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Best of. 2013.

Lo so, sono una donnina che non rispetta i patti presi. Mea culpa cibernetica, redux version.
Ma ora, passiamo alle cose serie…è stato un anno davvero intenso e particolare questo, soprattutto a livello cosmetico. Tanti (troppi) acquisti, sperimentazioni, rimpianti, tentativi semi-riusciti di routine. Alti e bassi, come sempre.

bestof

Di prodotti ne ho provati tanti, lo ammetto. Mi sono lasciata conquistare da false promesse, packaging accattivanti, recensioni entusiaste. Ma la conta di quelli che hanno lasciato il segno, alla fine dei conti, è abbastanza esigua.
Per la scelta, ho aperto la mia postazione “ridotta” (giuro che ve ne parlo a breve!) e ho cominciato a ragionare su cosa, in primo luogo, ha stazionato sul mio faccione con regolare soddisfazione. Poi ci sono quei prodotti che magari ho usato con minore costanza, per pigrizia, abitudine o necessità, ma ogni qualvolta sentivo il bisogno di qualcosa di “diverso dal solito” sono sempre stata la mia prima scelta. In sintesi mi sono resa conto che è stato l’anno Mac e mi sono fatta paura da sola a scoprire quanto posso aver speso.

So che praticamente metà dell’anno che è “appena” finito non ho scritto praticamente nulla, ma non ho smesso certo di truccarmi. Mi sembrava quindi un un buon modo per tornare in pista lasciarvi una breve carrellata dei prodotti che ho più utilizzato e amato nel 2013.

Viso:

bestface2013

– Fondotinta compatto Studio Tech NC15 – Mac
– Pro longwear blush in rosy outlook – Mac
– BB Crème in light – Erborist
– All about eye concealer – Clinique
– Pure pleasure creamy blush in firebrick twist – Kiko

Occhi:

chiamatemi anche la donnatristezza. Gli ultimi mesi del 2013 sono stati il totale piattine, poca voglia, pochissimo tempo che si traducevano in un trucco praticamente identico tutti giorni. In compenso è il settore in cui ho avuto le migliori scoperte, scusate se sono tutte Mac.
Le matite sono tornate a farla da padrone, 
perché veloci e con rischio errore azzerato – oltre ad essere comodissime per un ritocco on-the-go, la cosa che mi rende particolarmente soddisfatta (e un po’ triste da un lato) è che finalmente riesco a finire diversi prodotti per gli occhi, invece che continuare ad accumulare ombretti su ombretti che hanno mezza sfumatura di differenza. 

besteyes2013

– Paint pot in soft ochre – Mac
– Water eyeshadow 227 Tortora Chiaro – Kiko
– Palette showstoppers – Sleek
– Eyeliner in penna Sun Club – Essence
– Powerpoint eye pencil in Prussian – Mac
– 24/7 glide on eye pencil in Demolition – Urban Decay
– Scandaleyes shadow stick in Guilt grey– Rimmel

Labbra:
sono quasi imbarazzata al pensiero di quanti rossetti sono riuscita ad acquistare quest’anno,nel giro di 12 mesi ho un parco rossetti mac in crescita esponenziale. Avrei inserito una lista infinita ma ho cercato di inserire i più rappresentativi; sinceramente non ho trovato valide alternative, tranne due prodotti che sono riusciti a fargli concorrenza.  Rossi e Fucsia se la comandano as usual. 

bestlips2013

– Retro matte lipstick in Ruby Woo – Mac
– Amplified creme lipstick Girl about town – Mac
– Matte Lipstick Viva Glam vol. 1 – Mac
– Sheen Supreme Lipstick in Candy Apple – Mac
– Double touch lipstick 115 – Kiko
– Apocalyps Lip laquer lipstick in Aurora – Rimmel

Pennelli:

Probabilmente il settore che mi ha regalato maggiori soddisfazioni quest’anno, e quello in cui i miei investimenti hanno fruttato di più 🙂
Ho finalmente capito come un buon pennello può non solo migliorare nettamente un trucco regalandogli definizione e accuratezza, ma soprattutto come possa velocizzare il processo.

bestbrusheseye2013

– Mac 217

– Mac 224

– Laura Mercier smudge brush

– Sonia Kshuk (Pucci l.e.) detail brush

– H&M eye brush

– Inglot 30T

bestbrushesface2013

– Everyday Minerals blush brush

– Sonia Kashuk (Pucci l.e.) face powder brush

– Real techniques expert face brush

– Everyday Minerals kabuki eye  brush

Unghie:

Mi rendo conto che ho una seria dipendenza da prodotti per unghie. Compro smalti a non finire e mi sento male al pensiero di come alcuni finiscono inesorabilmente per seccarsi dopo essere stati usati nemmeno dieci. Dall’altro lato non riesco a smettere e giustifico il mio comportamento al pensiero che mi cambio lo smalto con frequenza epilettica e ho 19 anni di arretrati da recuperare. 

bestnails2013

– Seche vite dry fast top coat
– Trind nail repair matt (già da un anno in giro per questi lidi)
– Kiko n. 387
– Essie Merino Cool
– China Glaze Concrete Chatwalk
– China Glaze Turned Up Turquoise (credo solo Stati Uniti)
– Sally Hansen cuticle eraser balm (ne parlavo qui)

Skincare:

Sono conscia che la mia pelle è un disastro che nemmeno Pearl Harbor e che i miracoli succedono di rado persino a Lourdes, figuriamoci a Milano, ma i prodotti di skincare continuano a deludermi costantemente. In genere alle prime applicazioni faccio venire giù il cielo perché tutto ha un effetto incredibile, ma poi con il passare del tempo è come se la mia pelle si abituasse a scatenasse i suoi diabolici anticorpi contro eventuali effetti benefici. Gli unici tre prodotti di cui non sono proprio riuscita a stancarmi e di cui, per quanto continui a provare prodotti su prodotti, non hanno ancora trovato eguali sono solo tre, perché a distanza di mesi continuo a non trovargli difetti e nemmeno degni successori.

bestskincare2013

– Tai Chi Mask Herborist (pezzent version)
– Clarisonic Mia
– Acqua Micellare Collistar

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Ombretti in crema: mini overview.

Sono un’amante degli ombretti in crema. Credo sia il prodotto che maggiormente mi ossessiona. Mi sembra di non averne mai abbastanza, mi piacerebbe provare tutti quelli in commercio e, soprattutto, sono una costante nella mia routine. Per questo ho pensato di fare una breve carrellata degli ombretti in crema che (per ora) possiedo.

CE_Cover

Parto dal presupposto che la mia palpebra non è oleosa, generalmente riesco a tenere il trucco occhi intatto per tutto il giorno anche senza primer, al massimo sbiadisce un pochino ma raramente mi finisce nelle pieghette. Le uniche cose che mi creano problemi sono le matite nella rime interna e il mascara (sì il mascara è il nemico numero uno del mio trucco).
Per questo motivo uso poco i primer e gli preferisco gli ombretti in crema; con tutti quelli che possiedo, infatti, non ho mai avuto problemi di “trucco raggrumato” – termine tecnico per definire il trucco creasato XD.
In primo luogo sono un’ottima base per iniziare quando non so esattamente cosa vorrò pasticciarmi sugli occhi; in secondo luogo mi permettono di enfatizzare o modificare i colori degli ombretti quando li uso tono su tono (questo mi rendo conto che per molte potrebbe essere una cosa fastidiosa). Infine, quando ho tipo due nano-secondi per uscire di casa in condizioni accettabili, basta sbattermene un pò addosso per dare l’idea di avere un trucco occhi sù. In ultimo, e per me fattore importantissimo, sono un prodotto utilissimo quando sono in viaggio, per la loro praticità di utilizzo in tutte le situazioni e il fatto che sono piccoli; in  genere mi porto due ombretti in crema (uno “base” e uno più colorato) e una palette per avere la sicurezza di potermi permettere una buona varietà di scelta.

Generalmente mi trovo meglio ad applicarli con un pennello, perchè riesco ad essere più precisa (ho le mani troppo grandi per i miei occhi T_T) e posso sfumarli un pò senza timore di creare la macchiazza all’esterno dell’occhio. In alcuni casi lo trovo anzi uno strumento indispensabile anche per non creare uno strato troppo spesso di colore sulla palpebra. I pennelli che preferisco, tutti a fibre sintetiche, sono essenzialmente quelli piccoli a lingua di gatto (tipo quello UD trovato nella naked) oppure pennelli piccoli da sfumatura (tipo quello di essence). In alcuni casi, però, ci sono ombretti che tendono a tirarsi via con troppa facilità se applicati con il pennello (è il caso del gel eyeliner di Inglot, che tende ad essere molto molto morbido prima di seccarsi e crea macchie vuote se “tirato” con un pennello piatto. In questi casi uso le dita, ma con molta parsimonia, al centro dell’occhio, per poi passare a sfumare con un pennello da sfumatura sul resto dell’occhio.

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da sx a dx: Moonbeam (mac prolongwear Paint pot), soft ochre (Mac paint pot), Pink gold (Maybelline color tattoo), Permanent taupe (Maybelline Color tattoo), Illusoire (Chanel illusion d’ombre)

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da sx a dx: Raise the curtain for…, Camp rock, Steel the show, glammy goes to, Coppy right (Essence stay all day), 87 (Inglot eyeliner gel mate), 116 (Shiseido ombretto in crema vecchia formulazione)

– Paint pot Mac: da quando ho iniziato a fissarmi con questo genere di prodotto, loro sono immediatamente saltati in cima ai prodotti più desiderati. Perché? Perchè, fondamentalmente ne ho sentito così tante decantare le lodi che non potevo esimermi dal provarli, mi pare ovvio :). Devo riconoscere che la maggior parte delle lodi sono condivisibili. Li trovo una base ottima, soprattutto per quello che riguarda i colori neutri, restano leggeri sulla palpebra, uniformandola immediatamente. Soft ochre è la mia base fissa, rende la palpebra di porcellana, crea uno strato sottile e mordido (non troppo appiccicose come molti primer) e rende confortevole la sfumatura degli ombretti in polvere. Benchè non sia un mio must, trovo che usato da solo dia un’aspetto subito più fresco e “aperto” all’occhio.
Moonbeam, acquisto dell’ultimo periodo, mi ha fatto follemente innamorare di lui, perchè è una base praticamente trasparente piena di glitter, che però non risulta affatto pesante, anzi, lo trovo un ottimo passepartout da indossare di mattina. Unica pecca, qualche brillantino, nell’applicazione cade giù, ed è una cosa che mi da veramente fastidio.

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Stay all day Essence: è stato il mio primo approccio agli ombretti in crema e sono stata presa da una folle frenesia che mi ha spinto ha comprarne troppi. Davvero troppi. Ma ero giovane, ingenua e spovveduta. Di questi prodotti è sicuramente apprezzabile, su di me, la durata. In alcuni casi anche la colorazione mi piace molto (è il caso di coppy right che è un bel bronzo leggermente ramato e di Camp rock, un argento scuro con forti sfumature dorate – no, non sono brava a descrivere i colori) perchè la trovo adeguata sia come prodotto da solo, sia come base per un trucco ramato e luminoso. Però, e c’è un grande però, trovo che sulla palpebra facciano un bruttisismo effetto “ammasso” se si prova a intensificare l’effetto o se malauguratamente se ne applica più del dovuto, non si uniformano bene con la pelle e sembra che mi sia messa addosso delle scagliette di colore, mettendo in evidenza le mie tante grinze. Altri colori invece mi lasciano un pò perplessa, anche perchè davvero troppo simili tra loro, come camp rock e steel the show. Tutta la linea, infatti, è satinata/glietterata e i colori si dividono in quelli a base argentata (Steel the show – Camp rock) e quelli a base dorata (Glammy goes to, Coppy right, Raise the curtain for…/l.e. Circus Circus), con diverse sfumature. In generale, comunque, non mi hanno dato tutti la stessa resa: alcuni tendono si sfumano meglio di altri, altri tendon a fare chiazze di colori e, soprattutto, mentre alcuni si stanno evidentemente seccando altri resistono senza problemi.
In ogni caso, non mi sono troppo pentita di questi acquisti (anche perchè il prezzo, rispetto ai cugini, è davvero irrisorio), anche se forse ne avrei preso qualcuno in meno. Mi dispiace moltissimo che Essence li abbia mandati fuori produzione senza rimpiazzarli con qualcosa di simile. In ogni caso sul versante low cost, sono rimasti ancora gli Astra per fortuna (che dovrò provare quanto prima).

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Color tatto Maybelline 24 HR: essendo una persona molto immune alla pubblicità, non appena ho iniziato a vedere in giro foto e review di questi prodotti ho cominciato la caccia grossa al re della linea: il permanent taupe. Lo trovo una base fantastica per molti trucchi, anche colorati, forse un filino troppo scuro per i miei gusti per essere usato completamente da solo: è un marrone freddo abbastanza intenso e matte, mentre se devo utilizzare un solo prodotto sugli occhi voglio che sia chiaro e luminoso, in modo da togliermi di dosso almeno l’aspetto di una che non dorme da una settimana. A parte questo, trovo abbiano una qualità eccellente, sono abbastanza morbidi una volta prelevati e questo permette di sfumarli con agilità, e una volta fissati non si muovono nemmeno con le bastonate.  Possiedo anche pink gold, che trovo sia un colore davvero molto bello per quanto un pò banale (secondo me di colorazioni simili ce ne sono a bizzeffe). Rispetto al fratello ha una consistenza molto più morbida al tatto e questa caratteristica lo rende uno dei pochi che riesco ad applicare facilmente con le dita (insieme a soft ochre); inoltre anche se si applica un pò più prodotto del previsto non crea quell’odiosissimo effetto stratificato, ma si amalgama facilmente a quello precedentemente messo. Altra caratteristica che me lo fa amare, oltre alla sua estrema luminosità (forse anche un pò troppa – se metto solo lui  senza dare un pò di profondità nella piega mi fa gli occhi a palla T_T) che spero darà il meglio di sè in estate, è il fatto che pur essendo molto brillante non è glitterato – oserei dire sia satinato – e non crea quindi alcun tipo di fall out.

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– Chanel Illusion d’ombre – Illusoire: su questo prodotto ho letto reazioni molto diverse e contrastanti, io personalmente lo trovo un ottimo prodotto, ma forse non così superlativo da giustificare il suo prezzo (il mio è stato pagato meno del prezzo italiano e, in verità, è stato un regalo di mia madre che non ne poteva più di vedermi sbavare davanti al counter). In primis adoro la formulazione leggera e soffice al tatto. Trovo  poi che il colore sia davvero meraviglioso, abbastanza scuro da creare un bel look da sera, ma non così tanto da rischiare di sembrare essere uscite dopo una lotta all’ultimo sangue con una scimmia urlatrice; mi piace il fatto che sia luminoso e costruibile in più passate. Sinceramente ne comprerei tranquillamente un altro (in particolare èpatant) ma il prezzo mi blocca molto.  So che molte persone hanno avuto problemi di durata, personalmente lo uso senza problemi come base per ombretti in polvere, ma ho effettivamente notato che se usato da solo tente a perdere leggermente in luminosità dopo parecchie ore (per parecchie intendo non meno di 8).

Cream eye color Shiseido 116 (vecchia formulazione): è stato il primissimissimo ombretto in crema che ho comprato, all’incirica sei anni fa, credo fossero uscii da poco tra l’altro (mi ricordo ancora benissimo quel giorno, in cui ho capito chiaramente come comprare trucchi sia per me lo shopping più terapeutico del mondo). Vi dirò giusto due parole perchè sono molto affezionata a questo prodotto. In primo luogo il colore (da sempre le mie preferenze a livello cromatiche erano verso il viola e il verde –  certe cose per fortuna non cambiano): bello è bello un viola chiaro con dei bei riflessi argentati per niente invasivi; questo bel colore però lo trovi difficilmente utilizzabile da solo perchè mette in evidenza i segni della stanchezza, come base invece lo trovo ottimo (anche giusto con un pò di definizione e qualche punto luce) per i miei ombretti viola poco pigmentati. La consistenza è morbidissima, anche a distanza di anni non si è minimamente seccato per fortuna (ah sì, la scadenza indicata è di 24 mesi, ma ve lo devo proprio dire che su certi prodotti l’unica cosa che fa fede è quello che vedo?:P). L’applicazione però non è fluidissima come mi aspetterei da un prodotto di alta gamma: una volta applicato lascia degli spazi più chiari che scompaiono una volta lavorato un pò il prodotto con le dita. Ecco, questa cosa mi da un pò fastidio, anche se mi rendo conto che non è esattamente una cosa molto negativa, ma ogni volta che cerco di sfumare l’ombretto con i polpastrelli va a finire anche dove non dovrebbe. Quando spendo molt per un prodotto, mi aspetto che sia perfetto in ogni caratteristica. Gli voglio comunque molto bene e mi trovo spessissimo a utilizzarlo quando faccio trucchi con il viola o come eyeliner colorato.

Una categoria a parte meritano forse gli eyeliner in gel, che in molti casi io uso anche come una vera e propria base colorata:

Gel eyeliner Matte Inglot – 87 : benchè si tratti di un eyeliner in gel, io lo uso più frequentemente come base colorata. Il colore è, secondo me, meraviglioso; quando l’ho visto non ci ho capito più niente e l’unico pensiero è stato quello di tornare a casa insieme. Naturalmente l’applicazione non è agevole così come per gli ombretti in crema, si tratta infatti di un prodotto estremamente cremoso e pigmentato che necessita di qualche pasticcio iniziale per essere dosato a dovere. La cosa estremamente positiva è che dopo il primo impatto, che fa presagire sbrodolate a destra e sinistra, il prodotto si secca – non troppo velocemente però, questo con un pò di manualità permette anche di poterlo sfumare a dovere – e si trasforma in una basse immobile, diventando anche più opaco rispetto alla brillantezza che si nota una volta prelevato (dando fede al suo nome).

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A conclusione di tutto ciò vorrei fare anche un piccolo appunto alle case produttrici: trovo che la scelta, a livello di colorazione, sia un pò ristretta. La maggior parte dei brand propone praticamente gli stessi colori, che vanno dal color carne all’oro al bronzo al grigio perlato (insomma ci siamo intesi, tutti quei colori che si ostinano a chiamare “sobri” e “naturali”), mentre per quanto riguarda quelli più colorati la scelta si riduce a poche marche (mi vengono in mente quelli di MUFE,di astra, i nuovi color shock di Kiko,  Shiseido), anche se con l’exploit di questa tipologia di prodotto ho visto un discreto aumento del “parco scelta”. Nella maggior parte dei casi, soprattutto negli anni precedenti, ho sempre ripiegato sugli eyeliner in gel colorati per avere un “ombretto in crema colorato” che mi soddisfasse.

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