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Zen Moment | 2. Viso

Premessa: i prodotti di cui parlerò non sono di certo miracolosi e non sono prodotti che mi hanno risolto i grandi problemi che affliggono la mia pelle. Ho l’acne, ho cicatrici da acne, soffro di dermatite e altre simpatiche cose. Per questo sono in cura da un dermatologo senza grandi risultati perché queste problematiche sono in larga parte psicosomatiche e si continuano a manifestare durante periodi di forte stress per poi decidere di rimanere là per più tempo del previsto. Quindi no, non vi darò mai consigli su come curare la pelle del vostro viso; ciò non toglie che ami comunque dedicare tempo e rilassarmi cercando di trovare dei prodotti che non nuocciono alle mie problematiche e che allo stesso tempo migliorano la condizione complessiva del mio aspetto. Questi sono i prodotti che mi rilassano, mi fanno sentire bene. Si tratta, semplicemente, di momenti zen.

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1. Take the make up off and cleans it all.

Generalmente amo dedicarmi alle abluzioni facciali il giovedì (poco prima del weekend) o il martedì (è la serata calcetto del mio fidanzato e mi piace prendermi questo tempo per me, quando c’è lui preferisco passare la serata insieme in condizioni accettabili). Tutto il processo avviene di sera, quindi dopo una giornata di lavoro, trucco e smog. Ciò implica che la prima cosa da fare è struccarsi (con il detergente del momento, di cui voglio parlarvi più avanti), e poi lavarsi il viso con un sapone o un detergente (io sono fedele da mesi al sapone nero africano di Khadì, anche in questo caso mi piacerebbe approfondire la conoscenza, perché è uno dei pochi prodotti di cui non mi sono ancora stancata). Ah, toglietevi i vestiti e indossate l’abbigliamento da casa più comodo e simpatico che avete, quello di cui vi vergognate e di cui non volete far sapere al resto del mondo che, no,proprio non riuscite a separarvi.

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2. Pores it out.

Il fantasmagorico fidanzato di cui sopra mi ha regalato la saunetta facciale, che trovo estremamente comoda e veloce, soprattutto per una donna ghiro come. Basta versare l’acqua nel recipiente, attaccare la presa e aspettare che esca fuori il vapore. Poi passate allegramente tra i 5 e i 10 minuti sopra tale macchina infernale. Io di solito insieme all’acqua metto anche una (e intendo UNA) goccia di olio essenziale di tea tree oil (preso in una parafarmicia a caso), che oltre a purificare (e puzzare maledettamente) ho l’idea che mi aiuti anche per raffreddori e simili. L’alternativa, altrettanto valida, è il vecchio e caro pentolone bollente, un asciugamano e, perchè no, una fumantina lush, che a me stanno un sacco simpatiche (ne basta un pezzetto, una intera vi durerà anche per tre applicazioni se riuscite ad essere tirchie come me).

3. Scratch your face (sometimes).

Io non sono un amante degli scrub. Sono del partito che non abbiamo così tanta pelle da scorticare. La crescita naturale della pelle (almeno nel mio caso) non è quella delle unghie, cioè non ci mette una settimana (nel mio caso, ribadisco). Oltretutto la mia pelle è ultradelicata e la tecnica dello scartavetramento non è, a mio avviso, delle più indicate per chi ha brufoli non tanto carini e vecchi segni rossi che non sembrano volersene andare nemmeno dopo mesi. Pulizia profonda, non vuol sempre dire asportarsi i primi strati del viso. In generale, quindi, preferisco utilizzare peeling e trattamenti ossigenanti, in grado di purificare la pelle senza asportare alcunchè (se si hanno brufoli brutti, con il pus – si sono riuscita ad usare tale immonda parola – portarne continuamente via la punta non aiuta a farli andare via più velocemente). Unico neo di questi meravigliosi prodotti è il prezzo (diamine mi sono resa conto di quanti soldi sono riuscita a investire per questa categoria: ho ancora i brividi). I due prodotti che preferisco sono il Peeling equilibre moussant Sampar, che ha il magico potere di lasciare la pelle distesa e luminosissima; si tratta di un prodotto liquido e semitrasparente da mettere sul viso e massaggiare molto delicatamente, con movimenti circolatori, io lo lascio agire per qualche minuto e lo rimuovo con acqua fredda.
L’altro prodotto è il trattamento ossigenante de Gli Elementi, una marca italiana basata sull’utilizzo di principi attivi termali che ho scoperto quest’anno in montagna e che per ora mi sembra molto valida (nonchè molto costosa, fortunatamente è stato un regale di mia madre). Si tratta di una crema che sempre plastica fusa che va stesa sul viso e lasciata asciugare. Dopo qualche minuto va rimossa “spelando” il viso e rifinisco il tutto passandomi un pò di acqua fredda. Ammetto che all’inizio ho avuto qualche problema nel capire come sfruttarla al meglio.
Una volta ogni due settimane, invece, utilizzo uno scrub, orientandomi sempre su prodotti non aggressivi. Dopo un periodo a miele e zucchero, ho acquistato da poco il Volcanic ash exfoliaor di Mac, e i primi test sono stati davvero positivi. La pelle, dopo l’uso, è morbida, luminosa e non tira affatto; in più non mi lascia segni rossi sul vios (cosa che mi accadeva invece con altri prodotti simili).

terra madre

Io e Obama ci concediamo dieci minuti di terra madre.

4. Call me The Mask

Dopo aver passato il mio amico tonico o un pò di acqua termale (dipende da quello che ho a disposizione), è il momento della maschera. Di maschere ce ne sono un’infinità in commercio e io non mi tiro mai indietro per provare l’ennessimo ritrovato sul mercato. Ultimamente mi sono stabilizzata su due in particolare: da un lato il trattamento d’uro della Mint Julep Mask Queen Helene, dall’altro la dolce coccola di Chocolat (ah no, giusto Terra Madre, visto che secondo i Nas la gente è così furba da mangiarsi qualcosa acquistato in una profumeria, ma questa è un’altra storia) Lush. Se di una amo l’azione che ha sui brufoli e l’illusoria sensazione di avere dei pori dilatati meno dilatati, dell’altra trovo sublime la totale confortevolezza, il profumo paradisiaco e il fatto che lasci la mia pelle morbida e compatta. La Mint Julep, infatti, per quanto utilissima nella guerra contro i brufolazzi da ciclo (che nel mio caso tendono a durare per tutto il mese), non posso definirla certo una maschera coccola: ha un odore decisamente pungente e artificiale, in più se la metto su tutto il viso tende a tirarmi un po’ quando si secca (e io odio le maschere che si seccano così tanto da non farmi parlare, visto quanto sono chiacchierona). Pur contenendo una parte oleosa è indicata per chi soffre di acne ed ha cicatrici o piccoli segni, sulla reale efficacia da questo punto di vista, forse a causa della mia incostanza, non posso però dare un giudizio concreto per ora.

crema

5. And don’t forget some cream

La sera non sono un’habituè della crema, sono pigra e ho la sensazione che la mia pelle ami respirare un po’. Però dopo questi “forti input” l’epidermide credo abbia diritto ad essere idratata, senza dimenticare che è importante ristabilire l’equilibrio e il ph di una pelle sicuramente messa sotto stress. In questo caso, anche se la mia pelle rientra senza dubbio nella categoria acneica, utilizzo una crema più oleasa di quella che uso la mattina. In particolare, questa appartiene sempre alla linea Gli Elementi, alle cellule staminali, è decisamente molto lontana dalle lozioni che utilizzo solitamente, ma lascia la pelle morbida e ogni eventuale sensazione di pelle che tira scompare.

6. Special guests

Ogni tanto uso anche i cerottini per i punti neri (Nivea o Essence indistintamente), ma non sono una grande fan. Ho sempre saputo che in realtà è inutile tentare di estirpare il male dai punti neri perchè questo, peggio della gramigna, risorgerà dalle tenebre. In più vi lascerà con dei pori ancora più in evidenza (certo questo discorso vale per chi non ha punti neri molto visibili, e non per chi ha un problema di questo tipo). Ma noi non ci facciamo mancare niente.

utensili

Non amo usare la mani per fare la maggior parte di queste operazioni. In particolare segnalo che: per mettermi maschere non troppo corpose (non è il caso delle due che ho appena citato) utilizzo un vecchio pennello da fondotinta che non utilizzerei per il suo scopo originario. Per rimuovere la maschera uso una spugnetta da fondotinta di Lily Lolo presa su eccoverde, senza alcun motivo apparente. A parte che stendo il fondo con le mani, non la trovo particolarmente indicata per il suo scopo. Mi chiedo ancora quale lume dell’irragionevolezza me l’abbia fatta acquistare.

L’atmosfera, nei momenti di self-TLC (tender loving care), è fondamentale. Armatevi quindi di ciò che più amate fare in solitudine. Nel mio caso gli elementi essenziali sono: una playlist con il pelo sullo stomaco, interessante ma che mi faccia cantare (no, non è bello passare dieci minuti nella caverna del vapore, ho bisogno di sostegno psicologico); una bevanda a vostro piacimento, io sarò politically correct e vi consiglio una bella tisana drenante al finocchio, anche se credo che un bel bicchiere di vino possa fare al vostro caso (meglio se accompagnato da uno stuzzichino che non sbriloci troppo, non è carino ritrovarsi la maschera piena di briciole di patatine; ve lo dico per esperienza). Mentre avete la maschera in posa, poi, dedicatevi al libro che avete sul comodino da troppo tempo e che ogni sera siete troppo stanche per prendere in mano, oppure, guardatevi la nuova puntata di una serie (magari non fate come me, non mettetevi a guardare proprio game of throne, perchè potreste dimenticarvi la maschera addosso per un’ora:P)

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Momenti Zen | 1. Corpo.

Finalmente a casa, dopo una giornata che sembrava non darmi più pace, con ora che si automoltiplicavano come batteri, farcite di telefonate indiavolate scadenze da rispettare, documenti scomparsi, litigi causati dall’ansia di prestazione. Per di più fuori piove forte e l’autobus mi e la metro era un carro gestiamo diretto al mattatoio, sono riuscita a respirare solo una volta scesa a Termine, per tornare riempire bene i polmoni per la tratta successiva. Potrei iniziare a darmi all’apnea sportiva.

Il primo pensiero degno di una qualche utilità è doccia. Calda, bollente, piena di vapore. In rado di uttar via dalla mia pelle tutto lo sporco della città e le brutte sensazioni di una giornata proprio no.
Sono decisamente una ragazza da doccia.
Il bagno non metto in dubbio, ha un’alare tutta romantica, fatta di bolle di sapone profumate, relax e una preparazione che sembra già di suo un piccolo rituale.
Ma,a parte il fatto che sono una stagista che vive a Roma in affitto, e mi devo un attimo accontentare di quello che riesco a trovare a un prezzo che sia inferiore al mio rene sinistro. Dall’altro mi piace proprio la doccia, mi dà una sensazione di maggiore pulizia e il rumore dell’acqua che scorre, il getto contro la nuca sono elementi terapeutici. Non da ultimo è più ecologica e questo per me è un fattore molto importante.
Però, ecco, ci sono momenti in cui non c’è nulla di meglio di abbandonarsi in stato semi vegetativo a un tripudio di vapori e acqua calda. Farsi travolgere dall’effetto rigenerativo dell’immersione nella vasca, lasciando tutto il mondo fuori dalla proprio bagno, che in quel momento diventa un regno.

Butto via i vestiti, tiro fuori il mio miglior pigiama – sì proprio quello rosa con gli orsetti, che mica io mi sento una bambina.

L’ipod è al suo posto e c’è la mia playlist speciale ad attendermi, insieme a qualche candela profumata e a una birra ghiacciata, che per me è meglio di un moment.

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**I prodotti di cui andrò parlando hanno un comune denominatore che li rendono perfetti: sono avvolgente e riescono perfettamente nello scopo di rigenerarmi e coccolarmi, magari non saranno perfetti per lo scopo che l’azienda ha pubblicizzato ma per me svolgono la loro funzione senza essere aggressivi o disturbanti. In certi casi ho proprio bisogno di coccole di bellezza. A questo proposito mi rendo conto che magari esistono prodotti che svolgono meglio il loro lavoro, ma richiedono uno sforzo in termine di accettazione, sentire la pelle che tira, un odore molto fastidioso, una consistenza terribile e difficile da gestire…**

Accendere la propria candela preferita.

Nel mio caso la scelta, banale, ricade su una yankee candle, nella profumazione clean cotton. Visto il costo proibitivo (12€ nella versione piccola), questa candela è un regalo saltuario e va centellinata. Però ha un’odore che mi fa pensare alla morbidezza dei vestiti appena lavati, leggermente indorati dal sole. Mi fa ricordare le mie estate di bambina e mi fa sorridere appena la accendo.

Detersione ad alto tasso di piacere olfattivo.

Usate non il primo bagnoschiuma che vi capita sotto mano, ma quello più bene; considerato un pò speciale. Se non ne avete uno, procuratevelo solo per questi momenti.
Tutti i giorni, ammetto, uso un bagnoschiuma nella versione barile, di quelli che si trovano in offerta al supermercato. Però quando mi voglio regalare un momento di vera auto-dolcezza, prendo il pezzetto di Nonsimangia! Lush, che è dolcissimo e avvolgente. Mi fa pensare di essere finita dentro un barattolo di miele zuccherato. (sì adoro gli odori dolcissimi se non si fosse capito)

Buttate via tutto quello che del mondo vi è rimasto intrappolato addosso.

Insomma fate uno scrub, ma uno di quelli delicati, evitate i simil “carta vetrata” dall’indubbio potere sulla circolazione o sulla cellulite, preferitene uno che magari fa il suo piccolo lavoro, ma lo fa senza aggredire la vostra pelle, in modo da trasformare lo scrub in un male necessario ad un passo confortevole. Io di solito uso lo scrub della Guam, che è potentissimo e fantastico sulle cosce e cuscinetti vari ma non certo proprio il massimo della goduria per la mia pelle ultradelicata; al suo posto preferisco usare lo scrub Cocco e Vaniglia di Sabon, che ha un profumo che…mamma mia, se amate il cocco, ecco non potrete che innamorarvene follemente. Inoltre è talmente delicato che dopo non necessita nemmeno di una crema idratante.

Amiamoci e dimostriamocelo.

Ecco, io una cosa che proprio non amo è passarmi la crema idratante addosso. Le scie, il dover aspettare che si asciughi, i miei terribili tentativi di essere veloce e finire per trasformarmi in una melma di pelle umida e crema. La mia via di salvezza l’ho trovata nei balsami solidi idratanti da usare sotto la doccia. Ce ne sono diversi in giro, ma il mio preferito è Summer Honey di Bomb Cosmetic, che mantiene la fragranza di miele e cocco. Una buona alternativa (anche se più cara) è Cantando sotto la pioggia di Lush.

é ora di uscire. La birra finita è siamo anche arrivate alla fine di un capitolo particolarmente intenso. E poi la pelle delle dita si sta raggrinzendo, segno inequivocabile che, per quanto vorremmo, non siamo pesci.
Ma per noi non è ancora finita, ci aspetta altri fondamentali momenti zen.

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