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Beauty in the garbage | May

Ammetto che mi sembra strano parlare dei prodotti finiti a Maggio con la voglia di accendere i termosifoni e stringermi dentro una copertina di pile. Ma tant’è…complice anche questo clima non proprio stimolante e giorni di lavoro particolarmente intensi, anche questo mese non è stato particolarmente denso di prodotti finiti, soprattutto per quello che riguarda il comparto trucco. Probabilmente sono stati anche i molti acquisti fatti nelle ultime settimane che mi hanno portato a sperimentare più prodotti nuovi e ad abbandonare un pò quei prodotti che utilizzavo con particolare solerzia nel tentativo di potermi beare di fronte alle confezioni vuote.

MayEmpties

–  Brightening facial towelettes Yes To Blueberries:  una liberazione! l’unico aspetto positivo di queste salviettine è che non fanno tirare la pelle una volta usate e non lasciano una sensazione appiccicosa addosso. Tutto il resto è da dimenticare: in primo luogo non struccano, passi il viso se non avete una base troppo “impegnativa” da portare via, ma il trucco occhi e il mascara sembrano rimanere lì un’eternità, anche se passate e ripassate con solerzia. E poi, elemento per me non trascurabile, hanno un odore terribile, assomiglia vagamente a quello del cif crema, il detersivo. Visto che le salviettine per me sono un prodotto essenziale da tenere nel comodino, per quelle serate in cui torno in condizioni poco “performanti”, vorrei trovare un alternativa con un inci che non faccia accapponare la pelle, ma che almeno portino via il trucco.

Acqua micellare Collistar: per ora la migliore acqua micellare che ho provato. Strucca bene sia gli occhi che il viso, senza dare fastidi e far seccare la pelle come mi era successo con quella di Sephora. Ne comprerò sicuramente una seconda confezione e credo proprio che meriti una review tutta sua, perchè credo che trovare un’acqua micellare che non sembri alcol denaturato utile per fare il limoncello più che per struccarsi in pochi gesti, non è poi così facile.

Thalasso Scrub Geomar: un ottimo scrub per il corpo (dall’ottimo inci), abbastanza forte – se avete la pelle delicata come me non sfregate troppo e mai sulla pelle asciutta – ma che lascia la pelle anche abbastanza idratata; in più ha un odore vagamente balsamico che mi lascia molto rilassata. Seppur si tratta di un buon prodotto non credo che lo ricomprerò perchè devo fare troppa attenzione quando lo massaggio perchè la mia pelle è davvero davvero sensibile e poi perchè la confezione è immensa e la trovo scomodissima da tenere nella mia doccia minuscola. Sì, per me la confezione è un elemento spesso determinante nella scelta di un prodotto 🙂 Ora sono senza scrub (avrei quello di Mac che va bene anche per il corpo ma visto il prezzo mi rifiuto di utilizzarlo per il corpo) e mi destreggio tra quelli per il viso che mi stanno facendo schifo e il amato intruglio miele e zucchero di canna home-made ❤ . Ho comunque intenzione di riprendere (quando il mio portafoglio non piangerà) quello di Lush che è, alla fine, è il mio grande amore, perchè sono pigra on the inside e mi scoccio a dovermelo preparare ogni volta che ho voglia di farmelo.

Multi action mascara Essence: un mascara meraviglioso, in modo inaspettato. Separa molto bene le ciglia e le allunga abbastanza, manca un pò di potere volumizzante a mio avviso. Ma la cosa che apprezzo maggiormente è la durata, unitamente al prezzo irrisorio. Quando so che dovrò tenere su il trucco per moltissime ore, mi affido sempre a lui perché tutti gli altri mascara, che magari hanno un effetto più completo, me li ritrovo a metà giornata stampati sotto l’occhio. Unica nota dolente è che mi si è seccato abbastanza in fretta (nei tre mesi canonici e forse un pò meno), ma non so se forse qualche geniA lo abbia aperto nello stand. Quando l’altro mascara che sto utilizzando sarà finito lo ricomprerò sicuramente in vista dell’estate, se mai arriverà.

Caffeine roll-on occhi Garnier: è stato uno dei miei primissimi approcci alle creme per il contorno occhi, comprato perchè era in offerta e perchè se ne faceva un gran parlare; in più è stato uno dei primissimi roll-on occhi acquistabile dappertutto a un prezzo basso. Il fatto che ci abbia messo secoli  finirlo la dice lunga. Partiamo dagli aspetti positivi: da un immediato effetto rinfrescante grazie alla pallina metallica e si assorbe davvero molto in fretta, cosa comodissima se la mattina si hanno i secondi contati. Il grande no, per me che ho un contorno occhi secchissimo e sensibile, è la totale assenza di un qualsiasi potere idratante. La situazione è un pò migliorata utilizzandolo solo di giorno e preferendogli un contorno occhi molto corposo la sera. Non lo ricomprerò, per ora sto utilizzando qualche campioncino che gira per casa in attesa di trovare un contorno occhi che si assorba abbastanza in fretta ma che riesca comunque a idratare la zona. Ah, e che non costi come una costola di Adamo.

Nina Ricci Eau de Toilette: presi questo profumo qualcosa come due estati fa, in aeroporto (come la quasi totalità dei miei profumi). La cosa che più mi aveva colpito era la minuscolezza (30 ml concentrati in una bottiglietta piccola e rotonda) della confezione, che mi sembrava comodissima per i miei andirivieni, prima dell’avvento del travalo mon amour (i campionicini mi sono sempre stati antipatici perché nella maggior parte dei casi li perdo nel beautyo mi fanno schifo). La profumazione – dolce e fruttato ma abbastanza frizzante – in sè è senza infamia e senza lode, dalla persistenza pressochè nulla, ma questo succede con quasi tutti i profumi. L’ho usato ogni singolo giorno per almeno due mesi, con l’obiettivo di smaltire tutti i profumi che vegetano nel mio bagno. Daje, non credo che le nostre strade si incontreranno di nuovo.

Burrocacao Paul Frank Lipsmacker : un altro residuo bellico del mio stash. In realtà erano due, uno rosa e uno bianco, ma il bianco è disperso negli anfratti di qualche borsa, credo (mi chiamavano la sterminatrice di burrocacao – sì, sto sviluppando una dipendenza cronica da game of thrones, perdonatemi). A conquistarmi è stata la confezione davvero carina, che io non ho esitato a distruggere nel giro di una settimana, l’ennesima sola dettata dalla mia compulsività. La profumazione, secondo la casa produttrice, sarebbe dovuta essere fragola&banana, ma secondo il mio naso assomiglia più alla big babol panna e fragola, un pò avariata. La consistenza non è delle peggiori, nel senso che non lascia le labbra appiccicosissime anche se regala un certo effetto lucido “naturale” non terribile (ma inutile se come me si portano sempre rossetti, spesso opachi :P); la cosa tragica è sicuramente la totale mancanza di potere idrante. Credo che la causa sia l’effetto pacebo dato da paraffina liquida&company, che lì per lì, lascia le labbra lucide e falsamente idratate, per poi sparire velocemente senza aiutarmi in alcun modo.
Peccato davvero perchè ho avuto modo di vedere lo stand Lipsmacker al Cosmoprof e mi ha conquistato l’immensa varietà di packaging e profanazioni. Nevermind, si torna all’infinito amore delle mie labbra, i badger balm (che vorrei testare con il caldo estivo, semmai abbia voglia di fare capolino), una volta terminati quelli in uso attualmente.

– Infine un prodotto che più che empties, dovrei chiamare broken. Sappiate che sono un donnino che non fa della cama e della leggiadria le sue virtù principali. Potrei direi che sono un pò scalmanata e tendo a far cadere davvero un sacco di roba. Purtroppo tra le millemila cosa che svaniscono magicamente dalle mie mani ci sono parecchi trucchi e affini, questa volta era una base comprata poche settimane prima, di cui mi limiterò a darvi giusto le prime impressioni (l’avrò usato quattro o cinque volte al massimo). Si tratta dello smalto unghie perfette di Collistar ho capito semplicemente che queste basi “filler” e leviganti rosate non fanno proprio per me, men che meno se voglio usarle come basi per la manicure. Ho capito solo ora, con qualche banale ricerchina, che in effetti si tratta di un normalissimo smalto color carne con dei principi rafforzanti dentro, che oltretutto si stendeva da cani. Fatto sta che sento di aver buttato quei 8/9 euro, un pò perchè non ne ero entusiasta (oltretutto si stendeva da cani) ma soprattutto perchè l’ho rotto a poche settimane dal suo ingresso in casa. In ogni caso non ho voluto dargli una seconda chance e ho preferito tornare dalla mia base del cuor, la Trind (questa volta nella versione mat).

Levasmalto senza acetone (di marca per ora sconosciuta, che mi aggiungerò non appena rientro a casa e controllo la boccetta): comprai questo levasmalto eoni fa, direttamente dall’onicotecnica da cui facevo la ricostruzione. Già allora, infatti, ero un pò insofferente e dovevo cambiarmi smalto con particolare frequenza, anche le nail art carinissime che mi faceva la ragazza dopo un pò mi stufavano. Questo acetone – senza acetone – mi disse adatto all’uso sulla copertura, perchè non andava a corroderla; anche sulle unghie normali, comunque, si è rivelato sicuramente delicato , non mi ha seccato per niente le unghie – anche se ha richiesto qualche accortezza in più rispetto a quello di essence, tanto per dirne una. Insomma, è finito e non me ne faccio un gran cruccio. In ogni caso, la cosa realmente importante, è che ho finalmente solo una boccetta di acetone aperta (appena iniziata) e sono riuscita a smaltire tutte queste bottigliette che circolavano inutilmente per casa *__*

Shampo SVR: ero convinta che sarebbe stato lo shampo definitivo, in grado di alleviare i fastidi della psoriasi. Ho girato diverse farmacie per trovarlo, ero felicissima. Fino a che non l’ho usato. Terribile, ho seramente pensato che invece di aiutarmi creasse maggiori problemi. Se soffrite di cute sensibile non compratelo, anche se a consigliarvelo è la farmacista. Non credo meriti più tempo di quello che ho già speso. Sto finalmente dando fondo alle mie scorte siliconiche, vorrei davero capire se con shampi più verdi, la situazione possa migliorare.

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Momenti Zen | 1. Corpo.

Finalmente a casa, dopo una giornata che sembrava non darmi più pace, con ora che si automoltiplicavano come batteri, farcite di telefonate indiavolate scadenze da rispettare, documenti scomparsi, litigi causati dall’ansia di prestazione. Per di più fuori piove forte e l’autobus mi e la metro era un carro gestiamo diretto al mattatoio, sono riuscita a respirare solo una volta scesa a Termine, per tornare riempire bene i polmoni per la tratta successiva. Potrei iniziare a darmi all’apnea sportiva.

Il primo pensiero degno di una qualche utilità è doccia. Calda, bollente, piena di vapore. In rado di uttar via dalla mia pelle tutto lo sporco della città e le brutte sensazioni di una giornata proprio no.
Sono decisamente una ragazza da doccia.
Il bagno non metto in dubbio, ha un’alare tutta romantica, fatta di bolle di sapone profumate, relax e una preparazione che sembra già di suo un piccolo rituale.
Ma,a parte il fatto che sono una stagista che vive a Roma in affitto, e mi devo un attimo accontentare di quello che riesco a trovare a un prezzo che sia inferiore al mio rene sinistro. Dall’altro mi piace proprio la doccia, mi dà una sensazione di maggiore pulizia e il rumore dell’acqua che scorre, il getto contro la nuca sono elementi terapeutici. Non da ultimo è più ecologica e questo per me è un fattore molto importante.
Però, ecco, ci sono momenti in cui non c’è nulla di meglio di abbandonarsi in stato semi vegetativo a un tripudio di vapori e acqua calda. Farsi travolgere dall’effetto rigenerativo dell’immersione nella vasca, lasciando tutto il mondo fuori dalla proprio bagno, che in quel momento diventa un regno.

Butto via i vestiti, tiro fuori il mio miglior pigiama – sì proprio quello rosa con gli orsetti, che mica io mi sento una bambina.

L’ipod è al suo posto e c’è la mia playlist speciale ad attendermi, insieme a qualche candela profumata e a una birra ghiacciata, che per me è meglio di un moment.

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**I prodotti di cui andrò parlando hanno un comune denominatore che li rendono perfetti: sono avvolgente e riescono perfettamente nello scopo di rigenerarmi e coccolarmi, magari non saranno perfetti per lo scopo che l’azienda ha pubblicizzato ma per me svolgono la loro funzione senza essere aggressivi o disturbanti. In certi casi ho proprio bisogno di coccole di bellezza. A questo proposito mi rendo conto che magari esistono prodotti che svolgono meglio il loro lavoro, ma richiedono uno sforzo in termine di accettazione, sentire la pelle che tira, un odore molto fastidioso, una consistenza terribile e difficile da gestire…**

Accendere la propria candela preferita.

Nel mio caso la scelta, banale, ricade su una yankee candle, nella profumazione clean cotton. Visto il costo proibitivo (12€ nella versione piccola), questa candela è un regalo saltuario e va centellinata. Però ha un’odore che mi fa pensare alla morbidezza dei vestiti appena lavati, leggermente indorati dal sole. Mi fa ricordare le mie estate di bambina e mi fa sorridere appena la accendo.

Detersione ad alto tasso di piacere olfattivo.

Usate non il primo bagnoschiuma che vi capita sotto mano, ma quello più bene; considerato un pò speciale. Se non ne avete uno, procuratevelo solo per questi momenti.
Tutti i giorni, ammetto, uso un bagnoschiuma nella versione barile, di quelli che si trovano in offerta al supermercato. Però quando mi voglio regalare un momento di vera auto-dolcezza, prendo il pezzetto di Nonsimangia! Lush, che è dolcissimo e avvolgente. Mi fa pensare di essere finita dentro un barattolo di miele zuccherato. (sì adoro gli odori dolcissimi se non si fosse capito)

Buttate via tutto quello che del mondo vi è rimasto intrappolato addosso.

Insomma fate uno scrub, ma uno di quelli delicati, evitate i simil “carta vetrata” dall’indubbio potere sulla circolazione o sulla cellulite, preferitene uno che magari fa il suo piccolo lavoro, ma lo fa senza aggredire la vostra pelle, in modo da trasformare lo scrub in un male necessario ad un passo confortevole. Io di solito uso lo scrub della Guam, che è potentissimo e fantastico sulle cosce e cuscinetti vari ma non certo proprio il massimo della goduria per la mia pelle ultradelicata; al suo posto preferisco usare lo scrub Cocco e Vaniglia di Sabon, che ha un profumo che…mamma mia, se amate il cocco, ecco non potrete che innamorarvene follemente. Inoltre è talmente delicato che dopo non necessita nemmeno di una crema idratante.

Amiamoci e dimostriamocelo.

Ecco, io una cosa che proprio non amo è passarmi la crema idratante addosso. Le scie, il dover aspettare che si asciughi, i miei terribili tentativi di essere veloce e finire per trasformarmi in una melma di pelle umida e crema. La mia via di salvezza l’ho trovata nei balsami solidi idratanti da usare sotto la doccia. Ce ne sono diversi in giro, ma il mio preferito è Summer Honey di Bomb Cosmetic, che mantiene la fragranza di miele e cocco. Una buona alternativa (anche se più cara) è Cantando sotto la pioggia di Lush.

é ora di uscire. La birra finita è siamo anche arrivate alla fine di un capitolo particolarmente intenso. E poi la pelle delle dita si sta raggrinzendo, segno inequivocabile che, per quanto vorremmo, non siamo pesci.
Ma per noi non è ancora finita, ci aspetta altri fondamentali momenti zen.

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