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Acqua Micellare Collistar (e qualche comparazione – Sephora, Bioderma)

Quando è scoppiato il boom “acqua micellare”, io avevo una sacco di pregiudizi, come, ammetto, spesso mi accade quando si decantano proprietà miracolose per prodotti appena lanciati sul mercato.

Ho utilizzato per anni il bifasico di Sephora (credo sia stato il prodotto che ho ricomprato con maggior frequenza nel comparto beauty), con cui avevo un rapporto di amore-odio: se da un lato era l’unica cosa che riusciva a struccarmi tutto il trucco occhi senza trovarmi la mattina con cerchi neri in giro, dall’altra dovevo usare un’attenzione certosina per non farlo finire dentro ‘occhio, pena la discesa di tutti i santi.

Ho aspettato molto per passare al nuovo e per accorgermi che il mio giudizio avventato era sbagliato.

micellare_Collistar

Amo l’acqua micellare perché si adatta perfettamente al mio modo di struccarmi e alle mie abitudini.

Mi strucca bene gli occhi senza esagerate difficoltà e senza creare irritazione; non devo stare due ore a sfregare e senza dover fare acrobazie con il mascara per paura di andare troppo vicino all’occhio. La cosa che però me l’ha fatta amare è stata la sua possibilità di utilizzo sia sugli occhi, appunto, che sul viso senza su tutto il viso – senza credere di essermi sottoposta a un peeling facciale e senza avere quella fastidiosissima sensazione di untuosità che mi dà il latte detergente. L’unica cosa che però ci tengo a sottolineare è che non riesco a capire come si può associare il termine delicato a un prodotto del genere. Per quanto io mi ci trovi bene, mi rendo conto che non si tratta del metodo meno aggressivo che si possa utilizzare per struccarsi. Credo che non sia un prodotto adatta a tutti i tipi di pelle, perchè in primo luogo va sempre risciacquato (e molte persone potrebbero trovare fastidioso usare troppo prodotti sul viso) e soprattutto potrebbe creare fastidi dati dallo sfregamento e dagli ingredienti. Leggendo la descrizione fatta dall’azienda della Bioderma Sensibio H2O, sono rimasta un pò interdetta: in base a quale principio fisico-chimico le micelle dovrebbero rispettare l’equilibrio cutaneo?

Sul viso sono abituata ad usare un detergente a risciacquo perchè mi dà una sensazione di maggiore pulizia, allo stesso tempo, però, mi accorgo che spesso non sono abbastanza solerte e mi ritrovo con i lati del viso (il collo i lati vicino alle orecchie) puliti non alla perfezione. Per questo motivo uso l’acqua micellare per pulire bene il contorno del viso e il collo.

In più, so che se una sera torno tardi, stanca e con la voglia di struccarmi con la solita dovizia, posso usarla su tutto il viso senza problemi e grosse controindicazioni.

Anche dorian sembra apprezzare...

Anche dorian sembra apprezzare…

Quest’acqua micellare, infatti, ha due pregi che in altre non ho riscontrato. Da un lato strucca benissimo, dall’altro non lascia la pelle tirata, nè tantomeno crea fastidio agli occhi. Prima di passare a lei ho usato per diverso tempo quella di Sephora (ne avevo parlato qui) che, seppur all’inizio mi aveva lasciata estasiata per la facilità di utilizzo, di contro era tutto fuorchè delicata.

Una grande pecca è forse il prezzo, non esattamente dei più competitivi. A prezzo pieno, in Italia, la confezione grande da 400 ml costa intorno 20€, mentre quella da 200 ml si aggira intorno ai 14-15€ (a seconda dei negozi, il prezzo varia di 1 o 2€).
C’è da dire, però, che una volta presa la mano con la quantità, la confezione più piccola vi può durare serenamente dai quattro ai sei mesi, ammortizzando il prezzo. Nel mio caso l’ho utilizzata per tre mesi, ma considerate che all’inizio sono andata giù con la mano molto pesante. Alla fine riuscivo ad usare un solo dischetto per entrambi gli occhi e un altro per la pulizia grossolana del viso, con un certo risparmio anche a livello di cotoncini.

In più, visto che sono curiosa come una scimmia, non ho saputo resistere alla tentazione di provare anche la più famosa delle acque micellari, quella Bioderma per pelli sensibili. Ecco, su questa vorrei spendere due paroline: per quanto ho i miei dubbi sulla fraudolenza del termine “sensibio”, rimane comunque un prodotto non troppo aggressivo, ma non strucca con la stessa facilità, devo passare più e più volte e comunque mi ritrovo sempre qualche residuo bellico di mascara e eyeliner; anche sul viso, pur usando una base non particolarmente ostica, impiego diverso tempo.

bioderma

A livello di Inci (che per quanto non sia una delle mie priorità, ultimamente tendo a buttarci sempre un occhio in più) devo dire che per quello che mi riguarda, e considerando soprattutto che si tratta di qualcosa che non rimane molto sulla mia pelle, non mi sembra proprio proprio terribile, anche se ci sono due semafori rossi (anche se uno al secondo posto).

so che non si legge benissimo, ma la confezione è stata sottoposta a stress psico-fisici indicibili.

So che è tantissimo che manco dal blog (e anche dagli altri, in realtà). Le idee sono tante, purtroppo quello che manca è il tempo per la realizzazione e un po’ di testa. Diciamo che è un periodo un pò caotico soprattutto dentro di me, in cui devo decidere come diventare grande :). Tutto questo comporta scelte che a volte sono difficile non solo da prendere, ma anche da affrontare.
Spero di poter tornare più carica e volitiva che mai, perchè questo piccolo spazio appena nato riesce a regalarmi momenti di rara serenità e “lontananza” da tutti quei pezzi di vita vera che a volte vorrei lasciare lontani.

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Beauty in the garbage || Aprile

Se marzo era stato tanto prolifico, a rigor di logica, non poteva accadere lo stesso ad Aprile. No non ci metto mai un mese a finire un prodotto, per quanto brava io voglia essere. E considerando il fatto che per mia scelta civica (la mia veramente civica – ogni riferimento a fatti politici realmente accaduti non è puramente casuale) non inserisco cose che dal mio punto di vista non hanno rilevanza perchè acquistate totally random(vi interessa sapere che ho finito il bagnoschiuma bionsen zen che avevo comprato in offerta e che non ricomprerò visto che la nuova offerta è sui Dove? no temo di no. Ah, ho finito anche il dentifrici ma ne ho iniziato uno nuovo proprio uguale perché al supermercato c’era il 3×2) i prodotti son veramente esigui. Dalla mia ho che ho veramente tanta tanta roba che sta esalando gli ultimi respiri o che nonostante il mio assiduo utilizzo, continua a non volermi mollare (c’è ammmore nell’aria, che ci posso fare se sono così irresistibile XD)

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Gentle exfoliator cleansing cream Sephora: acquistato veramente tanto tempo fa perchè mi sembrava un’alternativa economica al celeberrimo balsamo struccante di Clinique. Gli struccanti sono probabilmente la tipologia di prodotto che più mi attira e in cui sperimento voracemente. Non so se è la tipologia in sé o proprio questo prodotto, ma l’effetto che mi lascia sulla pelle non mi piace proprio. La sensazione, una volta sciacquato via con acqua è plasticosa e quasi unta, ma al contempo fin troppo sgrassante. Morale della favola: ho bisogno di un sapone per sentirmi il viso veramente pulito e di una buona dose di crema lenitiva per non sentire la pelle che tira (e io di solito non uso mai la crema di notte). E non c’è utensile che tenga, io l’ho prvato con tutte le armi del mio arsenale con gli stessi risultati: mani, pannetto in microfibra, pannetto di bambù, spugnette, konjac. Ho fatto una gran fatica a terminarlo. Grazie al cielo non lo vedrò più vegetare nel mio bagno; adieu.

Nail repair Trind: il web è pieno di pareri anche molto contrastanti su questo smalto curativo. La mia personalissima esperienza è decisamente positiva. le unghie, durante il periodo di trattamento sono visibilmente rinforzate, e anche dopo lo “sfruttamento intensivo” – quando cioè, ho iniziato ad alternarlo ad altre basi – non ho visto ricadute. La nota dolente, dal mio punto di vista, è tutta nel fatto che quando ormai mancavano poche applicazione al definitivo collasso, ho notato che il prodotto si è completamente raddensato, rendendo impossibile, di fatto, l’applicazione sulle unghie. Non so se sia un fatto normale o se dipenda dalla mia cattiva manutenzione: potrei non averlo chiuso benissimo e tendo a sbavare prodotto fuori dalla boccetta  quando lo applico, c’è anche da dire che era aperto da diverso tempo (poco meno di un anno). Contiene formaldeide, fyi, ma io non ho ancora trovato un’alternativa altrettanto efficace. Lo ricomprerò a breve, anche perchè le mie unghie, come il resto del mio corpo, in primavera danno il peggio di loro.

Nail polish remover ultra Essence: Se volete un levasmalto che porti via qualsiasi cosa in un batter d’occhio, lui è perfetto. Purtroppo, aspettatevi delle unghie che si indeboliscono, irrimediabilmente. A mio avviso il levasmalto (ma da ora in avanti lo chiamerò acetone, anche se non contiene acetone, perchè la teoria la so, ma a casa poi io continuo a chiamarlo come nei gloriosi anni ’90) incide moltissimo sulla salubrità dell’unghia, almeno nel mio caso. Ed è per questo, che con molto dispiacere devo dirgli addio. Pur non contenendo acetone, mi secca tantissimo le unghie; considerando che mi cambio lo smalto ogni due -massimo  tre- giorni, l’uso continuo di questo acetone non mi ha fatto per niente bene. Quando ho iniziato a percepire che c’era qualcosa che non andava, ho iniziato ad alternarlo con altri prodotti un pochino più delicati, relegandolo solo alle occasioni in cui indossavano brillantini o smalti molto ostici (nero con top coat a scaglie dorate – lo so non la quint’ssenza del gusto :P), portando a compimento il suo destino. Addio con dispiacere.

Repair shampo e maschera System Professional: (la maschera era già finita nel cestino, ma la confezione era proprio identica) è una minisize che mi aveva dato il parrucchiere decantandomene grandi lodi per i miei capelli sfibrati. Io natiralmente ci avevo riposto grandi speranze. Tutte disilluse già dopo la prima applicazione. Dal mio punto di vista non fa assolutamente quello che promette: i capeli sotto la doccia avevano la sensazione di idratazione, è vero, ma questa svaniva una volta asciugati. In più la mia cute non ha affatto gradito: io ho una cute estremamente sensibile (soffro di psoriasi cutanea), questo è vero, ma sentire prurito mentre ti stai lavando i capelli non è carino, ed è raro anche per me. Anche in combinazione con la sua maschera non ho visto nessuno dei risultati sperati. Oltretutto, mi sono ritrovata con i capelli sporchi dopo due giorni (e ho gridato al delitto, io che me li lavo una volta a settimana, due se proprio devo). L’ho voluto inserire perchè è stata la spinta definitiva per il mio passaggio a una maggiore attenzione verso i miei poveri capelli e ad un’esplorazione del mondo ecobio (una volta terminato l’ennesimo Garnier). L’ho terminato solo perchè sono dovuta stare parecchio in giro questo mese. Mi faccio un applauso da sola per la forza di volontà. A mai più rivederci.

Cucumber peel off masque Montagne Jeunesse: uso un sacco di campioncini, vi eviterò tutta la via crucis (anche se lo smaltimento campioncini ha il suo perchè…fatemi sapere), ma questa maschera l’ho provata diverse volte (avevo 4 bustine direttamente dal Cosmoprof; ne ho usata una per ogni applicazione), tutte questo mese. Il mio giudizio su questo celeberrimo prodotto è…l’inutilità fatta maschera. No davvero, carina la cosa della maschera pell-off (ma se siete cialtrone come me, nemmeno tanto, visto che me la sono ritrovata sui capelli e sul collo….dopo qualche ora dalla sua rimozione T_T”), ma la mia pelle non si è minimamente accorta del suo passaggio. Sicuramente non mi ha fatto venire voglia di acquistarla.

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Concealer by H&M – 12 white sand: questo correttore è sinceramente uno dei migliori che ho provato per il suo rapporto qualità/prezzo. Mi piace molto la consistenza: liquida ma non troppo, la trovo ideale per la correzzione di rossori e brufoli; va bene anche per il contorno occhi perchè ha una buona coerenza e non troppo secco, io però preferisco di solito utilizzare correttori aranciati per evitare l’effetto grigiume che nel mio caso è sempre in agguato. Credo che ci ritroveremo presto.

Eyeshadow prime potion Urban Decay: la minisize presente nella Naked era ancora in giro per casa. So che in realtà distruggendo la confezione potrei prelevare prodotto per diverse applicazioni, ma sono pigra e pasticciona e combinerei solo guai. Aggiungiamo il fatto che non mi fa impazzire per niente, anche se so che la qualità della full size è di netto superiore: in primis preferisco i primer correttivi, in grado di coprirmi venute&friends, in secondo luogo non trovo che valga tutti i soldi che costa: il trucco occhi mi dura e nemmeno troppo, ma io non ho quasi mai problemi di pieghette e “creasature” (almeno la palpebra non è oleata…almeno quella!), non mi sembra esalti il colori delle polveri e in generale mi crea qualche difficoltà con le sfumature. Mi trovo molto meglio con quello essence insomma, e se proprio devo sceglierne uno high-end la shadow insurance (in lemon drop) la preferisco di gran lunga.Dalla sua ha un packaging che per quanto scomodo, trovo delizioso:). Adieu.

Lip Balm Spf 15 Kiko: avevo preso questo burrocacao quest’estate, interessata alla presenza di protezione solare, in vista delle vacanze al mare. Non credo sia stata una grande scelta, a posteriori. In primo luogo trovo il packaging terribile, con quest’effetto specchio che tende a sporcarsi e a scaldarsi, se lo volete porte in spieggia (come ho fatto io). Ma la cosa più importante è che non ho notato alcun potere idratante sulle labbra, e beh, se mi metto un burrocacao pretendo che almeno che mi idrati le labbra, non dico tanto, ma almeno per una buona oretta. Finito solo perchè lo tengo in ufficio, vicino al computer così da ricordarmi di metterlo. In questo periodo sono piena di balsami labbra che mi fanno abbastanza caghèr in realtà, fortunatamente sto smaltendoli tutti per tornare al mio amore di sempre: il badger balm <3. Adios amigos.

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Lasciamo perdere le mie vene artistiche durante la pausa pranzo, che è meglio ._.”

Esatto un prodotto di cui ho smarrito il flacone vuoto (inizio a pensare che il mio gatto stia facendo azioni di sabotaggio interne perchè sconvolto dalla quantità di scatole e boccette che sto iniziando a seminare per casa per futuri post).

Nail Polish Remover Essence – profumazione al cocco: Come vi dicevo sono una consumatrice accanita di acetone, mi cambio lo smalto con frequenza e lo rimuovo non appena inizia a sbeccarsi, anche solo impercettibilmente (ho una mania da anziana: trovo che lo smalto rovinato sia il principale sintomo di poca cura e non riesco proprio a tenerlo.).
Trovo che questo acetone sia, come posso dire, insulso. Toglie lo smalto non troppo male ma nemmeno in modo efficace come il cugino killer di cui sopra. In più, se non sbaglio (era per quello che mi serviva la confezione T_T) contiene comunque acetone, quindi non è esattamente “idratante”. La nota davvero positiva è la profumazione: sa davvero di cocco e per me è una vera goduria. Ma soprattutto non sa per niente di acetone, una manna dal cielo se odiate quell’odore pungente (come me) o se siete solite togliervi lo smalto in presenza di persone che non lo tollerano (come il mio ragazzo). Per ora ho altri flaconi da finire e altri levasmalto (l’ho usata di nuovo!) economici da provare (come quello Shaka).  Per ora è un addio.

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Sulla mia faccia || Aprile

Ovvero i prodotti che mi sono capitati più spesso in faccia in questo periodo. Sarà che la primavera non mi è mai andata a genio fino in fondo (chi ha problemi di pelle/allergie potrà capirmi, ma anche chi come me è sotto sotto una persona triste) e per me è solo quel periodo che mi divide dall’amata estate (dai maggio dai!), ma mentre tutti si sbizzarriscono finalmente con qualche colore più acceso in faccia, io divento un gambero e regredisco a stato di “larva” con i miei colorini nude rigorosamente opachi.
Come avrete capito sono una tipa decisamente democratica, tendo a preferire sempre qualcosa di colorato, che sia anche una semplice riga di matita sulla rima inferiore, ma anche io ho i miei periodi di trucchi “naturali”, complice forse il fatto che è stato un mese intenso anche dal punto di vista lavorativo e di spostamenti, con sveglie all’alba e valige fatte alla meno peggio.
In più, e forse scriverò l’ennesimo post polemico su questo argomento, se c’è una cosa che psicologicamente non tollero è questa strana divisione in cose che si possono mettere in inverno e cose che si possono mettere a primavera. Fatti salvi i discorsi che riguardano la maggiore luce (vi prego ditemi che non sono l’unica pazza che sceglie il “finish” dello smalto guardando le previsioni XD) e la temperatura (che ha grossi implicazioni su resa e durata a seconda del clima), per il resto continuerò a non capire perché non posso indossare trucchi molto colorati con un tempo da cani…illuminatemi, perché cmd spesso credo, è proprio la mia testolina che non ci arriva.
Tanto per rimanere fedele alla linea a me stessa, questo è stato il messo dei rossetti rossi matte, meglio se sanguinolenti, come avrete modo di vedere più giù.
Dopo i soliti brevissimi preamboli passo all’illustrazione della tristezza fatta trucco.
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  • HD foundation Make up forever in n118: probabilmente il fondotinta con cui mi sono trovata meglio da tempo immemore. Non ci scrivo una review – per ora- perché è uno di quei fondi di cui se ne sono lette di ogni e insomma avete tutte il vago sentore che sia un buon prodotto. Dalla mia voglio aggiungere che: va bene anche per chi ha una pelle brutta (come la mia) e che vorrebbe avere lo stucco in faccia se la paura di sembrare un clown non superassa la difficoltà di andare in giro con le imperfezioni. Oltreutto dopo mesi (anni?) in cui soffrivo la cosa, sono giunta alla conclusione che non siamo più brutte solo perché i segni di acne si intravedono. Lui ha una buona coerenza modulabile, è leggero e sembra adattarsi perfettamente alla mia pelle. Dura, con una cipria sopra mi sento davvero tranquilla per tutto il giorno praticamente (poi dipende da quale).
  • HD Studio photogenic grinding powder Nyx n 01 nude: l’ho testata ben benino perché vorrei scrivere una review di questi prodotti, se come mi hanno detto davvero si lanceranno sul mercato fisico italiano. Vi anticipo solo che no, non mi piace come la cugina (metti link all’articolo), non è malaccio ma non fa quello che chiedo ad una cipria, in primis evitare l’aberrante effetto transfer (avete presente l’effetto telefono incipriato alla fine di una telefonata?)
  • Prolongwer blush MAC  in outlook rose: è successo che un giorno mi sono guardata allo specchio e ho deciso di volere un blush “tranquillo”. Di solito sono avvezza a colori un pochinino accesi :P, ma se ti svegli all’alba e ti trucchi in un seminterrati molto poco luminoso (il mo bagno) hai bisogno anche di qualcosa che difficilmente ti renda la sorella di heidi una volta uscita dalla bar-caverna. All’inizio non mi convinceva tanto, proprio perché ero abituata a toni più accesi, ma ho finito per innamorarmene e usarlo quasi sempre. La cosa che gradisco maggiormente di lui è il tono neutro ma su base rosa (a differenza del fratello su base aranciata – ma secondo me che sono daltonica- che è il famigerato melba).
  • Mineralize skinfinish Mac in Soft&gentle: dopo il primo approccio con il carinissimo illuminante di essence, ho fatto la follia di buttarmi a occhi chiusi su di lui (in realtà avrei desiderato tanto stereo rose, ma non potevo mica aspettare che lo rimettessero in un’altra le). Ho fatto benissimo, perché è bello da far schifo e anche se parecchio brillantoso io lo indosso senza pudore anche per andare al lavoro.
  • Stay all day  Essence in coppy right: ve lo avevo annunciato che è stato un mese di nudismo :). In realtà nel mio primo approccio essente sono stata presa dall’euforia di avere tutto lo stand praticamente e sono piena di questi ombretti in crema che poi son praticamente tutti uguali. Che si stanno seccando, li sto vedendo questi maledetti, quindi ho deciso che almeno uno meritava una fine dignitosa. Lui è il più carino tra quelli in mio possesso e non dà, apparentemente, segni di cedimento. Lo uso tranquillamente come base e rimane dov’è, ma ripeto che la mia palpebra è tipo tufo, raramente mi finisce qualcosa nelle pieghe.
  • Eyeliner liquido marrone WjCon: io amo gli eye-liner, anche se sono un po’ inabile con le codine finali (non per niente ho gli occhi che solo sulla carta sono della stessa persona, hanno una forma proprio diversa), mi metto l’eye-liner quasi sempre. Questo di wjcon non è male per niente, è un bel punto di marrone che si opacizza una volta asciugato e si stende senza difficoltà.
  • Gloss eye pencil I love rock Essence: l’ho lungamente preferita alla 0L di Mufe, a mio avviso scrive molto meglio (soprattutto nella rima interna) e ha un’ottima durata senza crearmi grossi fastidi. Mi sto mangiando le mani per aver speso 16 euro.

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  • Matte lipstick Mac in Viva Glam I: ovvero uno dei rossi di cui sento parlare / vedo indossare meno. Io lo amo, ma proprio tanto. Non voglio arrischiarmi troppo ma forse il mio rosso preferito. Si stende bene, ha un bel tono scuro ma non troppo da farmi sembrare un cadavere. Ah, dura un’infinità di tempo, io sono rimasta sbalordita quando qualche giorno fa, dopo qualcosa come almeno 12 ore di vita intensa, ho trovato ancora residui sulle labbra struccandomi. E io fumo, bevo tantissimo (acqua, eh – mentre lavoro..), faccio pausa pranzo con il panino…
  • Retro matte lipstick Mac in Ruby Woo: (è timido e non si vuole far fotografare. No, l’ho lasciato a Perugia l’ultima volta che son salita, e sto attendendo che qualcuno me lo traghetti sano e salvo a casa. Nell’attesa, il mio cuore piange) lui è meraviglioso. è brioso, superduraturo sulle labbra, credo si accordi a tantissimi toni di pelle. Non lo trovo insomma un rossetto così difficilmente portabile, io infatti lo metto tranquillamente la mattina per andare al lavoro. L’unica accortezza è prendersi il tempo per stenderlo.
  • Nano lèvres Sephora in 20 real red: la mia storica matita rossa, comprata l’anno scorso (no, prima non me la mettevo mai). Abbastanza morbida, di un bel rosso freddo che si adtta alla gran parte dei miei rossetti, non mi ha fatto acora venire voglia di trovarle una sostituta adeguata (anche se stavo per comprare cherry, da mac, fortunatamente era finita). La prendo ogni due mesi circa, visto quando è piccina, ma puntualmente lei ritrova la strada di casa, merita la mia attenzione solo per la sua diligenza <3.
  • Water eyeshadow Kiko in 212 (Smeraldo): perché ok che sono stata una donna tristA, ma alla fine un pò di colore sugli occhi per me è fondamentale :P. Questi ombretti non sono per niente male, anche se a mio avviso danno il meglio di loro da bagnati. Lui fa quasi look da solo, anche se ammetto che per me è davvero difficile usare un singolo prodotti sugli occhi (un mino di colore sulla piega per dare profondità ce lo sbatto sempre).

 

Sono in tremendo ritardi visto che Maggio è inizato da qualche giorno ma dalla mia posso dire che il post era pronto da diverso tempo, come sempre a fregarmi sono le foto, visto che il mio luogo di d’ispirazione è il treno (sì, la maggior parte delle cialtronerie che leggete qua, sono state scritte grazie a Trenitalia :P). In arrivo, ça va sans dire, anche gli empties, un pò ingloriosi questo mese.

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Beauty in the garbage.

Ovvero, gli empties del mese.
A quasi due mesi dall’avvio claudicante della mia nuova avventura blogghifera, credo sia giunto il momento di unirmi insieme a tutte voi beauty addicted e mostrare al mondo che sì, compro davvero un sacco di roba, ma cerco di finirne altrettante (più o meno…ok, almeno ci provo).

Credo che quello dei prodotti finiti sia uno dei post più utili in circolazione, un po’ per fare una piccola overview di ciò che è finito sulla nostra faccia/corpo negli ultimi tempi, ma soprattutto come una sorta “di piccola terapia di gruppo” per tutte le ragazze che come me, si rendono conto di comprare davvero tante tante tante cose (riuscirò davvero mai a finire tutti gli ombretti che posseggo?e sapendo questo, con quale coraggio continuo a comprare palette come se non ci fosse un domani?).

“Ciao sono G., sono una consumatrice compulsiva di make up. In questo mese sono stata brava e ho finito un sacco di prodotti.”

Ora, passando in rassegna il mio piccolo cestino, noterete che non si sono prodotti come i bagnoschiuma, dentifricio, deodorante e simili. Ecco, non imbrogliate. A meno che non siate fan delle dirrty girl, sono prodotti che si usano su base quotidiana e spero non usiate più di due deodoranti alla volta, o più di due detergenti intimi. No perchè altrimenti state messe peggio di me.

beautygarbage

Quello che veramente mi preme finire, e che voglio condividere con voi, sono quei prodotti che hanno cugini o fratelli per casa, che stazionano lì da tempo immemore che abbandono per correre dietro alla novità del momento. Oppure le creme per il corpo, che continuano a regalarmi e che io uso davvero davvero di rado (sono riuscita a finirne solo una in vita mia, in un momento in cui c’avevo dato veramente sotto con lo smaltimento).
E poi loro, i miei trucchi. Perchè sono tanti e non sembrano aver voglia di finire. Dovreste vedere i miei salti di gioia quando comincio a intravedere il fondo di qualcosa (potrei fare un post sui trucchi con il buco, quello si che mi darebbe soddisfazione:P).

C’è un altro argomento correlato che dal mio punto di vista non va sottovalutato. L’angoscia emotiva che mi provoca il tentativo di finire un prodotto, soprattutto se non mi piace granchè oppure ho cose che gradisco di più in giro per casa. Sono davvero frustrata quando giorno dopo giorno riprendo in mano la stessa bottiglietta e mi accorgo che ancora no che non è finita. Sta lì che mi sorride beffarda, consapevole dei mille trucchi che uso per ucciderla. Quindi sì per me è fondamentale finire quello che ho, ma questo non significa che sia una cosa che faccio con leggerezza emotiva, o che faccio con costanza.

1. Acqua Micellare Sephora. 

Dopo i primi entusiasti utilizzi, dovuti essenzialmente alla scoperta di un nuovo modo di struccarmi (è stata la mia prima acqua micellare) – in cui una sostanza a prima vista così leggera riusciva a portarsi via tutto il trucco – ho dovuto drasticamente ridimensionare le mie aspettative. Sul viso non mi piace troppo perchè secca molto la pelle e io sono abituata comunque a fare un secondo step con acqua e sapone. Sentivo la pelle tirare tantissimo e dovevo mettermi sempre la crema (cosa che, sappiatelo, non mi piace tanto fare di sera). Ho poi notate che le zone in sono ancora presenti i segni dell’acne e qualche brufoletto (intorno alle labbra), assomigliavano a una terra colpita dalla siccità: crepe, mancanza di elasticità, rossore ancor più evidente. Usata con meno regolarità non creava questi problemi, dovuti, credo, all’uso costante.
é stata riciclata a struccante per gli occhi. Così il nostro rapporto è continuato con molti meno problemi, anche se verso la fine ha iniziato anche a bruciarmi gli occhi se non facevo abbastanza attenzione.
Adieu.

2 e 3. Sensai Silky Purifying Kanebo: Cleansing Oil e Instant Silky Foam.

Sono due prodotti diversi, ma per cercare di non rendere questo post infinito ve ne parlo insieme visto che vanno usati in combo. Li avevo comprati credo due anni fa (no, non sono scaduti nel mentre), quando la mia pelle ha iniziato a dare evidenti segni di squilibri (= bolle a non finire) in una spa in cui vado tutti gli anni.
Sono costati veramente troppo e il risultato mi ha lasciato abbastanza perplessa.
Tanta gente, anche con la pelle mista, si strucca con gli olii. Io credo non lo farò mai più. Pur essendo un prodotto per pelli problematiche che io toglievo con particolare alacrità, lasciava sulla pelle una sensazione per me poco piacelo.
La mousse era un’idea carina, già pronta all’uso senza bisogno di acqua. L’ho usata dopo l’olio e spesso anche la mattina per lavarmi il viso. Un sapone come un altro se non fosse per il fatto che a contatto con gli occhi bruciava maledettamente. E tendeva a rendere arida la pelle.
Oltretutto ho capito solo con il tempo che tutto ciò che ha azioni purificanti sulla mia pelle non va bene. Tende a buttare fuori tutte le impurità e a seccare una pelle che grassa non è.
Ho fatto davvero una fatica infinita a finirli. credo che la mia esperienza Kanebo può dirsi conclusa (ho ancora un altro prodotto da finire e quello veramente è anche peggio ç_ç).

4. Acqua di Luna Lush.

è stato il mio primo tonico non da supermercato. Ne ero entusiasta così entusiasta che ne avevo due confezioni. Entusiasta sì, ma dell’idea. Perchè per me Acqua di Luna non fa quello che dovrebbe fare un tonico: riequilibrare. Troppo aggressivo per i miei gusti, mi creava arrossamenti e faceva tirare la pelle (immaginate usato in combo con l’acqua micellare di Sephora cosa poteva essere). L’ho continuato a usare perché sarebbe stato davvero un peccato buttarlo, ma mi sono un po’ pentita della scelta. In compenso ottimo per assicurarsi di essersi struccati del tutto. Ho detto basta e sono passata a un tonico più lenitivo che sto adorando per ora.

5. Maschera dolce aromatica alle 3 rose Nuxe.

Comprata nella fase critica delle mie impurità sotto pelle, perché ne avevo sentito parlare (di una sua cugina in realtà) da qualcuno su youtube. Ero disperata.
In base alle informazioni sulla confezione dovrebbe essere purificante (ardaje!) e schiarente. Nel complesso è una maschera che non mi è dispiaciuta, ma non perchè mantiene le promesse. Non ho visti miglioramenti per lo stato delle problematiche, in compenso dava subito un aspetto più compatto e radioso al mio viso. In più aveva un buon odore di rose ed era estremamente morbida e piacevole, perchè non si assorbiva mai del tutto ma rimaneva della consistenza di una crema. Il nostro rapporto si è concluso abbastanza bene ma non la ricomprerò perché ho bisogno di qualcosa di più specifico.

6. Pure skin anti-spot moisturizer Essence

Acquistata tanto per – ero in una di quelle fasi di attacco selvaggio allo stand essence appena rifornito. E invece non è una cremaccia come il brand potrebbe far pesare. Non ha particolari effetti benefici, però non peggiora lo stato della mia pelle, non fa uscire sfoghi indesiderati, ha una bella consistenza. E poi ha un prezzo fuori mercato. Uniche note negative: va centellinata, nel senso che se se ne usa troppa tende a lucidare la pelle e a non far durare il trucco; e non ha un elevato potere idratante (forse a causa del problema precedente).
é finita così, nell’anonimato con cui tutto era iniziato. Non la ricomprerò perchè sto cercando di trovare una crema adatta in tutto e per tutto a me.

7. Energy Serum Intensive SP Wella.

Un siero molto acquoso che io ho usavo sulla cute per poi spargerlo sulle lunghezze, dopo aver lavato i capelli (si poteva usare anche sui capelli asciutti ma non sono un’amante dell’impastrocchiamento dei capelli puliti). L’avevo comprato dal parrucchiere in un periodo in cui i miei capelli cadevano come foglie (e non era autunno). Usato con costanza dovrebbe andare a irrobustire alla radice e a dare un aspetto più forte a tutto il capello.
Mi è dispiaciuto molto finirlo, perchè oltre a rendere vagamente più forte il mio capello (probabilmente lo usavo con troppa poca costanza rispetto a quanto indicato), rendeva più facile pettinarli senza spezzarli. Ora però voglio provare altri lidi e sperimentare un pò nel mondo del capello.
Anzi, se avete qualche buon prodotto per irrobustire i capelli, fate un colpo.

8. Maschera rinforzante extra volume Collistar

Non merita nemmeno due parole secondo me. Si tratta semplicementi di un balsamo ultra siliconico che lì per lì sembra rendere il capelli più setoso e corposo. Non fidatevi, è tutta un’illusione. Ho finito per usarlo come balsamo davvero per poi passare a una maschera degna di essere chiamata tale.

9. Erborian bb crème in light

La prima bb cream che ho utilizzato. Ed è stato subito amore. Mi piace molto l’effetto che lasciano le bb crème per non parlare della strana coincidenza in base alla quale nel periodo di utilizzo della suddetta, pur trattandosi di un prodotto siliconico e idealmente dannosissimo, la mia pelle stava molto molto meglio (già perchè sappiate che non tutti i siliconi sono uguali…tra le altre cose). Alla sua dipartita sono stata un pò triste, ma non l’ho ricomprata perchè ho preferito provare qualche altra marca (Embryolisse e skin79).

10. I love extreme Essence.

Lui è bello, soprattutto dopo qualche tempo dall’apertura. Super economico. Nerissimo.
L’unica pecca è che non mi dura tantissimo ma tende a sbavare un pò. Non gliene faccio una gran colpa visto il prezzo ridicolo. Ora sto usando un altro mascara, ma lui è sempre nel mio cuore pronto per essere riacquistato.

11. Hipnôse Doll eyes Lancome

Diro una cosa per nulla politically correct, ma io questo mascara l’ho fregato a mia madre (io non spenderei mai tutti quei soldi per un mascara, sincera). Sì, stesso scovolino, stessi batteri. Ma i miei occhi stanno benissimo. Naturalmente, è stupendo, adoro la forma dello scovolino che riesce a prendere anche le ciglia all’interno; ha un bel nero, è abbastanza resistente. Ma se nessuno me lo regala rimarrà là, perchè mi sembra una follia spendere così tanto per una variazione impercettibile del risultato. Oppure continuerò a rubare ascara costosi a mia madre 🙂

12. Miracle Lancome

Sì ho finito un profumo! Una delle cose che mi rende più felice, perchè mi rendo conto che usare tre o quattro profumi insieme è un peccato, visto che tendono a svaporare e non sono molto economici. Quindi ho fatto un piccolo fioretto: non ricomprare profumi da più di 50€ fino a che non avrò finito tutti quelli in mio possesso. La cosa è finita che mi sono comprata un’acqua di profumo e me ne sono innamorata, abbandonando i miei profumi, ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò più avanti. 🙂 Miracle è stato il mio profumo per molto tempo, ha una nota dolce e floreale che mi manda in brodo di giuggiole, purtroppo come quasi tutti i profumi, sulla mia pelle non è per nulla persistente.

Ecco, questi sono tutti i prodotti sensati che ho finito in questi due mesi (febbraio/marzo), ce ne sono altri in dirittura ma me li riservo per aprile visto che mi sentivo già abbastanza soddisfatta.

Come avrete visto tendo a concentrarmi nel portare alla fine quei prodotti che non mi piacciono più molto, in modo da non vederli ancora per casa, anche se questo non mi rende affatto felice talvolta.

Ennesimo post infinito, se siete arrivate fino in fondo, sappiate che vi amo alla follia. E meritate tuta la mia stima e anche una palla di pelo di Dorian.
Prometto solennemente di essere più concisa…la prossima volta 🙂

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