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Cosmoprof | 3. degli stand e altri ricordi.

Minuscola, per nulla esaustiva carrellata di alcuni stand che mi sono particolarmente rimasti impressi – in attesa del treno che non voleva arrivare mai. I motivi sono più o meno sentimentali (io faccio del relativismo il mio cavallo di battaglia nel mondo cosmetico).

BB Cream Italia: lo stand di BB cream italia si trovava in uno dei padiglioni più caotici, in cui per intenderci c’era una fila dedicato solo a stand provenieniti dall’est europa che avevano allestito dei piccoli supermercati (tutti con gli stessi prodotti), c’era anche Stargazer, moltissimi accessori per capelli e bigiotteria. Tutto in vendita of course.

E poi con il suo piccolo e ordinato spazio c’erano le due simpaticissime proprietarie del sito italiano rivenditore della famigerata Queen Helen e di molti bb cream asiatiche, nonchè della Tangle Teezer. Era uno degli stand che avevo puntato sin dall’inizio perchè avevo intenzione di acquistare diversi prodotti loro senza così dover pagare le spese di spedizione e soprattutto potendo valutare con mano le mie indecisioni tra alcuni prodotti. Ho finito per passare un’ora lì dentro a parlare con Barbara, una bellissima donna che ringrazio per la sua pazienza e la sua cordialità. Tra le notizie che mi hanno più colpito e credo possa interessare diverse ragazze è che BB Cream Italia sta lavorando a un prototipo dei pennelli simil-Real techniques, alcuni erano presenti in fiera e devo dire che il lavoro sta decisamente procedendo bene. Vi consiglio quindi di controllare sul loro sito per tenervi aggiornate sulle novità. (non mi sono messa d’accordo con nessuno e non ho nemmeno detto loro che avevo un blog – non so nemmeno se è una cosa che potevo scrivere in realtà – tanto per essere chiara).

bbcreamitalia

Peggy Sage: uno stand nato per comprare quanto più prodotti possibii. Ben messo, curato, immenso, con tanto di cestini e percorso per le casse. Davvero molto bello, su questo non c’è dubbio. L’unica cosa che mi ha lasciato un pò perplessa di questo come di altri stand, è il fatto che non ci fosse alcun tipo di vicinanza con i visitatori. Insomma era pieno di ragazze che controllavano le corsie, ma ben poco sapevano darti notizie sull’azienda (spero che poi per i fornitori ci fosse un trattamento diverso). Iniziativa molto spinta dal punto di vista del mass market. Ma insomma peggy sage era uno degli obiettivi-acquisto della fiera (alla fine gli ho lasciato un pennello che mi è rimasto nel cuore, sob.)

Orly: Orly si presentava con un reparto acquisti molto più contenuto, che lasciava ampio spazio alle manicuriste. Molto carina anche l’iniziativa organizzata in collaborazione con una nail blogger, alla fine di un’intera manicure gratuita (la maggior parte faceva gratis una sola unghia per dire) ti fotografano e finivate nella pagina di orly italia. Idealmente sarebbero degli smalti perfetti ma la lentissima asciugatura me li fa mettere in fondo alla mia lista degli smalti preferitissimi, quindi no, ho evitato l’acquisto. Anche in questo caso vorrei fare i complimenti alle simpatiche e preparate manicurist, che rispondevano a tutte le domande sul mantenimento dell’unghia e sul tipo di penetrazione sul mercato del brand (sì, ragazze sono una malata. Ma da economista e amante dello shopping non riesco a resistere e devo capire come un’azienda si muove sul mercato, e questo implica spesso anche capire dove è venduta:P)

orly

Clarissa Nails: un buon compromesso tra vendita diretta e stand. Io, forse, ho avuto la fortuna di incontrare una collaboratrice particolarmente preparata, ma anche in questo ha ascoltato le mie mille domande per circa 20 minuti facendomi provare un’infinita di prodotti diversi. La cosa che non mi è piaciuta molto è che nella zona dedicata alla manicure l’unica possibilità offerta era quella di farsi una singola unghia. Ora, va bene tutto, ma andare in giro con una sola unghia sistemata mi sembra veramente bruttino.

Make up Forever/La truccheria: ok, è una follia. tutto in questo stand è fuori di testa. Dalla perenne fila che ho incontrato, alle modalità di speed-vendita, alle meravigliose dimostrazioni di body e art painting. Dagli sconti del 40% circa su tutti i prodotti. Credo che convenga comprare mufe solo in questa occasione.

mufe

Erbolario: a parte il bellissimo stand, che in realtà sembrava un negozio mancante di cassa, non ho ben capito la loro presenza al cosmoprof. Forse quella di riempirmi di campioncini allo sfinimento o quella di invogliare future consumatrici ad acquistare la nuova linea ibisco (molto molto buona)? Sono entrata per puro caso, erano le 18.15 ed io ero in piena fase delirante da “devovederetutto”. Probabilmente in un’altra circostanza non avrei varcato la soglia.

Opi: bello stand con una separazione tra vendita diretta e forniture professionali. Hanno dei prezzi assurdi anche in fiera. Diciamo che questo è quasi tutto quello che mi è rimasto, un pò poco viste le dimensioni occupate.

Opi

Stargazer: uno stand sfigatino, che sembrava l’ennesimo venditore di prodotti cinesi. Hanno diverse cose interessanti (tra cui delle tinte semipermanenti che mia madre mi ha fatto rimettere a posto, e le ciglia finte di tante forme, che invece mi sono portata a casa). I prodotti mi incuriosiscono non poco però, ecco, sono una ripa che ama i formalismi in certi casi e credo che uno stand un pò meno mercatoso avrebbe giovato (anche se si tratta di brand low cost non significa che bisogna ammassarli in malo modo)

Paola P: ok a me questo brand non fa impazzire, quindi è sicuramente un commento molto pregiudizievole il mio. Ma ecco ci sono passata davanti più e più volte ma non ho mai avuto la voglia di avvicinarmici di più. Non mi piace l’idea di mettere i prodotti in fondo e all’inizio creare una barriera di set per trucco, invariabilmente affollati di persone. Beh, se volevo dare un’occhiata ai prodotti stai sicuro che mi è passata.

Catrice e Essence/ Cosnova: meraviglioso allestimento, con tanto di collezioni nuove e appena passate al gran completo (credo si tratti di una delle rare volte in cui riesco a vedere una loro collezione intonsa). Molto carino anche il corner salottino, in cui c’erano due truccatori che ti facevano un trucco completo (io naturalmente non potevo non approfittare, si trattava anche della truccatrice Rai che si occupa di “Che tempo che fa?”)

essenceirresistibles

Paperself: le loro ciglia finte sono stupende e con il fatto che ad ogni acquisto c’era una prova gratuita (di un altro paio di ciglia eh), è stato come riportarsi a casa due paia al prezzo di uno. Io naturalmente ne ho abusato. Lo stand era piccino piccino, vicino a quello della Formal, e nel suo essere essenziale era decisamente ben allestito dal mio punto di vista: gli esempi ben sistemati, una ragazza italiana da supporto per le clienti che non conoscevano l’inglese. Uno spazio più piccolo dedicato al b2b, anche un press kit da visionare con le celebrities che avevano indossato le loro ciglia.

londoneyelash

sì ho scelto le più sobrie, tributo alla città amata da Mr. Duffy (nonchè compagno di vita)

Formal: il genere di stand per cui non nutro interesse, prodotti da una prima occhiata scadentini, presi d’assalto solo per l’allure superficiale creato da tutto il baraccone. Oltretutto mentre lo stavo ignaramente visitando, sono stata assalita dalla famosa orda unna. Ho scoperto solo dopo essere stata praticamente schiacciata che davanti le inutili sporte solo tipo ogni tot tempo e la gente si riversava appositamente allo stand allo scoccare dell’ora x.

rubykiss

Nyx: mi piangevano gli occhi a vedere tutti quei prodotti intonsi, il bellissimo blush desert rose lì in mano mia e doverlo riposare giù. Lo stand era molto molto grande. Ho notato che c’erano diversi buyer a colloquio (purtroppo la maggior parte stranieri). Dalla mia discussione con la tipa sono però venuta a sapere che lanceranno i prodotti in Italia tra aprile/maggio e partiranno da Roma. Finalmente la capitale prima di Milano, la volevo baciare tutta. Piccolo appunto, magari una che due parole di italiano anche misere le sa mettetela, che in Italia dovreste sapere che l’inglese non è esattamente alla mercè di tutti.

voguenightbo

Penso che il mio percorso legato principalmente a marchi già conosciuti, sia quasi d’obbligo nel caso di primo pellegrinaggio bolognese. Ma per la prossima occasione mi riservo di focalizzare parte della mia attenzione anche a quegli stand di primo acchitto meno vistosi che non si portano dietro nomi altisonanti.

Per me è stato un Cosmoprof di unghie, capelli e ciglia finte 🙂

Mi sono sicuramente persa molto, così come ho regalato il mio tempo a stand inutili.
Nevermind, speriamo ci sarà una prossima volta.

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Cosmoprof memories.#2

**Ed eccoci alla seconda parte “introduttiva” sulle mie sensazioni a pelle (considerate che le ho scritte nella sala d’aspetto della stazione Centrale – se vedevate una pazza con un Ipad e una tastiera a scrivere frenetica, ero io :P) su questa prima assoluta al Cosmoprof.***

Per quanto riguarda la scelta dei giorni io ho la mia personale opinione, che però da quello che ho letto in giro va un pò contro l’opinione generale. Io sinceramente avrei fatto volentieri a cambio tra la domenica e il venerdì. Ok, il lunedì moltissimi stand tendono a vendere, altri che vendono durante gli altri giorni applicano ulteriori sconti sulla merce. Sì tutto vero. Ma sappiate che dovrete essere pronte ad affrontare il delirio cosmico. Il sabato la fiera è stata molto più tranquilla, meno gente, meno gente folle. Ci si poteva avvicinare alla maggior parte degli stand, si camminava liberamente. Non posso dire invece la stessa cosa della domenica, suppongo la giornata più caotica. Chiedendo però anche al personale degli stand mi hanno confermato la mia paura: anche il lunedì si presenta più o meno allo stesso modo, complice il fatto che molti saloni hanno il turno di chiusura settimanale e il fatto che molti acquirenti privati scelgono il lunedì per via del discorso di cui sopra.

cosnovaplaza

 Si anche io sono sempre alla ricerca dell’affare, ma ripeto il cosmoprof non è un mercato rionale; si finisce per comprare di tutto e di più, finendo per doversi limitare per molti mesi a venire (no, la tecnica one-off non fa per me). É poi vero che molti stand che non vendono in fiera, si trovano facilmente anche online e che il risparmio dell’acquisto in fiera è – soprattutto se si prendono pochi pordotti – molti limitato. Considerate sempre che il cosmoprof è nato in prima istanza per professionisti del settore, sia che siano aziende produttrici, distributori regionali e nazionali, grandi catene di franchising e singoli saloni di bellezza. Siamo noi le intruse.

Ho cercato di prendere parecchi campioncini, soprattutto il primo giorno (ancora la frenesia faceva da padrone). La maggior parte sono per capelli, settore che principalmente utilizza questo tipo di strategia. Non so bene quanti arriveranno a casa integri e quanti riuscirò a usarne davvero. Di oli per capelli ne avrete fin sopra le orecchie. #sapevatelo.

Ok, ora dopo tutte le mie seghe iniziali vi svelo un segreto: ho comprato tantissimo anche io. Ma, veramente pochi prodotti trucco. síloso.

In realtà me ne sono resa conto solo ora in treno. Nessun ombretto, un solo rossetto, nessun blush, ma soprattutto nessun pennello (anche se sono andata molto vicina all’acquisto di un intero set).

La verità è che ho decisamente più ombretti di quanti me ne possano servire per tutta la vita, di blush ne ho altrettanti, sui rossetti sono una che indaga poco e poi ho la mia grande predilizione per un marchio nello specifico (indovinate qual è?). Molte delle cose che mi piacevano erano facilmente acquistabili anche altrove, altri marchi che vendevano non hanno mai attirato la mia attenzione. Sono in una fase credo di stasi cosmetica, stanca di acquistare l’ennesimo prodotti similissimo a uno che già ho e magari di qualità scadente solo per l’effetto compulsivo.

Ho in realtà colto soprattutto l’occasione di acquistare prodotti che conosco e che mi piacciono, avendo la possibilità di trovarli a buon prezzo. L’unico acquisto che non ho fatto e di cui mi pento sono stati i pennelli (la pennofilia è una malattia davvero molto radicata, si sa), ma la coscienza e la mia wishlist in proposito hanno avuto la meglio.

pinktease

Ho poi ceduto a delle cose assurde, me ne rendo conto da sola. Spazzole e rulli che promettono onde magiche, ma io a volte mi faccio incantare con davvero poche paroloni dolci.

Ho avuto l’occasione di parlare con dei referenti di alcuni marchi conosciuti da noi, tra tutti: Nyx, Cosnova, Young Blood (che tra poche settimana troveremo anche a Roma), Pink Tease (azienda inglese sconosciuta in Italia), Orly, Erbolario, Helan. Ma anche con alcuni rivenditori italiani: Clarissa Nails, Orly Italia (che è diverso da Orly presente con il suo stand statunitense), BB Cream Italia…

 

pinkcastle

 

Ma soprattutto, mi sono divertita da morire. Come Alice nel Paese delle meraviglie. E credo che questo sia quello che davvero conta.

E voi che ne pensate del Cosmoprof? Qual è stato o quale sarebbe il vostro intento all’interno della fiera? Siete del tipo “voglio curiosare” o talebane dell’acquisto?

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Cosmoprof memories.#1

Un’esperienza catartica, più di 24 ore effettive passate nel totalizzante mondo della cosmetica internazionale. Domenica pomeriggio, arrivata alla stazione centrale di Bologna, avevo un solo pensiero. Per un pò basta trucchi.
Sì il Cosmoprof ha anche questo potere terapeutico, fai una carica così grande di cosmesi e bellezza che alla fine non ce la fai più. Due giorni a camminare quasi ininterrottamente, a chiedere, pucciare, comparare, fare foto, acquisti.
Tutto. Esclusivamente. Cosmetico.
Una delle cose che maggiormente ho gradito non è stato, stranamente, la possibilità di fare acquisti – che di offerte, prodotti non trovabili, sconti e omaggi ce ne sono tanti…a bizzeffe. No, la cosa che più mi ha colpito e credo mi rimarrà è la possibilità di entrare a diretto contato con le aziende avere la possibilità di chiedere informazione e vedere le novità, sia per quello che riguarda i prodotto e i marchi, sia per quello che riguarda le scelte commerciali.
Ho scoperto le nuove collezioni essence, dove inizieranno i lanci Nyx, le nuove piazze young blood, gli ultimi ritrovati per la cosmesi permanente, l’importanza dei prodotti turchi, la vastità dell’offerta inglese, i nuovi ritrovati in fatto di colorazione e styling per i capelli,
Ho fatto molte foto, la maggior parte dei produttori e distributori nazionali sono disponibilissimi a parlare con chiunque, anche se non si è esperti del settore nè tantomeno “nuovi esperti” del settore.
L’atmosfera è caotica, e il primo impatto è stato abbastanza traumatizzante – forse perchè, povera bimba, ho iniziato dallo stand “nails word”, che è uno dei più affollati dalle orde une di sedicenni in cerca di sperpero (la maggior parte degli stand vendono e sono anche creati per questo scopo -vedì l’immenso peggy sage).
Con il passare delle ore il mio spirito di sopravvivenza ha avuto la meglio e ho iniziato a districarmi nel turbillion di prodotti, smalti, meravigliosi visul display. Ho iniziato a ragionare e a non arraffare.
Ci tengo a chiarire un concetto che secondo me è fondamentale: il Cosmoprof è IMMENSO, c’è di tutto e tutto all’inizio può sembrare degno della nostra attenzione. Beh, non lo è. C’è tanta fuffa, prodotti di bassa qualità e marchi per niente innovativi. Alla fine dei conti gli stand che mi sono davvero molto piaciuti non sono tantissimi, e molti di questo riguardano prodotti che non ci sono o non pensavo mi sarebbero potuti interessare. Ho avuto anche delusioni da stand che non vedevo l’ora di visitare. No davvero ci sono delle cose impresentabili. Tutta esperienza per – spero -il mio prossimo cosmoprof e per voi povere malcapitate che finite a leggere i miei prolissi deliri cosmetici.

Come qualcuno mi ha fatto notare sono un tantino prolissa (ve n’eravate accorte?), per questo motivo ho deciso di dividere le memorie in due post così da rendere tutto un tantino più godibile. Ho intenzione di scrivere altri post sull’argomento Cosmoprof, tra i cui gli immancabili ac

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Tutti insieme a Bologna

cosmoprof

Breve post (ne ho molti altri in attesa di concepimento finale, sono tutti buttati nelle bozze senza una povera foto a fargli compagnia) per rendere pubblico il fatto che quest’anno andrò al Cosmoprof *checenefregaanoi?*. Non so se il mio fisico reggerà una due giorni faticosa e claustrofobica, piena di ragazzine inferocite peggio di una mandria di bufali…manco fosse un concerto di David Bowie (citato non a caso perchè si vocifera che due o tre date – nel mondo – le farà per il nuovo album, ma sono assolutamente certa che di questo davvero non ve ne può fregare una benemerita mischia..si può dire?).
Tant’è che ho avuto la fortuna di avere dei biglietti e non me li lascio certo sfuggire, sabato e domenica sarò lì a fare scene isteriche o a immedesimarmi nell’ansia compulsiva delle ragazzine di cui sopra.
Vedremo. In ogni caso, sì sarà la mia prima volta al Cosmoprof e spero di vedere in primis qualche novità e se ci scappa anche di fare qualche affare.
Per chiunque fosse interessato io ho trovato molto utile questa guida, nel blog di GoldenVi0let, soprattutto per orientarsi tra i millemila espositori che saranno presenti.

cosmoprofDimenticavo un’informazione che potrebbe essere utile per quante decidono di andare in treno, anche se mi rendo conto di essere like always, fuori tempo massimo: è possibile scaricare un modulo che va compilato e reinviato all’indirizzo indicato che permette di avere il 30% di sconto sul costo del biglietto di Trenitalia, dal simpaticissimo nome “Sfrecca a Cosmoprof” ._.’; inoltre sempre nei giorni di sabato e domenica è possibile usufruire (questa direttamente dal sito di Trenitalia) “a/r weekend”, i biglietti costano meno di quelli di Italo. *quasi dieci anni di assidua frequentazione dei treni serviranno pur a qualcosa, no?*

Spero di divertirmi (ah che illusa che sono), di riuscire a fare delle foto decenti (e di ricordarmi di ricaricare la macchina fotografica) e di poterne parlare qui.

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