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Beauty in the garbage | May

Ammetto che mi sembra strano parlare dei prodotti finiti a Maggio con la voglia di accendere i termosifoni e stringermi dentro una copertina di pile. Ma tant’è…complice anche questo clima non proprio stimolante e giorni di lavoro particolarmente intensi, anche questo mese non è stato particolarmente denso di prodotti finiti, soprattutto per quello che riguarda il comparto trucco. Probabilmente sono stati anche i molti acquisti fatti nelle ultime settimane che mi hanno portato a sperimentare più prodotti nuovi e ad abbandonare un pò quei prodotti che utilizzavo con particolare solerzia nel tentativo di potermi beare di fronte alle confezioni vuote.

MayEmpties

–  Brightening facial towelettes Yes To Blueberries:  una liberazione! l’unico aspetto positivo di queste salviettine è che non fanno tirare la pelle una volta usate e non lasciano una sensazione appiccicosa addosso. Tutto il resto è da dimenticare: in primo luogo non struccano, passi il viso se non avete una base troppo “impegnativa” da portare via, ma il trucco occhi e il mascara sembrano rimanere lì un’eternità, anche se passate e ripassate con solerzia. E poi, elemento per me non trascurabile, hanno un odore terribile, assomiglia vagamente a quello del cif crema, il detersivo. Visto che le salviettine per me sono un prodotto essenziale da tenere nel comodino, per quelle serate in cui torno in condizioni poco “performanti”, vorrei trovare un alternativa con un inci che non faccia accapponare la pelle, ma che almeno portino via il trucco.

Acqua micellare Collistar: per ora la migliore acqua micellare che ho provato. Strucca bene sia gli occhi che il viso, senza dare fastidi e far seccare la pelle come mi era successo con quella di Sephora. Ne comprerò sicuramente una seconda confezione e credo proprio che meriti una review tutta sua, perchè credo che trovare un’acqua micellare che non sembri alcol denaturato utile per fare il limoncello più che per struccarsi in pochi gesti, non è poi così facile.

Thalasso Scrub Geomar: un ottimo scrub per il corpo (dall’ottimo inci), abbastanza forte – se avete la pelle delicata come me non sfregate troppo e mai sulla pelle asciutta – ma che lascia la pelle anche abbastanza idratata; in più ha un odore vagamente balsamico che mi lascia molto rilassata. Seppur si tratta di un buon prodotto non credo che lo ricomprerò perchè devo fare troppa attenzione quando lo massaggio perchè la mia pelle è davvero davvero sensibile e poi perchè la confezione è immensa e la trovo scomodissima da tenere nella mia doccia minuscola. Sì, per me la confezione è un elemento spesso determinante nella scelta di un prodotto 🙂 Ora sono senza scrub (avrei quello di Mac che va bene anche per il corpo ma visto il prezzo mi rifiuto di utilizzarlo per il corpo) e mi destreggio tra quelli per il viso che mi stanno facendo schifo e il amato intruglio miele e zucchero di canna home-made ❤ . Ho comunque intenzione di riprendere (quando il mio portafoglio non piangerà) quello di Lush che è, alla fine, è il mio grande amore, perchè sono pigra on the inside e mi scoccio a dovermelo preparare ogni volta che ho voglia di farmelo.

Multi action mascara Essence: un mascara meraviglioso, in modo inaspettato. Separa molto bene le ciglia e le allunga abbastanza, manca un pò di potere volumizzante a mio avviso. Ma la cosa che apprezzo maggiormente è la durata, unitamente al prezzo irrisorio. Quando so che dovrò tenere su il trucco per moltissime ore, mi affido sempre a lui perché tutti gli altri mascara, che magari hanno un effetto più completo, me li ritrovo a metà giornata stampati sotto l’occhio. Unica nota dolente è che mi si è seccato abbastanza in fretta (nei tre mesi canonici e forse un pò meno), ma non so se forse qualche geniA lo abbia aperto nello stand. Quando l’altro mascara che sto utilizzando sarà finito lo ricomprerò sicuramente in vista dell’estate, se mai arriverà.

Caffeine roll-on occhi Garnier: è stato uno dei miei primissimi approcci alle creme per il contorno occhi, comprato perchè era in offerta e perchè se ne faceva un gran parlare; in più è stato uno dei primissimi roll-on occhi acquistabile dappertutto a un prezzo basso. Il fatto che ci abbia messo secoli  finirlo la dice lunga. Partiamo dagli aspetti positivi: da un immediato effetto rinfrescante grazie alla pallina metallica e si assorbe davvero molto in fretta, cosa comodissima se la mattina si hanno i secondi contati. Il grande no, per me che ho un contorno occhi secchissimo e sensibile, è la totale assenza di un qualsiasi potere idratante. La situazione è un pò migliorata utilizzandolo solo di giorno e preferendogli un contorno occhi molto corposo la sera. Non lo ricomprerò, per ora sto utilizzando qualche campioncino che gira per casa in attesa di trovare un contorno occhi che si assorba abbastanza in fretta ma che riesca comunque a idratare la zona. Ah, e che non costi come una costola di Adamo.

Nina Ricci Eau de Toilette: presi questo profumo qualcosa come due estati fa, in aeroporto (come la quasi totalità dei miei profumi). La cosa che più mi aveva colpito era la minuscolezza (30 ml concentrati in una bottiglietta piccola e rotonda) della confezione, che mi sembrava comodissima per i miei andirivieni, prima dell’avvento del travalo mon amour (i campionicini mi sono sempre stati antipatici perché nella maggior parte dei casi li perdo nel beautyo mi fanno schifo). La profumazione – dolce e fruttato ma abbastanza frizzante – in sè è senza infamia e senza lode, dalla persistenza pressochè nulla, ma questo succede con quasi tutti i profumi. L’ho usato ogni singolo giorno per almeno due mesi, con l’obiettivo di smaltire tutti i profumi che vegetano nel mio bagno. Daje, non credo che le nostre strade si incontreranno di nuovo.

Burrocacao Paul Frank Lipsmacker : un altro residuo bellico del mio stash. In realtà erano due, uno rosa e uno bianco, ma il bianco è disperso negli anfratti di qualche borsa, credo (mi chiamavano la sterminatrice di burrocacao – sì, sto sviluppando una dipendenza cronica da game of thrones, perdonatemi). A conquistarmi è stata la confezione davvero carina, che io non ho esitato a distruggere nel giro di una settimana, l’ennesima sola dettata dalla mia compulsività. La profumazione, secondo la casa produttrice, sarebbe dovuta essere fragola&banana, ma secondo il mio naso assomiglia più alla big babol panna e fragola, un pò avariata. La consistenza non è delle peggiori, nel senso che non lascia le labbra appiccicosissime anche se regala un certo effetto lucido “naturale” non terribile (ma inutile se come me si portano sempre rossetti, spesso opachi :P); la cosa tragica è sicuramente la totale mancanza di potere idrante. Credo che la causa sia l’effetto pacebo dato da paraffina liquida&company, che lì per lì, lascia le labbra lucide e falsamente idratate, per poi sparire velocemente senza aiutarmi in alcun modo.
Peccato davvero perchè ho avuto modo di vedere lo stand Lipsmacker al Cosmoprof e mi ha conquistato l’immensa varietà di packaging e profanazioni. Nevermind, si torna all’infinito amore delle mie labbra, i badger balm (che vorrei testare con il caldo estivo, semmai abbia voglia di fare capolino), una volta terminati quelli in uso attualmente.

– Infine un prodotto che più che empties, dovrei chiamare broken. Sappiate che sono un donnino che non fa della cama e della leggiadria le sue virtù principali. Potrei direi che sono un pò scalmanata e tendo a far cadere davvero un sacco di roba. Purtroppo tra le millemila cosa che svaniscono magicamente dalle mie mani ci sono parecchi trucchi e affini, questa volta era una base comprata poche settimane prima, di cui mi limiterò a darvi giusto le prime impressioni (l’avrò usato quattro o cinque volte al massimo). Si tratta dello smalto unghie perfette di Collistar ho capito semplicemente che queste basi “filler” e leviganti rosate non fanno proprio per me, men che meno se voglio usarle come basi per la manicure. Ho capito solo ora, con qualche banale ricerchina, che in effetti si tratta di un normalissimo smalto color carne con dei principi rafforzanti dentro, che oltretutto si stendeva da cani. Fatto sta che sento di aver buttato quei 8/9 euro, un pò perchè non ne ero entusiasta (oltretutto si stendeva da cani) ma soprattutto perchè l’ho rotto a poche settimane dal suo ingresso in casa. In ogni caso non ho voluto dargli una seconda chance e ho preferito tornare dalla mia base del cuor, la Trind (questa volta nella versione mat).

Levasmalto senza acetone (di marca per ora sconosciuta, che mi aggiungerò non appena rientro a casa e controllo la boccetta): comprai questo levasmalto eoni fa, direttamente dall’onicotecnica da cui facevo la ricostruzione. Già allora, infatti, ero un pò insofferente e dovevo cambiarmi smalto con particolare frequenza, anche le nail art carinissime che mi faceva la ragazza dopo un pò mi stufavano. Questo acetone – senza acetone – mi disse adatto all’uso sulla copertura, perchè non andava a corroderla; anche sulle unghie normali, comunque, si è rivelato sicuramente delicato , non mi ha seccato per niente le unghie – anche se ha richiesto qualche accortezza in più rispetto a quello di essence, tanto per dirne una. Insomma, è finito e non me ne faccio un gran cruccio. In ogni caso, la cosa realmente importante, è che ho finalmente solo una boccetta di acetone aperta (appena iniziata) e sono riuscita a smaltire tutte queste bottigliette che circolavano inutilmente per casa *__*

Shampo SVR: ero convinta che sarebbe stato lo shampo definitivo, in grado di alleviare i fastidi della psoriasi. Ho girato diverse farmacie per trovarlo, ero felicissima. Fino a che non l’ho usato. Terribile, ho seramente pensato che invece di aiutarmi creasse maggiori problemi. Se soffrite di cute sensibile non compratelo, anche se a consigliarvelo è la farmacista. Non credo meriti più tempo di quello che ho già speso. Sto finalmente dando fondo alle mie scorte siliconiche, vorrei davero capire se con shampi più verdi, la situazione possa migliorare.

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Beauty in the garbage.

Ovvero, gli empties del mese.
A quasi due mesi dall’avvio claudicante della mia nuova avventura blogghifera, credo sia giunto il momento di unirmi insieme a tutte voi beauty addicted e mostrare al mondo che sì, compro davvero un sacco di roba, ma cerco di finirne altrettante (più o meno…ok, almeno ci provo).

Credo che quello dei prodotti finiti sia uno dei post più utili in circolazione, un po’ per fare una piccola overview di ciò che è finito sulla nostra faccia/corpo negli ultimi tempi, ma soprattutto come una sorta “di piccola terapia di gruppo” per tutte le ragazze che come me, si rendono conto di comprare davvero tante tante tante cose (riuscirò davvero mai a finire tutti gli ombretti che posseggo?e sapendo questo, con quale coraggio continuo a comprare palette come se non ci fosse un domani?).

“Ciao sono G., sono una consumatrice compulsiva di make up. In questo mese sono stata brava e ho finito un sacco di prodotti.”

Ora, passando in rassegna il mio piccolo cestino, noterete che non si sono prodotti come i bagnoschiuma, dentifricio, deodorante e simili. Ecco, non imbrogliate. A meno che non siate fan delle dirrty girl, sono prodotti che si usano su base quotidiana e spero non usiate più di due deodoranti alla volta, o più di due detergenti intimi. No perchè altrimenti state messe peggio di me.

beautygarbage

Quello che veramente mi preme finire, e che voglio condividere con voi, sono quei prodotti che hanno cugini o fratelli per casa, che stazionano lì da tempo immemore che abbandono per correre dietro alla novità del momento. Oppure le creme per il corpo, che continuano a regalarmi e che io uso davvero davvero di rado (sono riuscita a finirne solo una in vita mia, in un momento in cui c’avevo dato veramente sotto con lo smaltimento).
E poi loro, i miei trucchi. Perchè sono tanti e non sembrano aver voglia di finire. Dovreste vedere i miei salti di gioia quando comincio a intravedere il fondo di qualcosa (potrei fare un post sui trucchi con il buco, quello si che mi darebbe soddisfazione:P).

C’è un altro argomento correlato che dal mio punto di vista non va sottovalutato. L’angoscia emotiva che mi provoca il tentativo di finire un prodotto, soprattutto se non mi piace granchè oppure ho cose che gradisco di più in giro per casa. Sono davvero frustrata quando giorno dopo giorno riprendo in mano la stessa bottiglietta e mi accorgo che ancora no che non è finita. Sta lì che mi sorride beffarda, consapevole dei mille trucchi che uso per ucciderla. Quindi sì per me è fondamentale finire quello che ho, ma questo non significa che sia una cosa che faccio con leggerezza emotiva, o che faccio con costanza.

1. Acqua Micellare Sephora. 

Dopo i primi entusiasti utilizzi, dovuti essenzialmente alla scoperta di un nuovo modo di struccarmi (è stata la mia prima acqua micellare) – in cui una sostanza a prima vista così leggera riusciva a portarsi via tutto il trucco – ho dovuto drasticamente ridimensionare le mie aspettative. Sul viso non mi piace troppo perchè secca molto la pelle e io sono abituata comunque a fare un secondo step con acqua e sapone. Sentivo la pelle tirare tantissimo e dovevo mettermi sempre la crema (cosa che, sappiatelo, non mi piace tanto fare di sera). Ho poi notate che le zone in sono ancora presenti i segni dell’acne e qualche brufoletto (intorno alle labbra), assomigliavano a una terra colpita dalla siccità: crepe, mancanza di elasticità, rossore ancor più evidente. Usata con meno regolarità non creava questi problemi, dovuti, credo, all’uso costante.
é stata riciclata a struccante per gli occhi. Così il nostro rapporto è continuato con molti meno problemi, anche se verso la fine ha iniziato anche a bruciarmi gli occhi se non facevo abbastanza attenzione.
Adieu.

2 e 3. Sensai Silky Purifying Kanebo: Cleansing Oil e Instant Silky Foam.

Sono due prodotti diversi, ma per cercare di non rendere questo post infinito ve ne parlo insieme visto che vanno usati in combo. Li avevo comprati credo due anni fa (no, non sono scaduti nel mentre), quando la mia pelle ha iniziato a dare evidenti segni di squilibri (= bolle a non finire) in una spa in cui vado tutti gli anni.
Sono costati veramente troppo e il risultato mi ha lasciato abbastanza perplessa.
Tanta gente, anche con la pelle mista, si strucca con gli olii. Io credo non lo farò mai più. Pur essendo un prodotto per pelli problematiche che io toglievo con particolare alacrità, lasciava sulla pelle una sensazione per me poco piacelo.
La mousse era un’idea carina, già pronta all’uso senza bisogno di acqua. L’ho usata dopo l’olio e spesso anche la mattina per lavarmi il viso. Un sapone come un altro se non fosse per il fatto che a contatto con gli occhi bruciava maledettamente. E tendeva a rendere arida la pelle.
Oltretutto ho capito solo con il tempo che tutto ciò che ha azioni purificanti sulla mia pelle non va bene. Tende a buttare fuori tutte le impurità e a seccare una pelle che grassa non è.
Ho fatto davvero una fatica infinita a finirli. credo che la mia esperienza Kanebo può dirsi conclusa (ho ancora un altro prodotto da finire e quello veramente è anche peggio ç_ç).

4. Acqua di Luna Lush.

è stato il mio primo tonico non da supermercato. Ne ero entusiasta così entusiasta che ne avevo due confezioni. Entusiasta sì, ma dell’idea. Perchè per me Acqua di Luna non fa quello che dovrebbe fare un tonico: riequilibrare. Troppo aggressivo per i miei gusti, mi creava arrossamenti e faceva tirare la pelle (immaginate usato in combo con l’acqua micellare di Sephora cosa poteva essere). L’ho continuato a usare perché sarebbe stato davvero un peccato buttarlo, ma mi sono un po’ pentita della scelta. In compenso ottimo per assicurarsi di essersi struccati del tutto. Ho detto basta e sono passata a un tonico più lenitivo che sto adorando per ora.

5. Maschera dolce aromatica alle 3 rose Nuxe.

Comprata nella fase critica delle mie impurità sotto pelle, perché ne avevo sentito parlare (di una sua cugina in realtà) da qualcuno su youtube. Ero disperata.
In base alle informazioni sulla confezione dovrebbe essere purificante (ardaje!) e schiarente. Nel complesso è una maschera che non mi è dispiaciuta, ma non perchè mantiene le promesse. Non ho visti miglioramenti per lo stato delle problematiche, in compenso dava subito un aspetto più compatto e radioso al mio viso. In più aveva un buon odore di rose ed era estremamente morbida e piacevole, perchè non si assorbiva mai del tutto ma rimaneva della consistenza di una crema. Il nostro rapporto si è concluso abbastanza bene ma non la ricomprerò perché ho bisogno di qualcosa di più specifico.

6. Pure skin anti-spot moisturizer Essence

Acquistata tanto per – ero in una di quelle fasi di attacco selvaggio allo stand essence appena rifornito. E invece non è una cremaccia come il brand potrebbe far pesare. Non ha particolari effetti benefici, però non peggiora lo stato della mia pelle, non fa uscire sfoghi indesiderati, ha una bella consistenza. E poi ha un prezzo fuori mercato. Uniche note negative: va centellinata, nel senso che se se ne usa troppa tende a lucidare la pelle e a non far durare il trucco; e non ha un elevato potere idratante (forse a causa del problema precedente).
é finita così, nell’anonimato con cui tutto era iniziato. Non la ricomprerò perchè sto cercando di trovare una crema adatta in tutto e per tutto a me.

7. Energy Serum Intensive SP Wella.

Un siero molto acquoso che io ho usavo sulla cute per poi spargerlo sulle lunghezze, dopo aver lavato i capelli (si poteva usare anche sui capelli asciutti ma non sono un’amante dell’impastrocchiamento dei capelli puliti). L’avevo comprato dal parrucchiere in un periodo in cui i miei capelli cadevano come foglie (e non era autunno). Usato con costanza dovrebbe andare a irrobustire alla radice e a dare un aspetto più forte a tutto il capello.
Mi è dispiaciuto molto finirlo, perchè oltre a rendere vagamente più forte il mio capello (probabilmente lo usavo con troppa poca costanza rispetto a quanto indicato), rendeva più facile pettinarli senza spezzarli. Ora però voglio provare altri lidi e sperimentare un pò nel mondo del capello.
Anzi, se avete qualche buon prodotto per irrobustire i capelli, fate un colpo.

8. Maschera rinforzante extra volume Collistar

Non merita nemmeno due parole secondo me. Si tratta semplicementi di un balsamo ultra siliconico che lì per lì sembra rendere il capelli più setoso e corposo. Non fidatevi, è tutta un’illusione. Ho finito per usarlo come balsamo davvero per poi passare a una maschera degna di essere chiamata tale.

9. Erborian bb crème in light

La prima bb cream che ho utilizzato. Ed è stato subito amore. Mi piace molto l’effetto che lasciano le bb crème per non parlare della strana coincidenza in base alla quale nel periodo di utilizzo della suddetta, pur trattandosi di un prodotto siliconico e idealmente dannosissimo, la mia pelle stava molto molto meglio (già perchè sappiate che non tutti i siliconi sono uguali…tra le altre cose). Alla sua dipartita sono stata un pò triste, ma non l’ho ricomprata perchè ho preferito provare qualche altra marca (Embryolisse e skin79).

10. I love extreme Essence.

Lui è bello, soprattutto dopo qualche tempo dall’apertura. Super economico. Nerissimo.
L’unica pecca è che non mi dura tantissimo ma tende a sbavare un pò. Non gliene faccio una gran colpa visto il prezzo ridicolo. Ora sto usando un altro mascara, ma lui è sempre nel mio cuore pronto per essere riacquistato.

11. Hipnôse Doll eyes Lancome

Diro una cosa per nulla politically correct, ma io questo mascara l’ho fregato a mia madre (io non spenderei mai tutti quei soldi per un mascara, sincera). Sì, stesso scovolino, stessi batteri. Ma i miei occhi stanno benissimo. Naturalmente, è stupendo, adoro la forma dello scovolino che riesce a prendere anche le ciglia all’interno; ha un bel nero, è abbastanza resistente. Ma se nessuno me lo regala rimarrà là, perchè mi sembra una follia spendere così tanto per una variazione impercettibile del risultato. Oppure continuerò a rubare ascara costosi a mia madre 🙂

12. Miracle Lancome

Sì ho finito un profumo! Una delle cose che mi rende più felice, perchè mi rendo conto che usare tre o quattro profumi insieme è un peccato, visto che tendono a svaporare e non sono molto economici. Quindi ho fatto un piccolo fioretto: non ricomprare profumi da più di 50€ fino a che non avrò finito tutti quelli in mio possesso. La cosa è finita che mi sono comprata un’acqua di profumo e me ne sono innamorata, abbandonando i miei profumi, ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò più avanti. 🙂 Miracle è stato il mio profumo per molto tempo, ha una nota dolce e floreale che mi manda in brodo di giuggiole, purtroppo come quasi tutti i profumi, sulla mia pelle non è per nulla persistente.

Ecco, questi sono tutti i prodotti sensati che ho finito in questi due mesi (febbraio/marzo), ce ne sono altri in dirittura ma me li riservo per aprile visto che mi sentivo già abbastanza soddisfatta.

Come avrete visto tendo a concentrarmi nel portare alla fine quei prodotti che non mi piacciono più molto, in modo da non vederli ancora per casa, anche se questo non mi rende affatto felice talvolta.

Ennesimo post infinito, se siete arrivate fino in fondo, sappiate che vi amo alla follia. E meritate tuta la mia stima e anche una palla di pelo di Dorian.
Prometto solennemente di essere più concisa…la prossima volta 🙂

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Di puttanelle e cazzoni.

Oggi volevo parlarvi di tante cose, di alcuni prodotti che ho vinto con un concorso (daje.), del beauty-sopravvivenza per una due giorni al cosmoprof, della prima puntata dei momenti zen, delle nuove uscite di essence e considerazioni su quanto il mondo della cosmesi ci spinga inesorabilmente ad acquistare, provare, fregandoci con nuove confezioni, nuove sfumature, cambi di scritta e sedicenti “nuove formulazioni”. Ma poi è successa una cosa, ho scoperto tramite alcuni blog che seguo con particolare interesse (lei e lei) che è uscito queste sedicente simpaticone 2.0, un indie-nerd (senza offesa per i modaioli del quartiere monti, che hanno tutta la mia stima e invidia a poter vivere al centro di Roma). Costui si sente in diritto di poter giudicare, offendere e non prendersi però per qusto insulti, le ragazze che fanno video su youtube parlando di cosmesi. Beh, non è così. Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere che una ragazza è una puttanella solo perchè ama i trucchi e a deciso, superando magari le proprie ritrosie personali, di mostrarsi in video. Per incontrare ragazze come lei, per sentirsi più forte, per dare un senso ad un periodo un pò down della sua vita. Nulla toglie che altre lo facciano per puro scopo promozionale, per diventare “qualcuno” (qui vorrei aprire una parentesi ancora più grande di quelle che apro di solito, ma credo che sia un discorso che più o meno è chiaro a tutte coloro che frequentano blog e canali di trucco).
Nessuno ha il diritto di giudicare e deridere qualcun altro. A maggior ragione delle ragazze che parlano di trucco.

Tanto per essere chiara mi autocito, riportandovi un passo del primo post che ho messo online, quello sulle unghie.

Perchè amare i trucchi e prendersi cura di sè non significa essere superficiali e non avere altri interessi considerati “più alti”. Io non voglio essere giudicata per le mie passioni, così come non giudico una donna perchè porta tacchi stratosferici come prostituta o un uomo che ama giocare a calcetto come una scimmia con il cervello a forma di pallone da calcio.

Ma soprattutto, il fatto di amare il trucco non mi rende una ragazza di facili costumi. Nemmeno scherzando, no. Mettermi il rossetto non mi rende una puttanella. Ma credo che questo punto sia già abbastanza chiaro.

Anche io ho deciso di aprire un blog che parla di trucco. Io amo i trucchi, ne parlerei allo sfinimento temo, passo parte del mio tempo libero a informarmi su questo argomento. Ora. Non sono solo questo, sono una persona che ha una miriade di altri interessi che vanno dalla letteratura russa, al cinema indipendente (è anche il mio lavoro), all’arte contemporanea alla politica internazionale.
Se parlassi di queste cose sul mio blog sarei una persona migliore secondo costui? Sinceramente, credo di no. Le frivolezze ci rendono quello che siamo, esattamente come tutto il resto. E questo vale tanto per me, quanto per un ragazzo che ama passare un’ora davanti alla playstation.

Per me non è una questione di sessismo, ma proprio una visione totalmente errata del mondo e delle donne. Perché questa storia che le donne che amano truccarsi e lo mostrano senza paura sono delle superficialone mi ha davvero stancato.

Noi siamo molto meglio di tutte quello donne che “siamo fighe perchè siamo acqua e sapone e vogliamo la pace nel mondo”. Magari anche io sogno la pace del mondo, ma mi ricordi di mettermi un po’ di mascara waterproof per combatterla meglio.

Questo post è seriamente privo di senso. L’ho scritto di getto senza ragionare nè rileggere, dopo non aver resistito a vedere il famoso video, che mi sembra banale, stupido e soprattutto senza alcun senso logico. Vorrei che vi arrivasse il mio stato d’animo intristito e inferocito, nonchè la mancanza di logica che mi contraddistingue 🙂

Buon mascara a tutte.

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