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Zen Moment | 2. Viso

Premessa: i prodotti di cui parlerò non sono di certo miracolosi e non sono prodotti che mi hanno risolto i grandi problemi che affliggono la mia pelle. Ho l’acne, ho cicatrici da acne, soffro di dermatite e altre simpatiche cose. Per questo sono in cura da un dermatologo senza grandi risultati perché queste problematiche sono in larga parte psicosomatiche e si continuano a manifestare durante periodi di forte stress per poi decidere di rimanere là per più tempo del previsto. Quindi no, non vi darò mai consigli su come curare la pelle del vostro viso; ciò non toglie che ami comunque dedicare tempo e rilassarmi cercando di trovare dei prodotti che non nuocciono alle mie problematiche e che allo stesso tempo migliorano la condizione complessiva del mio aspetto. Questi sono i prodotti che mi rilassano, mi fanno sentire bene. Si tratta, semplicemente, di momenti zen.

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1. Take the make up off and cleans it all.

Generalmente amo dedicarmi alle abluzioni facciali il giovedì (poco prima del weekend) o il martedì (è la serata calcetto del mio fidanzato e mi piace prendermi questo tempo per me, quando c’è lui preferisco passare la serata insieme in condizioni accettabili). Tutto il processo avviene di sera, quindi dopo una giornata di lavoro, trucco e smog. Ciò implica che la prima cosa da fare è struccarsi (con il detergente del momento, di cui voglio parlarvi più avanti), e poi lavarsi il viso con un sapone o un detergente (io sono fedele da mesi al sapone nero africano di Khadì, anche in questo caso mi piacerebbe approfondire la conoscenza, perché è uno dei pochi prodotti di cui non mi sono ancora stancata). Ah, toglietevi i vestiti e indossate l’abbigliamento da casa più comodo e simpatico che avete, quello di cui vi vergognate e di cui non volete far sapere al resto del mondo che, no,proprio non riuscite a separarvi.

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2. Pores it out.

Il fantasmagorico fidanzato di cui sopra mi ha regalato la saunetta facciale, che trovo estremamente comoda e veloce, soprattutto per una donna ghiro come. Basta versare l’acqua nel recipiente, attaccare la presa e aspettare che esca fuori il vapore. Poi passate allegramente tra i 5 e i 10 minuti sopra tale macchina infernale. Io di solito insieme all’acqua metto anche una (e intendo UNA) goccia di olio essenziale di tea tree oil (preso in una parafarmicia a caso), che oltre a purificare (e puzzare maledettamente) ho l’idea che mi aiuti anche per raffreddori e simili. L’alternativa, altrettanto valida, è il vecchio e caro pentolone bollente, un asciugamano e, perchè no, una fumantina lush, che a me stanno un sacco simpatiche (ne basta un pezzetto, una intera vi durerà anche per tre applicazioni se riuscite ad essere tirchie come me).

3. Scratch your face (sometimes).

Io non sono un amante degli scrub. Sono del partito che non abbiamo così tanta pelle da scorticare. La crescita naturale della pelle (almeno nel mio caso) non è quella delle unghie, cioè non ci mette una settimana (nel mio caso, ribadisco). Oltretutto la mia pelle è ultradelicata e la tecnica dello scartavetramento non è, a mio avviso, delle più indicate per chi ha brufoli non tanto carini e vecchi segni rossi che non sembrano volersene andare nemmeno dopo mesi. Pulizia profonda, non vuol sempre dire asportarsi i primi strati del viso. In generale, quindi, preferisco utilizzare peeling e trattamenti ossigenanti, in grado di purificare la pelle senza asportare alcunchè (se si hanno brufoli brutti, con il pus – si sono riuscita ad usare tale immonda parola – portarne continuamente via la punta non aiuta a farli andare via più velocemente). Unico neo di questi meravigliosi prodotti è il prezzo (diamine mi sono resa conto di quanti soldi sono riuscita a investire per questa categoria: ho ancora i brividi). I due prodotti che preferisco sono il Peeling equilibre moussant Sampar, che ha il magico potere di lasciare la pelle distesa e luminosissima; si tratta di un prodotto liquido e semitrasparente da mettere sul viso e massaggiare molto delicatamente, con movimenti circolatori, io lo lascio agire per qualche minuto e lo rimuovo con acqua fredda.
L’altro prodotto è il trattamento ossigenante de Gli Elementi, una marca italiana basata sull’utilizzo di principi attivi termali che ho scoperto quest’anno in montagna e che per ora mi sembra molto valida (nonchè molto costosa, fortunatamente è stato un regale di mia madre). Si tratta di una crema che sempre plastica fusa che va stesa sul viso e lasciata asciugare. Dopo qualche minuto va rimossa “spelando” il viso e rifinisco il tutto passandomi un pò di acqua fredda. Ammetto che all’inizio ho avuto qualche problema nel capire come sfruttarla al meglio.
Una volta ogni due settimane, invece, utilizzo uno scrub, orientandomi sempre su prodotti non aggressivi. Dopo un periodo a miele e zucchero, ho acquistato da poco il Volcanic ash exfoliaor di Mac, e i primi test sono stati davvero positivi. La pelle, dopo l’uso, è morbida, luminosa e non tira affatto; in più non mi lascia segni rossi sul vios (cosa che mi accadeva invece con altri prodotti simili).

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Io e Obama ci concediamo dieci minuti di terra madre.

4. Call me The Mask

Dopo aver passato il mio amico tonico o un pò di acqua termale (dipende da quello che ho a disposizione), è il momento della maschera. Di maschere ce ne sono un’infinità in commercio e io non mi tiro mai indietro per provare l’ennessimo ritrovato sul mercato. Ultimamente mi sono stabilizzata su due in particolare: da un lato il trattamento d’uro della Mint Julep Mask Queen Helene, dall’altro la dolce coccola di Chocolat (ah no, giusto Terra Madre, visto che secondo i Nas la gente è così furba da mangiarsi qualcosa acquistato in una profumeria, ma questa è un’altra storia) Lush. Se di una amo l’azione che ha sui brufoli e l’illusoria sensazione di avere dei pori dilatati meno dilatati, dell’altra trovo sublime la totale confortevolezza, il profumo paradisiaco e il fatto che lasci la mia pelle morbida e compatta. La Mint Julep, infatti, per quanto utilissima nella guerra contro i brufolazzi da ciclo (che nel mio caso tendono a durare per tutto il mese), non posso definirla certo una maschera coccola: ha un odore decisamente pungente e artificiale, in più se la metto su tutto il viso tende a tirarmi un po’ quando si secca (e io odio le maschere che si seccano così tanto da non farmi parlare, visto quanto sono chiacchierona). Pur contenendo una parte oleosa è indicata per chi soffre di acne ed ha cicatrici o piccoli segni, sulla reale efficacia da questo punto di vista, forse a causa della mia incostanza, non posso però dare un giudizio concreto per ora.

crema

5. And don’t forget some cream

La sera non sono un’habituè della crema, sono pigra e ho la sensazione che la mia pelle ami respirare un po’. Però dopo questi “forti input” l’epidermide credo abbia diritto ad essere idratata, senza dimenticare che è importante ristabilire l’equilibrio e il ph di una pelle sicuramente messa sotto stress. In questo caso, anche se la mia pelle rientra senza dubbio nella categoria acneica, utilizzo una crema più oleasa di quella che uso la mattina. In particolare, questa appartiene sempre alla linea Gli Elementi, alle cellule staminali, è decisamente molto lontana dalle lozioni che utilizzo solitamente, ma lascia la pelle morbida e ogni eventuale sensazione di pelle che tira scompare.

6. Special guests

Ogni tanto uso anche i cerottini per i punti neri (Nivea o Essence indistintamente), ma non sono una grande fan. Ho sempre saputo che in realtà è inutile tentare di estirpare il male dai punti neri perchè questo, peggio della gramigna, risorgerà dalle tenebre. In più vi lascerà con dei pori ancora più in evidenza (certo questo discorso vale per chi non ha punti neri molto visibili, e non per chi ha un problema di questo tipo). Ma noi non ci facciamo mancare niente.

utensili

Non amo usare la mani per fare la maggior parte di queste operazioni. In particolare segnalo che: per mettermi maschere non troppo corpose (non è il caso delle due che ho appena citato) utilizzo un vecchio pennello da fondotinta che non utilizzerei per il suo scopo originario. Per rimuovere la maschera uso una spugnetta da fondotinta di Lily Lolo presa su eccoverde, senza alcun motivo apparente. A parte che stendo il fondo con le mani, non la trovo particolarmente indicata per il suo scopo. Mi chiedo ancora quale lume dell’irragionevolezza me l’abbia fatta acquistare.

L’atmosfera, nei momenti di self-TLC (tender loving care), è fondamentale. Armatevi quindi di ciò che più amate fare in solitudine. Nel mio caso gli elementi essenziali sono: una playlist con il pelo sullo stomaco, interessante ma che mi faccia cantare (no, non è bello passare dieci minuti nella caverna del vapore, ho bisogno di sostegno psicologico); una bevanda a vostro piacimento, io sarò politically correct e vi consiglio una bella tisana drenante al finocchio, anche se credo che un bel bicchiere di vino possa fare al vostro caso (meglio se accompagnato da uno stuzzichino che non sbriloci troppo, non è carino ritrovarsi la maschera piena di briciole di patatine; ve lo dico per esperienza). Mentre avete la maschera in posa, poi, dedicatevi al libro che avete sul comodino da troppo tempo e che ogni sera siete troppo stanche per prendere in mano, oppure, guardatevi la nuova puntata di una serie (magari non fate come me, non mettetevi a guardare proprio game of throne, perchè potreste dimenticarvi la maschera addosso per un’ora:P)

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Belletti sulla neve #2

Ed eccomi alla seconda, consistente, parte sul mio beauty da viaggio, quello riguardante le truccoserie.

Partiamo dal presupposto che so di portare via davvero molte cose rispetto al preambolo pieno di buoni propositi – truccarsi poco, stare all’aria aperta blablabla…. – l’unica giustificazione che mi posso dare è che ho la possibilità di truccarmi almeno due volte al giorno in modo totalmente diverso, ossia la mattina quando esco per ridare (odio questo termine ma a quanto pare la scelta era tra quello e surfare, alla fine ho scelto il male minore) e il pomeriggio quando, tornata e lavata esco in versione un attimino più girly.

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Sul contenitore stenderei volentieri un velo pietoso m in ragione dell’onesta è giusto che ve lo mostri in tutto il suo essere kitsch; non l’ho acquistato – spero non lo abbiate pensato nemmeno per un minuto!- ma mi è stato dato come omaggio con un lauto acquisto alla Gardenia (grazie mamuska per il tuo essere così comprensiva nei confronti delle mie necessità trucchifere!) e l’ho trovato ampio e sottile al punto giusto per essere facilmente infilato all’interno della mia borsa da viaggio. All’interno però ho cercato di dare un contegno al mio solito caos e per ragioni di praticità ho diviso i prodotti viso da quelli occhi e labbra, che si trovano all’interno di una spartanissima quanto antiestetica busta di plastica ikea (quelle alimentari); a loro volta le matite sono tenute insieme da un laccio di plastica onde evitare averle inutilmente sparse.

Base

base

– Make Up Forever HD Foundation: amo davvero tanto questo fondo e a dispetto della confezione in vetro (è in vetro vero?), non riesco a separarmene. Ho in previsione di usarlo solo nel pomeriggio considerando che tra sciarpe, maschera e casco, ho paura di ritrovarmi a chiazze in breve tempo.

– Erborian BB Crème in Light (quella che vedete in foto è la vecchia confezione finita, quella nuova si trovava in un altro luogo e non fotografabile in quel momento): premettendo che non conosco le bb asiatiche, questa BB crème mi piace tantissimo, per la sua leggerezza e per la sua buona azione uniformante. In più non so spiegarmi il motivo del perché la mia pellaccia la trovi un toccasana, quando l’ho usata con costanza al posto del fondo i brufoletti erano in notevole diminuzione.

– Essence Stay all day concealer: questo correttore  mi piace tanto e praticamente ho abbandonato tutti gli altri (taanti) in mio possesso a suo favore. Forse non ha un alto potere coprente, ma per fortuna (almeno quello) non ho grossi problemi, in compenso illumina la zona perioculare e regge bene tutto il giorno.

– Kiko Bloom Blush 03 -ed.lim. Blooming Origami: lui è il mio insostituibile, uno dei prodotti kiko a mio avviso maggiormente riusciti. Il colore che avevo scelto ho notato poi essere stato snobbato da tutti, ma secondo me è naturale e universale per il mio modo di truccarmi(per come intendo io i concetti di “naturale e universale”…) e soprattutto dura tutto il giorno. L’ho portato senza creare antiestetiche chiazze. Per il giorno preferisco utilizzare prodotti in crema proprio perché sul mio viso tendono a sbiadire in modo uniforme senza creare un mosaico addosso e in più trovandomi ad almeno -10° un minimo di attenzione all’idratazione doveò pur averla:)

– Mac sheertone blush in Coygirl: è stato il mio primo blush di Mac, un bel rosa freddo, che è rimasto sempre nel mio cuore e quando devo scegliere un blush da portare ricado sempre su di lui perché trovo si abbini facilmente a quasi tutti i miei trucchi. Buona scrivenza, ottima durata.

– Essence I love stage primer occhi: questo primer è praticamente schifato dalla maggior parte delle sue acquirenti, io invece mi ci trovo abbastanza bene, devo però precisare che la mia palpebra già di suo fa reggere bene qualsiasi ombretto senza creare pieghette, quindi per quanto riguarda l’aumento di durata degli ombretti credo di essere un caso un po’ a parte rispetto alla maggioranza delle donne, quello che mi piace è che riesce ad uniformarmi la palpebra e ad esaltare gli ombretti, due qualità che per il suo prezzo sono più che sufficienti.

– Bourjois healthy mix loose powder: frutto di un raptus di shopping compulsivo parigino, non l’ho calcolato fino a qualche mese fa. Usandola ho dovuto fare un grande mea culpa: rende la pelle del viso vellutata e abbastanza opaca (ma non in modo esagerato, lascia comunque un aspetto fresco) e poi ha un odore di fiori meraviglioso. A suo favore ha giocato anche la confezione di piccole dimensione rispetto alle compari.

 – Laura Mercier secret camouflage in SC-3: il correttore che uso quando sono a rishcio eruzione brufolazzo. La consistenza dura e a presa rapida permette di coprire anche le imperfezioni più ostinate. (non compare in foto perchè l’avevo dimenticato in un angolo)

Occhi 

occhi

La quantità degli ombretti in crema che vedete è data dal fatto che li trovo perfetti anche singolarmente per un trucco veloce eun po’ sportivo, che deve durare tutto il giorno. E poi sì, sono ossessionata dagli ombretti in crema, sono una specie di droga (unica terribile pecca è che quasi tutti hanno una pesantissima confezione di vetro).

– Sleek ultra matts v/2: la palette dalla mia vita, meravigliosi e intensi colori, scriventi e resistenti. In più è davvero piccola e comoda da portare in viaggio.

– Inglot palette (scusate ma non ricordo proprio i numeri degli ombretti): anche questi matte (si sono un po’ fissata con gli ombretti opachi), ma dai toni decisamente più chiari da combinare con l’amica di cui sopra.

 Maybellyne Color tatto in permanent taupe: è un po’ tristino, me ne rendo conto, ma mi piace abbinato a matite sgargianti per un trucco veloce e risolve le mie mattine in ritardo quando ho il vuoto cosmico nel cervello. E poi è cemento armato.

– Essence color stay in coppy right: si sta seccando e un po’ mi dispiace perché è un bel colore e alla fine non ho trovato grossi problemi nella stesura (a parte il fatto che se lo metto con un pennello crea una specie di patina plasticosa sulla palpebra…), volevo dargli un’ultima occasione prima dei saluti di commiato.

– Chanel illusion d’ombre in Illusoire: è lui, bellissimo e autosufficiente, per giorno e notte. L’ho comprato l’anno scorso proprio in montagna ed è uno dei prodotti che ho usato di più in questi 12 mesi.

 Essence gel eye-liner in midnight in Paris: uno dei prodotti con il miglior rapporto qualità prezzo. Vista la mia delicatezza, lo uso anche come base nera per dei sobri smocky mattutini. Non si toglie mai mai. E credo di essere una delle poche a cui non si è seccato alla velocità della luce.

– Mufe Aqua Eyes 0L: LA mia matita nera. Per ora non ho trovato valide sostituto, soprattutto nella mia rima interna che sembra mangiarsi qualsiasi cosa (anche se sto testanto una matita nera che di primo acchitto potrebbe farle grande concorrenza, soprattutto per il prezzo..)

Essence Sun Club eye-liner in penna: anche lui sta tristemente giungendo alla fine, ma ha onorato il servizio alla grande; il miglior eye-liner con punta di feltro che ho.

–  Urban Decay 24/7 glide-on eye pencil in demolition: è meravigliosa per la sua estrema sfumabilità e la buona resistenza, per me è indispensabile perchè il mio occhio reclama definizione sempre (ma si consuma troppo in fretta per quello che costa).

– Kiko khol pencil n. 111: questo colore è meraviglioso secondo me (si sono un tantino drogata di trucchi verdi) e questo kajal mi piace molto per l’intensità del colore e per la buonissima scrivenza. E il verde è IL colore per me, mi mette allegria.

 Kiko Glamorous eye pencil n. 406: una matita viola serve sempre, e lei è una buona compagna di giochi, perché almeno ci prova a scrivere (rispetto a tante altre delusioni in questo campo), l’unica pecca è che fugge via che è una meraviglia e ha una durata tutt’altro che impeccabile.

– Kiko long lasting stick eyeshadow n. 11: usato come base, come ombretto o a mò di matita sulle ciglia inferiori, è stupendo e resistente sempre. L’unica cosa che non mi è chiara è il perché proprio questo (che secondo me era uno dei più beli) è l’unico che non va via nemmeno con le bastonate, mente i 50mila marroni tutti identici non fanno in tempo a riassortirli. Misteri…le famose 30 sfumature di marrone.

– Rimmel scandaleyes flex: ho comprato questo mascara praticamente per sbaglio e invece è stata una bella scoperta, separa bene le ciglia e le incurva, tutto questo senza creare dei grumi imbarazzanti. E poi la mia politica è avere un mascara aperto alla volta, quindi questo passava il convento 🙂

Labbra (perdonate la foto terribile ma è stato il primo esperimento e non ho pensato nemmeno di farne una seconda)

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In questo campo ci saranno poche cose perché per tutto il tempo in cui sarò sulle piste eviterò accuratamente il rossetto a favore del burrocacao.

– Lancòme Rouge Allure: morbido e cremoso, è la mia copertina di linus ha un bel colore brillante ma simile al colore delle mie labbra, le rende particolarmente sane.

– Mac Costa Chic (Frost): è eccessivo e colorato, forse un tantino primaverile per una settimana a quasi 2000 metri, ma mi piace tanto, ed è uno dei miei finish del cuore.

– Lipstick Kate Rimmel n. 10 e 20: ne ho presi solo due, tra l’altro tra i miei preferiti. Questi rossetti sono strepitosi, confortevole, resistenti e dalla buona gamma di colori (ah, non ho detto molto economici?).

– Borderline too faced: indispensable, soprattutto per i rossetti cremosoni sbrodoloni, ormai la porto sempre con me anche perchè idealmente potrei rinunciare a tutte le altre matite labbra.

– Kiko smart lip pencil n. 705 e 709: morbide e confortevoli e già da sole fanno la loro sporca figura (soprattuto la 709)

– Mac lip pencil in Soar: lei è stata messo dentro random lo ammetto, poi però mi sono ricordata che mi piace usarla soprattutto per creare delle ombre ai lati delle labbra un po’ con tutti i rossetti.

Pennelli

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Potevano mancare i pennelli? Certo che no, nel loro apposito astuccio. Ho cercato di non esagerare, portandomi dietro solo quello che mi poteva servire senza dover pensare a lavarmi ogni volta. Li vedete tutti sporchi perché sono i pennelli che uso di più e ho fatto genialmente la foto pre-bagnetto.

Sono solo 4 per il viso (edit: ci è finito dentro anche il glossy amplified di Neve Cosmetics, che ha mille diversi utilizzi salvavita): uno per la cipria (Sonia Kashuk), uno per il fondo (Sephora), uno per il blush (The balm) e uno per il correttore (Everyday Minerals). Per gli occhi ho portato quasi tutti pennelli sintetici (tranne i due di sonia kashuk) per via dei tanti ombretti in crema. Ho scelto i pennelli che uso quasi tutti i giorni, due da precisione (Kiko e Sonia Kashuk), due angolati (entrambi essence, per eyeliner e sopracciglia), tre per le sfumature (Essence, Sonia Kashuk, The Balm), tre per l’applicazione (The Balm, che non si vede perchè è un pennello doppio, Essence e Pupa, un antichissimo pennello di mia madre che mi sembra un gran pennello ma credo che sia una quastione puramente affettiva, anche se non è sbiadito e non ha perso un pelo).
Per le labbra ne ho portato solo uno, di H&M, tanto per non sentirmi leggera, considerando che non è un pennello che uso spesso.

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N.B. Nel post precedente ho dimenticato di parlarvi di alcuni prodotti e di un argomento che mi preme particolarmente. Non sono stati inclusi tre prodotti che si trovavano nella mia casa natale per motivazioni a me ignote (forse un furto del parentale femminile casalingo) e cioè di una maschera antistress monouso di h&m, di un gommate delicato de L’Erbolario e dello scrub labbra di Lush. Mi rendo conto che molte persone potrebbero storcere il naso al pensiero di portarsi dietro prodotti di cura “intensiva” per il viso da portarsi dietro per una sola settimana di vacanza, io invece vi dico che secondo me non c’è occasione migliore! La vacanza, si suppone, è l’unico momento in cui non siamo stressati e soprattutto abbiamo maggior tempo di dedicarci a noi stesse, senza il pensiero di dover correre al lavoro, di dover fare la spesa, le lavatrici da stendere e insomma tutto quello che comporta portare avanti una vita. Allo stesso tempo capisco che potrebbe avere risultati infruttuosi per chi farà il tour intensivo di una città in pochi giorni, di chi andrà in interrail (in quel caso, per esperienza, serve un kit di sopravvivenza e non un beauty-case, e lo dico per esperienza personale) o di chi non si lascia un minuto di tregua tra visite programmate e shopping no-stop. Ma in tutte le altre occasioni penso che sia rigenerante potersi dedicare completamente a tutto ciò che amiamo senza l’ansia di non poter lasciare in posa la maschera un minuto in più del necessario o la possibilità di dedicarci un bel massaggio al viso per paura che scuocia la pasta.

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Belletti sulla neve#1

Lo so che bisognerebbe iniziare da cose serie tipo review e prodottifavolosicheprpriononpossonomancare ma io, come spero avrete modo di scoprire più avanti, non ragione in modo logico e razionale. uso vie traverse e misteriosi cerchi concentrici. Sono partita un pò a bomba con mille idee per questo blog che mi erano rimaste dentro per troppo tempo, ma poi sono sorti i primi problemi: io vivo in un seminterrato e la luce naturale è un miraggio = pessime foto; vorrei fare review di prodotti che mi piacciono ma di cui è già pieno il mondo/sono fuori produzione/vengono dall’America; ma soprattutto non mi sento ancora pronta, perchè non ho nessuna credibilità e soprattutto, beh, non mi conoscete abbastanza bene e io non mi fiderei dell’opinione di una uscita da chissà dove 😀
Per questo ho deciso di iniziare con dei post che riguardano il mio modo di vivere il mondo delle truccherei e della bellezza in generale, parlandovi delle mie routine e delle mie abitudini. E si non aggiungerò niente al già saturo mondo delle beauty blogger, che a mio avviso il beauty world conta tante brutte cose, ma anche delle eccezionali blogger..magari ne parliamo più avanti dei miei fari nella pesta notte di collaborazioni inutili e senza interruzione di continuità. Che se poi inizio così finisco a parlavi del product placement in tv e del marketing terribile che ci propinano le case cosmetiche, e non se a qualcuno potrebbe interessare. E sì, ancora, sono molto prolissa ma ci convivo bene.

Considerato che domenica – postvoto – sarò in partneza per una settimana di neve e snowboard e oggi sto preparando il mio beauty per la settimana ho pensato bene di accantonare altre cose e parlarvi di cosa mi porto via quando devo stare una settimana fuori.
La prima precisazione che vorrei fare è che secondo me non esiste un beauty standard, non solo tra di noi, ma anche per ogni tipo di viaggio che si fa.
Oltre al mezzo di trasposto (macchina/treno/aereo/nave/autostop/bicicletta…) e al luogo (farà molto caldo/molto freddo/ci sarà molta escursione termica/clima continentale/si prevedono forti agenti ambientali come pioggia, grandine, neve) anche le occasioni d’uso vanno ben ponderate. Andare una settimana al mare a Riccione prevendo di passarla tutta in discoteca sarà diversa da prevedere una settimana tra i castelli della Loira (io, se vi interessa, opterei a occhi chiusi sulla seconda) o ancora dall’andare allo Sziget festival.

Quindi, secondo la mia premessa, credo che questo video sarà utile a chi prevede una settimana all’aria aperta, stando la maggior parte del tempo fuori in condizioni climatiche non certo favorevoli 🙂
Partiamo dal presupposto che generalmente le persone che praticano sport invernali tendono a non truccarsi e usanza vuole che questa pratica sia relegata alle sole signore  over40 che usano rossetti di dubbia tonalità su labbra al limite della secchezza mummifera.

E invece no. Io non rinuncio a truccarmi sulle piste, così come non lo faccio per andare alle poste, truccarmi è un modo per esprimere il mio modo di essere in qualsiasi situazione, quindi anche in mezzo alle piste da sci. A maggior ragione, non è uno sport che ti porta a sudare come un maialino sotto sforzo e in cui sarebbe meglio far respirare la pelle e non rischiare di diventare un prozio degli tre panda rimasti sulla terra, o di essere scambiata per la nipote di Alice Cooper.

L’unica accortezza nel truccarsi dipende da tre fattori essenziali: il sole che picchia duro quando c’è, il freddo, e se fate snowboard come la sottoscritta la neve che inevitabilmente vi ritroverete in pò dappertutto. A questo proposito le tre cose essenziali per me sono un’ottima crema viso con alta protezione solare, la totale assenza di rossetto a favore di burri super idratanti e trucchi waterproof (che molte persone odiano, i know, ma che per me sono spesso indispensabili).

In particolare, nel mio caso, partirò in macchina, quindi non ho troppi vincoli, anche se non mi piace viaggiare troppo carica. E mi aspetta vento, neve, una grande maschera che mi copre metà viso e un casco per nulla sensuale. Quindi durante la giornata il trucco è ridotto al minimo essenziale. Finito di sciare, però, non manco mai una bella passeggiate per le vie della ridente e minuscola cittadine, seguita da abbondante cena e, se capita, una birra al pub. Quindi la mole di trucchi che vedrete (nel prossimo post) è giustificata da questa mia routine.

Ma ora passiamo all’analisi spettrometrica il famoso beauty. *parte la musica di CSI, che poi insomma sono i Who, cristo!*

 

Partiamo dalla magnificenza del mio minuscolo quanto tenero beauty, fresco fresco di saldi da Oysho, ottimo a livello ingombro, che per me è essenziale odiando dovermi portare in giro millecinquecentocinquante valige, magari un po’ meno a livello comodità di utilizzo. Contiene tutti i miei prodotti di cura e detersione.

snoopy

Ok, come sempre dalla teoria alla pratica ci passa una vita e mezzo. Come vedrete più in basso, la mia scelta è ricaduta in larga parte non tanto nei prodotti più adatti quanto in quelli che ho necessità assoluta di terminare perchè in fase di scadenza, aperti da troppo tempo o arrivati praticamente alla fine. Lo so che non è il principio guida migliore, ma trovo che sia un’ottimo metodo per ovviare all’accumulo inesorabile dei prodotti. Portare via un solo tipo di prodotto, mi costringe ad usarlo necessariamente per almeno una settimana. Conto infatti di tornare notevolmente alleggerita da questa trasferta. In questo caso non mi porto doppioni di nessun tipo di prodotto, sia per il motivo suddetto, sia perchè reputo inutile avere due prodotti della stessa categoria da intervallare nell’arco di una sola settimana.

Essence Pure skin anti-spot moisturizer (crema giorno):rientra nella categoria di prodotti senza infamia e senza lode che vegetano in bagno, è necessaria la sua eliminazione per procedere con altre creme che attendono solo di essere aperte.
Garnier roll-on occhi (contorno occhi sera/mattina): sta praticamente finendo ed ha un pao di 6 mesi (che credo siano anche passati), oltretutto non è molto idratante ma assolutamente piacevole con la sua freschezza.
Sapone nero africano Janas (detergente viso sera/mattina): è diventato un nuovo amico inseparabile, con la sua pessima consistenza e la orrida profumazione, mi piace tanto (a parte questi due piccoli particolari) e sento che fa bene alla mia pelle, soprattutto usandolo con continuità (è l’unico prodotto per cui ho fatto un’eccezione lasciando a casa i miei mezzi cadaveri), ne ho tagliato un pezzetto di quello che vedete in foto e l’ho inserito nei porta shampo solidi di lush.
Cold Cream Avène (crema mani): ok ho mentito, questa è la mia seconda eccezione, anche in questo caso preferisco la fidata amica agli avanzi bagneschi. Ma ho una buona giustificazione, amo questa crema e le mie mani subiscono uno stress oltre la media in montagna, stando spesso e volentieri a contatto con la neve (vedi alla voce: fare acrobazie nella neve e cadere rovinosamente). Lei mi serve, io ne ho bisogno!
Crema piedi rinfrescante Alma k (crema piedi): mi rendo conto che molte persone non capiranno l’esigenza di portarsi dietro un barile di crema per i piedi, ma già in generale i miei piedi si affaticano facilmente e hanno bisogno di coccole, ancor di più quando sono ingabbiati in scarponi immobilizzati in una tavole per molte ore al giorno, aggiungi un pizzico di gelo e il gioco è fatto. p.s. amo questa crema, ha un odore di mente freschissimo, si assorbe immediatamente e lascia i piedi morbidissimo (e ha anche un inci decisamente verde)
Acqua di Luna Lush (tonico): lui deve finire, il prima possibile. Ne è rimasto pochissimo, ma la sua totale inutilità mi porta a non volerlo più fra i piedi nel minor tempo possibile. Tra l’altro si è anche cancellata l’etichetta con la scadenza e onde evitare spiacevoli sorprese.
Eau Micellaire demaquillant Sephora (struccante): lei mi piace tanto, e purtroppo sta anche volgendo alla fine, le darò degna sepoltura tra i monti.
Pore clarifying essence Sensai (siero notte): olietto pagato un rene di cui fatico ancora a capire l’utilità, lo uso al posto della crema prima di andare a dormire.
Tangle teezer (spazzola): LA spazzola, ormai non conosco altro, adatta anche da utilizzare sotto la doccia (nella foto l’ho dimenticata, ma la vedrete alla fine)
– Badger lip balm Tangerine breeze: il mio burrocacao preferito, essenziale durante il giorno.
– Viviverde Coop burrocacao: la sua inutilità è chiara e lampante ma visto che gira per caso lo porto per applicarlo almeno la sera, o nel pomeriggio quando esco a fare una passeggiata.

viso

Poi ci sono ammenicoli vari: dischetti di cotone opportunamente messi dentro una bustina di Sephora che conteneva la terribile spugnetta per rimuovere il trucco (molto più simile a quella che uso per pulire i sanitari in realtà), il deodorante (guest star della foto), lo spazzolino e il dentifricio, shampo, balsamo, forcine, elastici (anche loro inserite all’interno di una bustina in plastica, questa volta Kiko, una volta contenente le spugnette triangolari). Di queste cose non ho fatto foto perchè abbastanza inutili, anche shampo e balsamo sono da grande distribuzione organizzata, niente che valga la pena insomma; così come il bagnoschiuma che è una di quelle microbottiglie (ne porto due) che si trovano negli alberghi, residuato bellico di qualche passata vacanza.

Ecco il beauty al gran, caotico, completo.

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Vista la lunghezza ho pensato di dividerlo in due parti, domani sarà la volta del beauty  cosmetico.
E voi quale tecnica usate per preparare il vostro beauty per delle vacanze in climi “invernali”?

p.s. rispetto al post precedente ho cercato di lavorare un pò anche sulle foto, che sono fatte da me nel buio della mia casetta, lo so che non sono un granchè ma spero che siamo un pò meglio rispetto all’orrido collage precedente. Fatemi sapere e soprattutto datemi suggerimenti!

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Il mondo di un ex mangiatrice di unghie

    Credo di aver iniziato a mangiarmi le unghie prima ancora di parlare.Ho smesso solo alla veneranda età di 19 anni o giù di lì; e solo grazie alla tenacia e perseveranza della mia estetista e della ricostruzione in gel.

Va da sè, che quando al posto dei mozziconi di materiale cheratinoso (si le unghie sono fatte di cheratina come i capelli, non sono come i denti che hanno bisogno di calcio, vorrei sfatare questo mito) mi sono ritrovata delle mani da essere umano, ho avuto, oltre ad un attimo di reale commozione, una vera e propria crisi di shopping unghiello compulsivo.

Ho molta cura delle mie unghie ora, anche perché venendo da due decadi di rosicchiamento hanno bisogno di attenzioni particolari per non rompersi al primo alito di vento. Dopo qualche anno di affanno e rincorsa alla crescita, posso ammettere senza presunzione che ho delle unghie forti, belle e, soprattutto sane.

In questo piccolo (mica tanto piccolo) post vorrei condividere con voi quali sono stati gli accorgimenti e i prodotti che ho utilizzato e che mi hanno permesso di riuscire ad avere una crescita costante, delle unghie dure ma flessibili (mai più pezzettini che si sfaldano se solo provate a picchiettare sul tavolo, mai più unghie che si muovono come gomma da masticare…ah che soddisfazione!).
Questo post è rivolto soprattutto a chi come me, si mangiava le unghie fino a farsi uscire il sangue e che non poteva smettere perché l’impulso era più forte del pensiero di avere belle mani. A chi ci sta provando (e io posso capire fin troppo bene che fatica immensa sia) e a chi vorrebbe provarci.

Non voglio darvi consigli su come smettere, perché credo non possano venire dall’esterno (sì, sto parlando di mangiarsi le unghie come di uso di sostanze stupefacenti, ma, senza esagerare, è davvero una pratica che porta a una dipendenza cronica). Deve essere solo la vostra volontà di sentirvi a vostro agio, di sentirvi meglio, di comprarvi finalmente tutti gli smalti meravigliosi che si vedono in giro senza sprecare soldi. Dal mio canto, la cosa che mi ha spinto a provarle tutte, come molta decisione, è stata proprio la voglia di vedere le mie mani colorate e femminili, di non dovermi vergognarmi più quando davo la mano a qualcuno, di non sentire più le dita gonfie e doloranti perché avevo rosicchiato così tanto da farmi le ferite sulle falangi.

Volevo che le mie mani rispecchiassero quello che ero, così come il trucco.

1. In primo luogo non provate per nessun motivo a mettervi le mani in bocca. Peggio dell’acqua, dei detersivi, dell’usare le mani come armi, c’è la vostra saliva. Se avete l’impulso irrefrenabile – mentre ad esempio studiate, guardate un film, scrivete, seguite le lezioni, avete un lavoro importante da consegnare – potete provare a mordere la matita (sicuramente è molto meglio) o a mangiare una gomma, insomma occupate i vostri denti con qualcos’altro, qualsiasi cosa.

2. Copritevi le unghie in qualche modo. Io ho investito un po’ facendo la copertura in gel per circa sei mesi (le unghie crescono velocemente e nel mio caso non le hanno rovinate, anche perché c’era ben poco da rovinare ulteriormente); un’ottima alternativa è lo shellac, più sobrio e meno impegnativo (sia economicamente, che in termini di tempo e “visibilità”). Altrimenti mettevi uno smalto un po’ colorato, vederlo tutto rosicchiato vi farà fermare un secondo prima di staccarvi l’ennesimo pezzetto di unghia.

3. Usate una crema per le mani e ancor di più, un prodotto per le cuticole. Avere della mani più belle vi porterà ad avere più voglia di avere anche delle unghie più belle. Bastano 5 minuti davanti alla tivù con un buon prodotto e nel giro di una settimana vedrete dei netti miglioramenti. Io mi trovo molto bene con due prodotti in particolare: La cold cream di Avène (pagata 6€ in offerta in farmacia, a prezzo pieno di aggira intorno agli 8,90€) perché si asciuga davvero in fretta senza lasciare quella fastidiosa sensazione di untuosità e la Cuticle eraser balm di Sally Hansen, che oltre ad essere bellissima – sembra un caramella *_* – è veloce da applicare e far assorbire (pagata 9€ da Sephora). Un’alternativa può essere un buon olio, magari quello di mandorle dolci che un po’ tutti abbiamo in casa. Avete altre cose da fare e proprio non sopportate di toccare nulla? Investite 5€ nei guantini di essence che sono sottili e pratici e continuate le vostre faccende tranquillamente. Io ad esempio mi faccio un impacco alle mani, mi metto i guantini e poi lavo i piatti – usando anche quelli di gomma of course – in modo da non perdere tempo e unire l’utile al dilettevole.

4. Usate uno smalto indurente e allungante, per quanto poco potrà fare sarà sempre meglio di niente. Se poi si tratta di un prodotto valido, diminuirà la frustrazione di non vedere ripagati i vostri sforzi (nessuno può capire quanto sia fastidioso andare contro se stessi, non mangiarsi le unghie e poi vederle sempre cortissime). In questo caso i miei due validi alleati sono stati il Nail growht miracle di Sally Hansen (9€ da Sephora) e, ancor di più, il Nail Repair natural  Trind (intorno ai 14€, sempre da Sephora), meraviglioso ma su cui ho comunque qualcosa da ridire a livello di praticità.

5. Cercate, soprattutto all’inizio di questo doloroso cammino, di evitare il contatto con l’acqua e i saponi (non smettete di lavarvi però!!), e usate sempre sempre i guanti per fare le faccende domestiche. Si lo so che lo dicono tutti e che è la scoperta dell’acqua calda, ma sono qui per rimarcare quanto sia fondamentale nocivo il prolungato contatto con l’acqua.

6. Dedicate una ventina di minuti del vostro tempo a curarvi le mani (e piedi), usate uno scrub (basta un po’ di miele e dello zucchero), pulite le unghie con i bastoncini, spingete le cuticole, concedevi un massaggio rigenerante a questi arti strapazzati. Anche in questo caso io evito di immergere le mani in una bacinella di acqua (preferisco la “manicure a secco”), non fa che assottigliare le unghie ancor di più e renderle porose. Meglio dedicare cinque minuti in più a limare con cura e delicatezza (sì la storia di usare sempre lo stesso verso è valida, ma fino a un certo punto secondo me) le unghie. Anche se vi sembrano gesti inutili perché vi vedete le mani brutte, vi aiuteranno a rivalutarle, a guardarle un po’ di più, invece che ad accantonarle sempre sotto le maniche lunghe (ero l’unica che lo faceva?). Usate una buona lima, non troppo dura, (quella di essence a 6 lati è perfetta, è vero. Usate il lato 2 però!) e non limatele mai sopra, anche se sono tutto fuorché lisce, lasciatele crescere in santa pace e usate uno smalto levigante se proprio non lo sopportate. E, naturalmente è sempre bene ribadirlo, non usate levasmato con acetone che non farà che seccarvi le unghie e renderle ancora più fragili.

7. Non usate le unghie come attrezzi: non graffiate le superfici, non usatele per aprire pacchi o lattine, lasciatele in pace insomma. Ogni pressione eccessiva, soprattutto quando si ha a che fare con unghie molto fragili non fa che spezzarle, vanificando gli sforzi e portandovi a dare una “rosicchiatina di aggiustamento”. Ah, e evitate di sbatterle con troppa forza sui tasti del computer (esperienza personale), nulla nuoce alle unghie come le testiere.

8. Portate con voi sempre una limetta (io ho quella mini di essence al profumo di fragola), nel caso in cui vi si spezzi un unghia, a costo di sembrare delle fissatone, tiratela e fuori e sistemate il fattaccio (sono ammesse imprecazioni); in questo modo eviterete il dicuisoprapessimocomportamento. E no, tranquille, che non fa segretaria anni ’50.

9. Anche se le vostre unghie stanno crescendo e vi sembrano forti, portatele (a malincuore) sempre abbastanza corte, in questo modo avranno una minore possibilità di spezzarsi e, un po’ come per i capelli, eliminerete le parti morte per far crescere quelle sane.

10. Comprate lo smalto dei vostri sogni, quello che avete sempre desiderato indossare ma che non avete mai acquistato perché tanto “sulle mie mani farebbe schifo”; magari averlo in casa sarò uno sprono ulteriore a prendervi cura delle vostre unghie.

Bonus. Le unghie, come ogni parte del nostro corpo, risentono della nostra condizione fisica e mentale; per questo motivo sono soggette a mutamenti anche momentanei che le faranno apparire più lucide, più molli, tendenti a rompersi….. E per quanta cura voi ci possiate mettere e per quanti prodotti miracolosi potrete usare non ci saranno miglioramenti se siete in un periodo particolarmente stressato o se siete in ansia. L’estate spesso fa bene alle unghie semplicemente perchè siamo più rilassati e felici. Quindi, fatelo per le vostre unghie: ogni tanto scappate dalla civiltà e dalle imposizioni sociali e rubate del tempo dagli impegni incessanti e dalle persone moleste. E regalatevelo.
qualche arnese del mestiere.

Ci tengo a sottolineare che questi consigli vengono esclusivamente dalla mia esperienza personale, non sono un’estetista, non ho seguito corsi né tantomeno posso definirmi del settore.

Spero possano esservi utili. E voi, care compagne ex mangiatrici di unghie che trucchetti avete utilizzato per smettere di rosicchiare la punta delle vostre dita?

p.s. questo è il mio primo articolo vero e proprio, sono sicura che nessuno se ne accorgerà perchè il mondo cibernetico è pieno zeppo di blog che toccano l’argomento bellezza. Nevermind (come diceva l’amaoto Kurt). La mia speranza è solo quella che le mie parole (e sono taaante lo so), facciano sorridere qualche ragazza/ragazzo che passerà per caso di qua. E magari torneranno una seconda volta. E poi magari avranno voglia di mandarmi una mail. Io sarei felice di conoscere persone che la pensano un pò come me, ecco.

Perchè amare i trucchi e prendersi cura di sè non significa essere superficiali e non avere altri interessi considerati “più alti”. Io non voglio essere giudicata per le mie passioni, così come non giudico una donna perchè porta tacchi stratosferici come prostituta o un uomo che ama giocare a calcetto come una scimmia con il cervello a forma di pallone da calcio.

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