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Beauty in the garbage || Aprile

Se marzo era stato tanto prolifico, a rigor di logica, non poteva accadere lo stesso ad Aprile. No non ci metto mai un mese a finire un prodotto, per quanto brava io voglia essere. E considerando il fatto che per mia scelta civica (la mia veramente civica – ogni riferimento a fatti politici realmente accaduti non è puramente casuale) non inserisco cose che dal mio punto di vista non hanno rilevanza perchè acquistate totally random(vi interessa sapere che ho finito il bagnoschiuma bionsen zen che avevo comprato in offerta e che non ricomprerò visto che la nuova offerta è sui Dove? no temo di no. Ah, ho finito anche il dentifrici ma ne ho iniziato uno nuovo proprio uguale perché al supermercato c’era il 3×2) i prodotti son veramente esigui. Dalla mia ho che ho veramente tanta tanta roba che sta esalando gli ultimi respiri o che nonostante il mio assiduo utilizzo, continua a non volermi mollare (c’è ammmore nell’aria, che ci posso fare se sono così irresistibile XD)

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Gentle exfoliator cleansing cream Sephora: acquistato veramente tanto tempo fa perchè mi sembrava un’alternativa economica al celeberrimo balsamo struccante di Clinique. Gli struccanti sono probabilmente la tipologia di prodotto che più mi attira e in cui sperimento voracemente. Non so se è la tipologia in sé o proprio questo prodotto, ma l’effetto che mi lascia sulla pelle non mi piace proprio. La sensazione, una volta sciacquato via con acqua è plasticosa e quasi unta, ma al contempo fin troppo sgrassante. Morale della favola: ho bisogno di un sapone per sentirmi il viso veramente pulito e di una buona dose di crema lenitiva per non sentire la pelle che tira (e io di solito non uso mai la crema di notte). E non c’è utensile che tenga, io l’ho prvato con tutte le armi del mio arsenale con gli stessi risultati: mani, pannetto in microfibra, pannetto di bambù, spugnette, konjac. Ho fatto una gran fatica a terminarlo. Grazie al cielo non lo vedrò più vegetare nel mio bagno; adieu.

Nail repair Trind: il web è pieno di pareri anche molto contrastanti su questo smalto curativo. La mia personalissima esperienza è decisamente positiva. le unghie, durante il periodo di trattamento sono visibilmente rinforzate, e anche dopo lo “sfruttamento intensivo” – quando cioè, ho iniziato ad alternarlo ad altre basi – non ho visto ricadute. La nota dolente, dal mio punto di vista, è tutta nel fatto che quando ormai mancavano poche applicazione al definitivo collasso, ho notato che il prodotto si è completamente raddensato, rendendo impossibile, di fatto, l’applicazione sulle unghie. Non so se sia un fatto normale o se dipenda dalla mia cattiva manutenzione: potrei non averlo chiuso benissimo e tendo a sbavare prodotto fuori dalla boccetta  quando lo applico, c’è anche da dire che era aperto da diverso tempo (poco meno di un anno). Contiene formaldeide, fyi, ma io non ho ancora trovato un’alternativa altrettanto efficace. Lo ricomprerò a breve, anche perchè le mie unghie, come il resto del mio corpo, in primavera danno il peggio di loro.

Nail polish remover ultra Essence: Se volete un levasmalto che porti via qualsiasi cosa in un batter d’occhio, lui è perfetto. Purtroppo, aspettatevi delle unghie che si indeboliscono, irrimediabilmente. A mio avviso il levasmalto (ma da ora in avanti lo chiamerò acetone, anche se non contiene acetone, perchè la teoria la so, ma a casa poi io continuo a chiamarlo come nei gloriosi anni ’90) incide moltissimo sulla salubrità dell’unghia, almeno nel mio caso. Ed è per questo, che con molto dispiacere devo dirgli addio. Pur non contenendo acetone, mi secca tantissimo le unghie; considerando che mi cambio lo smalto ogni due -massimo  tre- giorni, l’uso continuo di questo acetone non mi ha fatto per niente bene. Quando ho iniziato a percepire che c’era qualcosa che non andava, ho iniziato ad alternarlo con altri prodotti un pochino più delicati, relegandolo solo alle occasioni in cui indossavano brillantini o smalti molto ostici (nero con top coat a scaglie dorate – lo so non la quint’ssenza del gusto :P), portando a compimento il suo destino. Addio con dispiacere.

Repair shampo e maschera System Professional: (la maschera era già finita nel cestino, ma la confezione era proprio identica) è una minisize che mi aveva dato il parrucchiere decantandomene grandi lodi per i miei capelli sfibrati. Io natiralmente ci avevo riposto grandi speranze. Tutte disilluse già dopo la prima applicazione. Dal mio punto di vista non fa assolutamente quello che promette: i capeli sotto la doccia avevano la sensazione di idratazione, è vero, ma questa svaniva una volta asciugati. In più la mia cute non ha affatto gradito: io ho una cute estremamente sensibile (soffro di psoriasi cutanea), questo è vero, ma sentire prurito mentre ti stai lavando i capelli non è carino, ed è raro anche per me. Anche in combinazione con la sua maschera non ho visto nessuno dei risultati sperati. Oltretutto, mi sono ritrovata con i capelli sporchi dopo due giorni (e ho gridato al delitto, io che me li lavo una volta a settimana, due se proprio devo). L’ho voluto inserire perchè è stata la spinta definitiva per il mio passaggio a una maggiore attenzione verso i miei poveri capelli e ad un’esplorazione del mondo ecobio (una volta terminato l’ennesimo Garnier). L’ho terminato solo perchè sono dovuta stare parecchio in giro questo mese. Mi faccio un applauso da sola per la forza di volontà. A mai più rivederci.

Cucumber peel off masque Montagne Jeunesse: uso un sacco di campioncini, vi eviterò tutta la via crucis (anche se lo smaltimento campioncini ha il suo perchè…fatemi sapere), ma questa maschera l’ho provata diverse volte (avevo 4 bustine direttamente dal Cosmoprof; ne ho usata una per ogni applicazione), tutte questo mese. Il mio giudizio su questo celeberrimo prodotto è…l’inutilità fatta maschera. No davvero, carina la cosa della maschera pell-off (ma se siete cialtrone come me, nemmeno tanto, visto che me la sono ritrovata sui capelli e sul collo….dopo qualche ora dalla sua rimozione T_T”), ma la mia pelle non si è minimamente accorta del suo passaggio. Sicuramente non mi ha fatto venire voglia di acquistarla.

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Concealer by H&M – 12 white sand: questo correttore è sinceramente uno dei migliori che ho provato per il suo rapporto qualità/prezzo. Mi piace molto la consistenza: liquida ma non troppo, la trovo ideale per la correzzione di rossori e brufoli; va bene anche per il contorno occhi perchè ha una buona coerenza e non troppo secco, io però preferisco di solito utilizzare correttori aranciati per evitare l’effetto grigiume che nel mio caso è sempre in agguato. Credo che ci ritroveremo presto.

Eyeshadow prime potion Urban Decay: la minisize presente nella Naked era ancora in giro per casa. So che in realtà distruggendo la confezione potrei prelevare prodotto per diverse applicazioni, ma sono pigra e pasticciona e combinerei solo guai. Aggiungiamo il fatto che non mi fa impazzire per niente, anche se so che la qualità della full size è di netto superiore: in primis preferisco i primer correttivi, in grado di coprirmi venute&friends, in secondo luogo non trovo che valga tutti i soldi che costa: il trucco occhi mi dura e nemmeno troppo, ma io non ho quasi mai problemi di pieghette e “creasature” (almeno la palpebra non è oleata…almeno quella!), non mi sembra esalti il colori delle polveri e in generale mi crea qualche difficoltà con le sfumature. Mi trovo molto meglio con quello essence insomma, e se proprio devo sceglierne uno high-end la shadow insurance (in lemon drop) la preferisco di gran lunga.Dalla sua ha un packaging che per quanto scomodo, trovo delizioso:). Adieu.

Lip Balm Spf 15 Kiko: avevo preso questo burrocacao quest’estate, interessata alla presenza di protezione solare, in vista delle vacanze al mare. Non credo sia stata una grande scelta, a posteriori. In primo luogo trovo il packaging terribile, con quest’effetto specchio che tende a sporcarsi e a scaldarsi, se lo volete porte in spieggia (come ho fatto io). Ma la cosa più importante è che non ho notato alcun potere idratante sulle labbra, e beh, se mi metto un burrocacao pretendo che almeno che mi idrati le labbra, non dico tanto, ma almeno per una buona oretta. Finito solo perchè lo tengo in ufficio, vicino al computer così da ricordarmi di metterlo. In questo periodo sono piena di balsami labbra che mi fanno abbastanza caghèr in realtà, fortunatamente sto smaltendoli tutti per tornare al mio amore di sempre: il badger balm <3. Adios amigos.

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Lasciamo perdere le mie vene artistiche durante la pausa pranzo, che è meglio ._.”

Esatto un prodotto di cui ho smarrito il flacone vuoto (inizio a pensare che il mio gatto stia facendo azioni di sabotaggio interne perchè sconvolto dalla quantità di scatole e boccette che sto iniziando a seminare per casa per futuri post).

Nail Polish Remover Essence – profumazione al cocco: Come vi dicevo sono una consumatrice accanita di acetone, mi cambio lo smalto con frequenza e lo rimuovo non appena inizia a sbeccarsi, anche solo impercettibilmente (ho una mania da anziana: trovo che lo smalto rovinato sia il principale sintomo di poca cura e non riesco proprio a tenerlo.).
Trovo che questo acetone sia, come posso dire, insulso. Toglie lo smalto non troppo male ma nemmeno in modo efficace come il cugino killer di cui sopra. In più, se non sbaglio (era per quello che mi serviva la confezione T_T) contiene comunque acetone, quindi non è esattamente “idratante”. La nota davvero positiva è la profumazione: sa davvero di cocco e per me è una vera goduria. Ma soprattutto non sa per niente di acetone, una manna dal cielo se odiate quell’odore pungente (come me) o se siete solite togliervi lo smalto in presenza di persone che non lo tollerano (come il mio ragazzo). Per ora ho altri flaconi da finire e altri levasmalto (l’ho usata di nuovo!) economici da provare (come quello Shaka).  Per ora è un addio.

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