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Cura delle unghie e altre meraviglie

Lo ammetto, forse sono un po’ maniacale per quanto riguarda la cura delle unghie. A prescindere dai miei trascorsi di mangiatrice di unghie, non riesco a vedermi senza smalto, mi stanco facilmente e lo cambio almeno due volte a settimana, con un conseguente stress per le mie povere unghiette.

In primo luogo, a prescindere da tutti i prodotti che uso, devo che dire che adoro le unghie lunghe, sulle mani degli altri. Le mie unghie, così come le mie mani, sono davvero grandi, sono ben lontane dal mio ideale di mani affusolate, diciamo che si avvicinano a un incrocio tra le mani di una mondina e quelle di un muratore. Diciamo che, a dispetto di un’apparenza non proprio delle migliori, risultano davvero utili per scacciare via soggetti indesiderati e per uccidere insetti (ma questa di uccidere gli insetti a mani nude è davvero una lunga e, per i più, splatterissima storia).  Dicevo, data la forma poco femminile delle mie unghie preferisco tenerle non troppo lunghe perchè risultano più godibili nell’insieme. Ma non solo, trovo che le unghie di decente lunghezza (e per decente intendo massimo 1 cm -massimo 2 – oltre la fine del polpastrello) siano molto molto più comode e pulite: sono l’unica che, quando le unghie crescono, comincia ad avere serie difficoltà a fare qualsiasi cosa (dal mettermi le lenti a contatto allo scrivere) e che finisce con l’avere irrimediabilmente le unghie sempre zozze?

Le mie unghie tendono poi a sfaldarsi nemmeno fossero fatte di pasta sfoglia. Tendono a seccarsi cone strema facilità e quindi a scheggiarsi e rompersi al primo scontro con una superficie dura. Questa è probabilmente la caratteristica che odio di più, perchè se c’è una cosa che odio sono le unghie irregolare, che mostrano problemi anche con lo smalto, e che si distruggono con un alito di vento, costringendomi a opere di limatura nei posti più impensabili (se lascio un’unghia scheggiata in libertà comincia a distruggermi i maglioni e i collant, in più mi scatta l’impulso irrefrenabile di metterla in bocca per sistemarla. E allora via di lima in metro, durante il lavoro, in bagno durante una cena…)

Oggi vorrei fare una carrellata dei prodotti che utilizzo, con una costanza che non è sicuramente delle migliori, per cercare di tenere in forma le unghie ed evitare che si sfaldino non appena superano il bordo delle dita. Il reparto nails è uno di quelli in cui mi trovo a sperimentare con maggiore frequenza, sono leggermente ossessionata da ogni nuova uscita che riesco a captare in giro per le profumerie. Molte di queste innovazioni, però, non si rivelano esattamente all’altezza delle aspettative.

essie_mask

i cotoncini dopo il secondo utilizzo

nail_patch

Stop dry here di Essie (13,50€ da Sephora) – maschera ultra idratante per unghie. Dicevamo che mi faccio conquistare da ogni nuova cosa che vedo e questi patch per unghie ne sono la dimostrazione. In realtà fino a che non ho deciso di prire la confezione non avevo nemmeno capito bene di cosa si trattasse, nella mia mente era una maschera vera e propria da mettere sulle unghie e lasciare in posa. Si tratta in realtà, di piccoli quadratini di ovatta imbevuti di prodotto e che vanno applicati sulle unghie. L’operazione in sé, poi, è abbastanza agevole perchè presentano una parte adesiva. I risultati? Mah. Io continuo ad usarli (anche se dopo l’apertura il prodotto di cui sono imbevuti comincia a seccarsi un pò, meglio chiuderlo con una fashionissima molletta per stendere) ma sinceramente non noto grandi miglioramenti nelle mie unghie grazie a loro. Oltretutto permane in me qualche dubbio: in primo luogo, può davvero penetrare qualche sostanza idratante attraverso una barriera fatta di “colla”? In secondo luogo, ha senso utilizzare un idratante blando su una parte del corpo che non vi dico è morta ma poco ci manca (diciamo che la sostanza cornea è lo zombie del corpo umano secondo me XD)?

nails_cuddles

Fortifiyng Oil Sally Hansen (credo di averlo pagato sui 6 € al Cosmoprof). Un’alternativa molto più efficace alla maschera di cui sopra. Un ero e proprio olio da mettere sulle unghie e massaggiare bene. Sappiate che vi ritroverete tutti i polpastrelli unti, soprattutto se come me invece che massaggiare unghie contro unghie (che dovrebbe stimalare la circolazione ma mi fa venire la pelle d’oca, un pò come le unghie sulla lavagna), massaggiate und ito alla volta con l’altra mano. In questo caso però i risultati, a mio avviso, sono più visibili: le mie unghie mi sembrano decisamente più sane e idratate, mentre quando non ho voglia/tempo di usarlo, vedo un sensibile peggioramento.
Questo prodotto, comunque, può essere secondo me sostituito da un qualsiasi olio (mandorle dolci, ricino), non credo che ci sia un differenza sostanziale. Naturalmente, la parte su cui è meglio insistere è quella iniziale, che è anche quella da cui dipende la crescita e la “forza delle unghie”. No, mi dispiace ma secondo me se avete la tendenza ad avere le unghie che si sfaldano nella parte finale quando crescono, le cose che si possono fare sono limitate e palliative (ma di questo parlerò prossimamente).

Un altro elemento che può inficiare, nella mia esperienza, la crescita delle unghie, oltre che il loro aspetto esteriore, sono sicuramente la cuticole, che è un vero e proprio tessuto morto che aderisce all’unghia. Io non sono assolutamente del partito della rimozione, perché le cuticole non saranno belle ma sono davvero molto utili; in più a meno che non abbiate l’effetto “doppia unghia” – cuticole che arrivano a ricoprire visibilmente una parte dell’unghia – non credo siano nemmeno la cosa più antiestetica del mondo.

Cuticle eraser+ balm Sally Hansen (9,00 € da Sephora) è il prodotto che uso settimanalmente per ammorbidire e spingere le cuticole. Sinceramente? è un ottimo prodotto ma allo stesso tempo credo si trovino alternative più economiche in grado di dare lo stesso risultato. Si tratta di una pasta molto corposa che applico sulla parte bassa dell’unghia e massaggio un po’, dopo un minuto circa, con un bastoncino spingo le cuticole verso il basso. Le cuticole, dopo il massaggio, sono decisamente più morbide e spingerle dentro risulta un’operazione molto più facile, una cosa che non amo di questo prodotto è che non “si assorbe”: anche dopo averlo massaggiato rimane lì, non se ne va fino a che non lo risciacquate via. E questa cosa, se avete intenzione di farvi una manicure, pu essere davvero snervante.
Le alternative, appunto. Anche in questo caso un buon olio di mandorle dolci o un suo surrogato  perfettamente allo scopo, con un prezzo decisamente più basso: io possiedo una piccola boccettina di olio di mandorle dolci CND che mi ha regalato l’estetista e un prodotto oleoso non meglio identificato che mi ha riportato il mio ragazzo dall’America. Quest’ultimo in particolare lo apprezzo molto perché è un olio secco, che si assorbe con facilità e non lascia le mai come se fossero state fritte insieme alle patatine).

2 in 1 cuticle remover gel Essence studio nails: ci tengo particolarmente a citare questo prodotto perchè ho avuto modo di provarlo sia nella versione vecchia che in quella nuova e vi consiglio vivamente di non buttarci nemmeno le due lire che costa. É un prodotto davvero inutile con odore chimico terribile, che non coadiuva per nulla all'”eliminazione” delle cuticole (per non parlare del fatto che fa uscire una quantità spropositata di prodotto) , non le ammorbisce nè tantomeno il beccuccio  adatto a spingere le cuticole dentro. Diciamo che è più uno spingitore di cavalieri

Super oil remover Sally Hansen (credo sui 6/7 € al Cosmoprof): si tratta di un prodotto sgrassante, che elimina qualsiasi tipo di residuo possa rimanere sulle unghie dopo le varie “cure” a cui le abbiamo sottoposte. In questo senso si tratta di un prodotto davvero fenomenale, perchè “pulendo” le unghie da qualsiasi sostanza grassa abbiamo precedentemente applicato fa aderire lo smalto benissimo e permette una stesura agevole, nonchè una durata eccellente. Ma, e per me è un grossissimo ma, secca tantissimo le unghie, rendendo vani tutti gli innumerevoli sforzi precedenti. Per questo motivo lo uso davvero di rado, sinceramente preferisco che lo smalto mi duri meno piuttosto che avere unghie che si sfaldano a palla, tanto più che mi cambio lo smalto con molta frequenza. Per la mia routine, e per il tipo di unghia che ho, è un prodotto che probabilmente non ricomprerei più; se invece avete delle unghie in salute e preferite fare una manicure a secco (senza usare acqua) questo è davvero un prodotto utilissimo da avere.

 

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Cosmoprof | 4. Gli acquisti

Come ho avuto modo di dire nei post precedenti, non sono una volpe dell’ultima offerta, mi faccio irretire da cose davvero inutili per poi abbandonare prodotti molto convenienti. Sì voglio chiarire subito il basso livello di genialità che contraddistingue i miei acquisti.
Veniamo quindi al mio folle bottino, che ve la dirà lunga sul mio modo leggero di intendere la cosmetica. E stranamente sento di aver poco da dire, anche perché non credo siano mai molto interessanti i post-haul, ma in questo caso credo possa essere fonte di pubblico imbarazzo a cui non posso sottrarmi.

 acquisti_cosmoprof

Visto che avevo pochi smalti ho pensato bene di farmi conquistare da 5  (cinque? ma come ci sono finiti dentro?) China Glaze. Il viola neon, Creative fantasy,  è della collezione Cirque du Soleil (purtroppo quello che volevo io, il It’s a Trap-eze, non c’era, ma VOLEVO qualcosa di questa collezione e un bel viola neo mi mancava proprio). Due sono della collezione Electropop: Techno, una miriade di bagliori argentati, e Aquadelic, un color acqua dal colore pieno e non troppo neon. Un altro è dall’Avant Garden, Dandy lying around, un sobrio bianco dalle caratterizzato da pagliuzze e perlescenze (mi piacciono tanto gli smalti bianchi soprattutto d’estate, anche se ho paura che sulle mie mani possa risultare “poco fine”, lo scopriremo solo bloggando – sì ho un pessimo umorismo). Infine, Concrete Catwalk, un bellissimo grigio scuro, della collezione Metro. Sì di tutto un po’, anche se credo sia abbastanza chiaro il mio amore per gli smalti “creamy”.

Da Peggy Sage, con tutto il bendidio che ci stava sono riuscita a prendere due prodotti di dubbia utilità, almeno al primo sguardo. l’olio fortificante e il super sgrassante. Tornata a casa e capendone l’utilizzo devo ricredermi, non sono una consumatrice così stupida, sono due prodottimi niente male.

Passando al reparto ciglia finte, direi che mi sono tolta parecchi sfizi : due Paperself (una per le ciglia superiori e una per quelle inferiori), un paio di Stargazer (il caos dello stand ha bloccato ogni mio ulteriore acquisto), un paio di Peggy Sage che mi ricordano vagamente quelle di Katy Perry. Naturalmente il tutto corredato dalla colla duo (spaventosa, resiste anche a una doccia bollente, con tanto di lavaggio capelli).

Da BB Cream Italia, ho preso la BB Cream per pelli più grasse della  Skin79 che tanto volevo provare e il BB Cleanser, della medesima marca. Non potevo poi non provare la famigerata Mint Julep Mask di Queen Helène, visto anche il competitivo prezzo fieristico (mi sembra 8€ la versione big). Poi non capivo come sono tornata a casa con la Tangle Angel, una versione soft, da capelli bagnati, della tangle teezer e con un design bellissimo (che è stata la motivazione principale all’acquisto probabilmente). In foto manca la spugna konjac per pelli miste, presa per provarne una diversa da quella Kiko, anche più piccola e quindi più comoda da portare in viaggio (è già a pieno regime e si sta asciugando in bagno).

Infine il reparto in cui mi sono dimostrata più folle: i capelli. Non sono una persona particolarmente attenta ai capelli, ma a quanto pare la quantità di cavolate hanno avuto la meglio. Nastri per le acconciature, fascette, bigodini, una spazzola che sembra una clava, un cerchietto con frangia fuxia incorporata e un minicappellino…

Ora siete libere di insultarmi.

Ad ogni modo sto utilizzando già parecchi di questi prodotti, ma conto di parlarvi di tutto con maggiore cura più avanti, quando avrò avuto modo di provarli a dovere; in genere le mie prime impressioni tendono sempre ad essere entusiaste per poi drasticamente ridimensionarsi con il passare del tempo.

Infine, la miriade di campioncini, per lo più prodotti per capelli, che ho riportato a casa.

campioncini_cosmoprof

Volevo scrivere un post breve, ma di nuovo mi sono dilungata in un’infinità di stupidaggini. So che è difficile seguire le mie peripezie linguistiche e le cavolate, colgo quindi l’occasione per ringraziare le prime (spero se ne aggiungeranno altre, of course) follower che si sono iscritte, non sapendo che l’aspettavano fiumi di parole senselessness. Grazie davvero 🙂
Vi lascio con la foto del mio aiutante nella fase di preparazione delle foto, Dorian, anche lui a quanto pare desideroso di testare tutti i campioncini che la sua mamma ha ricevuto (o forse scocciato dalla mia poca attenzione nei suoi confronti).

doriancampioncini

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Belletti sulla neve#1

Lo so che bisognerebbe iniziare da cose serie tipo review e prodottifavolosicheprpriononpossonomancare ma io, come spero avrete modo di scoprire più avanti, non ragione in modo logico e razionale. uso vie traverse e misteriosi cerchi concentrici. Sono partita un pò a bomba con mille idee per questo blog che mi erano rimaste dentro per troppo tempo, ma poi sono sorti i primi problemi: io vivo in un seminterrato e la luce naturale è un miraggio = pessime foto; vorrei fare review di prodotti che mi piacciono ma di cui è già pieno il mondo/sono fuori produzione/vengono dall’America; ma soprattutto non mi sento ancora pronta, perchè non ho nessuna credibilità e soprattutto, beh, non mi conoscete abbastanza bene e io non mi fiderei dell’opinione di una uscita da chissà dove 😀
Per questo ho deciso di iniziare con dei post che riguardano il mio modo di vivere il mondo delle truccherei e della bellezza in generale, parlandovi delle mie routine e delle mie abitudini. E si non aggiungerò niente al già saturo mondo delle beauty blogger, che a mio avviso il beauty world conta tante brutte cose, ma anche delle eccezionali blogger..magari ne parliamo più avanti dei miei fari nella pesta notte di collaborazioni inutili e senza interruzione di continuità. Che se poi inizio così finisco a parlavi del product placement in tv e del marketing terribile che ci propinano le case cosmetiche, e non se a qualcuno potrebbe interessare. E sì, ancora, sono molto prolissa ma ci convivo bene.

Considerato che domenica – postvoto – sarò in partneza per una settimana di neve e snowboard e oggi sto preparando il mio beauty per la settimana ho pensato bene di accantonare altre cose e parlarvi di cosa mi porto via quando devo stare una settimana fuori.
La prima precisazione che vorrei fare è che secondo me non esiste un beauty standard, non solo tra di noi, ma anche per ogni tipo di viaggio che si fa.
Oltre al mezzo di trasposto (macchina/treno/aereo/nave/autostop/bicicletta…) e al luogo (farà molto caldo/molto freddo/ci sarà molta escursione termica/clima continentale/si prevedono forti agenti ambientali come pioggia, grandine, neve) anche le occasioni d’uso vanno ben ponderate. Andare una settimana al mare a Riccione prevendo di passarla tutta in discoteca sarà diversa da prevedere una settimana tra i castelli della Loira (io, se vi interessa, opterei a occhi chiusi sulla seconda) o ancora dall’andare allo Sziget festival.

Quindi, secondo la mia premessa, credo che questo video sarà utile a chi prevede una settimana all’aria aperta, stando la maggior parte del tempo fuori in condizioni climatiche non certo favorevoli 🙂
Partiamo dal presupposto che generalmente le persone che praticano sport invernali tendono a non truccarsi e usanza vuole che questa pratica sia relegata alle sole signore  over40 che usano rossetti di dubbia tonalità su labbra al limite della secchezza mummifera.

E invece no. Io non rinuncio a truccarmi sulle piste, così come non lo faccio per andare alle poste, truccarmi è un modo per esprimere il mio modo di essere in qualsiasi situazione, quindi anche in mezzo alle piste da sci. A maggior ragione, non è uno sport che ti porta a sudare come un maialino sotto sforzo e in cui sarebbe meglio far respirare la pelle e non rischiare di diventare un prozio degli tre panda rimasti sulla terra, o di essere scambiata per la nipote di Alice Cooper.

L’unica accortezza nel truccarsi dipende da tre fattori essenziali: il sole che picchia duro quando c’è, il freddo, e se fate snowboard come la sottoscritta la neve che inevitabilmente vi ritroverete in pò dappertutto. A questo proposito le tre cose essenziali per me sono un’ottima crema viso con alta protezione solare, la totale assenza di rossetto a favore di burri super idratanti e trucchi waterproof (che molte persone odiano, i know, ma che per me sono spesso indispensabili).

In particolare, nel mio caso, partirò in macchina, quindi non ho troppi vincoli, anche se non mi piace viaggiare troppo carica. E mi aspetta vento, neve, una grande maschera che mi copre metà viso e un casco per nulla sensuale. Quindi durante la giornata il trucco è ridotto al minimo essenziale. Finito di sciare, però, non manco mai una bella passeggiate per le vie della ridente e minuscola cittadine, seguita da abbondante cena e, se capita, una birra al pub. Quindi la mole di trucchi che vedrete (nel prossimo post) è giustificata da questa mia routine.

Ma ora passiamo all’analisi spettrometrica il famoso beauty. *parte la musica di CSI, che poi insomma sono i Who, cristo!*

 

Partiamo dalla magnificenza del mio minuscolo quanto tenero beauty, fresco fresco di saldi da Oysho, ottimo a livello ingombro, che per me è essenziale odiando dovermi portare in giro millecinquecentocinquante valige, magari un po’ meno a livello comodità di utilizzo. Contiene tutti i miei prodotti di cura e detersione.

snoopy

Ok, come sempre dalla teoria alla pratica ci passa una vita e mezzo. Come vedrete più in basso, la mia scelta è ricaduta in larga parte non tanto nei prodotti più adatti quanto in quelli che ho necessità assoluta di terminare perchè in fase di scadenza, aperti da troppo tempo o arrivati praticamente alla fine. Lo so che non è il principio guida migliore, ma trovo che sia un’ottimo metodo per ovviare all’accumulo inesorabile dei prodotti. Portare via un solo tipo di prodotto, mi costringe ad usarlo necessariamente per almeno una settimana. Conto infatti di tornare notevolmente alleggerita da questa trasferta. In questo caso non mi porto doppioni di nessun tipo di prodotto, sia per il motivo suddetto, sia perchè reputo inutile avere due prodotti della stessa categoria da intervallare nell’arco di una sola settimana.

Essence Pure skin anti-spot moisturizer (crema giorno):rientra nella categoria di prodotti senza infamia e senza lode che vegetano in bagno, è necessaria la sua eliminazione per procedere con altre creme che attendono solo di essere aperte.
Garnier roll-on occhi (contorno occhi sera/mattina): sta praticamente finendo ed ha un pao di 6 mesi (che credo siano anche passati), oltretutto non è molto idratante ma assolutamente piacevole con la sua freschezza.
Sapone nero africano Janas (detergente viso sera/mattina): è diventato un nuovo amico inseparabile, con la sua pessima consistenza e la orrida profumazione, mi piace tanto (a parte questi due piccoli particolari) e sento che fa bene alla mia pelle, soprattutto usandolo con continuità (è l’unico prodotto per cui ho fatto un’eccezione lasciando a casa i miei mezzi cadaveri), ne ho tagliato un pezzetto di quello che vedete in foto e l’ho inserito nei porta shampo solidi di lush.
Cold Cream Avène (crema mani): ok ho mentito, questa è la mia seconda eccezione, anche in questo caso preferisco la fidata amica agli avanzi bagneschi. Ma ho una buona giustificazione, amo questa crema e le mie mani subiscono uno stress oltre la media in montagna, stando spesso e volentieri a contatto con la neve (vedi alla voce: fare acrobazie nella neve e cadere rovinosamente). Lei mi serve, io ne ho bisogno!
Crema piedi rinfrescante Alma k (crema piedi): mi rendo conto che molte persone non capiranno l’esigenza di portarsi dietro un barile di crema per i piedi, ma già in generale i miei piedi si affaticano facilmente e hanno bisogno di coccole, ancor di più quando sono ingabbiati in scarponi immobilizzati in una tavole per molte ore al giorno, aggiungi un pizzico di gelo e il gioco è fatto. p.s. amo questa crema, ha un odore di mente freschissimo, si assorbe immediatamente e lascia i piedi morbidissimo (e ha anche un inci decisamente verde)
Acqua di Luna Lush (tonico): lui deve finire, il prima possibile. Ne è rimasto pochissimo, ma la sua totale inutilità mi porta a non volerlo più fra i piedi nel minor tempo possibile. Tra l’altro si è anche cancellata l’etichetta con la scadenza e onde evitare spiacevoli sorprese.
Eau Micellaire demaquillant Sephora (struccante): lei mi piace tanto, e purtroppo sta anche volgendo alla fine, le darò degna sepoltura tra i monti.
Pore clarifying essence Sensai (siero notte): olietto pagato un rene di cui fatico ancora a capire l’utilità, lo uso al posto della crema prima di andare a dormire.
Tangle teezer (spazzola): LA spazzola, ormai non conosco altro, adatta anche da utilizzare sotto la doccia (nella foto l’ho dimenticata, ma la vedrete alla fine)
– Badger lip balm Tangerine breeze: il mio burrocacao preferito, essenziale durante il giorno.
– Viviverde Coop burrocacao: la sua inutilità è chiara e lampante ma visto che gira per caso lo porto per applicarlo almeno la sera, o nel pomeriggio quando esco a fare una passeggiata.

viso

Poi ci sono ammenicoli vari: dischetti di cotone opportunamente messi dentro una bustina di Sephora che conteneva la terribile spugnetta per rimuovere il trucco (molto più simile a quella che uso per pulire i sanitari in realtà), il deodorante (guest star della foto), lo spazzolino e il dentifricio, shampo, balsamo, forcine, elastici (anche loro inserite all’interno di una bustina in plastica, questa volta Kiko, una volta contenente le spugnette triangolari). Di queste cose non ho fatto foto perchè abbastanza inutili, anche shampo e balsamo sono da grande distribuzione organizzata, niente che valga la pena insomma; così come il bagnoschiuma che è una di quelle microbottiglie (ne porto due) che si trovano negli alberghi, residuato bellico di qualche passata vacanza.

Ecco il beauty al gran, caotico, completo.

beauty1

Vista la lunghezza ho pensato di dividerlo in due parti, domani sarà la volta del beauty  cosmetico.
E voi quale tecnica usate per preparare il vostro beauty per delle vacanze in climi “invernali”?

p.s. rispetto al post precedente ho cercato di lavorare un pò anche sulle foto, che sono fatte da me nel buio della mia casetta, lo so che non sono un granchè ma spero che siamo un pò meglio rispetto all’orrido collage precedente. Fatemi sapere e soprattutto datemi suggerimenti!

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Il mondo di un ex mangiatrice di unghie

    Credo di aver iniziato a mangiarmi le unghie prima ancora di parlare.Ho smesso solo alla veneranda età di 19 anni o giù di lì; e solo grazie alla tenacia e perseveranza della mia estetista e della ricostruzione in gel.

Va da sè, che quando al posto dei mozziconi di materiale cheratinoso (si le unghie sono fatte di cheratina come i capelli, non sono come i denti che hanno bisogno di calcio, vorrei sfatare questo mito) mi sono ritrovata delle mani da essere umano, ho avuto, oltre ad un attimo di reale commozione, una vera e propria crisi di shopping unghiello compulsivo.

Ho molta cura delle mie unghie ora, anche perché venendo da due decadi di rosicchiamento hanno bisogno di attenzioni particolari per non rompersi al primo alito di vento. Dopo qualche anno di affanno e rincorsa alla crescita, posso ammettere senza presunzione che ho delle unghie forti, belle e, soprattutto sane.

In questo piccolo (mica tanto piccolo) post vorrei condividere con voi quali sono stati gli accorgimenti e i prodotti che ho utilizzato e che mi hanno permesso di riuscire ad avere una crescita costante, delle unghie dure ma flessibili (mai più pezzettini che si sfaldano se solo provate a picchiettare sul tavolo, mai più unghie che si muovono come gomma da masticare…ah che soddisfazione!).
Questo post è rivolto soprattutto a chi come me, si mangiava le unghie fino a farsi uscire il sangue e che non poteva smettere perché l’impulso era più forte del pensiero di avere belle mani. A chi ci sta provando (e io posso capire fin troppo bene che fatica immensa sia) e a chi vorrebbe provarci.

Non voglio darvi consigli su come smettere, perché credo non possano venire dall’esterno (sì, sto parlando di mangiarsi le unghie come di uso di sostanze stupefacenti, ma, senza esagerare, è davvero una pratica che porta a una dipendenza cronica). Deve essere solo la vostra volontà di sentirvi a vostro agio, di sentirvi meglio, di comprarvi finalmente tutti gli smalti meravigliosi che si vedono in giro senza sprecare soldi. Dal mio canto, la cosa che mi ha spinto a provarle tutte, come molta decisione, è stata proprio la voglia di vedere le mie mani colorate e femminili, di non dovermi vergognarmi più quando davo la mano a qualcuno, di non sentire più le dita gonfie e doloranti perché avevo rosicchiato così tanto da farmi le ferite sulle falangi.

Volevo che le mie mani rispecchiassero quello che ero, così come il trucco.

1. In primo luogo non provate per nessun motivo a mettervi le mani in bocca. Peggio dell’acqua, dei detersivi, dell’usare le mani come armi, c’è la vostra saliva. Se avete l’impulso irrefrenabile – mentre ad esempio studiate, guardate un film, scrivete, seguite le lezioni, avete un lavoro importante da consegnare – potete provare a mordere la matita (sicuramente è molto meglio) o a mangiare una gomma, insomma occupate i vostri denti con qualcos’altro, qualsiasi cosa.

2. Copritevi le unghie in qualche modo. Io ho investito un po’ facendo la copertura in gel per circa sei mesi (le unghie crescono velocemente e nel mio caso non le hanno rovinate, anche perché c’era ben poco da rovinare ulteriormente); un’ottima alternativa è lo shellac, più sobrio e meno impegnativo (sia economicamente, che in termini di tempo e “visibilità”). Altrimenti mettevi uno smalto un po’ colorato, vederlo tutto rosicchiato vi farà fermare un secondo prima di staccarvi l’ennesimo pezzetto di unghia.

3. Usate una crema per le mani e ancor di più, un prodotto per le cuticole. Avere della mani più belle vi porterà ad avere più voglia di avere anche delle unghie più belle. Bastano 5 minuti davanti alla tivù con un buon prodotto e nel giro di una settimana vedrete dei netti miglioramenti. Io mi trovo molto bene con due prodotti in particolare: La cold cream di Avène (pagata 6€ in offerta in farmacia, a prezzo pieno di aggira intorno agli 8,90€) perché si asciuga davvero in fretta senza lasciare quella fastidiosa sensazione di untuosità e la Cuticle eraser balm di Sally Hansen, che oltre ad essere bellissima – sembra un caramella *_* – è veloce da applicare e far assorbire (pagata 9€ da Sephora). Un’alternativa può essere un buon olio, magari quello di mandorle dolci che un po’ tutti abbiamo in casa. Avete altre cose da fare e proprio non sopportate di toccare nulla? Investite 5€ nei guantini di essence che sono sottili e pratici e continuate le vostre faccende tranquillamente. Io ad esempio mi faccio un impacco alle mani, mi metto i guantini e poi lavo i piatti – usando anche quelli di gomma of course – in modo da non perdere tempo e unire l’utile al dilettevole.

4. Usate uno smalto indurente e allungante, per quanto poco potrà fare sarà sempre meglio di niente. Se poi si tratta di un prodotto valido, diminuirà la frustrazione di non vedere ripagati i vostri sforzi (nessuno può capire quanto sia fastidioso andare contro se stessi, non mangiarsi le unghie e poi vederle sempre cortissime). In questo caso i miei due validi alleati sono stati il Nail growht miracle di Sally Hansen (9€ da Sephora) e, ancor di più, il Nail Repair natural  Trind (intorno ai 14€, sempre da Sephora), meraviglioso ma su cui ho comunque qualcosa da ridire a livello di praticità.

5. Cercate, soprattutto all’inizio di questo doloroso cammino, di evitare il contatto con l’acqua e i saponi (non smettete di lavarvi però!!), e usate sempre sempre i guanti per fare le faccende domestiche. Si lo so che lo dicono tutti e che è la scoperta dell’acqua calda, ma sono qui per rimarcare quanto sia fondamentale nocivo il prolungato contatto con l’acqua.

6. Dedicate una ventina di minuti del vostro tempo a curarvi le mani (e piedi), usate uno scrub (basta un po’ di miele e dello zucchero), pulite le unghie con i bastoncini, spingete le cuticole, concedevi un massaggio rigenerante a questi arti strapazzati. Anche in questo caso io evito di immergere le mani in una bacinella di acqua (preferisco la “manicure a secco”), non fa che assottigliare le unghie ancor di più e renderle porose. Meglio dedicare cinque minuti in più a limare con cura e delicatezza (sì la storia di usare sempre lo stesso verso è valida, ma fino a un certo punto secondo me) le unghie. Anche se vi sembrano gesti inutili perché vi vedete le mani brutte, vi aiuteranno a rivalutarle, a guardarle un po’ di più, invece che ad accantonarle sempre sotto le maniche lunghe (ero l’unica che lo faceva?). Usate una buona lima, non troppo dura, (quella di essence a 6 lati è perfetta, è vero. Usate il lato 2 però!) e non limatele mai sopra, anche se sono tutto fuorché lisce, lasciatele crescere in santa pace e usate uno smalto levigante se proprio non lo sopportate. E, naturalmente è sempre bene ribadirlo, non usate levasmato con acetone che non farà che seccarvi le unghie e renderle ancora più fragili.

7. Non usate le unghie come attrezzi: non graffiate le superfici, non usatele per aprire pacchi o lattine, lasciatele in pace insomma. Ogni pressione eccessiva, soprattutto quando si ha a che fare con unghie molto fragili non fa che spezzarle, vanificando gli sforzi e portandovi a dare una “rosicchiatina di aggiustamento”. Ah, e evitate di sbatterle con troppa forza sui tasti del computer (esperienza personale), nulla nuoce alle unghie come le testiere.

8. Portate con voi sempre una limetta (io ho quella mini di essence al profumo di fragola), nel caso in cui vi si spezzi un unghia, a costo di sembrare delle fissatone, tiratela e fuori e sistemate il fattaccio (sono ammesse imprecazioni); in questo modo eviterete il dicuisoprapessimocomportamento. E no, tranquille, che non fa segretaria anni ’50.

9. Anche se le vostre unghie stanno crescendo e vi sembrano forti, portatele (a malincuore) sempre abbastanza corte, in questo modo avranno una minore possibilità di spezzarsi e, un po’ come per i capelli, eliminerete le parti morte per far crescere quelle sane.

10. Comprate lo smalto dei vostri sogni, quello che avete sempre desiderato indossare ma che non avete mai acquistato perché tanto “sulle mie mani farebbe schifo”; magari averlo in casa sarò uno sprono ulteriore a prendervi cura delle vostre unghie.

Bonus. Le unghie, come ogni parte del nostro corpo, risentono della nostra condizione fisica e mentale; per questo motivo sono soggette a mutamenti anche momentanei che le faranno apparire più lucide, più molli, tendenti a rompersi….. E per quanta cura voi ci possiate mettere e per quanti prodotti miracolosi potrete usare non ci saranno miglioramenti se siete in un periodo particolarmente stressato o se siete in ansia. L’estate spesso fa bene alle unghie semplicemente perchè siamo più rilassati e felici. Quindi, fatelo per le vostre unghie: ogni tanto scappate dalla civiltà e dalle imposizioni sociali e rubate del tempo dagli impegni incessanti e dalle persone moleste. E regalatevelo.
qualche arnese del mestiere.

Ci tengo a sottolineare che questi consigli vengono esclusivamente dalla mia esperienza personale, non sono un’estetista, non ho seguito corsi né tantomeno posso definirmi del settore.

Spero possano esservi utili. E voi, care compagne ex mangiatrici di unghie che trucchetti avete utilizzato per smettere di rosicchiare la punta delle vostre dita?

p.s. questo è il mio primo articolo vero e proprio, sono sicura che nessuno se ne accorgerà perchè il mondo cibernetico è pieno zeppo di blog che toccano l’argomento bellezza. Nevermind (come diceva l’amaoto Kurt). La mia speranza è solo quella che le mie parole (e sono taaante lo so), facciano sorridere qualche ragazza/ragazzo che passerà per caso di qua. E magari torneranno una seconda volta. E poi magari avranno voglia di mandarmi una mail. Io sarei felice di conoscere persone che la pensano un pò come me, ecco.

Perchè amare i trucchi e prendersi cura di sè non significa essere superficiali e non avere altri interessi considerati “più alti”. Io non voglio essere giudicata per le mie passioni, così come non giudico una donna perchè porta tacchi stratosferici come prostituta o un uomo che ama giocare a calcetto come una scimmia con il cervello a forma di pallone da calcio.

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