte disilluse già dopo la prima applicazione. Dal mio punto di vista non fa assolutamente quello che promette: i capeli sotto la doccia avevano la sensazione di idratazione, è vero, ma questa svaniva una volta asciugati. In più la mia cute non ha affatto gradito: io ho una cute estremamente sensibile (soffro di psoriasi cutanea), questo è vero, ma sentire prurito mentre ti stai lavando i capelli non è carino, ed è raro anche per me. Anche in combinazione con la sua maschera non ho visto nessuno dei risultati sperati. Oltretutto, mi sono ritrovata con i capelli sporchi dopo due giorni (e ho gridato al delitto, io che me li lavo una volta a settimana, due se proprio devo). L’ho voluto inserire perchè è stata la spinta definitiva per il mio passaggio a una maggiore attenzione verso i miei poveri capelli e ad un’esplorazione del mondo ecobio (una volta terminato l’ennesimo Garnier). L’ho terminato solo perchè sono dovuta stare parecchio in giro questo mese. Mi faccio un applauso da sola per la forza di volontà. A mai più rivederci.

Cucumber peel off masque Montagne Jeunesse: uso un sacco di campioncini, vi eviterò tutta la via crucis (anche se lo smaltimento campioncini ha il suo perchè…fatemi sapere), ma questa maschera l’ho provata diverse volte (avevo 4 bustine direttamente dal Cosmoprof; ne ho usata una per ogni applicazione), tutte questo mese. Il mio giudizio su questo celeberrimo prodotto è…l’inutilità fatta maschera. No davvero, carina la cosa della maschera pell-off (ma se siete cialtrone come me, nemmeno tanto, visto che me la sono ritrovata sui capelli e sul collo….dopo qualche ora dalla sua rimozione T_T”), ma la mia pelle non si è minimamente accorta del suo passaggio. Sicuramente non mi ha fatto venire voglia di acquistarla.

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Concealer by H&M – 12 white sand: questo correttore è sinceramente uno dei migliori che ho provato per il suo rapporto qualità/prezzo. Mi piace molto la consistenza: liquida ma non troppo, la trovo ideale per la correzzione di rossori e brufoli; va bene anche per il contorno occhi perchè ha una buona coerenza e non troppo secco, io però preferisco di solito utilizzare correttori aranciati per evitare l’effetto grigiume che nel mio caso è sempre in agguato. Credo che ci ritroveremo presto.

Eyeshadow prime potion Urban Decay: la minisize presente nella Naked era ancora in giro per casa. So che in realtà distruggendo la confezione potrei prelevare prodotto per diverse applicazioni, ma sono pigra e pasticciona e combinerei solo guai. Aggiungiamo il fatto che non mi fa impazzire per niente, anche se so che la qualità della full size è di netto superiore: in primis preferisco i primer correttivi, in grado di coprirmi venute&friends, in secondo luogo non trovo che valga tutti i soldi che costa: il trucco occhi mi dura e nemmeno troppo, ma io non ho quasi mai problemi di pieghette e “creasature” (almeno la palpebra non è oleata…almeno quella!), non mi sembra esalti il colori delle polveri e in generale mi crea qualche difficoltà con le sfumature. Mi trovo molto meglio con quello essence insomma, e se proprio devo sceglierne uno high-end la shadow insurance (in lemon drop) la preferisco di gran lunga.Dalla sua ha un packaging che per quanto scomodo, trovo delizioso:). Adieu.

Lip Balm Spf 15 Kiko: avevo preso questo burrocacao quest’estate, interessata alla presenza di protezione solare, in vista delle vacanze al mare. Non credo sia stata una grande scelta, a posteriori. In primo luogo trovo il packaging terribile, con quest’effetto specchio che tende a sporcarsi e a scaldarsi, se lo volete porte in spieggia (come ho fatto io). Ma la cosa più importante è che non ho notato alcun potere idratante sulle labbra, e beh, se mi metto un burrocacao pretendo che almeno che mi idrati le labbra, non dico tanto, ma almeno per una buona oretta. Finito solo perchè lo tengo in ufficio, vicino al computer così da ricordarmi di metterlo. In questo periodo sono piena di balsami labbra che mi fanno abbastanza caghèr in realtà, fortunatamente sto smaltendoli tutti per tornare al mio amore di sempre: il badger balm <3. Adios amigos.

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Lasciamo perdere le mie vene artistiche durante la pausa pranzo, che è meglio ._.”

Esatto un prodotto di cui ho smarrito il flacone vuoto (inizio a pensare che il mio gatto stia facendo azioni di sabotaggio interne perchè sconvolto dalla quantità di scatole e boccette che sto iniziando a seminare per casa per futuri post).

Nail Polish Remover Essence – profumazione al cocco: Come vi dicevo sono una consumatrice accanita di acetone, mi cambio lo smalto con frequenza e lo rimuovo non appena inizia a sbeccarsi, anche solo impercettibilmente (ho una mania da anziana: trovo che lo smalto rovinato sia il principale sintomo di poca cura e non riesco proprio a tenerlo.).
Trovo che questo acetone sia, come posso dire, insulso. Toglie lo smalto non troppo male ma nemmeno in modo efficace come il cugino killer di cui sopra. In più, se non sbaglio (era per quello che mi serviva la confezione T_T) contiene comunque acetone, quindi non è esattamente “idratante”. La nota davvero positiva è la profumazione: sa davvero di cocco e per me è una vera goduria. Ma soprattutto non sa per niente di acetone, una manna dal cielo se odiate quell’odore pungente (come me) o se siete solite togliervi lo smalto in presenza di persone che non lo tollerano (come il mio ragazzo). Per ora ho altri flaconi da finire e altri levasmalto (l’ho usata di nuovo!) economici da provare (come quello Shaka).  Per ora è un addio.

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