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Beauty in the garbage || June.

La tempestività non è mai stato il mio forte. Sono una donna fortemente radicata nel mediterraneo, la lentezza è un elemento da cui non posso prescindere 🙂
No in realtà avevo anche pensato di saltare l’appuntamento per questo mese, perché le cose sono poche e non particolarmente interessanti. Ma poi ho pensato che il mese prossimo non avrò proprio prodotti finiti, data la mia vacanza (mai abbastanza lunga). Quindi ho un po’ barato, lo dico subito, inserendo alcuni prodotti non proprio ripuliti, ma su cui non potrò fare qualche altra applicazione. Sono terribile, lo so.
 
Ecco che finisce e io a malapena mi sono accorta del suo inizio. Giugno è davvero un bellissimo mese secondo me anche con un tempo da cani e pochi giorni veramente estivi, e come tutte le cose belle tende ad essere breve ed effimero.
Rimangono i giorni della fine della scuola, dell’eccitazione della libertà, dell’acquolina in bocca per le vacanze, della programmazione febbrile delle ferie, dei progetti per l’estate, della pre-ricerca “a scopo valutativo”, l’attesa dei saldi…

Dal punto di visto della mia brama di divoratrice di prodotti però è stato un mese molto deludente, in cui ho acquistato molti prodotti (inutili) e ho consumato poco (e usato sempre le stesse cose).
Per “fortuna” ci pensa Dorian ad aiutarmi quando vede che il mio cestino contiene poche cose, ha così deciso che n prodotto preziosissimo e non facilmente reperibile meritasse la morte per defenestrazione. Ma lo scopriremo più avanti.

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1 – Dove Summer Glow Crema corpo che militava nel fondo del cassetto da qualcosa come due anni. La mia pulciosità mi ha portato a finirla invece che farle vedere com’è fatta una pattumiera. Grazie al cielo non mi ha fatto cadere la pelle a pezzi, resta il fatto che io certi colpi di testa non dovrei averli davanti allo scaffale del reparto bellezza del supermercato. Una cosa di una schifezza innaturale, così come il colorito color carota avariata che regalava.

2 – Contorno occhi Kiko. Questo è stato in assoluto il mio primo contorno occhi posseduto, comprato da mia madre quando mi stavo continuamente lamentando per il fastidio che avevo ogni mattina intorno agli occhi. Si tratta di uno di quei prodotti finir solo grazie alla buona volontà e perchè mi rifiuto di buttare le cose, praticamente è acqua fresca e un pò appiccosa da cui i miei occhi irritabili e supersecchi (soprattutto d’estate) non traggono alcun bene. Ho apprezzato lo sforzo di mia madre e le riconosco che grazie a questo primo, inutile, prodotto mi sono fatta delle domande sul mio contorno occhi (e mi sono data delle risposte a suon di prodotti presi). Sapere di non vederlo più in giro mi solleva il morale e ripaga i giorni in cui sbuffando aspettavo pazientemente che la colla scomparisse.

 
3 – Rispetta i piedoni Lush. Questo trattamento/maschera scrutante di Lush rientra nella gamma di prodotti fondamentalmente inutili da avere ma che adoro. Mi spiego meglio: si tratta di una specie di maschera al caolino da tenere sui piedi, massaggiare e poi risciacquare, insomma nulla che non possa essere sopperito da pietra pomice e crema idratante. Però trovo divertente – e anche abbastanza comodo – l’idea di un prodotto che si prenda cura dei miei piedi nell’insieme; lo trovo qualcosa, anche se non esattamente necessario, di nuovo e diverso. Il
 
 
4 – Olio ristrutturante Sally Hansen. Ringraziamo il mio gatto che oltre ad aver distrutto il mio adoratissimo olio, mi ha fatto macchiare il pavimento. Sono davvero dispiaciuta perché questo prodotto (di cui vi avevo parlato nell’ultimo posto sulla cura delle unghie) mi stava piacendo; in ogni caso non me ne farò troppo un cruccio perché ritengo possa essere sostituito egregiamente da altri prodotti che ho in giro per casa.

5 – Parole di burro Lush. Sono conscia di non essere una consumatrice per niente oculata. Questo burro corpo ha un prezzo altissimo per la sua durata. Nel giro di un mese – massimo due – se lo alterno con altri prodotti e se sto attenta e non lo uso su tutto il corpo, finisce. Però ogni volta che provo qualcosa di diverso lo rimpiango. Mi piace il fatto che si possa usare sotto la doccia, che mi lasci molto idratata senza rendermi appiccicosa, che lo possa sfregare direttamente sulle gambe senza impiastricciare tutto. Credo che la ricomprerò in vista della mia quasi imminente partenza per lidi lontani, perchè è comodissima e leggera da portare in giro.

 
6- Creme Mattifiant Payot. Come potete immaginare quella maretta non è la confezione originale, che in realtà sarebbe questa qui sotto. Purtroppo qualche settimana fa, nel coma mattutino da cui non riesco a liberarmi per ore, l’ho accidentalmente sbattuta sul lavandino facendola spaccare a metà.
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Fortunatamente non ci sono state schegge, quindi sono riuscita a salvare il prodotto rimasto e a deportarlo in una jar. La crema non è affatto male e i benefici, seppur non miracolosi, li ho visti. L’effetto mattificante è davvero buono, soprattutto se non fa troppo caldo. L’elemento determinante che mi spinge a non ricomprarla, né a valutarla in futuro è il prezzo medio che ho visto qui in Italia (non l’ho presa qua e come spesso accade, è un regalo di mia madre), nei siti oscilla tra i 40 e i 50€, sinceramente veramente troppo per una crema che non è male ma nemmeno miracolosa.
 
7 – Stay all day concealer Essence Il mio correttore del cuore, super economico e pratico. IN questo momento ho ancora qualche correttore da smaltire e in realtà vorrei tanto provare un nuovo correttore (il moisture cover di Mac, in particolare), ma credo che ne riprenderò una nuova confezione. Va benissimo per le mie occhiaie, è abbastanza secco da durare ma non così tanto da creare il Sahara sotto gli occhi; la coprenza non è elevatissima ma visto che porto gli occhiali non è un problema esagerato.
 
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Zen Moment | 2. Viso

Premessa: i prodotti di cui parlerò non sono di certo miracolosi e non sono prodotti che mi hanno risolto i grandi problemi che affliggono la mia pelle. Ho l’acne, ho cicatrici da acne, soffro di dermatite e altre simpatiche cose. Per questo sono in cura da un dermatologo senza grandi risultati perché queste problematiche sono in larga parte psicosomatiche e si continuano a manifestare durante periodi di forte stress per poi decidere di rimanere là per più tempo del previsto. Quindi no, non vi darò mai consigli su come curare la pelle del vostro viso; ciò non toglie che ami comunque dedicare tempo e rilassarmi cercando di trovare dei prodotti che non nuocciono alle mie problematiche e che allo stesso tempo migliorano la condizione complessiva del mio aspetto. Questi sono i prodotti che mi rilassano, mi fanno sentire bene. Si tratta, semplicemente, di momenti zen.

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1. Take the make up off and cleans it all.

Generalmente amo dedicarmi alle abluzioni facciali il giovedì (poco prima del weekend) o il martedì (è la serata calcetto del mio fidanzato e mi piace prendermi questo tempo per me, quando c’è lui preferisco passare la serata insieme in condizioni accettabili). Tutto il processo avviene di sera, quindi dopo una giornata di lavoro, trucco e smog. Ciò implica che la prima cosa da fare è struccarsi (con il detergente del momento, di cui voglio parlarvi più avanti), e poi lavarsi il viso con un sapone o un detergente (io sono fedele da mesi al sapone nero africano di Khadì, anche in questo caso mi piacerebbe approfondire la conoscenza, perché è uno dei pochi prodotti di cui non mi sono ancora stancata). Ah, toglietevi i vestiti e indossate l’abbigliamento da casa più comodo e simpatico che avete, quello di cui vi vergognate e di cui non volete far sapere al resto del mondo che, no,proprio non riuscite a separarvi.

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2. Pores it out.

Il fantasmagorico fidanzato di cui sopra mi ha regalato la saunetta facciale, che trovo estremamente comoda e veloce, soprattutto per una donna ghiro come. Basta versare l’acqua nel recipiente, attaccare la presa e aspettare che esca fuori il vapore. Poi passate allegramente tra i 5 e i 10 minuti sopra tale macchina infernale. Io di solito insieme all’acqua metto anche una (e intendo UNA) goccia di olio essenziale di tea tree oil (preso in una parafarmicia a caso), che oltre a purificare (e puzzare maledettamente) ho l’idea che mi aiuti anche per raffreddori e simili. L’alternativa, altrettanto valida, è il vecchio e caro pentolone bollente, un asciugamano e, perchè no, una fumantina lush, che a me stanno un sacco simpatiche (ne basta un pezzetto, una intera vi durerà anche per tre applicazioni se riuscite ad essere tirchie come me).

3. Scratch your face (sometimes).

Io non sono un amante degli scrub. Sono del partito che non abbiamo così tanta pelle da scorticare. La crescita naturale della pelle (almeno nel mio caso) non è quella delle unghie, cioè non ci mette una settimana (nel mio caso, ribadisco). Oltretutto la mia pelle è ultradelicata e la tecnica dello scartavetramento non è, a mio avviso, delle più indicate per chi ha brufoli non tanto carini e vecchi segni rossi che non sembrano volersene andare nemmeno dopo mesi. Pulizia profonda, non vuol sempre dire asportarsi i primi strati del viso. In generale, quindi, preferisco utilizzare peeling e trattamenti ossigenanti, in grado di purificare la pelle senza asportare alcunchè (se si hanno brufoli brutti, con il pus – si sono riuscita ad usare tale immonda parola – portarne continuamente via la punta non aiuta a farli andare via più velocemente). Unico neo di questi meravigliosi prodotti è il prezzo (diamine mi sono resa conto di quanti soldi sono riuscita a investire per questa categoria: ho ancora i brividi). I due prodotti che preferisco sono il Peeling equilibre moussant Sampar, che ha il magico potere di lasciare la pelle distesa e luminosissima; si tratta di un prodotto liquido e semitrasparente da mettere sul viso e massaggiare molto delicatamente, con movimenti circolatori, io lo lascio agire per qualche minuto e lo rimuovo con acqua fredda.
L’altro prodotto è il trattamento ossigenante de Gli Elementi, una marca italiana basata sull’utilizzo di principi attivi termali che ho scoperto quest’anno in montagna e che per ora mi sembra molto valida (nonchè molto costosa, fortunatamente è stato un regale di mia madre). Si tratta di una crema che sempre plastica fusa che va stesa sul viso e lasciata asciugare. Dopo qualche minuto va rimossa “spelando” il viso e rifinisco il tutto passandomi un pò di acqua fredda. Ammetto che all’inizio ho avuto qualche problema nel capire come sfruttarla al meglio.
Una volta ogni due settimane, invece, utilizzo uno scrub, orientandomi sempre su prodotti non aggressivi. Dopo un periodo a miele e zucchero, ho acquistato da poco il Volcanic ash exfoliaor di Mac, e i primi test sono stati davvero positivi. La pelle, dopo l’uso, è morbida, luminosa e non tira affatto; in più non mi lascia segni rossi sul vios (cosa che mi accadeva invece con altri prodotti simili).

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Io e Obama ci concediamo dieci minuti di terra madre.

4. Call me The Mask

Dopo aver passato il mio amico tonico o un pò di acqua termale (dipende da quello che ho a disposizione), è il momento della maschera. Di maschere ce ne sono un’infinità in commercio e io non mi tiro mai indietro per provare l’ennessimo ritrovato sul mercato. Ultimamente mi sono stabilizzata su due in particolare: da un lato il trattamento d’uro della Mint Julep Mask Queen Helene, dall’altro la dolce coccola di Chocolat (ah no, giusto Terra Madre, visto che secondo i Nas la gente è così furba da mangiarsi qualcosa acquistato in una profumeria, ma questa è un’altra storia) Lush. Se di una amo l’azione che ha sui brufoli e l’illusoria sensazione di avere dei pori dilatati meno dilatati, dell’altra trovo sublime la totale confortevolezza, il profumo paradisiaco e il fatto che lasci la mia pelle morbida e compatta. La Mint Julep, infatti, per quanto utilissima nella guerra contro i brufolazzi da ciclo (che nel mio caso tendono a durare per tutto il mese), non posso definirla certo una maschera coccola: ha un odore decisamente pungente e artificiale, in più se la metto su tutto il viso tende a tirarmi un po’ quando si secca (e io odio le maschere che si seccano così tanto da non farmi parlare, visto quanto sono chiacchierona). Pur contenendo una parte oleosa è indicata per chi soffre di acne ed ha cicatrici o piccoli segni, sulla reale efficacia da questo punto di vista, forse a causa della mia incostanza, non posso però dare un giudizio concreto per ora.

crema

5. And don’t forget some cream

La sera non sono un’habituè della crema, sono pigra e ho la sensazione che la mia pelle ami respirare un po’. Però dopo questi “forti input” l’epidermide credo abbia diritto ad essere idratata, senza dimenticare che è importante ristabilire l’equilibrio e il ph di una pelle sicuramente messa sotto stress. In questo caso, anche se la mia pelle rientra senza dubbio nella categoria acneica, utilizzo una crema più oleasa di quella che uso la mattina. In particolare, questa appartiene sempre alla linea Gli Elementi, alle cellule staminali, è decisamente molto lontana dalle lozioni che utilizzo solitamente, ma lascia la pelle morbida e ogni eventuale sensazione di pelle che tira scompare.

6. Special guests

Ogni tanto uso anche i cerottini per i punti neri (Nivea o Essence indistintamente), ma non sono una grande fan. Ho sempre saputo che in realtà è inutile tentare di estirpare il male dai punti neri perchè questo, peggio della gramigna, risorgerà dalle tenebre. In più vi lascerà con dei pori ancora più in evidenza (certo questo discorso vale per chi non ha punti neri molto visibili, e non per chi ha un problema di questo tipo). Ma noi non ci facciamo mancare niente.

utensili

Non amo usare la mani per fare la maggior parte di queste operazioni. In particolare segnalo che: per mettermi maschere non troppo corpose (non è il caso delle due che ho appena citato) utilizzo un vecchio pennello da fondotinta che non utilizzerei per il suo scopo originario. Per rimuovere la maschera uso una spugnetta da fondotinta di Lily Lolo presa su eccoverde, senza alcun motivo apparente. A parte che stendo il fondo con le mani, non la trovo particolarmente indicata per il suo scopo. Mi chiedo ancora quale lume dell’irragionevolezza me l’abbia fatta acquistare.

L’atmosfera, nei momenti di self-TLC (tender loving care), è fondamentale. Armatevi quindi di ciò che più amate fare in solitudine. Nel mio caso gli elementi essenziali sono: una playlist con il pelo sullo stomaco, interessante ma che mi faccia cantare (no, non è bello passare dieci minuti nella caverna del vapore, ho bisogno di sostegno psicologico); una bevanda a vostro piacimento, io sarò politically correct e vi consiglio una bella tisana drenante al finocchio, anche se credo che un bel bicchiere di vino possa fare al vostro caso (meglio se accompagnato da uno stuzzichino che non sbriloci troppo, non è carino ritrovarsi la maschera piena di briciole di patatine; ve lo dico per esperienza). Mentre avete la maschera in posa, poi, dedicatevi al libro che avete sul comodino da troppo tempo e che ogni sera siete troppo stanche per prendere in mano, oppure, guardatevi la nuova puntata di una serie (magari non fate come me, non mettetevi a guardare proprio game of throne, perchè potreste dimenticarvi la maschera addosso per un’ora:P)

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Beauty in the garbage.

Ovvero, gli empties del mese.
A quasi due mesi dall’avvio claudicante della mia nuova avventura blogghifera, credo sia giunto il momento di unirmi insieme a tutte voi beauty addicted e mostrare al mondo che sì, compro davvero un sacco di roba, ma cerco di finirne altrettante (più o meno…ok, almeno ci provo).

Credo che quello dei prodotti finiti sia uno dei post più utili in circolazione, un po’ per fare una piccola overview di ciò che è finito sulla nostra faccia/corpo negli ultimi tempi, ma soprattutto come una sorta “di piccola terapia di gruppo” per tutte le ragazze che come me, si rendono conto di comprare davvero tante tante tante cose (riuscirò davvero mai a finire tutti gli ombretti che posseggo?e sapendo questo, con quale coraggio continuo a comprare palette come se non ci fosse un domani?).

“Ciao sono G., sono una consumatrice compulsiva di make up. In questo mese sono stata brava e ho finito un sacco di prodotti.”

Ora, passando in rassegna il mio piccolo cestino, noterete che non si sono prodotti come i bagnoschiuma, dentifricio, deodorante e simili. Ecco, non imbrogliate. A meno che non siate fan delle dirrty girl, sono prodotti che si usano su base quotidiana e spero non usiate più di due deodoranti alla volta, o più di due detergenti intimi. No perchè altrimenti state messe peggio di me.

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Quello che veramente mi preme finire, e che voglio condividere con voi, sono quei prodotti che hanno cugini o fratelli per casa, che stazionano lì da tempo immemore che abbandono per correre dietro alla novità del momento. Oppure le creme per il corpo, che continuano a regalarmi e che io uso davvero davvero di rado (sono riuscita a finirne solo una in vita mia, in un momento in cui c’avevo dato veramente sotto con lo smaltimento).
E poi loro, i miei trucchi. Perchè sono tanti e non sembrano aver voglia di finire. Dovreste vedere i miei salti di gioia quando comincio a intravedere il fondo di qualcosa (potrei fare un post sui trucchi con il buco, quello si che mi darebbe soddisfazione:P).

C’è un altro argomento correlato che dal mio punto di vista non va sottovalutato. L’angoscia emotiva che mi provoca il tentativo di finire un prodotto, soprattutto se non mi piace granchè oppure ho cose che gradisco di più in giro per casa. Sono davvero frustrata quando giorno dopo giorno riprendo in mano la stessa bottiglietta e mi accorgo che ancora no che non è finita. Sta lì che mi sorride beffarda, consapevole dei mille trucchi che uso per ucciderla. Quindi sì per me è fondamentale finire quello che ho, ma questo non significa che sia una cosa che faccio con leggerezza emotiva, o che faccio con costanza.

1. Acqua Micellare Sephora. 

Dopo i primi entusiasti utilizzi, dovuti essenzialmente alla scoperta di un nuovo modo di struccarmi (è stata la mia prima acqua micellare) – in cui una sostanza a prima vista così leggera riusciva a portarsi via tutto il trucco – ho dovuto drasticamente ridimensionare le mie aspettative. Sul viso non mi piace troppo perchè secca molto la pelle e io sono abituata comunque a fare un secondo step con acqua e sapone. Sentivo la pelle tirare tantissimo e dovevo mettermi sempre la crema (cosa che, sappiatelo, non mi piace tanto fare di sera). Ho poi notate che le zone in sono ancora presenti i segni dell’acne e qualche brufoletto (intorno alle labbra), assomigliavano a una terra colpita dalla siccità: crepe, mancanza di elasticità, rossore ancor più evidente. Usata con meno regolarità non creava questi problemi, dovuti, credo, all’uso costante.
é stata riciclata a struccante per gli occhi. Così il nostro rapporto è continuato con molti meno problemi, anche se verso la fine ha iniziato anche a bruciarmi gli occhi se non facevo abbastanza attenzione.
Adieu.

2 e 3. Sensai Silky Purifying Kanebo: Cleansing Oil e Instant Silky Foam.

Sono due prodotti diversi, ma per cercare di non rendere questo post infinito ve ne parlo insieme visto che vanno usati in combo. Li avevo comprati credo due anni fa (no, non sono scaduti nel mentre), quando la mia pelle ha iniziato a dare evidenti segni di squilibri (= bolle a non finire) in una spa in cui vado tutti gli anni.
Sono costati veramente troppo e il risultato mi ha lasciato abbastanza perplessa.
Tanta gente, anche con la pelle mista, si strucca con gli olii. Io credo non lo farò mai più. Pur essendo un prodotto per pelli problematiche che io toglievo con particolare alacrità, lasciava sulla pelle una sensazione per me poco piacelo.
La mousse era un’idea carina, già pronta all’uso senza bisogno di acqua. L’ho usata dopo l’olio e spesso anche la mattina per lavarmi il viso. Un sapone come un altro se non fosse per il fatto che a contatto con gli occhi bruciava maledettamente. E tendeva a rendere arida la pelle.
Oltretutto ho capito solo con il tempo che tutto ciò che ha azioni purificanti sulla mia pelle non va bene. Tende a buttare fuori tutte le impurità e a seccare una pelle che grassa non è.
Ho fatto davvero una fatica infinita a finirli. credo che la mia esperienza Kanebo può dirsi conclusa (ho ancora un altro prodotto da finire e quello veramente è anche peggio ç_ç).

4. Acqua di Luna Lush.

è stato il mio primo tonico non da supermercato. Ne ero entusiasta così entusiasta che ne avevo due confezioni. Entusiasta sì, ma dell’idea. Perchè per me Acqua di Luna non fa quello che dovrebbe fare un tonico: riequilibrare. Troppo aggressivo per i miei gusti, mi creava arrossamenti e faceva tirare la pelle (immaginate usato in combo con l’acqua micellare di Sephora cosa poteva essere). L’ho continuato a usare perché sarebbe stato davvero un peccato buttarlo, ma mi sono un po’ pentita della scelta. In compenso ottimo per assicurarsi di essersi struccati del tutto. Ho detto basta e sono passata a un tonico più lenitivo che sto adorando per ora.

5. Maschera dolce aromatica alle 3 rose Nuxe.

Comprata nella fase critica delle mie impurità sotto pelle, perché ne avevo sentito parlare (di una sua cugina in realtà) da qualcuno su youtube. Ero disperata.
In base alle informazioni sulla confezione dovrebbe essere purificante (ardaje!) e schiarente. Nel complesso è una maschera che non mi è dispiaciuta, ma non perchè mantiene le promesse. Non ho visti miglioramenti per lo stato delle problematiche, in compenso dava subito un aspetto più compatto e radioso al mio viso. In più aveva un buon odore di rose ed era estremamente morbida e piacevole, perchè non si assorbiva mai del tutto ma rimaneva della consistenza di una crema. Il nostro rapporto si è concluso abbastanza bene ma non la ricomprerò perché ho bisogno di qualcosa di più specifico.

6. Pure skin anti-spot moisturizer Essence

Acquistata tanto per – ero in una di quelle fasi di attacco selvaggio allo stand essence appena rifornito. E invece non è una cremaccia come il brand potrebbe far pesare. Non ha particolari effetti benefici, però non peggiora lo stato della mia pelle, non fa uscire sfoghi indesiderati, ha una bella consistenza. E poi ha un prezzo fuori mercato. Uniche note negative: va centellinata, nel senso che se se ne usa troppa tende a lucidare la pelle e a non far durare il trucco; e non ha un elevato potere idratante (forse a causa del problema precedente).
é finita così, nell’anonimato con cui tutto era iniziato. Non la ricomprerò perchè sto cercando di trovare una crema adatta in tutto e per tutto a me.

7. Energy Serum Intensive SP Wella.

Un siero molto acquoso che io ho usavo sulla cute per poi spargerlo sulle lunghezze, dopo aver lavato i capelli (si poteva usare anche sui capelli asciutti ma non sono un’amante dell’impastrocchiamento dei capelli puliti). L’avevo comprato dal parrucchiere in un periodo in cui i miei capelli cadevano come foglie (e non era autunno). Usato con costanza dovrebbe andare a irrobustire alla radice e a dare un aspetto più forte a tutto il capello.
Mi è dispiaciuto molto finirlo, perchè oltre a rendere vagamente più forte il mio capello (probabilmente lo usavo con troppa poca costanza rispetto a quanto indicato), rendeva più facile pettinarli senza spezzarli. Ora però voglio provare altri lidi e sperimentare un pò nel mondo del capello.
Anzi, se avete qualche buon prodotto per irrobustire i capelli, fate un colpo.

8. Maschera rinforzante extra volume Collistar

Non merita nemmeno due parole secondo me. Si tratta semplicementi di un balsamo ultra siliconico che lì per lì sembra rendere il capelli più setoso e corposo. Non fidatevi, è tutta un’illusione. Ho finito per usarlo come balsamo davvero per poi passare a una maschera degna di essere chiamata tale.

9. Erborian bb crème in light

La prima bb cream che ho utilizzato. Ed è stato subito amore. Mi piace molto l’effetto che lasciano le bb crème per non parlare della strana coincidenza in base alla quale nel periodo di utilizzo della suddetta, pur trattandosi di un prodotto siliconico e idealmente dannosissimo, la mia pelle stava molto molto meglio (già perchè sappiate che non tutti i siliconi sono uguali…tra le altre cose). Alla sua dipartita sono stata un pò triste, ma non l’ho ricomprata perchè ho preferito provare qualche altra marca (Embryolisse e skin79).

10. I love extreme Essence.

Lui è bello, soprattutto dopo qualche tempo dall’apertura. Super economico. Nerissimo.
L’unica pecca è che non mi dura tantissimo ma tende a sbavare un pò. Non gliene faccio una gran colpa visto il prezzo ridicolo. Ora sto usando un altro mascara, ma lui è sempre nel mio cuore pronto per essere riacquistato.

11. Hipnôse Doll eyes Lancome

Diro una cosa per nulla politically correct, ma io questo mascara l’ho fregato a mia madre (io non spenderei mai tutti quei soldi per un mascara, sincera). Sì, stesso scovolino, stessi batteri. Ma i miei occhi stanno benissimo. Naturalmente, è stupendo, adoro la forma dello scovolino che riesce a prendere anche le ciglia all’interno; ha un bel nero, è abbastanza resistente. Ma se nessuno me lo regala rimarrà là, perchè mi sembra una follia spendere così tanto per una variazione impercettibile del risultato. Oppure continuerò a rubare ascara costosi a mia madre 🙂

12. Miracle Lancome

Sì ho finito un profumo! Una delle cose che mi rende più felice, perchè mi rendo conto che usare tre o quattro profumi insieme è un peccato, visto che tendono a svaporare e non sono molto economici. Quindi ho fatto un piccolo fioretto: non ricomprare profumi da più di 50€ fino a che non avrò finito tutti quelli in mio possesso. La cosa è finita che mi sono comprata un’acqua di profumo e me ne sono innamorata, abbandonando i miei profumi, ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò più avanti. 🙂 Miracle è stato il mio profumo per molto tempo, ha una nota dolce e floreale che mi manda in brodo di giuggiole, purtroppo come quasi tutti i profumi, sulla mia pelle non è per nulla persistente.

Ecco, questi sono tutti i prodotti sensati che ho finito in questi due mesi (febbraio/marzo), ce ne sono altri in dirittura ma me li riservo per aprile visto che mi sentivo già abbastanza soddisfatta.

Come avrete visto tendo a concentrarmi nel portare alla fine quei prodotti che non mi piacciono più molto, in modo da non vederli ancora per casa, anche se questo non mi rende affatto felice talvolta.

Ennesimo post infinito, se siete arrivate fino in fondo, sappiate che vi amo alla follia. E meritate tuta la mia stima e anche una palla di pelo di Dorian.
Prometto solennemente di essere più concisa…la prossima volta 🙂

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Momenti Zen | 1. Corpo.

Finalmente a casa, dopo una giornata che sembrava non darmi più pace, con ora che si automoltiplicavano come batteri, farcite di telefonate indiavolate scadenze da rispettare, documenti scomparsi, litigi causati dall’ansia di prestazione. Per di più fuori piove forte e l’autobus mi e la metro era un carro gestiamo diretto al mattatoio, sono riuscita a respirare solo una volta scesa a Termine, per tornare riempire bene i polmoni per la tratta successiva. Potrei iniziare a darmi all’apnea sportiva.

Il primo pensiero degno di una qualche utilità è doccia. Calda, bollente, piena di vapore. In rado di uttar via dalla mia pelle tutto lo sporco della città e le brutte sensazioni di una giornata proprio no.
Sono decisamente una ragazza da doccia.
Il bagno non metto in dubbio, ha un’alare tutta romantica, fatta di bolle di sapone profumate, relax e una preparazione che sembra già di suo un piccolo rituale.
Ma,a parte il fatto che sono una stagista che vive a Roma in affitto, e mi devo un attimo accontentare di quello che riesco a trovare a un prezzo che sia inferiore al mio rene sinistro. Dall’altro mi piace proprio la doccia, mi dà una sensazione di maggiore pulizia e il rumore dell’acqua che scorre, il getto contro la nuca sono elementi terapeutici. Non da ultimo è più ecologica e questo per me è un fattore molto importante.
Però, ecco, ci sono momenti in cui non c’è nulla di meglio di abbandonarsi in stato semi vegetativo a un tripudio di vapori e acqua calda. Farsi travolgere dall’effetto rigenerativo dell’immersione nella vasca, lasciando tutto il mondo fuori dalla proprio bagno, che in quel momento diventa un regno.

Butto via i vestiti, tiro fuori il mio miglior pigiama – sì proprio quello rosa con gli orsetti, che mica io mi sento una bambina.

L’ipod è al suo posto e c’è la mia playlist speciale ad attendermi, insieme a qualche candela profumata e a una birra ghiacciata, che per me è meglio di un moment.

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**I prodotti di cui andrò parlando hanno un comune denominatore che li rendono perfetti: sono avvolgente e riescono perfettamente nello scopo di rigenerarmi e coccolarmi, magari non saranno perfetti per lo scopo che l’azienda ha pubblicizzato ma per me svolgono la loro funzione senza essere aggressivi o disturbanti. In certi casi ho proprio bisogno di coccole di bellezza. A questo proposito mi rendo conto che magari esistono prodotti che svolgono meglio il loro lavoro, ma richiedono uno sforzo in termine di accettazione, sentire la pelle che tira, un odore molto fastidioso, una consistenza terribile e difficile da gestire…**

Accendere la propria candela preferita.

Nel mio caso la scelta, banale, ricade su una yankee candle, nella profumazione clean cotton. Visto il costo proibitivo (12€ nella versione piccola), questa candela è un regalo saltuario e va centellinata. Però ha un’odore che mi fa pensare alla morbidezza dei vestiti appena lavati, leggermente indorati dal sole. Mi fa ricordare le mie estate di bambina e mi fa sorridere appena la accendo.

Detersione ad alto tasso di piacere olfattivo.

Usate non il primo bagnoschiuma che vi capita sotto mano, ma quello più bene; considerato un pò speciale. Se non ne avete uno, procuratevelo solo per questi momenti.
Tutti i giorni, ammetto, uso un bagnoschiuma nella versione barile, di quelli che si trovano in offerta al supermercato. Però quando mi voglio regalare un momento di vera auto-dolcezza, prendo il pezzetto di Nonsimangia! Lush, che è dolcissimo e avvolgente. Mi fa pensare di essere finita dentro un barattolo di miele zuccherato. (sì adoro gli odori dolcissimi se non si fosse capito)

Buttate via tutto quello che del mondo vi è rimasto intrappolato addosso.

Insomma fate uno scrub, ma uno di quelli delicati, evitate i simil “carta vetrata” dall’indubbio potere sulla circolazione o sulla cellulite, preferitene uno che magari fa il suo piccolo lavoro, ma lo fa senza aggredire la vostra pelle, in modo da trasformare lo scrub in un male necessario ad un passo confortevole. Io di solito uso lo scrub della Guam, che è potentissimo e fantastico sulle cosce e cuscinetti vari ma non certo proprio il massimo della goduria per la mia pelle ultradelicata; al suo posto preferisco usare lo scrub Cocco e Vaniglia di Sabon, che ha un profumo che…mamma mia, se amate il cocco, ecco non potrete che innamorarvene follemente. Inoltre è talmente delicato che dopo non necessita nemmeno di una crema idratante.

Amiamoci e dimostriamocelo.

Ecco, io una cosa che proprio non amo è passarmi la crema idratante addosso. Le scie, il dover aspettare che si asciughi, i miei terribili tentativi di essere veloce e finire per trasformarmi in una melma di pelle umida e crema. La mia via di salvezza l’ho trovata nei balsami solidi idratanti da usare sotto la doccia. Ce ne sono diversi in giro, ma il mio preferito è Summer Honey di Bomb Cosmetic, che mantiene la fragranza di miele e cocco. Una buona alternativa (anche se più cara) è Cantando sotto la pioggia di Lush.

é ora di uscire. La birra finita è siamo anche arrivate alla fine di un capitolo particolarmente intenso. E poi la pelle delle dita si sta raggrinzendo, segno inequivocabile che, per quanto vorremmo, non siamo pesci.
Ma per noi non è ancora finita, ci aspetta altri fondamentali momenti zen.

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