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Salviamoli dai pregiudizi: Good Girl Sleek I-divine.

Io amo le palette sleek.

Dal punto di vista qualitativo, trovo che abbiamo un rapporto qualità/prezzo ottimo, buona scrivenza e sfumabilità, i colori sono intensi e durevoli sulla palpebra. Sì, sfarinano un po’/tanto, ma sinceramente avere le palette sporche non è una cosa che mi turba particolarmente.

Oltre a questo, credo che propongano dei range di colori molto in linea con le mie aspettative creando delle combinazioni ottimali. Dal mio punto di vista si possono trovare sia palette che “vivono di vita propria”, ossia contemplano un bilanciamento di colori in grado di creare looks con la sola palette (come la acid, forse la più bella secondo me, la ultra matte v.2, la storm); dall’altro lato ci sono palette che danno la possibilità di avere set di colori brillanti di non sempre facile reperibilità, soprattutto con una buona qualità, e che difficilmente vengono proposti tutti insieme in una singola palette (ricordo le 20 sfumature di marrone…), ma che per come mi trucco io, hanno bisogno di un ausilio di colori scuri/ chiari (sto pensando alla ultra matte v.1, la snapshots…)

Naturalmente questa finta divisione dipende moltissimo dalle abitudini di trucco e dalle preferenze di colore. Per farvi un esempio io troverei difficilissimo truccarmi solo con la au naturel, perché generalmente ho bisogno di una botta di colore negli occhi, per lo stesso principio, però, anche una palette colorata come la ultra matt/1 non mi basterebbe, perché ho bisogno anche di colori scuri e gradienti perché amo sfumare colori.  Questo tipo di discorso di autosufficienza vale fino a un certo punto, perché non credo sia così necessario avere tutti i prodotti per un total look occhi.

L’unico caso in cui può invece essere una discriminante interessante è per chi viaggia spesso e deve rimanere leggero: credo che le palette sleek siano utilissime per chi come me è abbastanza trotterellante: sono leggere, sottili e hanno uno specchio abbastanza grande da poter essere utilizzato per truccarsi (hai presente la camerate da 16 in inter-rail? ecco…). L’unica cosa che mi mette un po’ ansia ogni volta è la stabilità e la resistenza (non sono scaramantica, ma meglio non rischiare…lo specchio rotto non è esattamente nelle mie aspettative più rosee).

Quella di cui voglio parlarvi oggi è una delle palette credo meno considerata (e forse anche meno acquistata) in assoluto della famiglia Sleek: la Good Girl.

E voi direte, sei un genio, sceglie proprio la palette che oltre a essere un po’ sfigatina, era un pure un l.e. del 2010?
Sì.

A parte il fatto che è rimasta in giro per tantissimo tempo (a differenza della sorella “Bad Girl”) e la si può ancora trovare abbastanza facilmente su ebay, mentre sul sito sleek non ne porta traccia.
Ho scelto lei per un motivo in particolare: sfrutto questa palette per parlare più in generale di tutti quei colori considerati poco sfruttabili, usati davvero di rado e che compongono in toto la palette, e cioè i rosa e i rossi. Questi colori si possano utilizzare senza risultare delle barbie contemporanee o con gli occhi malati (mia madre, la prima volta che utilizzai morello – il rosso più scuro – nella rima ciliare inferiore voleva portarmi dal dottore convinta avessi un orzaiolo).
GoodGirl

Faccio una premessa (stranoooo): io non sono una tipa troppo girly, non amo troppo le pucciosità, anzi direi tutt’altro.
Ma ci tengo a spezzare una lancia a favore del rosa: è un bel colore, forse un po’ anni ’90/ inizio 2000, ma che andrebbe rivalutato. Soprattutto il range proposto dalla Good Girl, che consta di fuxia accesi, pescati, rosa con una bella connotazione di rosso, aranciati e rossi intensi. Insomma anche il rosa è un colore declinabile in mille modi ed ha sfumature molto diverse, non esiste solo il rosa hello kitty!

A livello di packanging e presentazione, a parte la classica palette, due paroline le merita la scatolina di cartone in cui era contenuta: no,va beh, ok essere brave ragazze, ma questo non significa che siamo bambine che giocano con le bambole. Perché la confezione faceva davvero pensare ai trucchi che mi comprava mamma a sei anni.

Vi lascio a un breve swatch delle colorazioni che non sono in grado di descrivere bene, vi posso solo dire che:

  • i colori sono tutti o frost o satinati, ma per questa tipologia di colore risulti la scelta più sbarazzina.
  • La scrivenza, la durata e la sfumabilità sono eccellenti. Sfarinano un pò al momento del prelievo ma non creano fall out devastanti.
  • Credo che i colori siano ben alternati tra caldi e freddi in una scala che va dal rosa all’arancio al rosso.
  • Per tutto il resto c’è Google.
goodgirl_swatches

Parlando di occasioni d’uso, io non ne vedo limitazioni, tranne quella – per il mio gusto – di aver bisogno di altri prodotti di appoggio (come dei colori scuri) e quindi non la trovo pratica da portare in giro. Per il resto la maggior parte delle faccione impastocchiate qui sotto sono state realizzate alle 8 di mattina, per andare al lavoro, al massimo serve un pò di tempo e accortezza nella base.
Insomma, secondo me se avete tempo è un prodotto che può andare benissimo sempre (no, non vi rifugiate nei soliti marroncini, che tanto i vostri colleghi non cambiano opinione su di voi se usate un po’ di colore!).

Visto che una review non so farla granché bene, visto che le mie opinioni non sono mai chiare e imparziali, vi lascio qualche make-up realizzato con la palette.
Ve lo devo dire che non sono una truccatrice, che non sono esattamente brava a truccarmi e che i miei accostamenti non sono nemmeno così originali ma visto che “lo spazio è mio e decido io”? 🙂

No davvero, non mi insultate troppo.

goodgirlcollage
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